5 novembre 2012

Chiavaro: "Catania, bene così ma parlare di Europa League è fantasia. La sconfitta con la Juve..."

Dopo la grande prestazione offerta ieri dal Catania, che aria si respirerà questa mattina nella città etnea? Lo ho chiesto in esclusiva all'indimenticato ex Gigi Chiavaro, che con la casacca rossazzurra ha collezionato ben 134 presenze fra il 1974 e il 1981 : “Oggi si respira un'aria buona perché questo Catania sta facendo gioire tutti i suoi supporter. Tutti gli amici e i tifosi che incontro per strada sono contenti del successo ottenuto ieri contro la Lazio e del campionato che sta disputando la squadra di Maran”. Gli etnei arrivavano dall'ormai tristemente nota sconfitta con la Juventus e dal 2-2 di Udine: “Il pareggio contro l'Udinese ci poteva stare, anche se la rete del pari è arrivata nei minuti di recupero. Ma sul groppone c'è ancora la partita con la Juve, è rimasta tanta arrabbiatura per come sono andate le cose. Le vittorie fanno sempre bene e quella di ieri ha permesso al Catania di arrivare a quota 15 punti”. La classifica fa letteralmente sognare la tifoseria rossazzurra: “Adesso si trova in una buona situazione di classifica, ma pensare ad una qualificazione europea è pura fantasia, nonostante ci sia chi ci pensa. Sono dell'idea che se si mantiene questa categoria è già un grande risultato. Ci vuole molto di più per andare in Europa League”, ha concluso Chiavaro.

Nervo: "Al Bologna servivano assolutamente i tre punti. Pioli merita fiducia, l'attacco è da alta classifica"

Quella di ieri pomeriggio doveva essere la partita della svolta, invece il Bologna non è riuscito ad andare oltre il pareggio contro l'Udinese. L'unica nota positiva, forse, è rappresentata dal fatto che ha conquistato un punto dopo quattro ko consecutivi. Ho contattato in esclusiva l'ex Carlo Nervo, che ha commentato così il risultato maturato ieri al Dall'Ara: “Ieri servivano soltanto i tre punti che non sono arrivati. Ho visto però la tifoseria a sostegno dell'allenatore e questa è una cosa molto positiva. L'Udinese poi non è l'ultima arrivata e il pareggio alla fine ci può stare. Le cose per i rossoblu si complicano un po', però sono sicuro che possano uscirne fuori. Adesso c'è bisogno di una vittoria, serve un'impresa”. Per l'ex centrocampista, però, non è tutto da buttare: “In questo frangente Pioli ricopre un ruolo fondamentale e ha con sé un gruppo di ragazzi perbene. In attacco sono molto bene attrezzati, il tridente offensivo è da medio-alta classifica e non dalla posizione in cui si trova attualmente il Bologna. Ci vuole pazienza e bisogna continuare a puntare su Pioli. Bisogna lasciarlo lavorare in pace, conosce bene l'ambiente ed è un allenatore di primissimo livello: bisogna dargli fiducia”. In conclusione, Nervo si è detto fiducioso sulle chance di salvezza della compagine felsinea: “Ha tutte la carte in regola per evitare la retrocessione. Ci sono state squadre criticate duramente poi, dopo un paio di risultati positivi, sono state esaltate. Ci vuole maggiore equilibrio e penso che a Bologna ci sia la giusta maturità da parte del pubblico per ritornare a fare bene”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Juve-Inter non solo sul campo: duello per un talento argentino, ma attenzione alla concorrenza iberica

Sabato sera nel derby d'Italia è stata l'Inter a spuntarla, ma la Juventus potrebbe prendersi una piccola rivincita già in sede di mercato aspettando la gara di ritorno. Infatti, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva direttamente in Sud America, sia la società bianconera che quella nerazzurra avrebbero messo gli occhi su Leandro Paredes. Si tratta di un centrocampista argentino classe '94 di proprietà del Boca Juniors. Sabato il giovane si è ulteriormente messo in mostra rifilando due gol al San Lorenzo, sconfitto 3-1 dagli Xeneizes. Per provare ad assicurarsi le sue prestazioni, le due big italiane dovranno però vedersela con club come Atletico Madrid, Benfica e Porto, tutti interessati a Paredes.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

4 novembre 2012

Occhi blucerchiati su un giovane per la porta: ecco di chi si tratta

Non c'è solo la prima squadra nella testa e nei progetti dei dirigenti blucerchiati. In casa Sampdoria, infatti, si lavora per la squadra di Ciro Ferrara così come per tutto il settore giovanile anche in ottica mercato. A questo proposito, stando ad indiscrezioni raccolte in esclusiva, ci sarebbe l'interessamento per Alessandro Mirarco, estremo difensore classe '95. Il giovane è di proprietà del Nardò, squadra che milita attualmente in Serie D nel girone H. Mirarco, che lo scorso gennaio fu ad un passo dal trasferirsi in prestito al Lecce, è stato recentemente convocato nella Rappresentativa di Serie D. La Samp si è messa sulle sue tracce, ma è più probabile che provi a bloccarlo per il prossimo giugno piuttosto piuttosto che per la sessione invernale di calciomercato.

Luca Iannone per SampNews24.com

3 novembre 2012

Marinozzi (Sky): "Atalanta in ripresa, ma manca concretezza in attacco. Domani gara combattuta, Samp favorita"

Al Luigi Ferraris arriva l'Atalanta. Sette punti nelle ultime tre giornate per la compagine bergamasca, reduce dal successo casalingo contro il Napoli. Ma, indipendentemente dall'avversario, la Sampdoria ha un unico obiettivo: ritrovare i tre punti dopo i cinque ko consecutivi che pesano sulle spalle di Ciro Ferrara. Raggiunto in esclusiva, il telecronista di Sky Sport Andrea Marinozzi, che ha seguito gli orobici a Pescara domenica scorsa, ha parlato della Dea e del match in programma domani pomeriggio.

Come hai visto l'Atalanta formato trasferta?
L'ho vista bene, meglio rispetto alle partite precedenti. Penso che abbia fatto qualche passo in avanti. Il problema rimane l'attacco che non riesce ad andare a segno con continuità. Contro il Pescara, Denis ha fatto bene solo da quando l'Atalanta è rimasta in dieci uomini; per il resto è mancato qualcosa davanti anche se c'è da dire che sono stati sfortunati. Molto bene, invece, Cigarini”.

Quali sono, a tuo parere, i punti deboli della formazione allenata da Colantuono?
In avanti creano tantissimo, ma mancano di concretezza. Problemi offensivi a parte, la cosa negativa per ora rispetto alla passata stagione è rappresentata dal fatto che i giocatori mi sembrano meno cattivi, meno arrabbiati. Manca quella cattiveria che aveva contraddistinto l'Atalanta l'anno scorso quando, con la penalizzazione, disputò un grandissimo campionato. Schelotto, che ad inizio campionato non è riuscito a brillare, l'ho visto meglio con il Pescara. Domenica scorsa mi è piaciuta tanto anche la prestazione della difesa”.

In virtù di tutto ciò e della situazione in casa doriana, che partita sarà quella di domani?
Mi aspetto una partita combattuta tra due squadre dello stesso livello. Credo che per la Sampdoria possa essere la partita della svolta. Sarà una gara combattuta ma non bella, caratterizzata da episodi che si riveleranno fondamentali. Sarà importante vedere quale assetto sceglierà Colantuono. In avanti dovrebbe giocare Maxi Moralez alle spalle di Denis, con De Luca che potrà entrare a partita in corso. Se domani riuscirà a sbloccarsi el Tanque, per i blucerchiati la strada potrebbe mettersi in salita. In ogni caso, se dovessi fare un pronostico, direi che la Samp parte favorita”.

Per Ciro Ferrara è una gara da dentro o fuori...
Credo proprio di sì, anche se mi dispiace perché si tratta di un buon allenatore. Ha avuto un avvio di stagione simile a quello sulla panchina della Juventus. Ha iniziato alla grande e poi c'è stato un crollo, forse per un problema fisico e di preparazione. Se domani la Samp non riuscirà a tornare alla vittoria, Ferrara verrà esonerato. Non ci sono più chance per lui”.

Ds Südtirol: "Pescara, dai tempo a Stroppa. El Kaddouri ha le qualità per giocare nel Napoli. Fischnaller? Mi auguro che a giugno..."

Giovanni Stroppa, Omar El Kaddouri e Manuel Fischnaller. I primi due non stanno facendo benissimo in Serie A, il secondo si sta dando da fare con la maglia della Reggina. Ma cosa hanno in comune tutti e tre? Il fatto di essere passati, nell'arco delle ultime due stagioni, dal Südtirol. Il direttore sportivo della società trentina Luca Piazzi è intervenuto in esclusiva ai miei microfoni per commentare il loro inizio di stagione.

Stroppa sulla graticola. In caso di sconfitta contro il Parma, fa bene il Pescara a cambiare?
Posso solo dire che, secondo me, sette punti in classifica sono tanti per il Pescara in questo momento. E' una squadra che in avanti gioca con due '93 come Caprari e Quintero, tra i pali c'è Perin che è un classe '92 e in generale l'età media della squadra è bassa. Credo che la compagine abruzzese abbia bisogno di tempo per crescere e anche di qualche rinforzo in sede di mercato. La continuità solitamente paga. Per la riuscita di un progetto serve tempo, ma in Italia non lo si capisce. Basta pensare che l'anno scorso in Serie A sono stati cambiati quattordici allenatori e in B diciassette. Non credo che chi sieda in panchina sia sempre la causa delle difficoltà e i fatti poi lo dimostrano. Se hai un progetto serio devi sì individuare bene la guida tecnica, ma anche avere pazienza”.

Si aspettava che El Kaddouri potesse trovare così poco spazio nel Napoli?
El Kaddouri sta trovando poco spazio e continuerà a trovare poco spazio in questo Napoli. Contro il PSV in Europa League è partito da titolare in una partita poco adatta e contro una squadra superiore a quella azzurra. Ritengo comunque che la società partenopea abbia fatto un acquisto intelligente, perché ha le qualità per giocare nel Napoli e ad alti livelli. Mazzarri gli sta concedendo poco spazio ma, conoscendo il ragazzo, so che lavorerà per migliorarsi ulteriormente. Difficilmente si perderà, ha doti morali superiori alla media mentre quelle tecniche le abbiamo ammirate l'anno scorso quando giocava nel Brescia. E' un giocatore completo, è difficile trovarne come lui anche se rimango dell'idea che il suo futuro sia in un ruolo alla Pirlo, mentre finora ha sempre giocato in una zona più avanzata del campo”.

In Serie B, un gol ed un assist in dodici presenze per Fischnaller...
Senza dubbio mi aspettavo questo tipo di rendimento da parte sua. Certo, in una squadra più offensiva con Bonazzoli al posto di Comi in attacco poteva trarre qualche vantaggio in più. Sono convinto comunque che la sua consacrazione nella serie cadetta ci sarà nel girone di ritorno; nella seconda parte della stagione fa sempre molto bene, quando riesce ad entrare nei meccanismi della squadra. Lo vedo adatto per una realtà come la Reggina e sono convinto che possa crescere ulteriormente. Mi auguro di azzeccare questo pronostico in vista di giugno (ride, ndr). Il cartellino di Fischnaller è in comproprietà fra noi e la Reggina, l'augurio è anche quello di trattare per la cessione definitiva dopo una buona stagione da parte sua”.

2 novembre 2012

Il doppio ex Garritano: "La Samp è una grande squadra, contro l'Atalanta si rialzerà. Su Ferrara e Maxi Lopez..."

"Conosco un tipo strano, vedrai ti piacerà, si chiama Garritano, ci porta in Serie A!". Così cantava la Sud nella stagione 1981/82, che vide la Sampdoria ritornare nella massima serie a distanza di cinque anni dalla retrocessione in B. Il coro era tutto per Salvatore Garritano, attaccante di quella squadra condotta alla promozione da Renzo Ulivieri. Pima di approdare in blucerchiato, Garritano aveva vestito per due stagioni la maglia dell'Atalanta. Quindi chi meglio di lui potrebbe parlare del prossimo impegno di campionato della formazione di Ciro Ferrara? Lo ho intervistato in esclusiva.

Che effetto le fa pensare al coro che le dedicava la tifoseria blucerchiata?
Innanzitutto mi fa piacere che ancora ci si ricordi di me e di quel motivetto. Sono ricordi meravigliosi perché in quell'annata arrivammo terzi in Serie B e ottenemmo la promozione in A. Quando si vince i ricordi non possono che essere positivi, anche perché era da più di vent'anni che la Sampdoria non vinceva un campionato. Noi riuscimmo in questa impresa e ne sono tutt'oggi orgoglioso. Sono ricordi indelebili”.

Dopo cinque ko consecutivi, al Ferraris arriva l'Atalanta...
Non sarà una partita difficile, ma quella doriana è una formazione attrezzata e con esperienza, guidata da un tecnico capace come Ferrara.. Credo che la Samp, con i suoi giovani talenti e i suoi giocatori più esperti, possa spuntarla.. Non lo vedo un impegno difficile, sono sincero. Nella mia schedina metterò '1' perché credo in questa Sampdoria. Inizialmente la squadra è partita col piede giusto e l'allenatore la fa giocare bene. Sono sicuro che disputerà un gran bel campionato”.

La panchina di Ferrara scotta e non poco.
Come sempre, a pagare per primo è sempre l'allenatore. Ferrara, però, sta facendo esprimere un bel gioco ai suoi uomini. E' un tecnico bravo, serio e preparato, la società non lo manderà via facilmente. Grazie ad una bella vittoria domenica, scaccerà via tutte le voci riguardanti un suo possibile esonero. Dobbiamo tener presente che nelle ultime giornate ha incontrato anche avversari più preparati e con potenzialità maggiori nei singoli in termini di qualità; in quelle partite è chiaro che può prevalere la giocata del singolo. Ma la Samp rimane una gran bella squadra”.

Maxi Lopez non segna dal 16 settembre: si aspettava di più dall'argentino?
Attualmente, a mio avviso, è uno dei pochi che può essere definito una prima punta. Sono certo che potrà dire la sua, già a partire da domenica contro l'Atalanta. E' partito bene segnando tre gol e poi ha avuto un momento di flessione. Avendo giocato nel suo stesso ruolo, so che quando la squadra non gira i primi ad esserne condizionati sono gli attaccanti. Se non gli arrivano palloni giocabili, diventa difficile andare in rete. Maxi Lopez è un attaccante d'area e fa fatica quando la squadra non si esprime al meglio, ma è un grande giocatore e si riprenderà facendo parecchi gol”.

Quindi più che di un problema offensivo, secondo lei, si tratta di un problema di gioco?
Sì, è esattamente quello che stanno avendo i blucerchiati. Non è però un problema di base, ma deriva dal fatto di aver incontrato squadre ben allestite contro le quali ha fatto fatica. La Samp, ripeto, non è una squadra da buttar via, è stata allestita molto bene in estate e dirà la sua durante l'arco di tutto il campionato. Anche in tempi come questi, quando le cose non stanno andando bene, bisogna dire le cose come stanno. Io credo in questa Sampdoria”.

1 novembre 2012

Dalla Svizzera alla Francia passando per la Scandinavia: l'avvocato Luisi in giro per l'Europa con la testa al mercato

Mancano esattamente due mesi e poi apriranno ufficialmente i battenti della finestra invernale di calciomercato. Nel frattempo direttori sportivi, dirigenti, osservatori e addetti ai lavori in generale sono già al lavoro per non farsi trovare impreparati a gennaio. Come ad esempio l'avvocato Giacomo Luisi. Dopo aver provato la scorsa estate a portare in Italia il terzino olandese classe '89 Alexander Büttner poi finito al Manchester United, il titolare dello Studio LSL - Luisi Sports Law & Management sta intraprendendo diversi viaggi per l'Europa con l'obiettivo di visionare e trattare alcuni giovani talentuosi.
Qualche tempo fa è stato in Svizzera per assistere alla sfida della massima serie tra Losanna e Sion. Nel mirino ci sarebbero due classe '94 in forza al Losanna: un difensore centrale ed un trequartista. Il calcio e il mercato svizzero stanno attraversando una fase di sviluppo negli ultimi anni dal punto di vista della qualità e dell'organizzazione. Gattuso docet. Un esempio è anche rappresentato da Marco Degennaro, da anni direttore sportivo al Sion, club molto stabile economicamente che si sta muovendo con grande padronanza sul mercato svizzero ed europeo.
A fine settembre, invece, Luisi si è recato in Scandinavia. In un primo momento in Norvegia, dove ha assistito alla partita di Teppeligaen Sogndal-Tromsø. Qui ha notato diversi giocatori di valore, anche il livello medio nel calcio norvegese è piuttosto. Tra le fila del Tromsø lo hanno colpito in particolare un esterno alto classe '92 ed un mediano classe '89.
Poi via aereo da Oslo ad Alborg, in Danimarca. Luisi era presente in tribuna per Aalborg-Esbjerg, dove ha preso appunto su una punta centrale di ventun anni; molto interessante e ben messo fisicamente, per le sue caratteristichetale giocatore sarebbe forse forse più indicato per il mercato inglese piuttosto che per quello italiano.
Infine, ad ottobre, ha fatto una puntatina oltralpe. In Francia ha assistito ad un match di Ligue 2, che ha visto affrontarsi il Le Mans e il Sedan e uno di Ligue 1 tra Saint-Étienne e Nancy. Per quanto concerne il Le Mans, ad attirare l'attenzione di Luisi è stata la grande accoglienza e professionalità dei dirigenti, oltre ad un settore giovanile con giocatori under 19 e under 20 molto interessanti che potrebbero far comodo a tante compagini italiane. Inoltre il Le Mans non sta attraversando una situazione economica molto florida e questo fattore potrebbe agevolare eventuali trattative riguardanti i suoi giovani. Nel Nancy, invece, è stato un terzino sinistro classe '92 a finire nel mirino di Luisi.
Ma non finisce qui. Sì perché Luisi non ha neanche il tempo di disfare le valigie perché a metà novembre sarà in Grecia. L'appuntamento è di quelli importanti: Olympiacos-Marsiglia del torneo NextGen Series.

Ag. FIFA Maifredi: "Zaza, obiettivo doppia cifra. Ecco perché Minotti trova poco spazio. Dadson l'anno prossimo in B"

Gol e assist. Simone Zaza è stato senza dubbio il 'man of the match' nella sfida di Serie B tra Ascoli e Novara di martedì sera. Per l'attaccante classe '91 di proprietà della Sampdoria, si tratta della quinta rete in campionato. Ho raggiunto in esclusiva il suo procuratore Christian Maifredi. Con lui abbiamo parlato di Zaza ma anche di altri suoi assistiti: Nadir Minotti, centrocampista classe '89 dell'Atalanta attualmente in prestito al Lanciano, e Papa Dadson, mediano ghanese in forza al Lumezzane.

Quinto centro stagionale per Zaza, non si ferma più...
Sono molto contento, Simone sta ritornando quello che aveva dimostrato di essere a 16 anni nelle giovanili dell'Atalanta. Sta mettendo in mostra le sue grandi caratteristiche offensive, ieri è andato a segno e ha fornito l'assist per il secondo gol dell'Ascoli. Questa Serie B è molto più adatta ai giovani rispetto a qualche anno fa, c'è più spazio e più tranquillità per farli giocare. Ci sono tanti ragazzi che hanno la possibilità di mettersi in mostra e Simone è uno di questi. Spero entro fine stagione riesca ad arrivare in doppia cifra che è quello che ci auspicavamo. Oggi è un giocatore di categoria che ha mercato. Dopo anni fatti di situazioni difficili, sono contento che abbia raggiunto tale serenità e questo stato di forma”.

Sempre in B, Minotti a Lanciano non sta trovando grande spazio: a gennaio può andar via?
Nadir si trova in una situazione molto simile a quella di Simone un anno fa. Viene da una stagione con l'Atalanta in cui ha collezionato soltanto tre presenze in Serie A e otto nel campionato Primavera; non ha la preparazione giusta per affrontare un nuovo campionato e sta facendo fatica per questo motivo. Le sue qualità, però, sono indiscusse. Ciò che gli è rimasto dopo l'anno scorso sono sono otto chili di massa muscolare in più. Ora è alto 1.88 per 80kg, quindi ha un fisico totalmente differente da quando segnò tredici gol con la Primavera. Bisogna capire che giocatore è oggi Minotti, se un regista arretrato o un trequartista ad esempio. Ha il cartello 'work in progress', è un calciatore in lavorazione, quindi bisogna vedere se sarà opportuno cambiare maglia a gennaio. Non è comunque una cosa che mi piace, per trovare l'amalgama con ambiente nuovo, squadra nuova e allenatore nuovo ci vorrebbe del tempo. In ogni caso, quello che sarà opportuno fare a gennaio lo faremo”.

Scendendo in Lega Pro, invece, Dadson si sta confermando con il Lumezzane.
Domenica mi sono recato a Lumezzane per la sfida con il Lecce, ma a causa del maltempo la partita non si è giocata. Dadson avrebbe comunque riposato o quantomeno non sarebbe partito da titolare. Questo è il suo anno, ma è da seguire il discorso della squadra su come riuscirà a piazzarsi in classifica e su come giocherà per il resto del campionato. Spero che il Lumezzane riesca a centrare la zona play-off e che Papa Dadson abbia l'opportunità di mettersi in mostra. Sono convinto che la prossima stagione troverà spazio in una squadra di Serie B”.

De Rosa: "Genoa, con la Fiorentina sarà dura. Delneri super allenatore, ma l'esonero di De Canio non ci voleva"

Il successo manca ormai da cinque giornate in casa Genoa e a farne le spese è stato Luigi De Canio, che lasciato il posto in panchina a Luigi Delneri. Frey e compagni andranno alla disperata caccia dei tre punti contro la Fiorentina, ospite questa sera al Luigi Ferraris. Uno che conosce bene l'ambiente genoano è Gaetano De Rosa, protagonista della risalita in Serie A con il Grifone, che ha indossato per due anni la casacca rossoblu. Lo ho intervistato in esclusiva.

Gaetano, che partita ti aspetti da parte del Grifone?
Sarà indubbiamente una partita molto dura. E' difficile affrontare questa Fiorentina, una squadra molto forte che ha iniziato bene questo campionato e ha trovato la sua identità grazie al lavoro del tecnico Montella. Il Genoa, purtroppo, è ancora un cantiere aperto, si sta cercando di ricominciare dalle fondamenta. Ci auspicavamo che non ci fossero dei ribaltoni in panchina per non incorrere in situazioni come quella che si è creata lo scorso anno. Il cambio in panchina invece c'è stato. Delneri avrà sicuramente bisogno di tempo, ma la competenza e la qualità sono indiscusse: è un super allenatore. Però ha iniziato a campionato in corso e non sempre si trova una squadra strutturata secondo la propria ideologia. Dovrà avere modo e tempo di adattarsi, di conoscere i suoi giocatori e di trovare un assetto solido. Avendo perso molto terreno si ritrova a rincorrere, ma rincorrere non è mai facile. L'aspettativa cresce domenica dopo domenica in questa piazza importantissima che merita una posizione di classifica totalmente diversa”.

Tanti assenti per il Genoa, uno su tutti il tuo ex compagno Borriello...
La sua assenza avrà un peso determinate, Marco ricopre grande importanza. Mi auspico che possa ritornare in campo il prima possibile e che possa ripetersi in rossoblu come cinque anni fa quando disputò una stagione strabiliante. Se lo meriterebbe, possiede le qualità per giocare sempre ad alti livelli. Il Genoa deve pensare a recuperare anche altri giocatori, perché ci sono forti individualità che hanno ancora tanto da dare”.

Ti aspettavi il cambio in panchina De Canio-Delneri?
Sinceramente non me lo aspettavo, però è chiaro che solo chi è presente all'interno e vive la squadra sa quali sono i vantaggi del cambio. Se è successo questo, significa che che non si riusciva più a venirsi incontro e quindi adesso c'è bisogno di ricominciare da capo. Il tempo c'è per riassestare il tiro, ma serve un clima funzionale, sereno e compatto. Bisogna comprendere che il Genoa sta avendo delle difficoltà enormi e non necessariamente trovare un capro espiatorio. E questo lo devono fare tutti i componenti dell'ambiente rossoblu: dalla società ai tifosi, dall'allenatore alla stampa. C'è bisogno di un segnale di grande cultura e di responsabilità. Bisogna vivere il calcio come un momento di aggregazione, con spirito di festa e di sana competizione senza aggravare i tanti problemi che già esistono. Il calcio è una passione che va vissuta al dilà dei risultati”.

Infine, dove può arrivare questo Genoa?
L'obiettivo primario deve essere quello di venire fuori dalla zona calda della classifica. Bisogna raggiungere una posizione che dia serenità e permetta di poter pensare con maggiore tranquillità. Il Genoa deve togliersi di dosso quelle pressioni che possono risucchiarti nei bassifondi e in situazioni non facili”.