27 dicembre 2010
Il Napoli piomba su Serdar Tasci
4 dicembre 2010
Intervista a Lello Stancati
Che idea si è fatto del caso Cassano?
“Ritengo che il caso Cassano che vede coinvolti il calciatore barese e la Sampdoria sia alquanto complesso. E’ più di un mese ormai che le parti non sono riuscite a trovare un accordo e la situazione non accenna a migliorare. E’ un peccato che il ragazzo che, a mio avviso, ha qualità tecniche eccellenti non riesca a trovare una serenità continuativa per esprimersi al meglio. Sembrava che a Genova avesse trovato finalmente l’ambiente ideale e definitivo per lui, ma, purtroppo, ora sembra che anche qui la sua esperienza sia da considerarsi terminata”.
Come pensa che si concluderà la vicenda dopo la decisione dell’arbitrato?
“Credo che il Collegio Arbitrale è chiamato a dirimere una controversia piuttosto intricata. Personalmente ritengo sia piuttosto eccessivo comminare al calciatore la pena della risoluzione contrattuale, poichè non credo ci siano gli estremi necessari per applicare questo tipo di procedimento. Più ragionevolmente, credo si possa andare verso una multa da infiggere al calciatore in quanto il suo atteggiamento è stato certamente negativo nei confronti della società”.
Quale crede possano essere i club realmente interessati al giocatore?
“Credo che in questo momento non ci siano molti club che possono essere interessati al ragazzo. Cassano è un campione, per cui anche il suo ingaggio è importante. Purtroppo, però, le sue doti tecniche devono sempre fare i conti con i suoi atteggiamenti sempre discutibili, e quest’aspetto è certamente considerato anche dalle società che possono interessarsi a lui. Attualmente, dunque, credo che il mercato estero possa rappresentare per lui la soluzione più probabile. Ad esempio, se come riportato dalla stampa, Balotelli vuole lasciare il Manchester City a gennaio, Cassano potrebbe tornare utile agli inglesi, visto che gode anche della stima del tecnico Roberto Mancini”.
Quale invece la squadra in cui lo vedrebbe meglio?
“Personalmente io lo consiglierei al Napoli. Oltre al gradimento che avrebbe il calciatore, che ha più volte dichiarato il suo amore per la città e per la squadra azzurra, credo che tecnicamente possa essere un elemento molto utile al reparto offensivo dei partenopei”.
27 novembre 2010
Cristiano Tognoli (Teletutto) per Brescia-Genoa
Come sta il Brescia dopo la sconfitta interna contro il Cagliari?
"Il Brescia sta male, anche dopo il 5-1 di Catania in Coppa Italia. Iachini sostiene che è solo una questione di vento che deve girare e che le prestazioni non mancano mai, ma sette sconfitte nelle ultime nove partite di campionato, più il pesante ko di giovedì in Sicilia è un bottino pesantissimo".
Che partita ti aspetti?
"Mi aspetto un Brescia più accorto rispetto al solito, disposto a fare meglio la fase difensiva. Sicuramente un Brescia con un peso addosso non indifferente".
Quale dovrebbe essere la formazione mandata in campo?
"Sereni; Zambelli, Zebina, Martinez, Dallamano; Baiocco, Cordova, Hetemaj; Diamanti; Caracciolo, Eder. Ma potrebbe esserci anche qualcosa di diverso".
Iachini rischia qualcosa?
"In caso di nuova sconfitta sì, anche se Corioni a parole continua a confermarlo".
26 novembre 2010
Antonio Vitiello (MilanNews.it) per Samp-Milan
Come sta il Milan dopo la vittoria in Champions con l´Auxerre?
"E´ un Milan senza dubbio in salute. Le cinque vittorie consecutive tra campionato e Champions hanno riempito di fiducia ed entusiasmo i ragazzi di Allegri. E´ un Milan concreto, in cui la nuova formula a centrocampo ha dato sicurezza sia alla difesa che all´attacco. E´ infatti la terza gara consecutiva che i rossoneri non subiscono gol. Sicuramente si può parlare di una squadra rigenerata rispetto alla passata stagione e questo fa ben sperare per il raggiungimento dell´obiettivo di quest’anno: lo scudetto".
Che gara ti aspetti?
"Mi aspetto una partita molto complicata per i rossoneri. La Sampdoria in casa ha sempre messo in difficoltà il Milan. Entrambe vengono da due vittorie in campionato. I blucerchiati hanno ritrovato Pazzini e sarà la vera arma da schierare contro il Milan. Anche perché l´assenza di Cassano, a mio modo di vedere, ha veramente dimezzato le capacità offensive del team di Di Carlo. Inoltre il pericolo di un rilassamento per il Milan, dopo tante vittorie consecutive, è dietro l´angolo. La Samp è pronta ad approfittarne".
Quale sarà la formazione schierata da Allegri?
"Come annunciato da Allegri alla vigilia, c´è la possibilità di rivedere Ronaldinho in campo. Il gol al 90´ contro l’Auxerre ha fatto guadagnare crediti al brasiliano. Antonini è tornato da poco in gruppo e non dovrebbe farcela, così come Pirlo. Qualche possibilità in più per Boateng, in ogni caso pronto a subentrare. Grossomodo dovrebbe essere la stessa formazione vista in Francia martedì. Per il resto solito schieramento con Ibra terminale offensivo e Robinho come satellite che gira intorno".
19 novembre 2010
Michele Pennetti (Corriere del Mezzogiorno) per Lecce-Samp
Come stanno i gialloblu dopo la pesante sconfitta sul campo dell´Udinese?
"Il Lecce, almeno a livello ambientale, non sembra aver risentito granché della scoppola di Udine. La squadra è consapevole di avere il suo punto debole nelle prestazioni esterne e persino i tifosi sembrano essersi un po´ asseffuatti a questo andamento altalenante: bene al Via del Mare, male fuori casa. Naturalmente, però, una sconfitta contro la Samp lascerebbe il segno. Questo anche perché, nelle ultime quattro partite, i giallorossi hanno incamerato solo un punto e sono stati risucchiati nella zona a rischio della classifica".
Che tipo di partita ti aspetti?
"Una gara abbastanza guardinga su entrambi i fronti, perché perdere comporterebbe molte conseguenze negative sia in casa salentina che in quella sampdoriana. Immagino un Lecce che aspetta la Samp e si ripropone per ripartire, cercando di colpire negli spazi che eventualmente scoprirà la retroguardia blucerchiata. Credo che, alla fine, possa risultare decisiva la giocata di un singolo. E in questo senso la Samp ha certamente qualche freccia in più al suo arco".
Quale formazione schiererà De Canio?
"Senza Olivera squalificato, il miglior giallorosso d´inizio campionato, è probabile che De Canio schieri un 4-2-3-1 con Rosati tra i pali, Donati Fabiano, Gustavo o Sini e Mesbah sulla linea difensiva, Vives e Grossmuller sulla mediana, Munari, Piatti e Jeda dietro l´unica punta Ofere. Improbabile il recupero di capitan Giacomazzi".
Antonio Romano (Juventus Channel) per Genoa-Juve
Come arriva la Juve a questa partita?
"I bianconeri vogliono i tre punti. ma sappiamo che è una partita da tripla, vuoi perchè Ballardini secondo me ha rigenerato l´ambiente, vuoi perchè il pubblico di Marassi può fare la differenza, vuoi perchè la Juventus è in crescita, ma gli manca ancora qualcosa. In trasferta la Juve si è comportata bene, anche se realizza meno reti che in casa".
Che partita ti aspetti?
"Sarà una sfida affascinante. I primi quindici minuti in alcune occasioni fotografano l´andamento del match. La Juventus ha imparato a studiare l´avversario, vuoi anche perchè non ha ancora quella personalità, visto che ha praticamente rinnovato buona parte della rosa, per cui non sempre riesce ad imporre il propio gioco, ma ha la capacità di adattarsi per poi colpire con le ripartenze. Secondo me, Delneri vorrà impostare la squadra con ripartenze veloci che sappiano essere ciniche".
Quale dovrebbe essere la formazione schierata da Gigi Delneri?
"Penso Krasic sarà della partita, ad oggi su quella fascia è l´unico che potrebbe garantire una aggressività efficace. Il modulo utilizzato sarà il 4-4-2. Davanti a Storari ci saranno Sorensen, Bonucci, Chiellini e Grosso, a centrocampo Krasic, Aquilani, Felipe Melo e Marchisio, mentre la coppia d´attacco sarà composta da Quagliarella e Del Piero. Quagliarella è l´uomo più in forma della Juve e quello che al momento si sposa meglio con Del Piero. Amauri out e Iaquinta è al 90% ma, nel giorno del suo compleanno, potrebbe essere mandato in campo a partita cominciata per sfruttare al meglio le sue percussioni sempre devastanti".
L’argentino Vergini nel mirino di Catania e Udinese
13 novembre 2010
Stefano Locatelli (Sky) per Sampdoria-Chievo
Come arriva il Chievo a questa partita?
"I gialloblu arrivano a Genova col problema del gol, o meglio, del goleador. La squadra non sembra trovare il sostituto di Pellissier. Emblematico il triste 0-0 col Bari senza vere occasioni da rete. Granoche non sisblocca, anche mercoledì tanto movimento ma anche tanta inconsistenza. Lo stesso per Moscardelli. De Paula messo in campo da Pioli quasi non ha toccato palla. Ed il centrocampo non è che vada meglio".
Che gara ti aspetti?
"Credo che sarà una bella partita. Speciale per Mimmo Di Carlo che col Chievo ha vissuto un paio di stagioni stupende. Sono convinto che ci sarà da divertirsi perchè i clivensi lontano dal Bentegodi hanno offerto le prestazioni migliori. La Samp dovrà stare molto attenta".
Quale dovrebbe essere la formazione schierata da Pioli?
"Contro la Samp Pioli non avrà Cesar e Costant squalificati, ma Andreolli dovrebbe recuperare in difesa. Nel reparto difensivo, ballottaggio tra Frey e Sardo sulla corsia di destra. A centrocampo poche sorprese con Fernandes, Rigoni e Marcolini. Davanti si dovrebbe rivedere la coppia Thereau-Moscardelli supportati da Bogliacino".
2 novembre 2010
Il baby attaccante Calamaio piace in Serie A e all'estero
31 ottobre 2010
Su Bolatti c'è ancora il River
28 ottobre 2010
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Il talento di Constant piace a Di Carlo
26 ottobre 2010
Baby svedese in prova all’Atalanta
Lavezzi, sfatati due tabù contro il Milan
25 ottobre 2010
Intervista a Raphael Martinho
24 ottobre 2010
Intervista a Maxi Lopez
Intervista a Giuseppe Mascara
Intervista a Dario Dainelli
22 ottobre 2010
Intervista a Marco Nappi
Che Genoa ha visto ieri col Grosseto?
"Poca sostanza, una partita giocata non da Genoa. A dire il vero forse sarebbe stato meglio uscire dalla competizione visti i vari infortuni e le problematiche di questa squadra: aggiungere altre partite non fa molto bene ai rossoblù, il passaggio del turno comunque ben venga. E' arrivato con fatica, speriamo di fare meglio nelle prossime occasioni".
Di certo domenica bisognerà presentarsi in modo diverso...
"Assolutamente sì, anche perchè il Catania è una formazione di livello che ha messo in difficoltà anche le big. E' una squadra tosta, che ha grinta".
Quali sono i problemi del Genoa di questo inizio di stagione? Rossoblù non ancora amalgamati e nuovi non ancora usciti...
"E' normale che si presentino certi momenti quando hai inserito molti volti nuovi che peraltro hanno giocato poco. Rafinha, ieri il meno peggio probabilmente, si rivelerà un elemento preziosissimo a centrocampo. Veloso invece si è infortunato quando stava cominciando ad ingranare, lo stesso discorso vale per Palacio. Kharja e Milanetto sono tutti giocatori di valore ma in questo momento occorrono giocatori che corrono e sdradicano palloni".
Manca quindi un incontrista...
"Esattamente, si sente l'assenza di una pedina del calibro di Juric".
Su quale giocatore in particolare il Genoa dovrà puntare per risalire la china?
"Difficile trovarne uno soltanto. A mio giudizio l'imperativo è ritrovare una serenità che porterebbe anche risultati. Ora il Grifone se la dovrà vedere con Catania, Inter e Palermo, partite nelle quali bisognerebbe ottenere punti che regalerebbero una certa spinta".
Si può ancora ambire a traguardi di primo piano?
"Ora l'importante è uscire da questo momento negativo, solo più avanti si potrà pensare in grande".
In che modo il Genoa potrà uscire da questo stato di semicrisi?
"Recuperando gli infortunati, facendo quadrato e risolvendo gli eventuali problemi dello spogliatoio. Rivogliamo il Genoa degli anni passati, quella squadra che aveva dimostrato grande personalità. L'organico per poter competere ad alti livelli c'è".
20 ottobre 2010
Intervista a Daniele Amerini
Ti saresti mai aspettato una Fiorentina ultima in classifica?
“Sinceramente no, non mi sarei mai aspettato di vederla all’ultimo posto, anche se senza Mutu e Jovetic è una squadra da metà classfica”.
Cosa sta succedendo a Firenze?
“Per adesso la tifoseria viola è calma, ma credo che un risultato negativo domenica contro il Bari scatenerebbe la contestazione”.
C’è qualche analogia tra questa Fiorentina e quella in cui tu giocavi e che retrocesse in Serie B?
“No, non c’è alcuna analogia, anche perchè noi partimmo alla grande per poi retrocedere. Io comunque in quel periodo militavo in Primavera e mi allenavo solo con la prima squadra”.
Di chi sono principalmente le colpe?
“Le colpe vanno suddivise tra le parti e poi hanno influito anche i troppi infortuni”.
A gennaio bisognerà tornare sul mercato?
“Nella sessione invernale di mercato prenderei una o due punte per far rifiatare Gilardino, un difensore importante e poi venderei un paio di mediani con le stesse caratteristiche. Infine acquisterei un centrocampista di grande corsa e bravo in zona gol, uno tipo Mauri”.
Sinisa Mihajlovic rischia qualcosa secondo te? Chi vedresti bene al suo posto?
“Se non vince domenica prossima, Mihajlovic rischia grosso. Chi vedrei bene al suo posto? La coppia Dunga-Antognoni oppure darei una chanche a Torricelli”.
19 ottobre 2010
Dinho, spettatore non pagante al Bernabeu
14 ottobre 2010
Napoli, il sogno è una Pulce
Proprio la Pulce, in questi giorni in Italia per affari extrasportivi, ha incontrato a cena il compagno di nazionale e amico Ezequiel Lavezzi. È bastato questo per far assaporare a Napoli, una città che più che mai quest’anno sogna in grande, le luci della ribalta, quelle che ormai mancano al San Paolo, escludendo le fugaci apparizioni in un paio di edizioni della coppa UEFA, dai tempi di Maradona, non uno qualsiasi.
È proprio il ricordo della trattativa, quella che sembrava impossibile, che portò il Pibe de Oro a Napoli che regala un barlume di speranza ai tifosi azzurri. Le somiglianze ci sono: un fuoriclasse argentino 23enne che dal Barcellona è in trattativa per il suo trasferimento a Napoli; un presidente, burbero e sognatore, che pensa in grande per il futuro della squadra; il calore della città e dello stadio rimasti fantastici anche negli anni del fallimento societario e della Serie C.
E se le ultimissime parole di Massimo Moratti (“A Natale prendo Messi”) hanno già creato un putiferio tra i tifosi nerazzurri, chissà cosa scatenerebbero quelle che potrebbe pronunciare il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, uno che quando c’è da parlare non si tira mai indietro.
La trattativa non sarebbe per deboli di cuore: la clausola rescissoria della Pulce si aggira intorno ai 250 milioni di euro, mica bruscolini, e il giocatore con 13,5 milioni di euro è il calciatore più pagato del globo: cifre da capogiro che, certamente, il Napoli non può permettersi. Certo è che, se pensiamo ad un generosissimo sforzo da parte del noto produttore cinematografico e ad un cospicuo prestito da parte delle banche, oltre che all’effetto mediatico con il conseguente arrivo di nuovi sponsor che seguirebbe l’arrivo di Messi al Napoli, ecco che sognare non è più impossibile.
Allora ecco che si galoppa con la fantasia e i paragoni tra il Napoli degli anni ‘80 e il Napoli dei sogni del futuro si sprecano: il tridente passato alla storia con il nome di MA-GI-CA, Maradona, Giordano, Careca, paragonato alla ME-LA-CA, Messi, Lavezzi, Cavani, un nome sicuramente più cacofonico, ma dagli effetti in area di rigore ugualmente devastanti.
È meglio per i tifosi del Napoli dare poca importanza a questa notizia anche se, citando le parole di Paulo Coelho, “ Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni”, e allora, Napoli, sogna un po’, te lo meriti.
5 ottobre 2010
Intervista a Roberto Civitarese
4 ottobre 2010
Intervista a Barend Krausz
1 ottobre 2010
Intervista a Marco De Marchi
De Marchi ha poi parlato del Bologna, squadra della quale è stato anche capitano: “Hanno cambiato diversi giocatori ed inserito giovani di qualità. Prima trovano l’equilibrio prima si toglieranno delle soddisfazioni, comunque sono sulla buona strada”.
Tra i felsinei si sta distinguendo il centrocampista Federico Casarini, assistito di De Marchi: “Oramai ha raggiunto un grado di maturazione tale da poter essere considerato un vero e proprio giocatore. Speriamo che Gigi Casiraghi si accorga di lui, secondo me avrà una carriera fantastica”.
21 settembre 2010
Intervista a Tommaso Mandato
Partiamo con una domanda sul suo ex assistito Erminio Rullo, che non è riuscito a trovare un’altra squadra nel corso del mercato estivo. Se ne riparlerà a gennaio?
“Penso che cercherà una nuova squadra per giocare”.
Contro la Sampdoria una grande vittoria, che non arrivava da 15 anni…
“Un successo davvero importante e significativo perchè giunto al termine di una prestazione altamente positiva, nella quale gli azzurri, ben disposti tatticamente, hanno legittimato la vittoria”.
E mercoledì sera c’è il Chievo: una partita da non sottovalutare?
“Assolutamente. Una squadra che, sebbene viene da una sconfitta, è da considerare fra le più in forma del campionato. Una squadra che è partita forte e da affrontare quindi con la giusta concentrazione”.
Come giudichi nel complesso il calciomercato operato dal Napoli in estate?
“Il giudizio al momento può essere positivo sotto il profilo economico e di bilancio, per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico, bisogna aspettare ancora per giudicare, in quanto molti dei calciatori che sono arrivati, praticamente non sono stati ancora utilizzati”.
Qual è il vero colpo di questa campagna acquisti?
“Chiaramente Cavani: un giocatore che per la sua ancora giovanissima età e per le sue potenzialità può essere considerato tra i primi cinque migliori affari di questa sessione estiva di calciomercato”.
Sofferta la cessione di Quagliarella che ora sta facendo bene alla Juventus, tu che idea ti sei fatto?
“Io penso che questo affare sia stato concluso con la volontà delle tre parti e quindi è giusto che sia andato in porto. Il fatto che Fabio non abbia rifiutato il trasferimento significa e conferma che all’interno dello spogliatoio c’era qualche problema”.
Pensi che il Napoli tornerà sul mercato nella sessione invernale di calciomercato?
“Credo di sì, anche perchè alla luce dell’ultimo infortunio di Lucarelli, il Napoli sicuramente necessita almeno di un altro attaccante”.
Tu sei Presidente di alcune associazioni che si occupano di formazione nello sport, hai qualcosa da dirci al riguardo?
“Siamo impegnatissimi in un grande evento che si svolge in tutto il mondo e noi stiamo organizzando a Napoli per la prima volta: la Race for the Cure, una piccola maratona di 5 km abbinata ad una passeggiata di 2 km, le cui iscrizioni servono a raccogliere fondi per la lotta ai tumori del seno. Ricordate: il 10 ottobre in Piazza del Plebiscito a Napoli alle ore 10. Vi aspettiamo”.
6 settembre 2010
Intervista a Saverio Bivona
E’ stato il mercato che si aspettava?
“In parte. Sapevamo che sarebbe stato un mercato strano, con pochi soldi e molti prestiti, anche se molti di questi sono degli acquisti mascherati. In fin dei conti hanno speso solo due o tre squadre. E non fatevi ingannare dai nomi: il Milan, pur sembrando strano, non è quella che ha speso di più, ma che ha speso meglio. È stato un mercato elettrizzante, soprattutto gli ultimi giorni. Ricordo Pradè tutto agitato che saliva in ascensore dell’AtaHotel Executive di Milano: qualche minuto dopo iniziò a circolare la voce del passaggio di Borriello alla Roma”.
Come spieghi la tattica adottata dall’Inter questa estate? E’ dovuta solo al fair play finanziario?
“Appare strano che l’Inter non abbia fatto uno dei suoi soliti colpi alla chiusura del mercato. E’ rimasta a bocca asciutta e, a mio parere, ne risentirà durante il campionato. Avrebbe dovuto puntare su qualche giovane rivelazione del mondiale e, vi dico, che ne ha avuto anche la possibilità. Ma chissà se a gennaio…”.
Ti riferisci a dos Santos?
“No comment”.
Ora però deve temere il Milan?
“Temere è un parolone. Sono due grandi società. Il Milan con i suoi ultimi acquisti si è notevolmente rafforzato e potrebbe rivelarsi la rivale numero uno dei cugini neroazzurri”.
Qual è per te la vera regina di questa sessione di calciomercercato?
“Cosa hanno in comune Amelia, Papastathopoulos e Boateng? Semplice, Genoa e Milan. Accanto ad una regina sta sempre un re. Chi la regina, chi il re? Al Milan il titolo di re di questa sessione di calciomercato: infatti, con gli arrivi di Ibrahimovic e Robinho, la dirigenza rossonera è riuscita a costruire un reparto offensivo che sicuramente farà tremare le difese dell’intero campionato. Il Genoa ha cambiato totalmente volto rispetto alla passata stagione e con scelte oculate è stata la vera sorpresa e quindi la regina di questo calciomercato”.
Quale invece il vero colpo?
“Senza ombra di dubbio è Zlatan Ibrahimovic. Nulla da aggiungere, il resto lo conoscete già. Stiamo parlando di un grande campione”.
Il Palermo ha provato a prendere Elano all’ultimo momento: cosa è successo veramente?
“Posso solo dire che se ci fosse stato un pò più di tempo, forse oggi il popolo di Palermo avrebbe potuto gioire per un nuovo acquisto”.
24 agosto 2010
Paolucci vicino al Chievo
12 agosto 2010
Amodio e Cristante vicinissimi al Portogruaro
10 agosto 2010
Iachini potrebbe lasciare il Brescia
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6 agosto 2010
Intervista a Francesco Nicolato
5 agosto 2010
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Aquilani-Roma, nulla di vero
Malomo dalla Roma all'Hellas Verona
4 agosto 2010
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Intervista a Luca Moscatiello
25 luglio 2010
Intervista a Davide Morello
Che Torino sta nascendo per la nuova stagione?
“Sta nascendo una bella squadra, abbiamo grandi motivazioni”.
Il ds Petrachi si sta dando molto da fare, cosa ti colpisce nel suo modo di operare?
“Petrachi è una grande persona, prima di prendere il giocatore prende l’uomo. Troppo onesto per questo sport”.
Quale è il segreto per ottenere il posto da titolare al Torino in pochi mesi?
“Il vero segreto sta nel fatto che essendo allora disoccupato, avevo tanta voglia di tornare in campo. Mi ha preso il Torino ed ero contentissimo di vestire questa maglia così prestigiosa, perciò quando sono stato chiamato in causa avevo tanta adrenalina e quella rabbia che portavo nei mesi da disoccupato la trasmettevo in campo”.
C’è una caratteristica che ti distingue dai tuoi colleghi?
“La mia dote naturale sta nei piedi. Mi piace giocare molto con i piedi, cosa atipica per un portiere”.
Cosa consigli ai giovani che, pur avendo ottime qualità, non trovano l’occasione che può lanciarli definitivamente?
“Dico solo che alla fine il lavoro paga. A questo ci aggiungiamo anche le qualità umane ed un pizzico di fortuna che non basta mai”.
E tu credevi di poter arrivare a giocare a certi livelli?
“Diciamo che ho sempre creduto nelle mie potenzialità”.
Il portiere del futuro della nazionale italiana?
“Federico Marchetti”.
23 luglio 2010
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21 luglio 2010
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20 luglio 2010
Intervista a Miguel Veloso
Come giudichi l’esperienza al Mondiale sudafricano?
“E’ stata un’esperienza importante nel mio cammino di crescita personale e ora sono già al lavoro per mostrare al tecnico Paulo Sergio e al commissario tecnico della nazionale che ho ancora ottimi margini di miglioramento”.
Come ti stai preparando alla nuova stagione?
“Ho già chiuso la prima parte del ritiro, ora sono a Lisbona e fra poco partirò con la squadra per gli Stati Uniti”.
Pensi che lo Sporting sia competitivo per lottare per il titolo?
“Sono molto concentrato al fine di ottenere importanti risultati personali e di squadra. Lo scudetto resta però la mia priorità perchè lo Sporting è sempre una compagine realmente competitiva”.
Il tuo nome è stato a lungo accostato al Genoa, cosa ci puoi dire al riguardo?
“Il contatto con il Genoa era veritiero, ma semplicemente non ho accettato perchè amo giocare nello Sporting e in questo momento penso solo a questo club. Se in futuro ci sarà la possibilità di giocare all’estero potrei valutare questa ipotesi. Soltanto ovviamente se si tratterà di un top club”.
Quali sono secondo te le differenze tra il campionato portoghese e quello italiano?
“Il campionato italiano è molto più competitivo in tutto ed è molto più tattico nell’impostazione, mentre in Portogallo si tende a giocare di più la palla senza avere sempre impostazioni prestabilite”.
Il calcio è nel tuo dna dato che tuo padre è stato un calciatore importante negli anni ‘80. Lui cosa ti ha saputo trasmettere?
“Mio padre è stato ottimo giocatore e mi ha sempre trasmesso un concetto fondamentale: quello di migliorare sempre e raggiungere nuovi obiettivi, pensando di giocare in una piccola squadra al fine di dover dimostrare sempre il proprio valore per conquistare un posto in una grande squadra”.