19 febbraio 2013

Il punto della settimanA - 25a giornata

Grazie a chi sa cogliere al volo le occasioni capitategli davanti, ma grazie anche a chi non riesce ad approfittare dei passi falsi delle avversarie, la classifica di Serie A va delineandosi sempre di più. Piani alti o zone calde non importante, il nostro campionato è sempre più combattuto e per certi obiettivi sarà così probabilmente fino alle ultime giornate.
La venticinquesima giornata è iniziata addirittura quattro giorni fa, con l'anticipo del venerdì che ha visto di fronte il Milan ed il Parma. Sugli spalti di San Siro, alla fine dei novanta minuti, sono i tifosi di casa ad esultare per la vittoria dei propri beniamini per 2-1. Il risultato si sblocca al 39' con un autogol di Paletta, che devia nella sua porta un innocuo cross dalla destra. Nel corso della seconda frazione di gioco arrivano i gol di Balotelli (siamo a quota quattro in tre presenze per Super Mario) e di Sansone in pieno recupero.
Uno dei due pareggi di questo turno è arrivato invece sabato alle 18, tra Chievo e Palermo. A firmarlo sono stati l'argentino Formica (prima rete nel nostro campionato) e Thereau. Saturday night fever nella capitale. Dopo ben sei partite senza trovare la via dei tre punti, la Roma è tornata a vincere. Ma non è mai un successo qualsiasi quando si batte la Juventus e, se poi a decidere il match è capitan Totti, allora ci sono tutti gli ingredienti giusti affinché l'Olimpico possa esplodere. Per il neo tecnico giallorosso Andreazzoli, è il primo sorriso da quando ha preso il posto di Zeman.
La Juve è caduta, ma il Napoli ha sciupato la ghiotta occasione di portarsi a -2 punti dalla vetta, confermando il suo periodo certamente non positivo. Gli azzurri non hanno saputo fare breccia nel muro difensivo dalla Sampdoria, brava a fermare i più quotati avversari in una gara terminata poi a reti inviolate. Possono continuare a sognare in grande i tifosi del Catania. La compagine etnea ha consolidato il suo settimo posto in graduatoria, superando il Bologna grazie ad una rete di Almiron fra le mura casalinghe. In casa Genoa sembra essere tornato finalmente il sereno. Il Grifone non ha lasciato scampo all'Udinese, uscita ko per 1-0 (gol di Kucka) dal Ferraris, portando così a otto il bottino di punti conquistato nelle ultime quattro giornate con Ballardini. Il Pescara, invece, non sa più vincere (l'ultimo successo risale alla trasferta di Firenze nell'ultima uscita del girone di andata). Tutta colpa di Sau, che con la sua doppietta ha permesso il Cagliari di espugnare l'Adriatico e ha regalato una gioia al presidente Cellino. Vittorioso anche il Torino che, in virtù del 2-1 inflitto all'Atalanta, è riuscito ad avvicinarsi sempre di più alla quota salvezza.
Il posticipo di domenica sera è stato invece a tinte viola. La Fiorentina ha mandato letteralmente in visibilio i suoi supporters, calando il poker al cospetto dell'Inter, irriconoscibile rispetto a qualche tempo. Sotto i colpi di Ljajic e Jovetic (doppietta per entrambi), la squadra di Stramaccioni è crollata, affidando a Cassano il gol della bandiera nel finale.
Infine, e con questo arriviamo all'ultimo match in programma per questo turno, il Siena ha abbandonato l'ultima posizione in graduatoria agganciando il Pescara a 21 punti. Un lunedì da dimenticare per la Lazio, una serata che invece Emeghara ricorderà per sempre. L'attaccante classe '89, acquistato dalla società toscana a gennaio, è andato a segno per due volte, firmando insieme a Rosina la sconfitta dei biancocelesti.

Luca Iannone per EuropaCalcio.it

Parma e Chievo sulle tracce di un bomber del Torneo di Viareggio

Nonostante la sua squadra, il Città di Marino, non sia riuscita a qualificarsi agli ottavi di finale del Torneo di Viareggio, Alessio Indelicato si è riuscito a distinguere per la sua vena realizzativa. Nelle tre partite disputate, il centravanti classe '95 ha infatti messo a segno quattro reti (uno decisivo contro i cileni del Deportes Concepcion e tre contro i norvegesi dell'Honefoss). Il suo cartellino appartiene al Rimini, che la scorsa estate lo ha ceduto in prestito alla compagine laziale che milita in Serie D e chissà che nel prossimo futuro non possa venderlo a titolo definitivo. Perché, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, grazie alle sue prestazioni il baby bomber sarebbe finito nel mirino di Chievo e Parma. Le due società gialloblu potrebbero presto sferrare un'offensiva per provare ad aggiudicarsi questo giovane attaccante.

Sulle orme di Falcao: parla il primo presidente della Gaitana, la scuola calcio del Tigre

Ben 72 gol in 87 apparizioni con la maglia del Porto, mentre finora con l'Atletico Madrid ne ha messi a segno 60 in 75 presenze. Numeri da capogiro per uno degli attaccanti più forti e prolifici del mondo, semplicemente Radamel Falcao. Oggi fa letteralmente impazzire le difese di mezza Europa, ma non bisogna dimenticare (e lui stesso di certo non lo dimentica) dove El Tigre ha iniziato a tirare i primi calci al pallone. Il bomber dell'Atletico ha mosso i primi passi nel nord di Bogotà, sui campi della scuola calcio La Gaitana. Sono riuscito a intervistare in esclusiva Alvaro Enrique Poveda, ex presidente de La Gaitana che ha visto nascere, calcisticamente parlando, il piccolo Falcao.

Presidente Poveda, ci racconti qualcosa del giovanissimo attaccante che ha visto crescere...
Falcao era un bambino con talmente tanto talento che giocava con quelli di tre anni più grandi ed era sempre protagonista. Era molto rispettoso ed educato, sempre disposto a sacrificarsi e ad aiutare i suoi compagni. Da quando aveva nove anni rimase per quasi due anni ne La Gaitana. Il padre Radamel Garcia, dopo questa esperienza, lo portò al club Fair Play dove rimase fino a quando non fu acquistato dal River Plate. La Gaitana è stata la prima scuola di calcio di Falcao e questo per noi è motivo di grande soddisfazione”.

Quando e come è nata la vostra scuola calcio?
La Gaitana nacque nel 1983, oggi ci lavorano più di cento persone. La creammo perché nel nostro quartiere c'erano tanti ragazzi con la passione del calcio, ma non c'era alcuna organizzazione. Fu un investimento per mettere insieme nel tempo libero dei ragazzi vogliosi di giocare e di mettersi in mostra, nella speranza di proiettarli nel calcio che conta. Vedere crescere questi ragazzi e le loro famiglie è una grande soddisfazione. Per i nostri giocatori, c'è prima di tutto una formazione integrale da perseguire: non fumare, mangiare bene, studiare, tutti valori che permettono soprattutto di essere persone in gamba prima che dei buoni calciatori. Cerchiamo di formare anche i genitori-tifosi. Non a caso teniamo un determinato codice etico e un genitore, se non incita la squadra ma mette pressione e insulta un avversario, viene portato fuori dallo stadio”.

Non a caso il vostro centro sportivo si chiama Maracanà...
Il nome del nostro centro sportivo è Maracanà e lo abbiamo scelto perché ci ispiriamo allo stadio più grande e famoso della storia. Il calcio ha bisogno di uno spazio dove grandi e piccoli possono avere delle soddisfazioni, così è nato il Maracanà. E' un complesso di quattordici campi regolamentari e tre per bambini. Organizziamo due tornei all'anno con giocatori dai cinque ai diciotto anni e vi prendono parte circa 270 squadre, per un totale di 5500 ragazzi e 1550 partite giocate. Ma si tengono anche tornei per gli over 35, perché il calcio appartiene a tutti”.

Come stanno andando le cose con l'agente Spada, in Colombia da qualche settimana?
Federico Spada è il primo agente FIFA che scopre la realtà del calcio colombiano, il primo procuratore europeo a vivere nel nostro paese e a confrontarsi con questa realtà ventiquattro ore su ventiquattro. In Colombia il calcio giovanile è davvero poco seguito, quindi è fantastico che una persona con cosi tanti contatti come ne ha Federico Spada venga qui per interessarsi a noi e ai nostri ragazzi. Federico, oltre ad essere un buon professionista, è un amico e spesso andiamo insieme a vedere le partite, senza perdere occasione per confrontarci su vari giocatori”.

La Colombia è la nuova frontiera del calcio europeo ed italiano, chissà che non lo diventi anche La Gaitana.
Per la nostra scuola calcio è molto importante che un paese come l'Italia segua questa realtà e soprattutto La Gaitana. Siamo pronti a sfornare nuovi Falcao!”.

18 febbraio 2013

Cusin a 360 gradi: "Vi racconto la mia Africa piena di talenti. Le mie avventure con Zenga, i problemi del Viareggio e dell'Italia"

Definirlo un giramondo forse sarebbe riduttivo. Ma voi come chiamereste un allenatore che ha lavorato in Francia, Camerun, Bulgaria, Libia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi? Stefano Cusin, italiano nato in Canada, non si è fatto mancare anche diverse esperienze nel nostro paese (ha allenato le giovanili di Arezzo e Montevarchi, oltre ad essere stato osservatore della Fiorentina). Nell'estate 2010 la sua strada si è incrociata con quella di un certo Walter Zenga, del quale è stato il vice all'Al Nassr Riyadh prima e all'Al Nasr Dubai poi. Dopo due anni insieme, ha però deciso di salutare l'ex portiere e dalla prossima estate lo vedremo sicuramente su una nuova panchina. Ho raggiunto in esclusiva Cusin per un'intervista, speriamo interessante come la sua carriera.

Partiamo con le due esperienze con Zenga, la prima in Arabia Saudita e la seconda negli Emirati Arabi...
Per me sono state due esperienze determinanti. Walter lo stimavo già da prima e l'ho sempre seguito in tutte le sue squadre. La possibilità di lavorarci insieme ha rappresentato una grande palestra, ho imparato tanto da lui ed è stato decisivo per la mia carriera. In Arabia Saudita c'è un clima molto particolare, l'unico divertimento è il calcio. Lavoravamo per una delle più importanti squadre del paese, all'aeroporto avevamo a volte anche settemila tifosi che ci seguivano in trasferta. E' stata una grandissima esperienza dal punto di vista umano, ho scoperto un paese con valori molto profondi. A dicembre i problemi relativi ai pagamenti ci hanno costretto andare via, ma lo abbiamo fatto da secondi in classifica, cosa che non succedeva da vent'anni. Giusto il tempo di firmare e siamo volati a Dubai, una città fantastica. Lì ho trovato un ambiente completamente diverso e una cultura completamente diversa, anche se il mondo arabo visto da fuori sembra tutto uguale. L'Al Nasr era una nobile decaduta alla quale mancava lo scudetto da venticinque anni. Quando siamo arrivati la squadra era quartultima in classifica e, a mio parere, abbiamo fatto un super lavoro. Walter è stato molto bravo, tutti abbiamo dato il 200% e siamo riusciti nell'impresa di creare una squadra dal nulla. Abbiamo disputato un grandissimo finale di stagione vincendo le ultime cinque partite e riuscendo a qualificarci per l'AFC Champions League (la Champions asiatica, ndr). Nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Nella seconda stagione siamo partiti ancora meglio e, dopo un campionato di grande intensità, ci siamo classificati secondi ottenendo nuovamente la qualificazione in Champions. E' stato un cammino lungo ma bellissimo. Dal punto di vista sportivo è stato un grande successo, basti pensare che alla prima partita dopo il nostro arrivo c'erano settanta spettatori e all'ultima di campionato ben ventiduemila. Ho ricordi bellissimi di entrambe le esperienze, non solo per i grandi risultati ottenuti ma soprattutto per i tanti momenti dal punto di vista umano che abbiamo condiviso tutti insieme”.

Avendo allenato in tre paesi diversi dell'Africa, nessuno meglio di lei potrebbe descriverci la realtà del calcio africano.
L'Africa rappresenta un enorme serbatoio di giocatori, è un'area piena di bravi giocatori bravi. Il vero problema è che in tanti paesi mancano le strutture e ciò ostacola la crescita finale del calciatore. Tanti grandi talenti restano nel continente africano fino ai sedici anni, poi volano in Europa per adeguare la propria formazione dal punto di vista tattico e della cultura. Per me gli anni trascorsi in Africa sono stati importanti durante i quali non solo ho scoperto continente, ma anche una mentalità. Il calcio è lo specchio della società. Quelli africani non sono paesi con lo stesso sviluppo di quelli sudamericani, non ci sono televisioni né i soldi per mantenere i giocatori di qualità. Fa eccezione il Nord Africa, strutturato il modo differente, l'Angola, che ha un campionato interessante, e il Sudafrica, che ha più mezzi a disposizione. Il calcio africano è molto più complesso di quello che sembra, invece non basta recarsi sul posto per scovare nuovi talenti”.

A proposito di talenti africani, chi ti ha impressionato durante l'ultima Coppa d'Africa?
Dal mio punto di vista è stata una Coppa d'Africa deludente per diversi motivi. Innanzitutto l'ultima edizione era forse troppo fresca, essendo trascorso un solo anno. Poi il paese organizzatore, che aveva dato vita ad un grande Mondiale nel 2010, non è riuscito a fare lo stesso con questa competizione. Tanti campi da gioco erano in condizioni veramente pietose, un peccato per lo spettacolo. Uno dei giocatori più brillanti di questo torneo, pur non essendo più giovanissimo, è stato Seydou Keita; l'ex Barcellona ha dimostrato di possedere personalità, geometri e tecnica, vederlo giocare è un piacere. La Nigeria ha vinto meritatamente con tanti giovani di qualità. Io personalmente non l'avevo indicata come una delle favorite, ma ha dimostrato di essere una squadra compatta con il giusto mix tra calciatori giovani ed esperti. Mi sono piaciuto molto i due centrali difensivi Omeruo, classe '93, e Ambrose, classe '88. Poi non vorrei essere banale, ma Traoré e Pitroipa del Burkina Faso hanno disputato una grandissima Coppa d'Africa. In generale, però, non sono stati proposti tanti nomi nuovi, la maggior parte dei giocatori era già nota e conosciuta prima”.

Con Camerun e Acada Sports ha partecipato a due edizioni del Torneo di Viareggio: come mai, a suo parere, viene puntualmente snobbato dalle big europee?
Quindici giorni fa mi trovavo in Qatar e lì, per partecipare ad un torneo, c'erano le giovanili di Barcellona e Real Madrid. Per partecipare al Viareggio ogni squadre deve pagare una quota di iscrizione, mentre per attirare squadre di questo livello non bisognerebbe fargli pagare niente e, anzi, farsi carico delle spese. Credo che il problema sia di natura economica, il Torneo di Viareggio ha dei costi importanti da sostenere e la risposta alla domanda sta proprio qua. Dal punto di vista prettamente personale, conservo un grandissimo ricordo delle mie due esperienze al Viareggio. Tutti si aspettavano di trovare la classica squadra africana impreparata e, invece, abbiamo conquistato degli ottimi risultati. Nel 2005 abbiamo giocato contro l'Inter nell'ultima partita del girone riuscendo a strappare un pareggio, dimostrando così che il calcio africano è ben strutturato”.

Ma come viene vista all'estero l'Italia del calcio?
A questa domanda c'è una doppia risposta. In senso assoluto, l'Italia ricopre sempre un ruolo importante nel calcio mondiale; siamo rispettati perché ci riconoscono una grande cultura tattica e perché abbiamo vinto tanto, i successi sono per sempre. Dall'altra parte, però, all'estero sostengono che a livello giovanile potremmo fare molto meglio: questa è l'accusa che viene rivolta all'Italia. Se non lavoriamo bene in questo settore, alla fine i nostri giovani sono inferiori a molti stranieri. Tranne pochi casi illustri come l'Atalanta, non vengono fatti gli investimenti che invece servirebbero. Recentemente ho seguito molto il calcio tedesco e lì hanno fatto tantissimi investimenti, così si sono ritrovati a vincere in Europa a livello giovanile. In Spagna si investe molto nel settore giovanile, ci si affida ad allenatori giovani con idee brillanti e si dà spazio al giovane calciatore, messo in condizione di poter crescere anche sbagliando. In questi paesi c'è un progetto, che forse è quello che manca all'Italia”.

Per chiudere, quale sarà il futuro di Stefano Cusin?
Siccome ho lavorato tanto in questi ultimi cinque anni e le vacanze le utilizzavo per studiare e per partecipare al corso a Coverciano, non avevo mai tempo per riflettere e riorganizzarmi. Già prima del termine della scorsa stagione, avevo detto a Walter che non avrei proseguito con l'Al Nasr perché volevo ricominciare a lavorare da solo. Così mi sono preso un anno sabbatico per studiare il calcio da vicino. Ho viaggiato tantissimo avendo modo di studiare, prendere informazioni e di crescere. Il mio futuro sarà comunque in un paese del Golfo (Persico, ndr) o dell'Africa”.

Sampdoria, occhi su un giovane centrale croato ma attenzione a Torino e Spezia

L'apertura della campagna acquisti estiva è ancora lontana, ma in casa Sampdoria si sta lavorando per non farsi trovare impreparati, setacciando il mercato italiano e non solo. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in esclusiva, fra i vari nomi presenti sul taccuino degli obiettivi ci sarebbe anche quello di Dario Zuparic. Centrale difensivo classe '92, gioca nella massima serie del campionato croato tra le fila dell'HNK Cibalia Vinkovci e fa parte della Croazia Under 21. Indicato dagli addetti ai lavori come un giovane di grande prospettiva, il ventenne di origini bosniache sta venendo alla ribalta grazie alla sua fisicità e ad una personalità superiore a quella di tanti coetanei. Nei mesi scorsi Zuparic era stato accostato a Fiorentina e Udinese, ma ora i blucerchiati dovranno guardarsi da Torino e Spezia se non vorranno lasciarsi sfuggire questo intressante talento, la cui valutazione attuale si aggira intorno al milione di euro.

Luca Iannone per SampNews24.com

16 febbraio 2013

Dalla D alla Lega Pro: il giovane portiere Biasella è pronto a compiere il grande salto

Futuro in Lega Pro assicurato per Alberto Biasella, saracinesca dell'Olympia Agnonese, compagine molisana del girone F di Serie D. A suon di prestazioni positive, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il talentuoso portiere classe '93 sarebbe infatti finito nel mirino di diverse società di Prima e Seconda Divisione, pronte ad ingaggiarlo al termine della stagione in corso. Cresciuto nel settore giovanile del Pescara, Biasella ha militato nelle ultime tre stagioni nel San Nicolò, con il quale ha vinto un campionato di Eccellenza e disputato due campionati di Serie D, guadagnandosi convocazioni nelle varie rappresentative giovanili di categorie. A dicembre il club abruzzese lo ha ceduto in prestito proprio all'Olympia Agnonese, dove si sta affermando come uno dei migliori portieri giovani di tutto il panorama della Serie D. Da quando è arrivato alla corte di mister Corrado Urbano (tecnico un passato da calciatore in Serie A con Empoli e Bari), l'Olympia è stato sconfitto in una sola occasione e Biasella è stato quasi sempre fra i migliori in campo. Struttura fisica, esplosività e personalità non gli mancano per fare il salto nelle serie professionistiche e migliorare ancora. A questo ci sta lavorando Gianfranco Cicchetti, agente FIFA che ha visto crescere il ragazzo sin quando militava nelle giovanili del Pescara. Ancora qualche mese e poi il sogno di Biasella diverrà sicuramente realtà.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Il doppio ex Colonnese: "Floccari e Kozak non fanno rimpiangere Klose. Siena motivato e in salute, ma la Lazio deve rispondere al Milan"

Dopo il pareggio di Moenchengladbach, la Lazio si appresta ad intraprendere una nuova trasferta. Questa volta in direzione Toscana, dove ad attenderla ci sarà un Siena pronto a lottare fino all'ultima giornata per evitare la retrocessione. Per analizzare il match in programma lunedì sera e non solo, ho contattato in esclusiva l'ex difensore Francesco Colonnese, le cui ultime maglie vestite sono state proprio quella biancoceleste e quella bianconera dei toscani.

Dalla gara di Europa League arriva una notizia importante: Floccari e Kozak ci sono.
Assolutamente sì e questa è una nota molto positiva in virtù dell'assenza di Klose. In attacco la Lazio aveva puntato tutto sul centravanti tedesco, ma dopo il suo infortunio questi giocatori messi da parte hanno dimostrato di essere pronti per cercare di fare bene e di non far sentire la mancanza di Klose. Sia Floccari che Kozak hanno dato una dimostrazione di grande personalità”.

Una curiosità riguardante il ceco è che ha segnato sette gol in Europa League ma nessuno in campionato. Quale potrebbe essere il motivo?
A volte si tratta di semplici casualità. Magari Kozak trova motivazioni particolari in Europa League e riesce a sfruttare tutta la sua astuzia. In Serie A, invece, le difese sono più attente e lo conoscono meglio”.

Lunedì è in programma la trasferta a Siena, quali insidie si nascondono per la Lazio?
I biancocelesti devono temere una squadra in ottima salute, che ha vinto contro l'Inter e ha pareggiato a Bologna. E' un Siena motivato dato che ha le ultime possibilità di rimanere agganciato al treno salvezza. Dopo l'impegno di giovedì scorso potrebbe farsi sentire un po' di stanchezza, ma la Lazio non deve assolutamente fare come nel primo tempo contro il Genoa. Ci vorrà una grande concentrazione e soprattutto una particolare attenzione al contropiede del Siena, che gioca in maniera raccolta e poi sfrutta Emeghara in avanti”.

Le ultime quattro giornate hanno fruttato solo due punti, il terzo posto è a serio rischio?
Indubbiamente la squadra capitolina deve vincere per rimanere attaccata alla zona Champions League. Il Milan sta venendo fuori alla grande per contendere il terzo posto alla Lazio. Nelle prossime due uscite se la vedrà con due squadre di livello inferiore come Siena e Pescara, deve cercare di batterle entrambe in vista di test più importanti”.

Infine, un giudizio sul reparto arretrato biancoceleste da ex difensore.
La difesa biancoceleste deve ancora migliorare molto, soprattutto in quanto ad attenzione. Una volta gioca alla grande Dias, una volta Biava però la Lazio deve cercare di puntare meno sui singoli e più sul reparto. E' quest'ultimo che deve sempre aiutare i singoli difensori e non il contrario”.

Chievo e Genoa sulle tracce sul baby bomber del Maribor

Nonostante l'eliminazione dalla fase a gironi del Torneo di Viareggio, il Maribor (nel gruppo con Juventus, Avellino e gli australiani dell'APIA Leichhardt) ha messo in vetrina un centravanti molto interessante in chiave prospettica. Si tratta di Bian Paul Sauperl, che ha diciassette anni ha già fatto il suo esordio in prima squadra proprio nel corso di questa stagione. Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il nazionale under 18 sloveno sarebbe finito sul taccuino degli obiettivi di Chievo e Genoa, che avrebbero già chiesto informazioni su di lui al direttore sportivo del Maribor Zlatko Zahovic. In patria assicurano che il futuro di Sauperl sarà roseo, ma intanto il classe '95 torna a casa dal Viareggio con una buona prestazione offerta con la Juve e una rete messa a segno contro l'APIA Leichhardt.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

15 febbraio 2013

Il brasiliano Hernane finisce nel mirino dell'Udinese a suon di gol

Quando un giocatore inizia a segnare con una certa frequenze, non può di certo passare inosservato. Lo sa bene Hernane Vidal de Souza, più semplicemente conosciuto come Hernane. Il centravanti, acquistato dal Flamengo lo scorso giugno, si sta mettendo in luce in queste prime giornate del campionato Carioca, con sette reti messe a segno in sei apparizioni. Ma i gol non sono di certo una novità per lui, che ne aveva siglati ben sedici in ventidue presenze nell'ultimo campionato Paulista, quando ancora militava nel Mogi Mirim. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti dal Sud America, il ventiseienne brasiliano avrebbe catturato l'interesse dell'Udinese. La società bianconera, da sempre attenta a quello che accade oltreoceano, potrebbe tentare un'offensiva in estate per provare a portare in Friuli il ventiseienne brasiliano.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Quanti occhi su Canotto: dopo gli interessamenti dalla Lega Pro, per il giovane del Siena si aprono le porte della Premier

Iniziano a brillare le prime stelle al torneo di Viareggio. Nella seconda giornata del girone 7, il Siena ha ottenuto un'altra vittoria e, dopo aver superato il Bruges per 1-0, ha sconfitto l'Atalanta con lo stesso risultato. A decidere il match, trasformando un calcio di rigore intorno alla mezz'ora del secondo tempo, è stato l'attaccante Luigi Canotto. Il classe '94 è stato impiegato come seconda punta, ma il suo ruolo naturale è quello di ala destra (può giocare anche sulla fascia sinistra). Oltre alla rete su penalty, non sarà passata inosservata la sua buona prestazione agli occhi degli addetti ai lavori presenti sugli spalti. Ben trentasei, infatti, erano le società accreditate, tra cui anche Barcellona, Bordeaux e Sporting Braga. Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti da fonti vicine al giocatore, però, il club straniero maggiormente interessato a lui è il Tottenham, che avrebbe avviato dei contatti con il suo entourage. Canotto, nonostante la sua giovanissima età, può vantare già due esperienze in Serie D. La prima nel campionato 2010/2011, quando totalizzò ventisei presenze e due gol con la maglia della Rossanese; la seconda nella scorsa stagione a Salerno, salvo poi fare ritorno in Toscana a gennaio. Quest'anno, invece, si è già messo in mostra segnando nove reti (sei in campionato, due in Coppa Italia e l'ultima proprio ieri al Viareggio). Il suo non è comunque un nome nuovo per le società nostrane e lo dimostra il fatto che, la scorsa estate, il Messima, il Bellaria Igea Marina, il Valle D'Aosta e il Foligno lo avevano richiesto, mentre il Como aveva effettuato un sondaggio per lui. Il presente di Canotto però si chiama Siena, il futuro Londra?