15 gennaio 2010

Intervista a Federica Moriano

Federica, intanto raccontaci qualcosa della tua vita professionale...
"Ho sempre amato il mondo della moda e dello spettacolo, da piccola però volevo fare la veterinaria, amo molto gli animali, ma la voglia di studiare scarseggiava e allora ho iniziato a fare sfilate, servizi fotografici e provini, per poter trovare un lavoro da consolidare nel tempo che mi permettesse un guadagno normale e fisso e un po’ di tempo libero da dedicare alla mia famiglia, ai miei amici e all’amore. Dopo questo successo che i giornali hanno creato su di me sono cambiate molto cose nella mia vita ma ne sono felice".

Da modella a agente Fifa. Come è nato esattamente questo desiderio?
"Fin da piccola avevo un fisico molto sviluppato e prorompente, mi piaceva metterlo in mostra e cosi ho iniziato a fare servizi fotografici in Liguria, anche se mi sarebbe molto piaciuto fare un calendario senza veli, ho portato avanti fino ad ora questa mia passione facendola corrispondere anche con un cervello che mi permettesse di mettere in mostra non solo le mie curve ma anche le mie idee. Il calcio è sempre stato tutto per me, una ragione di vita, un amore che giorno dopo giorno cresceva dentro di me ed occupava le mie giornate. Calcio giocato e non, mi piacevano molto i calciatori, belli, famosi, con un fisico da sballo ed ho iniziato a coltivare la passione per poter diventare la loro agente. Ora che sono un po’ più cresciuta tendo più a dare importanza ad altri valori, amo la semplicità negli uomini e spero di trovarne uno speciale che faccia per me".

Se riuscissi a diventare agente Fifa quale calciatore ti piacerebbe avere come assistito?
"Mi piacerebbe tutelare sicuramente un calciatore importante ma non troppo bello perchè poi me ne potrei innamorare, e si sa, mai mettere l’amore nel lavoro. Essendo tifosa juventina mi piacciono molto Chiellini, Sissoko e Iaquinta, giocatori con gli attributi. So che non è un lavoro facile in un mondo cosi maschilista ma spero che prima o poi tra moda e calcio possa nascere qualche progetto davvero interessante".

La Juventus di cui sei grande tifosa è riuscita a tornare alla vittoria, vincendo 3-0 contro il Napoli in Coppa Italia. Credi che sia stato un successo meritato o credi che sia soltanto un illusione per i tifosi bianconeri?
"Mercoledì la Juve ha giocato bene, non alla grande ma si è data da fare. Melo ha fatto svolto il suo compito, non ha perso palloni inutili, non ha fatto falli sciocchi, ha fatto da cerniera tra difesa e centrocampo. Sono molto soddisfatta anche della prestazione di Diego, oltre al gol e al rigore che si è procurato, ha lottato su ogni pallone, era ispirato e spero che anche domenica si comporti cosi col Chievo. Il capitano Alessandro Del Piero non muore mai, ieri sera dopo tante panchine secondo me ingiuste ha fatto capire molto a Ferrara, si è trovato a meraviglia con Diego, ha preso calci e pugni dai difensori napoletani ma non ha mai mollato".

Secondo te, la formazione bianconera necessita di ulteriori rinforzi per competere in questa stagione?

"Credo che ormai questa stagione per la Juventus sia finita, con esclusione dalla Champions e la sconfitta di domenica contro il Milan la Juve potrà lottare per il terzo posto in campionato, per l’Europa League, e per la Coppa Italia, che non sono di certo gli obiettivi principali nella storia della Vecchia Signora. Spero che col mercato di gennaio possano arrivare un terzino sinistro, un centrocampista e una seconda punta, anche se non credo che la dirigenza dopo il mercato fallito in estate sia intenzionata a spendere altri soldi in inverno. Sono felice del ritorno di Bettega, non amo molto questa dirigenza, con la famiglia Agnelli la Juve non avrebbe mai vissuto un periodo cosi nero e non sarebbe nemmeno mai andata in serie B. Sono sicura che Bettega riporterà nell’ambiente e nei giocatori lo spirito Juve, il cuore Juve, l’orgoglio Juve, gli elementi che hanno sempre caratterizzato questa squadra. La voglia di vincere e di competere in tutto non deve mai venir a meno soprattutto in una squadra con la nostra storia e le nostre vittorie".

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Se dovessi scegliere un giocatore in particolare per la tua Juve, chi sceglieresti?
"Porterei alla Juve fin da subito Messi, Cristiano Ronaldo e Kakà! A parte i sogni del fantacalcio, credo che la Juve abbia bisogno di un terzino sinistro, spero che già a gennaio possa esserci il ritorno di Mimmo Criscito, era stato messo da parte e criticato nella partita contro la Roma all’Olimpico nel ritorno in serie A, ma quel giorno Totti era stato insuperabile. A Genova Criscito è migliorato ed è maturato e credo sia pronto a tornare in bianconero. Un centrocampista come Gaetano D’Agostino, che non è stato preso quest’estate, secondo me ingiustamente ma credo che la Juve ora ne potrebbe trarre beneficio, anche perché come disse Ranieri, un vice Nedved non esiste. Si dovrebbe cercare anche una seconda punta, ora come ora c’è solo Del Piero, ma lui purtroppo per la Juventus sta invecchiando, in base alle disponibilità economiche punterei molto su Aguero, Lavezzi o Cassano".

Club di B e Prima Divisione su Christian Conti

Dopo una buona stagione con la maglia del Verona lo scorso anno, il difensore di proprietà del Bari Christian Conti è attualmente in cerca di una nuova destinazione. Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di Calcio News 24 contattando fonti vicine al giocatore, sulle sue tracce ci sarebbero alcune società di Serie B e di Prima Divisione. In vista della prossima stagione, comunque, non è da escludersi che Conti possa trasferirsi in un club della massima serie.
Luca Iannone per CalcioNews24.com

5 gennaio 2010

Intervista a Vincenzo Bernardo

Ad agosto hai recisso il contratto con il Napoli. E’ stata una decisione tua o una decisione presa di comune accordo con il club?
“La decisione è stata presa di comune accordo con la società partenopea”.

Nel tuo addio al Napoli ha inciso la volontà dell’ex dg azzurro Pierpaolo Marino?
“No, assolutamente. Marino non c’entra niente”.

Ti aspettavi maggior fiducia nei tuoi confronti da parte della dirigenza?
“Io ho avuto la massima fiducia nella società i primi due anni a Napoli, ma durante l’ultimo anno con la Primavera sono successe delle cose che non riesco a spiegarmi o forse non voglio spiegarmi”.

Non sei stato cercato da nessuna società italiana?
“Qualche club interessato c’era, ma io ho deciso di andare nella Major League Soccer perché voglio giocare con continuità”.

Il tuo futuro prossimo sarà quindi negli Usa..
“Il futuro prossimo sarà sicuramente nella serie A statunitense: è un campionato che è cresciuto tantissimo e non vedo l’ora di iniziare”.

Se dovessi paragonarti a un giocatore già affermato, a chi ti paragoneresti?
“Direi Saviola o Aguero”.

Chi pensi sia stato il maggior talento che hai incontrato durante la tua esperienza italiana?
“Credo Balotelli quando giocava con gli Allievi dell’Inter”.

Quale giocatore statunitense ti sentiresti di consigliare agli operatori di mercato italiani?
“Penso che Donovan potrebbe fare bene in Italia”.

Qual è il tuo sogno nel casssetto?
“Il mio sogno è quello di ritornare tra un paio d’anni in Europa per giocare in una grande squadra e di partecipare ai Mondiali del 2014 con la nazionale statunitense”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

20 novembre 2009

Intervista a Alberto Brandi

Dopo la dodicesima giornata di campionato hai visto qualche sorpresa?

Ci sono state diverse sorprese: se devo essere sincero l'exploit più inaspettato l'ha confezionato secondo me la Sampdoria. Ha fatto un mercato a fari spenti, senza grossi colpi. Ma l'abilità di Marotta ha fatto sì che arrivassero a Genova i giocatori giusti per compiere il salto in classifica e per sviluppare al meglio le idee di Delneri. Se aggiungiamo che per questo il bilancio tra entrate e uscite è risultato vicinissimo allo zero, siamo di fronte a un lavoro eccezionale.

Inter imbattibile in Italia, con qualche difficoltà invece in Europa. Come ti spieghi queste due facce della formazione di Mourinho?

L'hanno detto tutti, sembra una considerazione ovvia, ma è proprio così: l'Inter deve sviluppare la sua mentalità europea. Deve sbloccarsi definitivamente. Un po' come le succedeva anni fa in campionato. Sembrava sempre attrezzata per vincere, ma alla fine non ci riusciva mai. Poi ha cominciato e non ha ancora smesso.

La Juventus può rappresentare la vera antagonista ai nerazzurri per la corsa allo scudetto?

L'unica, concreta, avversaria dell'Inter è la stessa Inter. Solo lei può perdere il primo posto.

11 punti in 5 partite per il Napoli di Mazzarri. Dove possono arrivare i partenopei?

Penso in zona Europa League. Con gli investimenti che De Laurentiis ha fatto, e che intende fare a gennaio, dovrebbe essere l'obiettivo minimo. Mazzarri ha saputo ridare fiducia all'ambiente, questo è stato il suo primo grosso merito.

Si parla di possibile esonero a Palermo e Roma, sponda Lazio. Credi che Zenga e Ballardini stiano davvero correndo questo rischio?

Con Zamparini non bisogna escludere nulla, soprattutto in tema di allenatori. Se fossi al suo posto proverei ad avere un po' di pazienza con Zenga. Lo stesso dovrebbe fare Lotito con Ballardini, tecnico preparatissimo che forse sta incontrando qualche difficoltà ambientale.

La squadra-rivelazione di questo campionato?

Fino ad oggi la Sampdoria.

Quale giocatore arrivato quest'anno in Italia ti ha impressionato maggiormente?

Sneijder. Temevo fosse poco motivato, invece se fossi un tifoso del Real mi mangerei le mani. Con lui in campo l'Inter ha quasi sempre vinto. Non è un caso.

Per gennaio che mercato ti aspetti?

Il solito mercato degli ultimi tempi. Con pochi soldi. Speriamo che ci siano le idee. Non vedo grossi spazi per nomi roboanti. Pandev all'Inter potrebbe essere in cima alla top list degli affari.

Un centrocampista come Menegazzo, che sembra possa arrivare al Genoa a gennaio, può essere adatto al gioco di Gasperini? Lo vedresti meglio al fianco di Milanetto, Juric o Zapater?

Menegazzo può giocare con tutti. E' un centrale che ha già fatto esperienza in Italia e servirebbe al Genoa per tamponare l'assenza di Kharja infortunato.

Caso Cassano: secondo te, cosa c'è veramente dietro le mancate convocazioni del talento barese da parte di Lippi?

C'è semplicemente il fatto che Lippi lavora sul gruppo più che sui singoli. E secondo quello che pensa, Cassano non è adatto ad inserirsi tra gli azzurri. Poi io Cassano in Nazionale lo porterei anche in braccio, ma non sono il commissario tecnico.

Luca Iannone per Golmania.it

17 novembre 2009

Intervista a Mario Ferri "Il Falco"

Come è nata l'idea di invadere il campo durante la partita di sabato scorso?

Da una scomessa con degli amici e per delle idiologie ben precise sul calcio, logicamente pro Cassano.

Ma cosa è successo esattamente in campo quando sei entrato?

Nulla, sono corso dentro e sono uscito, senza che nessuno mi ostacolasse.

Peccato però per la denuncia della polizia.


Ogni cosa porta un bene e un male..

Lippi ha dichiarato di non averti visto: è possibile?

No, è impossibile: mi ha guardato negli occhi quando gli ero di fronte.

Cassano è davvero indispensabile per questa Nazionale?

Penso che farebbe molto comodo, anche se nessuno è indispensabile.

Seguirai gli azzurri anche ai Mondiali?

Se Cassano verrà convocato, andrò con lui in Sudafrica.

Come si fa a "invadere il campo"?

Serve furbizia alla Diabolik e bisogna pianificare tutto con precisione.

Questa però non è la prima invasione di campo per te..

Vero, invasi il campo anche nel 2007 durante Pescara-Sambenedettese finita 4-1.

Da dove deriva il soprannome "Falco"?

Mi è stato dato dai miei amici per i miei atteggiamenti da "rapace" con le ragazze.

Dal web continuano a arrivare messaggi di ammirazione e di stima nei tuoi confronti. Cosa vuoi dire ai tuoi fan?

Grazie mille, non mi aspettavo tutto ciò. Grazie anche a voi della redazione.
Luca Iannone per Golmania.it

9 ottobre 2009

Intervista a Pierpaolo Triulzi

Stamattina il nome di Cavani è stato prepotentemente accostato alla Roma. A te risulta?

Niente di vero, solo speculazioni giornalistiche. Cavani è un giocatore del Palermo e ha un contratto con i rosanero fino al 2012, e comunque sta bene in Sicilia.

E' vero che il giocatore piace a molti club?

Sì, però tra un interesse e la possibilità di trasferirsi c'è molta differenza. Anche a me piace Naomi Campbell..

Cavani è pronto per trasferirsi in una grande squadra?

Per me sì, però sia lui che io consideriamo Palermo una piazza importante.

Quale giocatore giunto quest'anno in Italia ti ha impressionato maggiormente?

Pastore del Palermo.

Luca Iannone per Golmania.it

6 ottobre 2009

Intervista a Roberto Civitarese

Partiamo dall'Inter, nuovamente in testa alla classifica. Dopo la sconfitta in casa della Sampdoria è riuscita a vincere contro l'Udinese anche se con qualche difficoltà. Credi che i nerazzurri potranno iniziare ad avere continuità in campionato?

L'Inter è una squadra di giocatori che hanno in mente un unico obiettivo importante e condiviso: vincere. Aver perso una gara contro un'ottima squadra come la Sampdoria non sposta l'obiettivo, anzi in alcuni casi lo rafforza. Per avere continuità in campionato però non è sufficiente solo la condizione mentale, ci vogliono ovviamente anche altre componenti, come quella fisica e quella tecnico-tattica.

L'Inter però continua a trovare difficoltà in Champions League, dove ha conquistato finora solo due punti in due gare. Come ti spieghi questa carenza di risultati in ambito europeo?

La Champions League per l'Inter è un capitolo a parte. Per tutti, società, dirigenti, giocatori e per gli stessi tifosi, quando si parla di Champions League i ricordi che vengono alla mente non sono certamente positivi. Questo può creare un condizionamento mentale, un "blocco" una "convinzione depotenziante" che rende difficile fare risultati positivi. Certamente sono cose che si possono correggere, ma questo dipenderà molto dal mister.

Nel posticipo di ieri sera abbiamo assistito a un brutto tonfo della Juventus, sconfitta 2-0 a Palermo. Bianconeri a tratti irriconoscibili e poco attenti in difesa. Quali sono stati i problemi alla base di questo inatteso tonfo?

Come al solito non entro in questioni di natura tattica. Ieri sera si sono incontrate due squadre con obiettivi differenti. La Juve voleva "misurarsi" e verificare, dopo il pareggio contro il Bologna, se fosse realmente l'antagonista dell'Inter per la corsa allo scudetto. Il Palermo si giocava il futuro. Credo semplicemente che la "spinta" mentale del Palermo fosse decisamente più forte di quella della Juventus. Credo che i giocatori bianconeri dicano pubblicamente di lottare per lo scudetto, ma inconsciamente non ne sono del tutto convinti e così quando si trovano ad un passo dal salto di qualità, non riescono a portarlo a termine.

Continua la bufera in casa Napoli. Dopo aver ufficializzato il divorzio con Marino, De Laurentiis è pronto a sostituire Donadoni con un nuovo allenatore. Come potrebbero rispondere i giocatori a questo cambio di panchina?

I cambiamenti sono sempre un esercizio difficile per la mente, perchè anche in situazioni complesse la nostra mente si abitua ad una certa situazione. Con il cambiamento bisogna "riprogrammare" tutto. E il Napoli ne è un esempio. Lo scorso anno cambiarono allenatore in corsa perchè la dirigenza non era soddisfatta dei risultati. Il cambiamento ha però portato risultati positivi? Sicuramente l'allenatore avrà il suo lavoro da fare anche sull'aspetto mentale.

Un occhio anche alla Serie B. Nella serie cadetta stiamo assistendo ad un inaspettato dominio del Frosinone. La formazione allenata da Moriero ha conquistato 17 punti nelle prime otto gare, contro ogni pronostico e aspettativa. Credi che i ciociari saranno capaci di restare nelle zone nobili della classifica fino alla fine del campionato?

Quando una squadra si trova inaspettatamente ai vertici della classifica, la sua permanenza in quella posizione dipende molto dalla capacità che hanno i giocatori di adattarsi a nuovi obiettivi e a nuove sfide fino a quel momento inaspettate. Ovviamente serve anche una continuità di gioca e di forma fisica, ma viste le dichiarazione di Moriero ad inizio campionato, sono certo che il Frosinone lotterà con tutte le sue forze per non vanificare i risultati ottenuti finora.

Luca Iannone per Golmania.it

29 settembre 2009

Intervista a Roberto Civitarese

Partiamo dal posticipo di ieri sera: pareggio a reti inviolate tra Milan e Bari, ma pugliesi nettamente superiori ai rossoneri sul piano del gioco e delle occasioni create. Qual è il problema di questo Milan che non riesce a decollare in campionato mentre riesce a fornire buone prestazioni in Champions?

Per quanto riguarda il posticipo di ieri sera posso dire che il Bari è sceso in campo con un "bellissimo ricordo" dell'ultima volta che ha giocato a San Siro. Contro l'Inter, infatti, ha pareggiato una gara contro qualsiasi pronostico. Mentalmente, il ricordo di quel successo ha influenzato sicuramente la prestazione positiva degli uomini di Ventura ricreando le stesse sensazioni positive e lo stesso desiderio di ripetere l'impresa. Per il Milan, credo che valga lo stesso discorso riferito però alla Champions League. La squadra allenata da Leonardo ha vissuto grandi successi in questa competizione e tutte le volte che si ritrova in campo, quei successi tornano "vivi" nella memoria. Non mi stupisce che la scorsa settimana Galliani abbia dichiarato che la musica della Champions League ascoltata negli spogliatoti abbia aiutato la squadra a concentrarsi meglio e ad ottenere una prestazione positiva rispetto alle domeniche successive. Vorrei ricordare un'ultima cosa: Carlo Ancelotti quando ha lasciato il Milan ha voluto con se Bruno De Michelis, mental coach dei rossoneri per oltre 20 anni. Non è un caso che il Chelsea da lui guidato sembra, oggi, proprio il Milan stellare di 20 anni fa.

Il Genoa si è fermato nuovamente uscendo sconfitto dal Friuli di Udine, raccogliendo un solo punto nelle ultime tre gare. Costa sta alla base di questa serie di risultati negativi secondo te?

Sono convinto che dopo una grande prestazione, un successo voluto e conquistato con tutte le forze, sia normale un calo di concentrazione oltre a un calo fisico. Credo che i risultati negativi del Genoa dipendano solo da questo fattore. Giovedì gli uomini di Gasperini hanno fatto un'ottima gara contro la Juventus e hanno speso molto in termini di energia psicofisica. Il calo di ieri dipende solo da questo, senza nulla togliere, ovviamente, alla prestazione dei friulani.

Situazione burrascosa in casa Napoli. Il presidente De Laurentiis liquida Marino e sembra intenzionato a esonerare prossimamente Donadoni. Queste novità sul piano societario potrebbero influire negativamente sulla testa dei giocatori in vista della trasferta di Roma?

La risposta è scontata: sì, questo influenza negativamente la testa dei calciatori. Un atleta deve concentrarsi esclusivamente sulla sua prestazione e su come poter dare il massimo quando è in campo. Qualsiasi vicenda che vada oltre questo aspetto sicuramente condiziona, influisce e porta il giocatore a pensare a situazioni incerte; incertezza sul futuro suo e della società. Certo, ci sono anche modi positivi di reagire a questa "influenza" ma indubbiamente la situazione, finchè non viene risolta, complica un po' le cose.

Obbligatoria una domanda sulla capolista del campionato. Sabato la Sampdoria ha centrato la quinta vittoria in campionato battendo l'Inter. Credi che i blucerchiati saranno capaci di far fronte alle pressioni portate dal primato in graduatoria o subiranno un calo a livello mentale?

A questa domanda non è facile rispondere. La questione, per come la vedo io, è la seguente: qual è l'obiettivo della Sampdoria? Il mister, i giocatori, la società quale obiettivo hanno? Se nell'ambiente si comincia a "credere" che la lotta allo scudetto sia un obiettivo possibile, allora non ci sarà nessun calo, al contrario dovremo aspettarci una Samp competitiva ancora per un bel po' di tempo, magari proprio fino alla fine della stagione.

Capitolo Nazionale: ritieni giusto non convocare un campione come Cassano? La mancata convocazione potrebbe essere scaturita da comportamenti caratteriali che in passato ha avuto il giocatore o secondo te ci sono altre motivazioni sulla decisione inamovibile di Lippi?

Francamente non so quali siano i motivi che inducano Marcello Lippi a non convocare Cassano in Nazionale ma sono certo di una cosa: Cassano desidera vestire la maglia azzurra e questo è il motivo principale del suo cambiamento e del suo rendimento eccezionale. Antonio è un indiscusso talento, da qualche tempo a questa parte ha nella testa un importante obiettivo: andare ai Mondiali. Desiderare mentalmente una cosa e avere le capacità tecniche per ottenerla sono garanzia di successo. In questo caso è un altro che sceglie, ma vedrete che presto Lippi sarà l'unico in Italia a pensare che Cassano non debba tornare in Nazionale, a quel punto cosa deciderà di fare? Se mi è concessa una battuta, diamo merito a Marcello Lippi di una cosa: se la Sampdoria oggi è in testa alla classifica è anche, in parte, merito suo.

Luca Iannone per Golmania.it

25 settembre 2009

Intervista a Roberto Civitarese

Sostanzialmente, in cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro consiste sostanzialmente in un allenamento mentale che l'atleta professionista deve apprendere nel suo percorso di crescita e miglioramento, e lo scopo di questo allenamento è ottenere il meglio da sè stessi e di conseguenza dalle sue prestazioni sportive. Consiste sostanzialmente nel ritrovare le motivazioni, raggiungere la giusta concentrazione, prima di una prestazione e serve anche dopo, nel registrare alcune situazioni sia positive che negative che avvengono in una gara. Comunque a questa disciplina non è data la giusta rilevanza, anche se sta prendendo campo recentemente.

Quanto può essere importante nel recupero psico-fisico di un giocatore infortunato un training mentale?

E' uno strumento in più. La mente crea delle convinzioni che possono essere limitanti o potenzianti. Se si riesce, conoscendo la propria mente, a virare sulle credenze potenzianti allora il processo di recupero dall'infortunio è sicuramente più breve. Ricordo casi abbastanza eclatanti: l'ultimo che ricordo è quello di Chiellini, che credo abbia recuperato dall'ultimo infortunio in quasi la metà del tempo che era stato previsto dallo staff sanitario.

Il tuo lavoro viene magari usato prima di giocare partite importanti?

L'allenamento mentale funziona esattamente come l'allenamento fisico: quindi ci vuole una certa costanza, ci vuole un programmma e ci vuole anche un certo periodo di tempo. Come per l'attività fisica c'è l'allenamento di rifinitura prima della gara, prima delle partite importanti c'è la possibilità di prefissare i punti che devono però essere stati già esaminati e elaborati nelle giornate precedenti. Il preparatore mentale non fa magie: non basta parlare un quarto d'ora per risolvere o vincere le partite. E' un lavoro che va fatto con impegno e con costanza esattamente come gli allenamenti che vengono fatti al campo.

Si tratta di sessioni di gruppo o singole?

Esistono ovviamente sia sessioni di coaching individuali sia di gruppo.

Zenga disse che per raggiungere l'obiettivo scudetto era necessario mentalizzare la sua squadra. Sei d'accordo?

Sono d'accordo su questo. Zenga l'ha dimostrato l'hanno scorso sulla panchina del Catania, dopo un buon inizio di campionato, lui continuava a ripetere che l'obiettivo era di raggiungere i 40 punti. A furia di ripetere una cosa, questa diventa una credenza e poi, continuando a ripeterlo, così è successo. Dal punto di vista tecnico l’anno scorso il Catania poteva fare qualcosa in più dei 43 punti che ha effettivamente raggiunto a fine campionato. Questo per citare un esempio usato al negativo. Mentalizzare non significa sperare in obiettivi impossibili. Quando si dice di credere alla vittoria dello scudetto, ma il giocatore non è convinto, come è successo con Miccoli che ha dichiarato dopo qualche giorno di non credere a quell’obiettivo, in questo caso l’obiettivo diventa demotivante. A volte i calciatori non hanno le risorse mentali e fisiche sufficienti per esaudire le richieste che gli vengono poste. Se si dice di vincere il campionato a una squadra che non possiede risorse fisiche e mentali per raggiungere questo obiettivo, per loro questa diventa una pressione negativa. Un giocatore con poca autostima può essere influenzato da tanti fattori: una partita persa male, una sostituzione non gradita o un cambio di ruolo per esempio.

Che differenza c'è tra lavorare nel mondo del calcio e negli altri sport?

La differenza sostanziale è tra lo sport di gruppo e quello individuale. Perchè nello sport individuale è molto più facile focalizzarsi su un obiettivo poichè l’obiettivo è solo dell’atleta. In un attività sportiva di gruppo, questo è un po’ più complesso. Nel calcio sono riuscito a fare in modo che la squadra fosse il risultato di undici obiettivi. Ho sempre focalizzato l’atleta sul proprio obiettivo personale da mettere al servizio della squadra. Questa è la differenza più importante, però bisogna partire sempre dall’obiettivo personale del singolo e puntare molto sull'individualità. Sono riuscito a raggiungere certi risultati dove ho lavorato con il colletivo ma facendo singolarmente il lavoro, ciò è fondamentale.

Luca Iannone per Golmania.it

21 settembre 2009

Il punto sulla quarta giornata di Serie A

Si è conlusa ieri sera con il posticipo che ha visto affrontarsi Roma e Fiorentina, la quarta giornata di Serie A. Giornata che ha dato alla classifica una nuova faccia: adesso in vetta a punteggio pieno ci sono solamente Sampdoria e Juventus (blucerchiati primi in virtù del maggior numeri di gol fatti rispetto ai torinesi), che staccano di tre lunghezze la ex capolista Genoa, caduta per la prima volta in questa stagione, a Verona. Quattro vittorie in quattro gare invece per Samp e Juve, le due formazioni che finora hanno maggiormente impressionato nella massima serie del nostro campionato.

Partenza oltre ogni previsione per la formazione di Gigi Delneri, che per il momento non sembra intenzionata fermarsi. Guidata dalle invenzioni di un Cassano che sicuramente merita una chiamata in Nazionale, dalla spinta delle "ali che voltano" richiesta dal tecnico friulano, e soprattutto forte del miglior attacco del campionato, la Sampdoria si è sbarazzata senza troppi problemi del Siena vincendo 4-1, agganciando al primo posto la Juve vittoriosa nell'anticipo di sabato sera. I blucerchiati sembrano una squadra perfetta, avvantaggiati dal fatto di non dover giocare coppe di nessun genere, anche se le statistiche mostrano che il rendimento delle squadre di Delneri cala a lungo andare. Quindi non resta che aspettare. Con Ciro Ferrara in panchina, la Juventus non ha sbagliato ancora un colpo. Nel secondo anticipo di sabato i bianconeri hanno archiviato la pratica Livorno nella prima mezz'ora di gioco, dimostrando continuità di risultati e concretezza: sono bastati i gol di Iaquinta e Marchisio, ma fondamentali anche le parate di un ritrovato Buffon (migliore in campo), per ottenere una vittoria importante e meritata, nonostante l'ottima prova fornita dai labronici. All'Inter sono invece serviti i gol di Milito per uscire vittoriosa dalla difficile trasferta di Cagliari. Gli isolani, in vantaggio a fine primo tempo, hanno assistito impotenti alla doppietta del "Principe" e alla rimonta dei nerazzurri. Espulso nella ripresa dall'arbitro Orsato un polemico Mourinho, l'Inter si trova adesso in seconda posizione a soli due punti dalla vetta. Tre punti d'oro anche per il Milan che, grazie ad un'iniziativa personale di Seedorf, è riuscito a battere il Bologna. Gli attaccanti, il neo acquisto Huntelaar su tutti, non sono riusciti a sfondare il muro dei felsineri e allora ci ha pensato l'olandese a siglare la rete decisiva a quindici minuti dalla fine. Bel poker di un ottimo Bari contro l'Atalanta, unica squadra ancora a zero punti: come era sospettabile dopo questa debacle, l'avventura di Gregucci sulla panchina degli orobici è giunta al termine questa mattina. Il Parma, quinto in classifica, ha vinto il match al Tardini contro il Palermo grazie ad un colpo di testa dell'ex di turno Zaccardo, mentre il Catania ha trovato il suo primo punto di questa stagione in virtù del pareggio casalingo con la Lazio. Prima sconfitta in questo campionato per il Genoa, allo stesso tempo galvanizzato e stanco dopo l'impegno settimanale in Europa League, che è caduto in casa del Chievo: clivensi già in vantaggio di due gol dopo sei minuti, nella ripresa i rossoblù hanno provato a rimontare senza mai riuscire a rientrare davvero in partita, poi terminata 3-1. Pareggio privo di reti e grandi emozioni, il primo anticipo della giornata che ha visto darsi battaglia Napoli e Udinese. Mentre nel posticipo di ieri sera, la Roma ha raccolto la seconda vittoria dell'era Ranieri schiantando 3-1 la peggior Fiorentina degli ultimi anni, merito soprattutto di un Totti in gran forma che ha messo a segno due reti e fornito l'assist per il terzo gol dei capitolini firmato De Rossi. Mercoledì e giovedì primo turno infrasettimanale della stagione, che sicuramente potrà darci maggiori indicazioni peri il proseguio del campionato.