Stagione finita per Luca Viglietti.
Il promettente laterale sinistro dei campani del Gladiator (squadra al
secondo posto nel girone H di Serie D e ancora imbattuta) si è procurato in allenamento un grave
infortunio (si teme la rottura dei legamenti crociati). Il destino ha
così giocato un brutto scherzo al terzino classe '93 che, oltre a stare
lontano dai campi di gioco fino al termine del campionato, ha anche
perso - per il momento - la chance di salire di categoria. Infatti,
secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, Viglietti avrebbe dovuto firmare tra qualche giorno con una società di Prima Divisione di Lega Pro, il Lumezzane,
per poi trasferirvici in estate. Un vero peccato per questo
interessante esterno mancino, che di recente era stato seguito anche da
Catania, Bari, Livorno e Salernitana.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
8 marzo 2013
Gli occhi di Parma e Udinese sul tascabile attaccante Avila
Nella notte fra mercoledì e giovedì, gli osservatori di Parma e Udinese
hanno seguito con attenzione il match di Copa Libertadores tra i
peruviani dello Sporting Cristal e i paraguaiani del Libertad (terminato
2-2). Il principale oggetto delle relazioni, stando ad accreditate
indiscrezioni raccolte in esclusiva, sarebbe Irven Avila,
attaccante dello Sporting ed autore di una doppietta. Classe '90, trova
nella rapidità e nella corsa piuttosto che nell'altezza (è alto 168
centimetri) il suo punto di forza. La facilità nell'andare al tiro che
lo contraddistingue fa di lui un giocatore molto prolifico sotto porta.
Insomma, sembra avere tutte le credenziali per poter fare bene anche nel
calcio europeo e sia i ducali che i friulani sembrano essersene accorti.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
7 marzo 2013
Ag. Krsticic: "Rinnovo frutto del legame con la Samp e coi Garrone. C'erano dei club interessati, ma lui vuole crescere in blucerchiato"
Quella di ieri è stata una giornata importantissima in casa Sampdoria. Oltre a Eder e Obiang, anche Nenad Krsticic
ha firmato il suo nuovo contratto che lo legherà ai colori blucerchiati
fino al 30 giugno 2017. Krsticic, che lo scorso mese ha anche esordito
con la nazionale maggiore serba, ha così confermato concretamente la
propria volontà, quella di continuare a battagliare sulla mediana
blucerchiata. Ho intervistato in esclusiva il procuratore del centrocampista, Marko Naletilic, per un commento su questa notizia che farà felici tutti i tifosi della Samp.
Signor Naletilic, un passo fondamentale fortemente voluto da entrambe le parti?
«Certo,
assolutamente. Il ragazzo si trova benissimo a Genova e vuole crescere
ancora con questa maglia. Adesso è diventato anche un giocatore della
nazionale sia per merito delle sue qualità sia anche per merito della
Sampdoria. Lui è molto legato alla società e alla famiglia Garrone,
quindi non c'era possibilità che tutto finisse in un altro modo».
Il nuovo contratto scadrà fra quattro anni, segno che la Samp punta su Krsticic per il presente ma soprattutto per il futuro...
«Io
penso di sì, ma non posso sbilanciarmi troppo e parlare del programma
della società. Questo gesto dimostra comunque che punta su di lui come
un giocatore importante. Pur avendo un contratto già lungo (fino 2016, ndr),
la Sampdoria ha proposto di prolungare. Questo dimostra grande rispetto
e fiducia nei suoi confronti, è stato un gesto veramente signorile».
Essendo da quasi cinque anni a Genova, quanto ha inciso il fattore ambientale su questo rinnovo?
«Lui
si ricorda sempre che, quando dopo due mesi dal suo arrivo ha avuto dei
seri problemi di salute, la famiglia Garrone si è comportata con lui
come con un figlio. Nenad, che è una persona seria e cosciente di quanto
gli hanno dato nel momento più difficile della sua vita, sa che queste
cose non si devono mai dimenticare. Da quel momento ha capito che doveva
ripagare in qualche modo la società».
La Serie A, le soddisfazioni con la Samp e poi anche la nazionale: è una stagione d'oro per il suo assistito.
«Sicuramente,
anche se dobbiamo aspettare la fine del campionato per vedere dove
arriverà la Sampdoria; più in alto si posizionerà, più Nenad sarà
contento. Se non avrà problemi fisici e infortuni, continuerà a crescere
e a migliorare».
Per concludere, ci può dire se ci sono stati dei club che ultimamente si sono mossi per Krsticic?
«Devo
ammettere che ci sono stati degli interessamenti, anche dall'estero, ma
né lui né io abbiamo voluto prendere in considerazione altre offerte.
Lui sta benissimo alla Sampdoria e vuole trasferirsi altrove per poi
rischiare di ripartire da zero. Da parte nostra non c'è stato neanche un
minuto di esitazione, abbiamo immediatamente rifiutato qualsiasi tipo
di discorso».
6 marzo 2013
Il Corinthians mette in vetrina Igor: Milan e Roma lo osservano
Sono
molti gli addetti ai lavori che nel week end hanno seguito la sfida tra
Santos e Corinthians, terminata poi a reti inviolate. Fra questi ci
sarebbero stati anche degli osservatori di Milan e Roma. Fra gli osservati speciali di entrambe le società, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva,
non vi sarebbero ovviamente Neymar e Pato, ma un classe '94 che si sta
ritagliando uno spazio importante nel Corinthians campione del mondo. Il
suo nome è Igor Fernandes da Silva Araújo, meglio conosciuto come Igor,
ed è un terzino sinistro, ruolo in cui molte squadre sono scoperte. Gli
uomini mercato capitolini e quelli rossoneri dovranno comunque fare i
conti con il club paulista, intenzionato a blindare il laterale mancino
con nuovo contratto, dato che quello attuale scadrà a dicembre 2013.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Ag. FIFA Luisi: "Cuevas al Chelsea, un affare per i Blues ma un rimpianto per le italiane. E pensare che lo avevamo proposto..."
Dopo essersi messo in mostra in patria con la maglia del Deportivo O'Higgins e al Sudamericano sub 20 con il Cile, Cristian Cuevas
è riuscito a coronare il sogno di approdare in Europa. Come noto
infatti, dalla prossima estate l'ala sinistra classe '95 vestirà la
maglia del Chelsea. I Blues si sono assicurati le sue
prestazioni per circa due milioni di euro, cifra ritenuta forse troppo
elevate dalle società di Serie A a cui è stato segnalato il giocatore. A
proporlo senza successo in Italia è stato l'agente FIFA ed avvocato Giacomo Luisi, titolare dello Studio LSL - Luisi Sports Law and Management. Lo ho contattato in esclusiva per saperne di più sul talentuoso
calciatore cileno e sul perché giocherà in Premier League piuttosto che
nella nostra massima serie.
Cuevas al Chelsea per due milioni: investimento o scommessa?
“Un
investimento sicuro e non esorbitante per un ragazzo così talentuoso.
Sono anni che lo seguo e credo che possa diventare un calciatore di
altissimo livello. Al momento ha solo bisogno di irrobustirsi seguendo
un programma di allenamento mirato in palestra”.
Sappiamo che lo avevate proposto in Italia, ma evidentemente i dirigenti nostrani non ti hanno dato ascolto...
“E'
stato proposto a qualche club di Serie A, ma probabilmente
l'investimento di 2 milioni per un classe '95 extracomunitario è stato
ritenuto esoso per un calciatore che non giocava in pianta stabile nel
Deportivo O' Higgins. In ogni caso, si tratta di un eccellente
calciatore che in Italia non era ancora conosciuto ed attenzionato”.
Quali sono le principali caratteristiche e doti del classe '95 cileno?
“Grande visione di gioco, qualità individuale eccellente ed
invidiabile duttilità. E' un predestinato. Ha ricoperto praticamente
ogni ruolo nelle varie partite disputate tra nazionale e settore
giovanile, ma il suo ruolo naturale è quello di esterno sinistro o di
trequartista dietro le punte. Fisicamente non è ancora prontissimo ma
nell'ultimo semestre è cresciuto molto. Il Chelsea gli propose un
provino molti mesi fa, ed il ragazzo impressionò lo staff tecnico
londinese”.
Quindi possiamo dire che si tratta di un'occasione persa per le italiane?
“Tra qualche anno si potrà considerare con certezza
questo mancato trasferimento in Italia come un grande rimpianto, ma è la
dura legge del mercato. Poi di situazioni future alla pari di Cuevas in
giro ce ne saranno comunque ancora tante. L'importante è essere anche
un po' coraggiosi e tempestivi nel puntare sui giovani calciatori bravi
che spesso non si mettono in evidenza solamente nei campionati
sudamericani ma anche e soprattutto in quelli scandinavi ed in tutta
l'Europa dell'Est”.
5 marzo 2013
Due squadre di Serie A mettono gli occhi sul centrale argentino Braghieri
Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti dal Sud America, Torino e Parma starebbero seguendo con interesse un difensore di proprietà dell'Arsenal Sarandi. Si tratta di Diego Luis Braghieri,
classe '87, centrale veloce e difficile da superare; qualche giorno fa
il suo nome è balzato alle cronache per un brutto fallo ai danni di
Ronaldinho in un match di Coppa Libertadores contro l'Atletico Mineiro.
Braghieri, in possesso del passaporto italiano, sembra essere finito da
tempo nel mirino delle italiane, fin da quando militava tra le fila del
Rosario Central. Un brutto infortunio subito nel 2010 ha rallentato la
sua carriera ma adesso, a ventisei anni da poco compiuti, pare avere
tutte le carte in regola per compiere il grande salto. Granata e ducali
sarebbero pronti a puntare su di lui per la stagione che verrà.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Ag. FIFA Spada: "Dall'accoglienza alle scuole calcio, dai rapporti personali al clima calcistico: ecco il mio primo mese in Colombia"
E' trascorso poco più di un mese da quando Federico Spada,
laureatosi un anno e mezzo fa il più giovane agente FIFA d'Europa, ha
lasciato la sua Bologna per volare alla volta della Colombia, dove vi
rimarrà fino alla prossima estate. Per saperne di più su questo scorcio
iniziale della sua trasferta sudamericana e curiosare sulle prime
esperienze avute con la realtà colombiana, ho raggiunto in esclusiva Spada, che ha risposto alle mie domande direttamente dalla città di Tuluá.
Federico, se dovessi tracciare un primo bilancio della tua trasferta colombiana?
“Molto
bene, anzi muy bien. E' un'esperienza totalmente positiva, sia per il
calcio che per la vita, per niente pericolosa come tutti dicono.
Ovviamente bisogna stare attenti per strada, ma questo in tutte le parti
del mondo. Diciamo che in un mese ho fatto molto e sono contento quanto
sorpreso. Più di quindici club con cui sono entrato in contatto, ma non
solamente conosciuti; con questi club sono continuamente in contatto e
c'è grande rispetto dei ruoli. Ripeto, muy bien”.
Come sei stato accolto dalla gente e, in particolare, da dirigenti e giocatori?
“Ho
ricevuto un'accoglienza super. Inizialmente mi vedevano come una
divinità, come il salvatore della patria che può portare tutti i
calciatori in Italia e donare denaro a tutti. Poi, facendo intendere che
non è così facile, mi hanno fatto un po' scendere dalle nuvole! Però
niente da dire, i dirigenti di tutte le squadre sono sempre educati e
disponibili; vedere una partita e mangiare qualcosa insieme a giocatori e
addetti ai lavori è sempre un piacere. Vorrei sottolineare quanto siano
educati i bambini delle scuole calcio, nel tempo libero sto volentieri
con loro. Per questi bambini è un sogno solo potermi stringere una mano e
questo ha dell'incredibile. Rappresentano una soddisfazione veramente
unica per me”.
Quali sono le persone con cui sei riuscito ad instaurare un rapporto migliore?
“L'elenco
sarebbe lunghissimo. A proposito, colgo l'occasione per ringraziare
presidenti e dirigenti vari. Ma una parentesi la vorrei aprire su due
ragazzi da dieci e lode, sul campo e fuori. Si tratta di Miguel Borja e
Cristian Bonilla, rispettivamente capocannoniere e capitano della
Colombia campione al recente Sudamericano sub 20. Due giocatori che
mettono il 101% in partita come in allenamento, ma soprattutto due
ragazzi educati ed intelligenti, due amici con cui è sempre un piacere
condividere cene o altri momenti insieme. Penso che di calciatori così
non ce ne siano molti, per questo sono sicuro che il loro futuro sarà da
noi è farò di tutto per renderlo possibile”.
Quali grandi differenze hai trovato rispetto all'Italia dal punto di vista ambientale e calcistico?
“Ho
notato differenze enormi tra Italia e Colombia, a livello calcistico ma
soprattutto a livello di educazione. Basta assistere a degli
allenamenti per accorgersene: in Italia molte volte i giocatori si
credono campioni, giocano su una gamba e tirano indietro il piede. Qua
invece è sempre una battaglia e lo vedi negli occhi di questi ragazzi,
tutti motivati e decisi a poter coltivare il sogno di diventare
calciatori professionisti. Purtroppo, però, questo si trasforma troppo
spesso in un obiettivo di vitale importanza e quindi non si dedica molto
tempo all'istruzione. Un'altra differenza è rappresentata dal tifo,
perché qua in Colombia sono sempre tutti allo stadio per saltare e
cantare. Ieri ero allo stadio Cali e, nonostante il gol subito dalla
squadra di casa, i tifosi della curva continuavano a saltare senza
fermarsi e a tifare incessantemente. Diciamo che in Italia non è proprio
così”.
Sappiamo che sei entrato in contatto con diverse scuole calcio, strutture che da noi fanno fatica a decollare...
“Le
scuole calcio sono il futuro della Colombia. Nella maggior parte dei
casi le scuole calcio preparano i giovani meglio di come li preparano le
squadre professionistiche. Di loro non si parla mai sui giornali o sui
siti web, ma molte volte il cartellino dei giocatori che sbarcano in
Europa appartiene per metà proprio a queste scuole calcio. Le migliori
sono ben strutturate e i presidenti forniscono tutto, dal materiale al
cibo, ai bambini per potere crescere nel migliore dei modi. Mentre altre
non hanno purtroppo le finanze giuste e quindi prendono i ragazzi dalla
strada mettendoli semplicemente in campo con un pallone. Così è nato
Falcao, con il triplo della fame degli altri”.
Per concludere non possiamo esimerci dal porti questa domanda: c'è qualcosa che bolle in pentola in ottica mercato?
“Assolutamente no, sono qui in vacanza, non lo sapevate? (ride). Quello
che vi posso dire è che mi sto muovendo e sempre al fianco della Reset
Group. Con Claudio Chiellini mi sento quotidinamente e per un ragazzo
giovane come me è un punto di riferimento indispensabile. Anzi, ne
approfitto per dirgli: grazie Claudio!”.
4 marzo 2013
Parola al ds del Cali: "Perea-Lazio e Cuellar-Udinese, vi dico tutto. Ma abbiamo altri due talenti pronti per l'Europa..."
Inconsapevolmente nel 2010 Luis Muriel potrebbe aver tracciato un solco profondo, una strada che parte dalla Colombia, anzi dal Deportivo Cali fino all'Italia. Il prossimo a seguire le orme di Muriel sarà Brayan Perea,
attaccante classe '93 che da luglio approderà alla Lazio. Potrebbe
imitarlo il compagno di squadra Gustavo Cuellar, centrocampista classe
'92 accostato negli scorsi giorni all'Udinese. Ho affrontato questa e molte altre tematiche con Alvaro Aguilar,
direttore sportivo del Cali. Aguilar, raggiunto in esclusiva dai nostri
microfoni, ha tra l'altro incontrato un paio di giorni fa l'agente FIFA
Federico Spada (insieme a lui nella foto), con il quale ha parlato di
possibili affari sull'asse Colombia-Italia.
Partiamo da Perea. Come è nata la trattativa con la Lazio e cosa dobbiamo aspettarci da questo talentuoso attaccante?
“L'offerta
della Lazio è arrivata tramite Luis Felipe Posso, il rappresentante di
Brayan. Stiamo parlando di un giocatore molto responsabile, dotato di
rapidità, tecnica e potenza. Più che da prima dà il meglio di sé da
seconda punta, così riesce ad avere più spazio a disposizione per
giocare tra le due linee. Penso comunque che in questa prima parte del
campionato darà il massimo per il Cali e ha già segnato un gol, contro
il Cucuta”.
Dopo Muriel e Perea, il prossimo ad approdare in Italia sarà Cuellar? Si è vociferato di un interesse dell'Udinese...
“Formalmente
non c'è niente, anche se ci sono molti giornali e siti web che ne hanno
parlato. Cuellar è forte tecnicamente e molto intelligente, quindi sono
sicuro che andrà in Europa ma non so quando perché ad oggi non c'è
niente. In questa stagione è partito subito bene e alla prima giornata è
andato a segno contro l'Once Caldas grazie ad un gran tiro dalla
distanza”.
Cosa ci dice invece di Palacios (classe '93), titolare inamovibile della Colombia al recente Sudamericano sub 20?
“E'
un calciatore molto forte, un terzino rapido e con una buona struttura
fisica. A mio parere è già pronto per l'Europa. E' molto disciplinato
tatticamente e questa è una caratteristica importante, per questo motivo
dico che riuscirà a fare bene nel calcio europeo. Poi dipende anche da
Federico Spada... (ride, ndr)”.
Voi
come altre squadre colombiane state sfornando talenti pronti per
l'Europa. La presenza sul territorio di un agente italiano come Federico
Spada è un segnale importante per il vostro calcio?
“Mi
sembra assolutamente ottimo. E' molto importante e vantaggioso perché
Federico mantiene contatti diretti con i club colombiani e non viene nel
nostro paese solamente una volta ogni tanto. Mantenere contatti
costanti è importante. Ha la possibilità di seguire a fondo il giocatore
per cui nutre interesse e di capire com'è come persona fuori dal campo.
Inoltre, avendo visto molte partite di giovani italiani ed europei, può
dirci se un nostro giovane sia pronto dal punto di vista tecnico e
mentale oppure cosa può mancargli”.
A
proposito di Spada, ci risulta che tra di voi si è parlato anche di
Mojica (classe '93): ci può descrivere le sue caratteristiche?
“Federico
ci ha visto bene perché Mojica è un craque. E' uno di quei giocatori
capace di fare la differenza, tutti gli allenatori vorrebbero averlo
nella proprio squadra. Rapido ed intelligente, è una buona scelta per il
futuro; un giocatore di prospettiva che unisce la tecnica e la
rapidità. Un Quintero più veloce”.
Infine
spazio al campionato. Avete conquistato otto punti in cinque gare, dove
vuole arrivare il Cali quest'anno? Non vi manca il derby con l'America
de Cali?
“Mi piacerebbe disputare nuovamente il Clasico con l'America (attualmente nella serie B colombiana, ndr)
in Prima Divisione; lo giocheremo in coppa ma non è la stessa cosa. Per
quanto riguarda il nostro campionato, stiamo lavorando per raggiungere
il titolo e dobbiamo fare più di trenta punti in fretta per qualificarci
rapidamente alle semifinali per lo scudetto”.
Gli svincolati Barbuzzi e Della Penna vicini allo Charleroi: Montecalvo vola in Belgio per chiudere
Dall'Italia al Belgio. Andrea Barbuzzi, classe '91, e Claudio Della Penna, classe '89, dopo quasi una settimana in prova allo Charleroi, potrebbero firmare con la loro nuova squadra a stretto giro di posta. Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti da fonti molto vicine ai due giocatori, la situazione potrebbe sbloccarsi nelle prossime ore. Infatti il presidente della WFM Fabio Montecalvo
(al quale i due hanno affidato di recente i propri interessi) volerebbe
già domani alla volta del Belgio, coadiuvato dal nuovo assistente
tecnico Lorenzo Catalano (allenatore per dieci anni nelle giovanili del Bari),
per incontrare la dirigenza del Charleroi e concludere la trattativa
avviata la scorsa settimana. Così Barbuzzi, scuola Atalanta e
svincolatosi qualche mese fa dal Crotone, e Della Penna, scuola Roma ed
ex Nazionale under 20, potranno finalmente iniziare a tutti gli effetti
una nuova avventura nella Jupiler Pro League.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
2 marzo 2013
Sabatini punta due giovani talenti del River Plate
La Roma guarda alla prossima sessione di calciomercato e al futuro. Walter Sabatini
guarda al Sud America e ai giovani più talentuosi in circolazione.
Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva,
il direttore sportivo della società giallorossa avrebbe allacciato
stretti contatti con il River Plate per provare a strappargli due
giocatori di grande prospettiva. Si tratta del difensore classe '91 German Pezzella e del centrocampista classe '93 Manuel Lanzini,
entrambi dotati di passaporto italiano. Il secondo ha anche preso parte
al recente Sudamericano sub 20 con la maglia dell'Argentina under 20,
un'esperienza però non certamente fortunata. Ora per tutti e due si
aprono le porte della capitale.
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