4 dicembre 2012

Il doppio ex Turci: "Samp ben coperta tra i pali. Con l'Udinese gara da tripla nel segno della continuità"

Sampdoria ancora a riposo dopo il pareggio ottenuto in quel di Firenze. Da domani Ferrara e i suoi inizieranno a pensare all'Udinese, attesa al Ferraris lunedì sera. Chi conosce molto bene entrambe le squadre è Luigi Turci, che ha vestito per tre anni la casacca blucerchiata e per sei quella dei friulani. Ho intervistato in esclusiva l'estremo difensore di Cremona, così da avvicinarci al match della sedicesima giornata.

Sei stato uno dei protagonisti della penultima promozione dalla B alla A, poi Antonioli ti ha rubato la scena...
Ancora oggi ho ricordi vivissimi, ricordi molto emozionanti. Sono stati tre anni in cui ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo straordinario, fatto di ragazzi intelligenti e con grandi valori morali. In quelle tre stagioni abbiamo ottenuto i più grandi risultati dai tempi dello scudetto. Abbiamo vinto il campionato di Serie B, abbiamo sfiorato la zona UEFA e poi ci siamo qualificati in Coppa UEFA sfiorando la Champions”.

La Samp ti acquistò proprio dall'Udinese, dove invece eri titolare. Cosa ti spinse a fare questa scelta?
La ricerca di nuovi stimoli e di nuove motivazioni. A Udine si sta benissimo, ma dopo sei anni nello stesso ambiente o si possiedono fortissime automotivazioni oppure il rischio è quello di appiattirsi. Questa era la mia sensazione, la mia idea era quella di un ciclo finito per quanto mi riguardava. Quindi decisi di rimettermi in gioco, cadendo in piedi. La Sampdoria è una delle società più sane d'Italia e quella doriana una delle piazze più importanti; inoltre Genova è delle poche città dove c'è un vero derby”.

E della Sampdoria di oggi che idea ti sei fatto?
La Samp è partita veramente benissimo, ottenendo ottimi risultati e meritandosi il titolo di rivelazione di questo campionato. Poi le sette sconfitte di fila hanno placato gli entusiasmi, anche se il periodo negativo è stato frutto di mille circostanze tra cui la sfortuna e i numerosi infortuni. Adesso però si è ripresa. Penso che la squadra sia stata assemblata in maniera ottimale e decisamente all'altezza della Serie A. Come neo promossa il messaggio che deve arrivare da parte di tutto l'ambiente, è quello di centrare la salvezza il prima possibile e dopo pensare ad altro. Bisogna rimanere orientati a raggiungere questo obiettivo”.

Con Romero indisponibile è stato Da Costa a difendere i pali a Firenze. Due gol subiti, ma non ha fatto rimpiangere l'argentino.
Non lo scopriamo sicuramente adesso. Alla fine l'anno scorso Da Costa non è stato un secondo, è stato un primo bis visto il numero di presenze che ha collezionato. Il brasiliano è stato uno degli assoluti protagonisti del ritorno in Serie A. Tutte le volte che viene chiamato in causa si fa trovare pronto, quindi tanto di cappello a lui”.

In tre occasioni è toccato invece a Berni prendere il posto di Romero. Quanto è importante avere tre portieri così affidabili in rosa?
E' un ruolo molto delicato, ma il fatto di avere tre portieri di un certo livello significa che è coperto. La società è stata brava a mettere lo staff nelle condizioni migliori per lavorare”.

Spazio a Samp-Udinese. Entrambe le squadre vengono da risultati positivi, che partita sarà?
Entrambe le squadre ci hanno abituato a prestazioni altalenanti. La cosa che ha fatto difetto a tutte e due è stata la costanza di rendimento nei risultati. Questa è una buona occasione per dare continuità ai risultati ottenuti. La classifica è indubbiamente più che tranquilla ad oggi, ma abbiamo visto come sia facile essere risucchiati nelle zone basse. Di conseguenza credo sia una sfida aperta a tutti i risultati, è una partita da tripla. Sia la Sampdoria che l'Udinese sono capaci di fare risultato dovunque come, purtroppo, di scivolare sulla classica buccia di banana. Ecco perché entrambe sono alla ricerca di quella costanza che gli permetterebbe di lavorare con maggiore tranquillità”.

Dal Pavia al gol con il Vallée d'Aoste senza dimenticare due anni difficili: ecco la storia del funambolo De Vincenziis

A distanza di più di due anni dal suo ultimo gol, Ivan De Vincenziis è tornato a segnare nei campionati professionistici. Ci è riuscito domenica con la maglia del Vallée d'Aoste, trasformando un calcio di rigore contro il Fano al 71' e fissando il risultato finale sul 2-0. Per l'attaccante si trattava della prima apparizione con la sua nuova squadra, dato che ha firmato soltanto venerdì scorso il contratto che lo legherà per un anno alla società valdostana. Forse in pochi conosceranno il suo nome, ma ancora meno conosceranno la sua storia e il percorso che lo ha portato a giocare in Seconda Divisione di Lega Pro. Ve la racconto in esclusiva.
De Vincenziis, classe '88, ha iniziato la sua carriera professionista tra le fila del Pavia, era la stagione 2005/06. Nella compagine pavese ci rimarrà fino all'estate 2010, ma andiamo con calma. In breve tempo il giovane De Vincenziis riesce a conquistarsi il posto da titolare, facendo parlare di sé come un talento di grande prospettiva. Negli anni viene anche convocato in Nazionale di Lega Pro, distinguendosi con ottime prestazioni e gol. Addirittura su di lui mettono gli occhi diversi club di Serie A e B. Nell'estate 2010, però, incominciano i guai. Alcuni problemi fisici lo costringono a stare fermo fino a febbraio 2011, quando si accasa in Eccellenza lombarda all'Oltrepò; da febbraio al termine della stagione segna nove gol in dodici presenze. E' l'estate 2011 quando passa alla Civitanovese, in Serie D, mentre il gennaio successivo si trasferisce al Darfo Boario, sempre in D. La sfortuna pian piano lo abbandona e i guai fisici diventano solo un lontano ricordo, facendo tornare Ivan il giocatore che tutti avevano apprezzato anni addietro. Così arriviamo ai giorni nostri, alla firma con il Vallée d'Aoste e all'esordio con gol. Convinti che la classe ed il talento non si perdano con il passare degli anni, non ci resta che augurare buona fortuna al funambolico attaccante milanese.

L'Avellino parla greco: in prova il diciottenne Tsipouras

Avellino a lezioni di greco. Da quest'oggi il clup irpino avrà modo divisionare da vicino l'attaccante Apostolos Tsipouras, classe '94, che resterà in prova per qualche giorno sotto l'attento sguardo del tecnico Claudio Rastelli e del direttore sportivo Enzo De Vito. Il giovane centravanti ellenico, dotato di un gran fisico e di cui si parla un gran bene, proviene dal Paok Salonicco, squadra nella quale quale è cresciuto calcisticamente. Come vi avevo anticipato, nelle scorse settimane Tsipouras aveva sostenuto un periodo di prova con il Lanciano, destando un'ottima impressione allo staff tecnico. In Italia il calciatore è rappresentato dall'agente FIFA Gianfranco Cicchetti (in collaborazione con Panagiotis Domoutzoglu e la Free Players). Se a gennaio Tsipouras dovesse firmare con l'Avellino, diverrebbe il secondo giocatore greco a vestire la maglia biancoverde dopo il suo più illustre connazionale, Nikos Anastopoulos, che giocò in Campania nella stagione '87-'88.

Osservatori della Juve a Modena per un giovane centrocampista

Non è andato certamente bene il week end alla formazione degli Allievi Nazionali del Modena, sconfitta domenica per 0-3 dal Cittadella. Sugli spalti a vedere la partita, però, c'erano addirittura degli emissari della Juventus. Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, gli osservatori bianconeri si trovavano in Emilia per visionare da vicino le prestazioni di Riccardo Geti, centrocampista classe '96 in forza proprio agli Allievi Nazionali gialloblu.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

3 dicembre 2012

Ag. FIFA Cicchetti: "Del Valle richiestissimo, eppure quando fu proposto in Italia solo un club si interessò..."

Spesso e volentieri si sente parlare di colpi sfumati, di club italiani che si fanno beffare da quelli stranieri in sede di mercato. Oppure di giocatori che in un primo momento non vengono considerati per poi essere invece cercati dopo. Questa è la storia di tanti, così come quella della punta venezuelana Yonathan Del Valle. A raccontare in esclusiva ai miei microfoni questo aneddoto è l'agente FIFA Gianfranco Cicchetti: “Nel 2009 ero riuscito ad ottenere il mandato per rappresentare in Italia di Yonathan Del Valle, tramite il suo agente venezuelano Gustavo Manenti. L'attaccante classe '90 aveva messo a segno cinque reti nel Mondiale Under 20 disputatosi nel 2009 in Nigeria ed era considerato, dagli addetti ai lavori di allora, come uno dei migliori talenti di tutto il torneo. Decisi quindi di proporlo a quasi tutte le società della nostra Serie A. Forse perché era extracomunitario, tutte glissarono, tranne il Chievo. Al direttore sportivo dei clivensi Sartori il giocatore piaceva, però in quel momento non c'era lo spazio necessario in attacco per farlo giocare con continuità. Nel 2011 l'Auxerre si assicurò le sue prestazioni versando 2 milioni di euro nelle casse del Deportivo Tachira. Dopo una stagione opaca in Francia, oggi il suo talento è finalmente esploso. La scorsa estate si è trasferito in prestito al Rio Ave e in Portogallo sta segnando gol a raffica. Ora lo vogliono tutti. Forse, ci avevo visto giusto tre anni fa...”.

Ag. FIFA Chiono: "Italiane, prendete Abecasis e Cerutti: ve li presento"

Ormai manca meno di un mese alla sessione invernale di calciomercato. Tutte le società, comprese quelle italiane, stanno già sondando il terreno per non farsi trovare impreparati in sede di mercato. Proprio in quest'ottica, l'agente FIFA Gabriele Chiono, molto attivo in Francia e Sud America, ha voluto presentare in esclusiva due giovani talenti argentini.
Il primo si chiama Luciano Abecasis: “E' un terzino destro classe '90 di proprietà del River Plate, in patria viene considerato l'erede di Javier Zanetti. E' reduce da un'ottima stagione e, soprattutto, è munito di passaporto comunitario. In passato lo ha cercato la Lazio, adesso per circa tre milioni di euro si può strappare il ventiduenne al River”.
L'altro risponde invece al nome di Ezequiel Cerutti: “Si tratta di un attaccante sconosciuto ai più. Attualmente veste la maglia del Sarmiento, squadra che milita nella serie B argentina. E' un ventenne dotato di grandissima rapidità. Il suo dribbling e la sua velocità ricordano un po' Lavezzi. In patria lo vogliono il Newell's Old Boys e l'Estudiantes”.

David Suazo ha una nuova pretendente in Serie A

Il contratto che lo legava per un anno al Catania è scaduto lo scorso giugno dopo una sfortunata stagione e David Suazo è ancora in cerca di una nuova sistemazione. In questi mesi il nome dell'attaccante honduregno è stato accostato a tantissime società: dalla Dinamo Mosca alle tedesche Colona e Hannover, ma anche alle italiane Brescia, Cesena e Vicenza. Il club che però sembra essere stato più vicino ad assicurarsi le sue prestazioni è il Videoton, anche se alla fine la squadra ungherese e Suazo non sono riuscite a raggiungere un accordo. Adesso, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, ci sarebbe un'altra italiana interessata a lui. Si tratta del Pescara, alla ricerca di rinforzi per il proprio reparto avanzato. In ogni caso un suo futuro in Italia è tutt'altro che da escludere e lo stesso Suazo non ha mai nascosto di apprezzare il nostro paese, dove ha giocato con le maglie di Cagliari, Inter, Genoa e, appunto, Catania.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

1 dicembre 2012

Bucchioni (QS): "Fiorentina spagnoleggiante, ma ha dei punti deboli. Su Ferrara Lippi mi ha detto che..."

Reduce dal pareggio di Torino in campionato e dalla vittoria contro la Juve Stabia in Coppa Italia, la Fiorentina si appresta a ricevere la Sampdoria. La squadra di Montella rappresenta forse l'avversario più in forma che poteva capitare ai blucerchiati in questo momento, ma di certo la Samp andrà a Firenze per giocarsela. Per avvicinarci a questa sfida in programma domani sera alle 20.45, ho raggiunto in esclusiva Enzo Bucchioni, direttore di QS Quotidiano Sportivo.

La Fiorentina viene da otto risultati utili consecutivi, nove se si considera la Coppa Italia. E' la squadra più in forma del momento?
Forse la più in forma no, però è senza dubbio la squadra che pratica il miglior gioco di tutta la Serie A. Sta giocando in maniera diversa rispetto a quanto si vede nel nostro campionato. Quello dei viola è un gioco spagnoleggiante, spettacolare, con grande possesso di palla”.

Montella dovrà comunque fare a meno di elementi importanti quali Aquilani, Ljajic, Toni e, soprattutto, Jovetic.
Fino ad oggi la Fiorentina ha patito poco le assenze in virtù del gioco che mette in pratica. Avendo un movimento corale molto importante e collaudato in allenamento, la Fiorentina ha sentito poco le assenze sinora. Due domeniche fa sono mancati Pizarro e Jovetic, ma la squadra non ne ha risentito. Se continua questo trend, però, alla lunga potrebbe avere dei problemi, soprattutto se mancano i giocatori di riferimento, un campione Jovetic e la punta più importante che è Toni”.

Qual è il suo giudizio sulla Sampdoria?
La squadra ha pagato il cambio di allenatore e di uomini. E' partita molto bene, poi è arrivato il lungo periodo negativo e ora deve puntare a recuperare i giocatori infortunati. In primis Maxi Lopez che è un giocatore d'esperienza e ha segnato ovunque è andato. La dirigenza blucerchiata ha fatto bene a confermare Ferrara che ha già dimostrato il suo valore in altre occasioni, ma finora la sua mano si è vista poco. Lippi, che lo ha avuto come giocatore alla Juventus prima e come collaboratore tecnico in Nazionale poi, mi ha sempre detto che diventerà un grande allenatore. Credo comunque che la Sampdoria possa centrare l'obiettivo salvezza senza difficoltà; non appena recupererà i giocatori più importanti, potrà giocare meglio e con maggiore tranquillità”.

La bilancia dei valori tecnici pende dalla parte dei viola, quindi su quali armi può contare la Samp?
La Fiorentina fino ad oggi ha sempre giocato allo stesso modo, cioè praticando un grande possesso palla e giocando con la difesa molto alta che spesso si ritrova nella metà campo degli avversari. Se vuole fare risultato, la Samp deve imitare il Torino marcando stretti gli avversari, chiudendo gli spazi e ripartendo in contropiede. Domenica scorsa il Toro lo ha fatto ed è riuscito a in difficoltà i viola. Se però la Sampdoria cerca di fare la partita, il divario tecnico è importante e alla fine viene fuori”.

Se dovesse trovare un punto debole in questa Fiorentina?
Sulla fascia destra Roncaglia e Cuadrado, se presi in velocità, possono andare in sofferenza, Soprattutto tra l'esterno colombiano, in fase difensiva, e il reparto arretrato non c'è grandissima organizzazione. Giocando con una difesa a tre molto alta, le ripartenze e i rapidi cambiamenti di fronte, se il centrocampo non va a chiudere, possono risultare letali”.

In ottica mercato, possibili affari tra le due società a gennaio?
L'anno scorso ci fu il trasferimento di Munari che per la Sampdoria si è dimostrato un vero affare, dato che ha disputato un ottimo campionato in Serie B. In questo momento, però, non ho sentito rumors di mercato al riguardo”.

Romito: "Il Napoli è da scudetto, ma attenzione all'orgoglio del Pescara. Cavani e la fase difensiva..."

Sarà Napoli-Pescara il lunch match di questa quindicesima giornata di Serie A. Una specie di testa-coda, dato che i partenopei secondi in classifica riceveranno al San Paolo gli abruzzesi, attualmente all'ultimo posto. Per analizzare la sfida in programma domani alle 12.30 e parlare delle due squadre, ho contatto in esclusiva il doppio ex Tommaso Romito, difensore che durante la sua carriera ha vestito sia la maglia azzurra del Napoli sia quella biancazzurra del Pescara.

Il Pescara parte ovviamente sfavorito, ma con quale spirito deve affrontare questa sfida?
Secondo me, se il Pescara tira fuori un po' orgoglio nessun obiettivo è precluso. La testa gioca sempre un ruolo importante, soprattutto in questi casi. Ci sono stati problemi con la tifoseria e poi il cambio di allenatore, quindi non è stato un periodo facile, però potrebbero provare a fare risultato sia per se stessi che per la città. Sulla carta il Napoli è ovviamente molto superiore, mentre il Pescara ha il solo obiettivo di salvarsi. Tutto dipenderà dalla testa dei giocatori del Pescara che ho visto abbastanza bene contro la Roma. Dal punto di vista mentale, sono sulla strada giusta”.

Il Napoli, invece, cerca altri punti preziosi per rincorrere l'obiettivo scudetto...
Napoli è una città che non vuole attendere, però direi che sia giusto così per quello che offre a livello di tifo. Insieme a quella partenopea, ci sono altre squadre blasonate come Juventus e Inter che volano verso questo obiettivo. Il Napoli comunque è una grandissima squadra e darà ancora tanto, fa bene a puntare alla vittoria dello scudetto”.

Numeri alla mano, quella azzurra è la seconda miglior difesa del campionato. Sei dell'idea che il raggiungimento di certi traguardi poggi proprio sul reparto arretrato?
Sicuramente sì, ma per quanto riguarda la fase difensiva il Napoli può contare su un certo Cavani che rientra spesso e volentieri a dare una mano ai compagni. Al di là della difesa, sono veramente contento per come stanno andando gli azzurri in questa stagione. Forse a causa dei troppi impegni c'è stato un periodo in cui il Napoli era andato un po' fuori strada, bravo però è stato bravo Mazzarri a resettare tutto e ripartire. Va fatto un plauso al mister così come alla società per il lavoro che stanno svolgendo”.

Quanto mancano al Pescara i vari Immobile, Insigne e Verratti?
Stiamo parlando di tre giocatori che lo scorso anno hanno fatto la differenza insieme a Sansovini. Con Zeman c'erano meccanismi e schemi diversi, la squadra giocava a memoria e si erano trovate le alchimie giuste. Le loro assenze stanno incidendo sicuramente, però sono certo che chi entrerà in campo cercherà di dare sempre il massimo. I tifosi abruzzesi meritano di essere gratificati; loro non pretendono che si vinca ogni domenica, ma gli interessa che si dia tutto in campo”.

Si racconta Spada, l'agente più giovane d'Europa: "Vi spiego come ho coronato il mio sogno. Da gennaio in Colombia, ho già un nome per la Serie A. Mendes e il suo Mourinho..."

Quale appassionato di calcio, da piccolo, non ha sognato almeno una volta di diventare un calciatore? Fantasticare è bello, ma i sogni non sempre si realizzano. Forse, se il desiderio è quello di entrare a far parte del mondo del calcio, è più facile intraprendere la strada da procuratore. Ne è la dimostrazione Federico Spada. Il ventunenne bolognese è riuscito a diventare agente FIFA lo scorso anno, all'età di diciannove anni, diventando il più giovane agente di tutta Europa. Presto partirà alla volta di Bogotà, capitale della Colombia, da dove inizierà la sua carriera. Lo ho incontrato per un'intervista esclusiva.

Federico, come è nata l'idea di provare a diventare agente FIFA?
Fin da piccolo ho avuto il sogno di lavorare nel mondo del calcio, ho sempre voluto fare quello. Mi sentivo pronto a seguire il corso pre esame e, anche se ero scettico circa l'esame stesso, la mia strada era segnata. Così ho preso parte a questo corso a Milano insieme ad altre ventinove persone, tra cui molti avvocati; in mezzo a loro mi sentivo un bambino. Inizialmente non volevo dare l’esame, poi un intervento del docente del corso Ivan Gabrielli - che mi ha soprannominato lo Special One - ha cambiato le cose. Mi sono iscritto e successivamente sono partito alla volta di Roma”.

Qual è stata la tua reazione quando hai scoperto di aver passato l'esame?
Lacrime e gioia infinita quando ho scoperto di essere riuscito a raggiungere il mio obiettivo. Però non potevo stare con le mani in mano, è inutile essere agente FIFA se poi sei fermo. Da lì sono entrato in contatto con l'agente Massimo Pavanello, che mi ha aiutato ad allacciare contatti con società geograficamente vicine a me come Bologna, Modena e Sassuolo. Io comunque non guardo in faccia a nessuno, in questo mondo bisogna tirare fuori gli attributi e provarci. Uno come me, che a diciannove anni è riuscito in questo, è l'esempio che quello del calcio non è un mondo chiuso. Con spirito di sacrificio, ce la si può fare”.

Cosa si prova ad essere l'agente più giovane di tutta Europa?
E' una grossa responsabilità, tutti i procuratori mi trattano un po' come un 'figlio'. Sono diventato agente dieci anni prima degli altri ma, Special One o non Special One, mi devo fare le ossa e me le farò. Ovviamente fa piacere finire sui giornali e andare in televisione, però alla fine sono i fatti a contare. Sono contento di essere riuscito a realizzare il mio sogno, ma so che la strada è ancora molto lunga”.

Come mai hai deciso di fare l'agente e non magari il calciatore?
Il primo sogno di tutti è quello di fare il calciatore, è sempre il primo pensiero. Io sono nato e cresciuto ammirando Ronaldo, giocavo da punta ispirandomi a Vieri. Poi quando diventi più grande, alle superiori, capisci quali sono i tuoi veri progetti. Fortunatamente ho sempre avuto dimestichezza nel saper parlare e quindi mi sono chiesto perché non provarci. Così ci ho provato e il consiglio che voglio dare a tutti i giovani è proprio quello di provarci, perché nulla è impossibile. Oltre a essere fiero di aver raggiunto questo traguardo, sono riuscito a capire che quando hai un obiettivo devi crederci sempre, fino in fondo”.

Qual è adesso il tuo primo obiettivo?
A breve termine, il mio obiettivo è quello di riuscire ad avere la massima fiducia da parte delle società di Serie A. Ho contatti con molti club, ma sono i fatti che poi contano. Posso anche risultare intelligente, ma voglio dare dimostrazione del mio sacrificio e della mia voglia di migliorarmi a chi mi ha dato fiducia. Sono sicuro di riuscirci. Il mio sogno, però, è quello di lavorare in una grande agenzia. Ma per questo c'è tempo”.

A breve partirai per la Colombia...
Dall'inizio del 2012 ho iniziato a lavorare da solo a questo progetto. Ho lavorato come agente immobiliare migliorando la dialettica e poi in estate come animatore, anche per mettere da parte i soldi per il viaggio. Non voglio dipendere economicamente dai miei genitori, che comunque hanno ricoperto un ruolo importantissimo per me. Senza il loro appoggio e sostegno avrei dovuto dire addio al mio sogno. Ho la fortuna di avere uno zio che abita in Colombia. Lui mi ha invitato più volte a raggiungerlo nella capitale, Bogotà, e alla fine ho ceduto. Per questo mi sto dando molto da fare. Ho contattato vari club e procuratori, ma ho anche pensato alla lingua e sto migliorando il mio spagnolo con una serie di lezioni individuali. La strada è in salita, non è facile andare a vivere in un altro paese nonostante l’appoggio di mio zio. Partirò il 31 gennaio per poi tornare in Italia il 19 aprile. A inizio maggio poi ritornerò in Colombia, ma prima cercherò di incontrare più persone possibili per spiegargli il calcio colombiano dal punto di vista di un addetto ai lavori che ha seguito allenamenti e partite. Voglio fare mia la Colombia e Bogotà dimostrando quanto valgo”.

E poi?
Voglio diventare il primo procuratore del Sud America, quella persona di cui tutti i club italiani ed europei sanno di potersi fidare. Ecco perché dopo l'estate vorrei girare anche altri paesi del Sud America, ma mi sposterò solo dopo aver fatto qualcosa di importante in Colombia. In Argentina o Uruguay ci sono più giocatori con il doppio passaporto e quindi è meno frequente il problema legato allo status da extracomunitario. Il campionato brasiliano, invece, ha troppi occhi puntati addosso”.

Hai già avuto modo di conoscere qualche giovane talento colombiano?
Il giovane che ritengo più pronto per l'Europa è sicuramente John Fredy Miranda. Si tratta di una punta di piede destro classe '96, un talento assoluto in forza al Santa Fè. E' un attaccante molto abile e veloce, purtroppo è stato messo in ombra dal suo coetaneo Joao Rodriguez è stato bloccato dal Chelsea. Conosco Miranda da quando disputava i Tornei Under 15 e Under 16 con la Colombia, è uno dei calciatori colombiani che meglio può ambientarsi in Italia e in Europa”.

Quindi proverai a portare Miranda in Italia?
Sicuramente farò un tentativo perché Miranda è un giocatore che seguo da tempo e so che potrebbe essere oggetto di interesse da parte dei club europei. Sarà una bella occasione per parlarne con il Santa Fè, club proprietario del suo cartellino. Ma, oltre a Miranda, ci sono tantissimi talenti in giro per la Colombia e per il Sud America che devono ancora essere scovati. Non solo nelle prime squadre, ma anche nelle giovanili e nelle scuole calcio”.

Raccontaci del tuo rapporto con Claudio Chiellini.
Circa una ventina di giorni fa ho deciso di scrivere una mail alla Reset Group. Non mi aspettavo una risposta perché nessuno mi conosceva veramente e poi chissà quante mail gli arriveranno ogni giorno, dato che in tanti vorebbero lavorare con un'agenzia di questo spessore. Invece Claudio Chiellini mi ha chiamato immediatamente, dicendosi emozionato di vedere un ragazzo di vent'anni con questa voglia di fare. Così ha deciso di darmi una possibilità. In occasione della sfida tra Italia e Spagna Under 21, a Siena, siamo stati insieme in tribuna a veder la partita. Sono stato contento di aver avuto l'opportunità di conoscerlo per ricevere i suoi consigli. Siamo rimasti in contatto, ci sentiamo spesso e mi fa solo che piacere ricevere i complimenti da parte sua. Uno dei miei obiettivi è quello di non deluderlo”.

Tutti i calciatori hanno un modello. Anche tu come agente ne hai uno?
Sì, il mio modello è il portoghese Jorge Mendes. Oltre ad operare in maniera ottimale in Sud America, rappresenta una colonna portante dei manager europei. Ha una vera e propria colonia di assistiti in Portogallo, ma nella sua scuderia può vantare anche giocatori sudamericani tra i più forti del mondo. Purtroppo ho poche occasioni di ascoltare sue interviste, ma quando ci riesco capisco che rappresenta il mio grande modello. D'altronde Mendes assiste i calciatori più importanti d’Europa e soprattutto l'allenatore più grande del mondo, Josè Mourinho”.

Lavoro a parte, qual è la tua fede calcistica?
Sono tifoso interista da quando sono nato. Da piccolo, mio padre mi metteva seduto sul divano a vedere Ronaldo, Baggio e Bobo Vieri. Quella per l'Inter è una grande passione. Poi da quando è arrivato Mourinho in panchina, è cambiato il mio modo di vedere il calcio. Grazie a lui vedo particolari di cui prima non mi accorgevo. E avere il soprannome di Special One è davvero il top. Ovviamente, però, mi ritengo obiettivo e guardo tutte le società allo stesso modo nel mio lavoro. Non nascondo che la Juventus, acerrima nemica dell’Inter, è una delle società che mi ha trattato meglio e che mi ha dimostrato un'apertura verso i giovani. I bianconeri Cherubini e Brovarone sono i dirigenti che più mi sono venuti in contro”.