9 marzo 2013

Il doppio ex Monelli: "Lazio, ora non puoi più sbagliare: sfrutta i punti deboli della Fiorentina. Tra Floccari e Kozak scelgo..."

Sconfitto lo Stoccarda e archiviata (o quasi) la qualificazione ai quarti di Europa League, per la Lazio è tempo di concentrarsi nuovamente sul campionato. L'impegno non è dei più agevoli, perché all'Olimpico arriva la Fiorentina di Vincenzo Montella. Per commentare il match in programma domani sera, ho intervistato in esclusiva l'ex attaccante ed oggi allenatore Paolo Monelli, che nel 1987 lasciò proprio Firenze per approdare in biancoceleste.

Ultimamente la Lazio ha ottenuto risultati altalenanti in campionato: se lo aspettava dopo un'ottima prima parte di stagione?
Diciamo che è anche fisiologico dopo aver fatto molto bene nel girone di andata, è normale che ci sia un periodo in cui può non andare tutto per il verso giusto. Però io ritengo che la Lazio stia facendo molto bene e stia raggiungendo risultati incredibili, al di là delle più rosee aspettative. Giovedì ha disputato un'ottima partita contro lo Stoccarda e ha una rosa molto attrezzata che può lottare in tutte le competizioni”.

Tali risultati, però, hanno compromesso l'obiettivo terzo posto...
Il problema è che adesso la Lazio non può più sbagliare. Fino a qualche mese davamo per spacciato il Milan che invece ha inanellato una serie incredibile di risultati positivi e oggi è un avversario in più per la corsa alla qualificazione in Champions. Ma, come dicevo prima, i biancocelesti hanno tutte carte in regola per fare bene, pur essendo obbligati a non sbagliare più neanche una partita perché le altre stanno andando forte”.

Domani la Lazio ospiterà la Fiorentina, che nel girone di ritorno ha sempre perso fuori casa.
Statisticamente è un dato positivo, ma credo sia frutto dell'impronta di gioco che Montella ha dato alla sua squadra. Anche in trasferta la Fiorentina cerca di giocare sempre la palla senza buttarla mai via e i difensori escono palla al piede, talvolta perdendola. Questo ha portato a far sì che non arrivassero risultati e che fossero buttati via punti importanti. A volte bisognerebbe essere meno belli e più concreti”.

Quanto potrà pesare il confronto di Europa League sulle gambe dei biancocelesti?
La Lazio un po' ne risentirà, ma on credo che che sia determinante ai fini del risultato perché molti titolari erano a riposo. E poi, quando vinci, c'è uno slancio positivo sia fisicamente sia mentalmente che ti fa lasciar da parte i postumi di coppa”.

Una domanda a bruciapelo: Floccari o Kozak per l'attacco anti Fiorentina?
Io punterei su Floccari, più esperto e più completo rispetto al compagno di reparto. Da quando ha preso il posto di Klose, sta facendo molto bene fornendo buone prestazioni oltre a segnare molto. Gioca a tutto campo e non sta mai fermo in area, mentre Kozak deve ancora dimostrare qualcosa, anche se in Europa League ha sempre fatto bene e ha fatto anche gol. E' ancora presto per giudicarlo, prima di farlo dovremmo vederlo giocare con continuità perché non ha mai avuto questa opportunità”.

Il Genoa non molla Pucko: l'ala slovena piace ancora, ma spunta un altro club di A

Il Genoa lo ha messo nel mirino circa un anno fa ma tutt'oggi Matej Pucko, attaccante esterno classe '93 di proprietà dell'FC Koper, resta un obiettivo di mercato del Grifone in chiave futura. Però, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, anche un'altra società della nostra massima serie avrebbe messo di recente gli occhi su di lui. Si tratta del Chievo, i cui osservatori hanno avuto la possibilità, così come quelli dei rossoblu, di vederlo all'opera da vicino a Trieste mercoledì scorso, quando ha affrontato l'Italia Lega Pro con la maglia della Slovenia Under 20. Pucko, pur essendo di piede destro, gioca prevalentemente nel ruolo di ala sinistra, ama accentrarsi per andare al tiro e cerca di sfruttare sempre al massimo la sua grande velocità in contropiede. I due club italiani potrebbero fare loro il giovane avanzando un'offerta inferiore al milione di euro al Koper, che lo ha messo sotto contratto fino a giugno 2014.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

8 marzo 2013

Pescara su un giovane centrocampista dell'AIK

I dirigenti del Pescara continuano a monitorare con attenzione l'intero panorama calcistico scandinavo in vista delle prossime sessioni di calciomercato. L'ultimo giocatore finito nel mirino, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, sarebbe Robin Quaison. Si tratta di un centrocampista (nato a Stoccolma da padre ghanese e madre svedese) di proprietà dell'AIK Solna, club nel quale è cresciuto. Il direttore sportivo della società biancazzurra, Daniele Delli Carri, lo starebbe tenendo sotto osservazione da diverso tempo, colpito dalla potenza e dalla fisicità che contraddistinguono questo classe '93, abile sia in fase di impostazione sia in fase di interdizione. Dopo aver fatto parte della Svezia Under 19 e Under 21, Quaison ha già collezionato due presenze ed un gol con la nazionale maggiore. Se vorranno assicurarsi le prestazioni del giovane mediano, gli abruzzesi dovranno versare nelle casse dell'AIK circa un milione di euro.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

L'infortunio stoppa Viglietti: il giovane terzino era pronto a lasciare la D per la Lega Pro

Stagione finita per Luca Viglietti. Il promettente laterale sinistro dei campani del Gladiator (squadra al secondo posto nel girone H di Serie D e ancora imbattuta) si è procurato in allenamento un grave infortunio (si teme la rottura dei legamenti crociati). Il destino ha così giocato un brutto scherzo al terzino classe '93 che, oltre a stare lontano dai campi di gioco fino al termine del campionato, ha anche perso - per il momento - la chance di salire di categoria. Infatti, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, Viglietti avrebbe dovuto firmare tra qualche giorno con una società di Prima Divisione di Lega Pro, il Lumezzane, per poi trasferirvici in estate. Un vero peccato per questo interessante esterno mancino, che di recente era stato seguito anche da Catania, Bari, Livorno e Salernitana.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Gli occhi di Parma e Udinese sul tascabile attaccante Avila

Nella notte fra mercoledì e giovedì, gli osservatori di Parma e Udinese hanno seguito con attenzione il match di Copa Libertadores tra i peruviani dello Sporting Cristal e i paraguaiani del Libertad (terminato 2-2). Il principale oggetto delle relazioni, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, sarebbe Irven Avila, attaccante dello Sporting ed autore di una doppietta. Classe '90, trova nella rapidità e nella corsa piuttosto che nell'altezza (è alto 168 centimetri) il suo punto di forza. La facilità nell'andare al tiro che lo contraddistingue fa di lui un giocatore molto prolifico sotto porta. Insomma, sembra avere tutte le credenziali per poter fare bene anche nel calcio europeo e sia i ducali che i friulani sembrano essersene accorti.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

7 marzo 2013

Ag. Krsticic: "Rinnovo frutto del legame con la Samp e coi Garrone. C'erano dei club interessati, ma lui vuole crescere in blucerchiato"

Quella di ieri è stata una giornata importantissima in casa Sampdoria. Oltre a Eder e Obiang, anche Nenad Krsticic ha firmato il suo nuovo contratto che lo legherà ai colori blucerchiati fino al 30 giugno 2017. Krsticic, che lo scorso mese ha anche esordito con la nazionale maggiore serba, ha così confermato concretamente la propria volontà, quella di continuare a battagliare sulla mediana blucerchiata. Ho intervistato in esclusiva il procuratore del centrocampista, Marko Naletilic, per un commento su questa notizia che farà felici tutti i tifosi della Samp.

Signor Naletilic, un passo fondamentale fortemente voluto da entrambe le parti?
«Certo, assolutamente. Il ragazzo si trova benissimo a Genova e vuole crescere ancora con questa maglia. Adesso è diventato anche un giocatore della nazionale sia per merito delle sue qualità sia anche per merito della Sampdoria. Lui è molto legato alla società e alla famiglia Garrone, quindi non c'era possibilità che tutto finisse in un altro modo».

Il nuovo contratto scadrà fra quattro anni, segno che la Samp punta su Krsticic per il presente ma soprattutto per il futuro...
«Io penso di sì, ma non posso sbilanciarmi troppo e parlare del programma della società. Questo gesto dimostra comunque che punta su di lui come un giocatore importante. Pur avendo un contratto già lungo (fino 2016, ndr), la Sampdoria ha proposto di prolungare. Questo dimostra grande rispetto e fiducia nei suoi confronti, è stato un gesto veramente signorile».

Essendo da quasi cinque anni a Genova, quanto ha inciso il fattore ambientale su questo rinnovo?
«Lui si ricorda sempre che, quando dopo due mesi dal suo arrivo ha avuto dei seri problemi di salute, la famiglia Garrone si è comportata con lui come con un figlio. Nenad, che è una persona seria e cosciente di quanto gli hanno dato nel momento più difficile della sua vita, sa che queste cose non si devono mai dimenticare. Da quel momento ha capito che doveva ripagare in qualche modo la società».

La Serie A, le soddisfazioni con la Samp e poi anche la nazionale: è una stagione d'oro per il suo assistito.
«Sicuramente, anche se dobbiamo aspettare la fine del campionato per vedere dove arriverà la Sampdoria; più in alto si posizionerà, più Nenad sarà contento. Se non avrà problemi fisici e infortuni, continuerà a crescere e a migliorare».

Per concludere, ci può dire se ci sono stati dei club che ultimamente si sono mossi per Krsticic?
«Devo ammettere che ci sono stati degli interessamenti, anche dall'estero, ma né lui né io abbiamo voluto prendere in considerazione altre offerte. Lui sta benissimo alla Sampdoria e vuole trasferirsi altrove per poi rischiare di ripartire da zero. Da parte nostra non c'è stato neanche un minuto di esitazione, abbiamo immediatamente rifiutato qualsiasi tipo di discorso».

6 marzo 2013

Il Corinthians mette in vetrina Igor: Milan e Roma lo osservano

Sono molti gli addetti ai lavori che nel week end hanno seguito la sfida tra Santos e Corinthians, terminata poi a reti inviolate. Fra questi ci sarebbero stati anche degli osservatori di Milan e Roma. Fra gli osservati speciali di entrambe le società, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, non vi sarebbero ovviamente Neymar e Pato, ma un classe '94 che si sta ritagliando uno spazio importante nel Corinthians campione del mondo. Il suo nome è Igor Fernandes da Silva Araújo, meglio conosciuto come Igor, ed è un terzino sinistro, ruolo in cui molte squadre sono scoperte. Gli uomini mercato capitolini e quelli rossoneri dovranno comunque fare i conti con il club paulista, intenzionato a blindare il laterale mancino con nuovo contratto, dato che quello attuale scadrà a dicembre 2013.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Ag. FIFA Luisi: "Cuevas al Chelsea, un affare per i Blues ma un rimpianto per le italiane. E pensare che lo avevamo proposto..."

Dopo essersi messo in mostra in patria con la maglia del Deportivo O'Higgins e al Sudamericano sub 20 con il Cile, Cristian Cuevas è riuscito a coronare il sogno di approdare in Europa. Come noto infatti, dalla prossima estate l'ala sinistra classe '95 vestirà la maglia del Chelsea. I Blues si sono assicurati le sue prestazioni per circa due milioni di euro, cifra ritenuta forse troppo elevate dalle società di Serie A a cui è stato segnalato il giocatore. A proporlo senza successo in Italia è stato l'agente FIFA ed avvocato Giacomo Luisi, titolare dello Studio LSL - Luisi Sports Law and Management. Lo ho contattato in esclusiva per saperne di più sul talentuoso calciatore cileno e sul perché giocherà in Premier League piuttosto che nella nostra massima serie.

Cuevas al Chelsea per due milioni: investimento o scommessa?
Un investimento sicuro e non esorbitante per un ragazzo così talentuoso. Sono anni che lo seguo e credo che possa diventare un calciatore di altissimo livello. Al momento ha solo bisogno di irrobustirsi seguendo un programma di allenamento mirato in palestra”.

Sappiamo che lo avevate proposto in Italia, ma evidentemente i dirigenti nostrani non ti hanno dato ascolto...
E' stato proposto a qualche club di Serie A, ma probabilmente l'investimento di 2 milioni per un classe '95 extracomunitario è stato ritenuto esoso per un calciatore che non giocava in pianta stabile nel Deportivo O' Higgins. In ogni caso, si tratta di un eccellente calciatore che in Italia non era ancora conosciuto ed attenzionato”.

Quali sono le principali caratteristiche e doti del classe '95 cileno?
Grande visione di gioco, qualità individuale eccellente ed invidiabile duttilità. E' un predestinato. Ha ricoperto praticamente ogni ruolo nelle varie partite disputate tra nazionale e settore giovanile, ma il suo ruolo naturale è quello di esterno sinistro o di trequartista dietro le punte. Fisicamente non è ancora prontissimo ma nell'ultimo semestre è cresciuto molto. Il Chelsea gli propose un provino molti mesi fa, ed il ragazzo impressionò lo staff tecnico londinese”.

Quindi possiamo dire che si tratta di un'occasione persa per le italiane?
Tra qualche anno si potrà considerare con certezza questo mancato trasferimento in Italia come un grande rimpianto, ma è la dura legge del mercato. Poi di situazioni future alla pari di Cuevas in giro ce ne saranno comunque ancora tante. L'importante è essere anche un po' coraggiosi e tempestivi nel puntare sui giovani calciatori bravi che spesso non si mettono in evidenza solamente nei campionati sudamericani ma anche e soprattutto in quelli scandinavi ed in tutta l'Europa dell'Est”.

5 marzo 2013

Due squadre di Serie A mettono gli occhi sul centrale argentino Braghieri

Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti dal Sud America, Torino e Parma starebbero seguendo con interesse un difensore di proprietà dell'Arsenal Sarandi. Si tratta di Diego Luis Braghieri, classe '87, centrale veloce e difficile da superare; qualche giorno fa il suo nome è balzato alle cronache per un brutto fallo ai danni di Ronaldinho in un match di Coppa Libertadores contro l'Atletico Mineiro. Braghieri, in possesso del passaporto italiano, sembra essere finito da tempo nel mirino delle italiane, fin da quando militava tra le fila del Rosario Central. Un brutto infortunio subito nel 2010 ha rallentato la sua carriera ma adesso, a ventisei anni da poco compiuti, pare avere tutte le carte in regola per compiere il grande salto. Granata e ducali sarebbero pronti a puntare su di lui per la stagione che verrà.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Ag. FIFA Spada: "Dall'accoglienza alle scuole calcio, dai rapporti personali al clima calcistico: ecco il mio primo mese in Colombia"

E' trascorso poco più di un mese da quando Federico Spada, laureatosi un anno e mezzo fa il più giovane agente FIFA d'Europa, ha lasciato la sua Bologna per volare alla volta della Colombia, dove vi rimarrà fino alla prossima estate. Per saperne di più su questo scorcio iniziale della sua trasferta sudamericana e curiosare sulle prime esperienze avute con la realtà colombiana, ho raggiunto in esclusiva Spada, che ha risposto alle mie domande direttamente dalla città di Tuluá.

Federico, se dovessi tracciare un primo bilancio della tua trasferta colombiana?
Molto bene, anzi muy bien. E' un'esperienza totalmente positiva, sia per il calcio che per la vita, per niente pericolosa come tutti dicono. Ovviamente bisogna stare attenti per strada, ma questo in tutte le parti del mondo. Diciamo che in un mese ho fatto molto e sono contento quanto sorpreso. Più di quindici club con cui sono entrato in contatto, ma non solamente conosciuti; con questi club sono continuamente in contatto e c'è grande rispetto dei ruoli. Ripeto, muy bien”.

Come sei stato accolto dalla gente e, in particolare, da dirigenti e giocatori?
Ho ricevuto un'accoglienza super. Inizialmente mi vedevano come una divinità, come il salvatore della patria che può portare tutti i calciatori in Italia e donare denaro a tutti. Poi, facendo intendere che non è così facile, mi hanno fatto un po' scendere dalle nuvole! Però niente da dire, i dirigenti di tutte le squadre sono sempre educati e disponibili; vedere una partita e mangiare qualcosa insieme a giocatori e addetti ai lavori è sempre un piacere. Vorrei sottolineare quanto siano educati i bambini delle scuole calcio, nel tempo libero sto volentieri con loro. Per questi bambini è un sogno solo potermi stringere una mano e questo ha dell'incredibile. Rappresentano una soddisfazione veramente unica per me”.

Quali sono le persone con cui sei riuscito ad instaurare un rapporto migliore?
L'elenco sarebbe lunghissimo. A proposito, colgo l'occasione per ringraziare presidenti e dirigenti vari. Ma una parentesi la vorrei aprire su due ragazzi da dieci e lode, sul campo e fuori. Si tratta di Miguel Borja e Cristian Bonilla, rispettivamente capocannoniere e capitano della Colombia campione al recente Sudamericano sub 20. Due giocatori che mettono il 101% in partita come in allenamento, ma soprattutto due ragazzi educati ed intelligenti, due amici con cui è sempre un piacere condividere cene o altri momenti insieme. Penso che di calciatori così non ce ne siano molti, per questo sono sicuro che il loro futuro sarà da noi è farò di tutto per renderlo possibile”.

Quali grandi differenze hai trovato rispetto all'Italia dal punto di vista ambientale e calcistico?
Ho notato differenze enormi tra Italia e Colombia, a livello calcistico ma soprattutto a livello di educazione. Basta assistere a degli allenamenti per accorgersene: in Italia molte volte i giocatori si credono campioni, giocano su una gamba e tirano indietro il piede. Qua invece è sempre una battaglia e lo vedi negli occhi di questi ragazzi, tutti motivati e decisi a poter coltivare il sogno di diventare calciatori professionisti. Purtroppo, però, questo si trasforma troppo spesso in un obiettivo di vitale importanza e quindi non si dedica molto tempo all'istruzione. Un'altra differenza è rappresentata dal tifo, perché qua in Colombia sono sempre tutti allo stadio per saltare e cantare. Ieri ero allo stadio Cali e, nonostante il gol subito dalla squadra di casa, i tifosi della curva continuavano a saltare senza fermarsi e a tifare incessantemente. Diciamo che in Italia non è proprio così”.

Sappiamo che sei entrato in contatto con diverse scuole calcio, strutture che da noi fanno fatica a decollare...
Le scuole calcio sono il futuro della Colombia. Nella maggior parte dei casi le scuole calcio preparano i giovani meglio di come li preparano le squadre professionistiche. Di loro non si parla mai sui giornali o sui siti web, ma molte volte il cartellino dei giocatori che sbarcano in Europa appartiene per metà proprio a queste scuole calcio. Le migliori sono ben strutturate e i presidenti forniscono tutto, dal materiale al cibo, ai bambini per potere crescere nel migliore dei modi. Mentre altre non hanno purtroppo le finanze giuste e quindi prendono i ragazzi dalla strada mettendoli semplicemente in campo con un pallone. Così è nato Falcao, con il triplo della fame degli altri”.

Per concludere non possiamo esimerci dal porti questa domanda: c'è qualcosa che bolle in pentola in ottica mercato?
Assolutamente no, sono qui in vacanza, non lo sapevate? (ride). Quello che vi posso dire è che mi sto muovendo e sempre al fianco della Reset Group. Con Claudio Chiellini mi sento quotidinamente e per un ragazzo giovane come me è un punto di riferimento indispensabile. Anzi, ne approfitto per dirgli: grazie Claudio!”.