25 ottobre 2012

Pro Vercelli, Bencivenga: "Usciremo da questo momento difficile. Ecco cosa è cambiato con Camolese"

Non è incominciata nel migliore dei modi l'avventura di Giancarlo Camolese alla guida della Pro Vercelli. Nella sfida casalinga contro il Padova il tecnico torinese, subentrato a Maurizio Braghin dieci giorni fa, ha esordito con una sconfitta per 2-1. Ma siamo soltanto alla decima giornata di campionato e nulla è perduto. Anzi, i bianconeri sono pronti a rimettersi immediatamente in carreggiata a partire dalla trasferta di Brescia in programma sabato prossimo. La volontà c'è ed è tanta. Lo si capisce anche dalle parole del terzino sinistro Angelo Bencivenga, alla sua seconda stagione con la maglia della Pro, intervenuto in esclusiva ai miei microfoni.
 
Angelo, partiamo con un bilancio di queste prime giornate.
Finora abbiamo avuto alcune difficoltà, ma ce lo aspettavamo; sapevamo che la Serie B è una categoria diversa dalla Lega Pro. Essendo cambiati tanti elementi della rosa, abbiamo deciso di puntare sul gruppo, sui nuovi arrivati e sui giocatori che hanno maggiore esperienza. Siamo sicuri del fatto che riusciremo a venir fuori da questo momento negativo. Dobbiamo solamente essere tranquilli e seguire le indicazioni del nuovo allenatore, che ha una carriera molto importante alle spalle”.

A proposito, per ora cosa ha portato il cambio Braghin-Camolese?
Mister Braghin aveva un'idea di gioco totalmente diversa da quella di Camolese, sia come modulo che come spirito. A me piace spingere, attaccare e difendere e con Braghin andavo a nozze. Con il nuovo tecnico, invece, devo concentrarmi più sulla fase difensiva. Mister Camolese vuole avere più equilibrio nel reparto arretrato, con una difesa che si schiera a tre o a cinque a seconda della situazione. Vuole puntare su una squadra equilibrata per uscire da questo momento e tutti noi ci siamo messi a sua disposizione”.

Dal punto di vista personale come valuti questo inizio di stagione?
Ho lasciato alle spalle un periodo non facile, adesso sto meglio. Fino a questo momento sono arrivati un paio di risultati soddisfacenti ma anche qualche partita persa. Sabato scorso con il Padova sono stato fuori perché mister Camolese ha deciso di puntare sui giocatori più esperti. Io in campo do sempre l'anima, anche quando non sto bene; se non sono al 100%, però, posso dare molto alla causa”.

Sabato siete tornati a giocare nel vostro Piola: quanto è stato importante?
Veramente importantissimo, è stato come tornare a casa propria. Prima ero dispiaciuto di non poter solcare il terreno di gioco del Silvio Piola, avevo tantissima voglia di ritornare a giocare in casa: era importante come lo è stato nella finale play-off dello scorso anno. È stato fondamentale avere nuovamente la possibilità di giocare davanti ai nostri tifosi, a casa nostra”.

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