4 marzo 2013

Parola al ds del Cali: "Perea-Lazio e Cuellar-Udinese, vi dico tutto. Ma abbiamo altri due talenti pronti per l'Europa..."

Inconsapevolmente nel 2010 Luis Muriel potrebbe aver tracciato un solco profondo, una strada che parte dalla Colombia, anzi dal Deportivo Cali fino all'Italia. Il prossimo a seguire le orme di Muriel sarà Brayan Perea, attaccante classe '93 che da luglio approderà alla Lazio. Potrebbe imitarlo il compagno di squadra Gustavo Cuellar, centrocampista classe '92 accostato negli scorsi giorni all'Udinese. Ho affrontato questa e molte altre tematiche con Alvaro Aguilar, direttore sportivo del Cali. Aguilar, raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, ha tra l'altro incontrato un paio di giorni fa l'agente FIFA Federico Spada (insieme a lui nella foto), con il quale ha parlato di possibili affari sull'asse Colombia-Italia.

Partiamo da Perea. Come è nata la trattativa con la Lazio e cosa dobbiamo aspettarci da questo talentuoso attaccante?
L'offerta della Lazio è arrivata tramite Luis Felipe Posso, il rappresentante di Brayan. Stiamo parlando di un giocatore molto responsabile, dotato di rapidità, tecnica e potenza. Più che da prima dà il meglio di sé da seconda punta, così riesce ad avere più spazio a disposizione per giocare tra le due linee. Penso comunque che in questa prima parte del campionato darà il massimo per il Cali e ha già segnato un gol, contro il Cucuta”.

Dopo Muriel e Perea, il prossimo ad approdare in Italia sarà Cuellar? Si è vociferato di un interesse dell'Udinese...
Formalmente non c'è niente, anche se ci sono molti giornali e siti web che ne hanno parlato. Cuellar è forte tecnicamente e molto intelligente, quindi sono sicuro che andrà in Europa ma non so quando perché ad oggi non c'è niente. In questa stagione è partito subito bene e alla prima giornata è andato a segno contro l'Once Caldas grazie ad un gran tiro dalla distanza”.

Cosa ci dice invece di Palacios (classe '93), titolare inamovibile della Colombia al recente Sudamericano sub 20?
E' un calciatore molto forte, un terzino rapido e con una buona struttura fisica. A mio parere è già pronto per l'Europa. E' molto disciplinato tatticamente e questa è una caratteristica importante, per questo motivo dico che riuscirà a fare bene nel calcio europeo. Poi dipende anche da Federico Spada... (ride, ndr)”.

Voi come altre squadre colombiane state sfornando talenti pronti per l'Europa. La presenza sul territorio di un agente italiano come Federico Spada è un segnale importante per il vostro calcio?
Mi sembra assolutamente ottimo. E' molto importante e vantaggioso perché Federico mantiene contatti diretti con i club colombiani e non viene nel nostro paese solamente una volta ogni tanto. Mantenere contatti costanti è importante. Ha la possibilità di seguire a fondo il giocatore per cui nutre interesse e di capire com'è come persona fuori dal campo. Inoltre, avendo visto molte partite di giovani italiani ed europei, può dirci se un nostro giovane sia pronto dal punto di vista tecnico e mentale oppure cosa può mancargli”.

A proposito di Spada, ci risulta che tra di voi si è parlato anche di Mojica (classe '93): ci può descrivere le sue caratteristiche?
Federico ci ha visto bene perché Mojica è un craque. E' uno di quei giocatori capace di fare la differenza, tutti gli allenatori vorrebbero averlo nella proprio squadra. Rapido ed intelligente, è una buona scelta per il futuro; un giocatore di prospettiva che unisce la tecnica e la rapidità. Un Quintero più veloce”.

Infine spazio al campionato. Avete conquistato otto punti in cinque gare, dove vuole arrivare il Cali quest'anno? Non vi manca il derby con l'America de Cali?
Mi piacerebbe disputare nuovamente il Clasico con l'America (attualmente nella serie B colombiana, ndr) in Prima Divisione; lo giocheremo in coppa ma non è la stessa cosa. Per quanto riguarda il nostro campionato, stiamo lavorando per raggiungere il titolo e dobbiamo fare più di trenta punti in fretta per qualificarci rapidamente alle semifinali per lo scudetto”.

Gli svincolati Barbuzzi e Della Penna vicini allo Charleroi: Montecalvo vola in Belgio per chiudere

Dall'Italia al Belgio. Andrea Barbuzzi, classe '91, e Claudio Della Penna, classe '89, dopo quasi una settimana in prova allo Charleroi, potrebbero firmare con la loro nuova squadra a stretto giro di posta. Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti da fonti molto vicine ai due giocatori, la situazione potrebbe sbloccarsi nelle prossime ore. Infatti il presidente della WFM Fabio Montecalvo (al quale i due hanno affidato di recente i propri interessi) volerebbe già domani alla volta del Belgio, coadiuvato dal nuovo assistente tecnico Lorenzo Catalano (allenatore per dieci anni nelle giovanili del Bari), per incontrare la dirigenza del Charleroi e concludere la trattativa avviata la scorsa settimana. Così Barbuzzi, scuola Atalanta e svincolatosi qualche mese fa dal Crotone, e Della Penna, scuola Roma ed ex Nazionale under 20, potranno finalmente iniziare a tutti gli effetti una nuova avventura nella Jupiler Pro League.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

2 marzo 2013

Sabatini punta due giovani talenti del River Plate

La Roma guarda alla prossima sessione di calciomercato e al futuro. Walter Sabatini guarda al Sud America e ai giovani più talentuosi in circolazione. Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il direttore sportivo della società giallorossa avrebbe allacciato stretti contatti con il River Plate per provare a strappargli due giocatori di grande prospettiva. Si tratta del difensore classe '91 German Pezzella e del centrocampista classe '93 Manuel Lanzini, entrambi dotati di passaporto italiano. Il secondo ha anche preso parte al recente Sudamericano sub 20 con la maglia dell'Argentina under 20, un'esperienza però non certamente fortunata. Ora per tutti e due si aprono le porte della capitale.

27 febbraio 2013

Il punto della settimanA - 26a giornata

In un fine settimana nel quale gli occhi degli italiani erano più attenti alla politica e alle tanto chiacchierate elezioni, la Serie A ha vissuto la sua ventiseiesima giornata. Una giornata durata più del previsto, ben quattro giorni per colpa della neve che ha colpito il Nord Italia e non solo.
Questo settimo turno del girone di ritorno si è aperto con il consueto anticipo del sabato sera, che ha messo di fronte Palermo e Genoa in un vero e proprio scontro salvezza. Alla fine esce fuori un pareggio a reti inviolate che permette al Grifone di mantenere le distanze dai rosanero, rimasti così a -6 punti dal quartultimo posto. Intanto Zamparini ha dato il benservito a Malesani, richiamando Gasperini a tirare la sua squadra fuori dai guai.
L’altra genovese, la Sampdoria, si avvicina sempre di più al proprio traguardo portandosi a metà classifica. Questo grazie al 2-0 inflitto al Chievo, uscito sconfitto dal Ferraris con un gol per tempo nel lunch match. Anche ai vertici c’è chi allunga sempre di più sulle dirette avversaria. E’, manco a dirlo, la Juventus, che non lascia scampo al Siena calando il tris grazie a Lichtsteiner, Giovinco (vittima di qualche fischio da parte del suo pubblico) e Pogba. Secondo successo di fila per la Roma di Andreazzoli. Dopo la vittoria di misura contro la Juve, i giallorossi confermano il proprio trend positivo espugnando un Atleti Azzurri d’Italia reso bianco dalla fitta nevicata. Ai tifosi dell’Atalanta resta comunque l’amaro in bocca e basta dare un’occhiata alla successione dei gol per capire il perché: Livaja, Marquinho, Pjanic, Livaja, Torosidis. Il Catania si afferma sempre di più come la vera sorpresa di questo campionato. Se da una parte c’è chi non si sorprende più dei risultati ottenuti dagli etnei, dall’altra c’è da sottolineare come il campo del Parma sia uno dei più ostici di tutta la massima serie (con questa salgono a tre le sconfitte casalinghe). La squadra di Maran va sul doppio vantaggio nella prima frazione di gioco, la reazione dei padroni di casa arriva troppo tardi e il gol di Amauri è inutile ai fini del risultato. Lo spettacolo migliore l’hanno però offerto Cagliari e Torino. Tra le mura dell’Is Arenas Cerci risponde a Sau, poi Conti risponde a Stevanovic, Bianchi risponde a Pinilla e infine, quando meno te lo aspetti, ci pensa lo stesso Conti a fissare il punteggio finale sul 4-3 al termine dei minuti di recupero.
Grande attesa c’era per il posticipo di domenica sera, per il derby della Madonnina numero 210 della storia. Alla fine viene fuori un pareggio che non accontenta nessuno e ha ragione Allegri a dire che queste sono partite da vincere a prescindere. Il primo tempo è del Milan che al 20’ passa in vantaggio con El Sharaawy (18 gol in campionato per lui), mentre nella ripresa è Schelotto (lacrime per la prima rete nerazzurra) a mettere le cose a posto e a regalare un punto all’Inter.
Il lunedì di Serie A ha visto scendere in campo le altre due squadre presenti sul podio. Il Napoli ha però deluso le aspettative impattando contro il muro difensivo dell’Udinese e inanellando il terzo pareggio consecutivo. Tante polemiche per l’arbitraggio di Damato, ma forse Mazzarri farebbe bene a pensare più a sé stesso e alla sua squadra, attesa dal San Paolo e dalla Juve venerdì sera. Torna invece al successo la Lazio, che non vinceva dalla prima giornata di ritorno. Due missili sparati dalla distanza, il primo da Radu e il secondo da Lulic, consentono alla compagine biancoceleste di portarsi in solitaria al terzo posto, distanziando il Milan di due lunghezze.
Era stato rinviato per neve il derby dell’Appennino tra Bologna e Fiorentina, scese sul campo del Dall’Ara ieri all’inconsueto orario delle 20. I viola fanno harakiri e, dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio grazie a Ljajic, si fanno raggiungere e poi abbattere dagli avversari. Al 77’ è Motta a pareggiare i conti, mentre a quattro minuti dal novantesimo è il neo acquisto Christodoulopoulos a firmare la rimonta rossoblu. La squadra gigliata mantiene il sesto posto in coabitazione con il Catania, ma se vuole davvero approdare in Europa deve chiudere prima le partite. E questo Montella lo sa bene.

Luca Iannone per EuropaCalcio.it

Il Legia Varsavia potrebbe cedere il promettente portiere Pogorzelec: due italiane alla finestra

Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, Chievo e Udinese avrebbero posato gli occhi sull'estremo difensore Oskar Pogorzelec, classe '95 di proprietà del Legia Varsavia, considerato in patria un'autentica promessa del calcio polacco. Le due società italiane lo starebbero tenendo d'occhio da tempo, almeno sin da quando, ad ottobre scorso, ha fatto il suo debutto con la nazionale Polonia under 18 del ct Marcin Dorna. Il Legia crede molto nel giovane portiere e lo ha dimostrato facendolo esordire nella Coppa di Polonia, ma in estate potrebbe essere costretto a lasciarlo andar via. Il contratto in scadenza nel 2014 potrebbe infatti orientare il club a cederlo per non perderlo a parametro zero fra un anno. Gli uomini mercato clivensi e friulani sono pronti ad approfittarne.

25 febbraio 2013

Il Viareggio proietta il baby portiere Maiellaro verso la Serie B

Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, Spezia e Verona si sarebbero messe sulle tracce del portiere classe '94 Luigi Maiellaro, uno dei protagonisti della cavalcata che ha portato la Juve Stabia - dopo aver battuto la Juventus agli ottavi - fino ai quarti di finale del Torneo di Viareggio, dove è stata eliminata dal Parma. Il baby pipelet si è messo in luce grazie alle sue prestazioni più che positive, mostrando a tutti la concentrazione e l'agilità che lo contraddistinguono. Ma non bisogna dimenticare che il cartellino dell'estremo difensore appartiene al Gladiator (squadra campana che milita nel girone H di Serie D) e che, fra i pali dei nerazzurri, il giovane è imbattuto da quasi 700 minuti, mentre la sua squadra è l'unica in Italia a non aver ancora conosciuto la sconfitta in questa stagione. Maiellaro può anche vantare un passato nel settore giovanile del Napoli, che però decise di non puntare su di lui a causa della sua altezza considerata inadatta per difendere la porta. Oggi però, con i suoi 177 cm, è riuscito ad attirare su di sé l'attenzione dei club cadetti, che a breve potrebbero muoversi concretamente per non lasciarselo sfuggire.


Perea era ad un passo dall'Udinese, anzi di più: i sei osservatori di Pozzo e il sorpasso della Lazio, ecco come è andata

E' ufficiale da circa due settimane, ma l'affare era ormai concluso da inizio mese: Brayan Perea sarà un calciatore della Lazio a partire dal prossimo 15 luglio. Lo stesso Deportivo Calì, proprietario del suo cartellino, ha ufficializzato la cessione per una cifra intorno ai 2 milioni di euro. E pensare che l'Udinese era stata vicinissima alla punta colombiana, prima ancora dei biancocelesti. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in esclusiva direttamente in Colombia, il presidente dei friulani Pozzo aveva inviato, tra il 2012 e gennaio 2013, sei osservatori per visionare da vicino il classe '93. Tre di loro avevano dato un responso positivo su di lui, mentre gli altri tre avevano sconsigliato di acquistarlo alle cifre richieste dal club di appartenenza. Il patron bianconero era però riuscito ad ottenere una sorta di prelazione e successivamente decise di muoversi concretamente; così avanzò un'offerta di circa 2 milioni, ma soltanto dopo la conclusione del Sudamericano sub 20 a cui il ventenne attaccante ha partecipato con la sua nazionale. Ad Udine non aspettavano altro che l'ok del Calì, salvo poi scoprire che Lotito e Tare erano stati più lesti, chiudendo l'operazione tra fine gennaio e i primissimi giorni di questo mese. Se poi Perea rappresenterà un rimpianto di Pozzo e dell'Udinese sarà solo il campo a stabilirlo...

23 febbraio 2013

Montecalvo: "Juve verso lo scudetto, Napoli poco incisivo. Balotelli? I fatti danno ragione al Milan. Su Inter, Lazio e zona retrocessione..."

In attesa che questa ventiseiesima giornata di Serie A abbia inizio, ho raggiunto in esclusiva Fabio Montecalvo. Con il presidente di FM Communications e di World Football Management abbiamo toccato diversi temi inerenti il nostro campionato, a partire dalla lotta scudetto fino alla corsa per non retrocedere, passando per la situazione di Milan, Inter e Lazio.

Il Napoli non ha approfittato del passo falso della Juve. Lo scudetto è sempre più bianconero?
Quello visto contro la Sampdoria è stato forse il peggior Napoli della stagione, non riuscendo ad andare oltre il pareggio nella gara disputata con i blucerchiati. Un segnale di cedimento era arrivato già dal primo impegno infrasettimanale di Europa League con il Viktoria Plzen; quell'occasione aveva evidenziato come poca incisiva la prova offerta dai partenopei. La Juventus, a mio avviso, ha confermato la sua leadership nonostante gli stop fisiologici e proseguirà la sua marcia verso il tricolore”.

Intanto il Milan ha agganciato il terzo posto. Allora l'effetto Balotelli non riguarda solo le prossime elezioni...
In Italia siamo troppo abituati a fare processi alle intenzioni o, molto peggio, a divenire giudici ad interim delle vicissitudini altrui. La mia stima per Mario Balotelli è nota, sia perché lo ritengo un grande attaccante capace di fare la differenza nel rettangolo piccolo, sia perché è un ragazzo perbene, nonostante le ballottellate distribuite un po' qua e un po' la. Finora i fatti hanno dimostrato quanto sia prezioso il valore di Super Mario, strategie elettorali a parte. Per il futuro, al campo l'ardua sentenza”.

Super Mario si sta dimostrando il miglior acquisto dell'ultima campagna acquisti, sei d'accordo?
E' sicuramente indiscutibile il valore del neo attaccante rossonero. Per esser considerato il migliore acquisto in assoluto, però, aspettiamo che l'uomo affini la sua formazione e completi la sua maturità”.

Inter e Lazio, il loro obiettivo massimo può essere la qualificazione in Europa League?
Non è forse tanto per le difficoltà intrinseche di Lazio ed Inter, ma star dietro a questo Milan che spinge ed al Napoli stesso, pronto a mordere ogni preda che cerca di invadere il suo territorio. Per questo motivo, non sarà appunto per nulla facile recuperare le posizioni perdute. L'obiettivo Europa League credo sia dunque diventato più alla portata dei queste due squadre, in particolar modo dei nerazzurri”.

Corsa per non retrocedere: Palermo, Pescara e Siena sono già condannate?
È chiaro che, rispetto ad altre formazioni, ed anche in merito ai punti in classifica in essere, Palermo e Pescara sono con mezzo piede nella fossa, come si suol dire. Il Siena,ultimamente mostrerebbe, a mio avviso, più determinazione nella volontà del raggiungimento di una posizione salvezza e più vitalità rispetto alla formazione rosanero e a quella abruzzese”.

Il Milan continua a seguire Maupay ma attenzione all'Inter e a due inglesi...

Non si ferma di certo qui la politica di ringiovanimento da parte del Milan, che vuole proseguire con il lavoro svolto finora e provare ad assicurarsi i migliori giovani in circolazione in Italia e non solo. Proprio in quest'ottica, stando ad alcune indiscrezioni raccolte in esclusiva, i rossoneri starebbero continuando a monitorare con molta attenzione le prestazioni di Neal Maupay, talentuoso attaccante classe '96 che si sta mettendo in luce con la maglia del Nizza. Nella gara di sabato scorso contro il Bastia, il nazionale under 17 francese è risultato decisivo realizzando il suo terzo gol in campionato. Per lui si potrebbe ipotizzare anche un derby di mercato, dato che anche l'Inter si sarebbe messa recentemente sulle sue tracce. Ma non è da escludere la pista che condurrebbe Maupay oltremanica, dove Arsenal e Manchester United non sembrano intenzionato a stare semplicemente a guardare.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

22 febbraio 2013

Ds Giannandrea: "Coverciano esperienza eccezionale, ora viene il difficile. Nuovo Verratti? E' a Pescara"

Ogni giorno ci troviamo a parlare del direttore sportivo di questa o di quella squadra, ma spesso ci si dimentica dei loro numerosi colleghi (magari giovani) senza squadra. Uno di questi è Giancarlo Giannandrea, trentenne di Pescara che ha ottenuto la licenza di direttore sportivo lo scorso novembre, dopo aver partecipato al corso di Coverciano insieme a Fabio Cannavaro, Stefano Fiore, Fabio Galante, Filippo Galli, Valentina Mezzaroma e Massimo Oddo, giusto per fare qualche nome. Attualmente Giannandrea collabora con un club di Serie A per quanto riguarda lo scouting giovanile nella sua regione, l'Abruzzo. Lo ho intervistato in esclusiva.

Da Cannavaro a Galli, da Oddo alla Mezzaroma. Come è stato avere come 'compagni di scuola' questi big del calcio?
Senza dubbio è stata un’avventura emozionante, essere compagni all’università del calcio di Coverciano con due campioni del mondo quali Cannavaro e Oddo è davvero qualcosa di unico. Per poi passare a parlare del responsabile del settore giovanile del Milan Filippo Galli, persona umile, simpatica, oltre che competente e grande esperto in materia. Mentre Valentina Mezzaroma è una gran donna con un carisma incredibile, per lei è il giusto avvio per iniziare un percorso imprenditoriale di livello. E' stata davvero una grande esperienza formativa, un corso speciale, in cui ho conosciuto delle persone dal profilo umano eccezionale, personaggi importanti, persone con un mix di caratteristiche determinanti per affermarsi su grandi palcoscenici. In questo percorso ho avuto la fortuna di poter arricchire il mio bagaglio a livello umano e di competenze. Non vi nascondo che il corso un pochino mi manca, nonostante sia stato molto impegnativo, sia stato lungo ben sei settimane e siano stati trattati argomenti interessanti ma al contempo complessi. In sede di esame, si è trattato di trattare di argomenti svolti durante il corso e di discutere una tesi a scelta. 'Per le società dilettantistiche i vari premi di preparazione sono vitali: i casi abruzzesi di Fabio Grosso e Marco Verratti' era il titolo della mia”.
Una volta superato l'esame, però, si fanno i conti con la realtà: quanto è difficile per un giovane ds?
Dopo aver conseguito l’abilitazione di direttore sportivo, vorrei poter iniziare da dove ho lasciato il mio lavoro, ovvero dal settore giovanile. Sto facendo fatica ad inserirmi, nonostante tutti i titoli che ho conseguito, dalle due lauree universitarie al corso di team manager fino alla qualifica di direttore sportivo professionistico. L’inserimento in un club professionistico è davvero di difficile portata, anche se ho alle spalle sette anni di esperienza seppur in società dilettantistiche. Ma non per questo demordo, anzi, sono sempre più caparbio a raggiungere il mio obiettivo. Spero solo che qualcuno si accorga di me e mi possa dare ben presto una chance, per poter dare il mio contributo alla crescita del settore giovanile italiano, anche perché il campo mi manca molto”.

A proposito di giovani, cosa credi che debba cambiare in Italia per dare maggior spazio ai talentini nostrani?
In Italia, rispetto agli altri paesi, la cultura è diversa, quindi non credo si debbano copiare i modelli delle altre nazioni, ma bensì cercare di aiutare in concreto i nostri club. A mio parere, bisognerebbe partire proprio da una legge sugli stadi e sui centri sportivi di proprietà delle società. Da lì, ripartire verso la crescita di talenti fatti in casa, senza dover andare a prendere stranieri costosi o più delle volte inadatti per il nostro campionato a causa della saudade e di altri fattori. Poi cercherei di far crescere i tecnici dei settori giovanili, finalizzandoli all’obiettivo della società e non al loro scopo personale, facendo crescere i ragazzi e di conseguenza migliorandosi anche loro stessi. Inoltre, secondo me è essenziale fare una riforma dei campionati a livello giovanile dei Giovanissimi e degli Esordienti”.

Marco Verratti, da Pescara a Parigi, dall'Abruzzo alla Champions. Quale altro talento abruzzese può essere il nuovo Verratti?
Verratti lo seguo dal lontano 2008. E' un talento puro, si vedeva fin da quell’anno che era un piccolo fenomeno e il tempo mi ha dato ragione. Effettuando lo scouting in Abruzzo per una società di Serie A, visiono ogni week end diverse partite delle giovanili, dai Pulcini alla Primavera. Nella nostra regione, ci sono diversi ragazzini interessanti e ne vorrei citare qualcuno, ma per privacy preferisco non fare nomi. C'è un 2000 forte e di sicuro avvenire, un attaccante esterno mancino, un 2002 attaccante esterno tecnico e molto veloce, poi due attaccanti, un 2003 e un 2004, tecnicamente e fisicamente dotati nonostante la loro giovanissima età. Questi ragazzi sono seguiti già da diversi club della massima serie. Invece mi sento di spendere alcune parole nei confronti un giocatore che ho scoperto in un evento due anni fa ed oggi milita tra le fila dei Giovanissimi Nazionali del Pescara. Si chiama Francesco Mele, è un centrocampista centrale classe '98. Gioca nel vertice basso in un 4-3-3, si tratta di un giocatore con buona tecnica di base, grande intelligenza ed ottima visione di gioco. E' già in orbita nazionale italiana under 15”.

Per chiudere, sappiamo che sta lavorando ad un suo progetto...
Sì, un dossier appositamente creato per lo sviluppo di un settore giovanile professionistico, partendo proprio dalla base, ovvero dalla scuola calcio, cercando di formare, in primis l’uomo tifoso e poi il giocatore del futuro. E' un progetto ambizioso, proprio per tirar fuori i talenti del domani dalla propria academy. Si tratta di creare per una società professionistica un vero vivaio come serbatoio per la prima squadra. Un progetto lungimirante con un tempo che va dai quattro ai sei anni, giusto il tempo che un talento preso nella scuola calcio, cresca e poi sbocci in prima squadra. Consiste nel creare un’academy dove sviluppare tutta una serie di processi e servizi, che vanno dal programma motorio a quello psicologico di sviluppo umano del giovane, oltre alla crescita a livello tecnico-tattico del calciatore. Un modello che ho creato ad hoc dopo le diverse esperienze che ho avuto nei settori giovanili dilettantistici e dopo aver avuto la fortuna di collaborare con l’academy del Milan, dalla quale sono stato formato come direttore tecnico”.