20 novembre 2013

Juventus, ag. Garcia: "E' pronto ad esordire se Conte vuole. A gennaio..."

Con Barzagli in forte dubbio e Bonucci e Ogbonna squalificati, chissà che ad Antonio Conte non sia venuto in mente di pescare dalle giovanili per la sua Juventus, che domenica sarà ospite del Livorno. E chissà che non abbia pensato proprio a Pol Garcia Tena, protagonista di ottime prestazioni con la maglia della Primavera tra campionato e UEFA Youth League. Ne ho parlato in esclusiva con Alessandro Orlandi, socio e direttore dell'area tecnica dello Studio Assis & Partners, che cura gli interessi del difensore spagnolo classe '95.

La Juve ha più di una defezione in difesa e Garcia sta facendo benissimo: domenica lo vedremo in campo dal primo minuto?
«Non saprei, sono scelte che farà mister Conte insieme al suo staff durante questa settimana. Senza dubbio Pol Garcia ad oggi rappresenta uno dei prospetti più interessanti del settore giovanile bianconero. Un suo eventuale debutto rappresenterebbe uno stimolo ulteriore per tutti i ragazzi della cantera juventina che sognano un giorno di esordire con questa importante maglia».

Quanto è atteso dal ragazzo il momento dell'esordio?
«Rappresenta sicuramente la sua ambizione e il suo obiettivo. E’ un traguardo che vuole raggiungere attraverso l’impegno e il lavoro quotidiano sul campo».

Dal punto di vista psicologico, credete sia mentalmente pronto ad un passo così importante?
«Uno dei punti di forza di Pol è sicuramente quello relativo alle qualità mentali. Sotto questo punto di vista è un giocatore sopra la media, è un professionista eccezionale e ha una cultura del lavoro pazzesca. Non dimentichiamoci che ha solamente 18 anni...».

Al di là del debutto o meno contro il Livorno, c'è grande sintonia con la Juventus...
«Pol si trova bene a Torino, è il capitano e il leader della Primavera di mister Zanchetta, sente la fiducia della società ed è determinato a ripagarla quotidianamente sul campo».

Si è vociferato di un interesse di Bari e Juve Stabia, ma i bianconeri lascerebbero partire Garcia a gennaio?
«Sta facendo molto bene sia in Italia che in Europa ed è chiaro che un giovane di grande prospettiva possa suscitare l’interesse di numerosi club. Però la Juventus crede molto nelle potenzialità di Garcia e difficilmente considererà un prestito già il prossimo gennaio».

19 novembre 2013

Marazzina: "L'Inter vorrà vincere a Bologna per Thohir"

Con un giorno di ritardo rispetto al Bologna, questo pomeriggio l'Inter ha ripreso ad allenarsi dopo il week-end. Le due squadre si ritroveranno una di fronte all'altra domenica sera, per il posticipo in programma allo stadio Dall'Ara. Per avvicinarci alla partita, ho contattato in esclusiva l'ex attaccante Massimo Marazzina, doppio ex di rossoblu e nerazzurri oltre che tifoso interista.

L'Inter, reduce da cinque risultati utili consecutivi, andrà a cercare il sesto a Bologna.
«Essendo la prima con Thohir nuovo presidente sicuramente tutti ci terranno a far bene, questo è un aspetto da non sottovalutare. L'Inter scende sempre in campo per vincere e lo farà anche domenica contro il Bologna, soprattutto perché ha tanti punti di distacco dalle prime e non può permettersi di rimanere troppo indietro».

Dall'altra parte, invece, la compagine felsinea stenta ad avere continuità...
«Il Bologna è la mia seconda squadra del cuore e dispiace che non se la stia passando benissimo. Grazie ad un paio di risultati positivi è riuscito a venir fuori dai bassifondi della classifica, ma adesso deve cercare di fare punti in casa».

...e a trovare la via del gol.
«Purtroppo si è evidenziata questa lacuna. Negli ultimi anni il Bologna è stato abituato bene con attaccanti come Di Vaio, mentre quest'anno non ha garanzie e non c'è un vero e proprio bomber. Per questo devono cercare un gioco più corale e provare a mandare in gol i centrocampisti con gli inserimenti. Però non è facile e Diamanti non può fare tutto da solo».

Per i nerazzurri sarà la prima partita senza Moratti presidente.
«Non l'ho mai conosciuto personalmente perché quando ero all'Inter c'era appena stato il passaggio delle consegne tra lui e Pellegrini. Da tifoso nerazzurro lo ricorderò con piacere perché ha investito tanti soldi e ne ha persi altrettanti; non dimentichiamoci che ha portato dei campioni in Italia, uno su tutti Ronaldo. Quindi a Moratti si può dire solo grazie».

Il suo posto lo ha preso Thohir, che idea si è fatto?
«I propositi sono buoni, ma un'idea me la farò col tempo. Al tifoso interessa poco la storia di un nuovo presidente, ma lo valuta dagli acquisti e da tutto il suo operato. Thohir ha fatto delle promesse e i presupposti ci sono, però adesso ci vogliono i fatti come, magari, degli acquisti roboanti che spero faccia».

Domenica può essere l'occasione buona per festeggiare la prima vittoria da presidente dell'Inter?
«Il Bologna non può regalare punti, credo fondamentalmente che un bel pari possa starci. Anche se il pari andrebbe bene sicuramente più ai rossoblu che all'Inter».

Mihajlovic, la radiografia di Ricchiuti: "Con lui la Samp può salvarsi"

La Sampdoria aspetta il suo nuovo condottiero. Ormai è questione di ore per il ritorno a Genova di Sinisa Mihajlovic nelle vesti di tecnico Da due anni l'ex blucerchiato è lontano dall'Italia, dove ha allenato Bologna, Fiorentina e Catania. Forse proprio alle pendici dell'Etna ha vissuto il suo periodo migliore quando, subentrando all'esonerato Atzori, totalizzò 36 punti in 23 giornate portando la formazione siciliana dall'ultimo al tredicesimo posto. Di quella squadra faceva parte anche Adrian Ricchiuti, oggi alla Virtus Entella. Lo ho intervistato in esclusiva per conoscere nei minimi dettagli il Mihajlovic allenatore.

Domanda a bruciapelo: Mihajlovic può essere l'uomo giusto per questa Samp?
«Sicuramente. Quando il mister arrivò a Catania, la squadra era messa molto peggio della Sampdoria adesso; mancavano due partite alla fine del girone andata e lui ci raggiunse in ritiro a Roma. Alla prima partita perdemmo, ma lui non ci ha mai fatto mancare la fiducia nella salvezza. Riuscì a dare grande personalità alla squadra e infatti siamo andati a vincere a Torino contro la Juventus».

Tutti parlano di lui come un allenatore molto carismatico...
«Posso dire che è vero perché con noi è stato così. Sa tirare fuori da ognuno la motivazione giusta e trasmette una grinta incredibile, è un gran motivatore. E poi ha fatto schierato titolare gente come me, che fino a dicembre non giocava e poi ha disputato tutte le partite dando una grossa mano. Per lui anche gente che non giocava prima può tornare utile, non si fissa su undici giocatori ma su tutta la rosa. Quindi quei calciatori che non giocavano con Delio Rossi potrebbero trovare spazio con Mihajlovic».

Ed è stato proprio Mihajlovic ha trasformarti da attaccante a centrocampista.
«E' stata un'incredibile scoperta del mister e lo ringrazio perché grazie a quel ruolo lì sono riuscito a fare quattro anni fantastici in una splendida città come Catania. Riuscì a trovare il ruolo in cui mi potessi esprimere al meglio in Serie A, senza il quale magari non sarei riuscito a trovare lo stesso spazio».

C'è un episodio che ricordi particolarmente in cui ha evidenziato tutta la sua personalità?
«L'ha dimostrata domenica dopo domenica, ma c'è una cosa che io ricordo molto bene. Quando davanti a tutti prendi il capitano, in quel caso era Mascara, e gli dici determinate cose, vuoi far vedere che il mister conta e si fa sentire. Tanti allenatori preferiscono non dire niente per non andare contro i giocatori più importanti, ma Mihajlovic non guarda in faccia a nessuno».

E dal punto di vista dei rapporti con i suoi giocatori, come si relaziona?
«Con noi non ha mai avuto peli sulla lingua e da questo punto di vista ho tanti ricordi. Ha una grinta incredibile e, ripeto, se ha da dirti qualcosa davanti a tutti te la dice senza problemi. Che tu sia Maradona o no, tutti i giocatori sono uguali per lui e grazie a questo è riuscito a tirar fuori il 101% da ognuno di noi».

Quindi la Sampdoria di oggi può emulare quel Catania?
«Assolutamente sì. Ho visto qualche partita e la Samp ha dei problemi, però mister Mihajlovic avrà tempo per dimostrare che si può raggiungere la salvezza. Nella parte destra della classifica il campionato è molto livellato e tutti hanno l'opportunità di rimanere in Serie A. Togliendo le prime 6-7 squadre, tutte le altre sono allo stesso livello e hanno le stesse possibilità di salvarsi, anche se vedo il Chievo un po' più indietro rispetto alle concorrenti».

16 novembre 2013

Montecalvo: "Pallone d'Oro, dico CR7. Pirlo nella top 5, ma anche Balotelli e Totti..."

Una settimana fa è stata resa nota un'interessante novità sull'assegnazione del prossimo Pallone d'Oro. Come annunciato dal presidente della FIFA Blatter, per questa edizione saranno cinque i finalisti e non tre come è accaduto fino allo scorso anno. Di questo e non solo, ne ho discusso in esclusiva con il presidente di FM Communications e di World Football Management Fabio Montecalvo.

Cristiano Ronaldo, Messi e Ribery sicuri, chi potrebbero essere gli altri due a contendersi il Pallone d'Oro?
«Secondo me nel parterre finale dovrebbero entrare Pirlo e Ibrahimovic. Il regista juventino non solo per coronare una carriera brillante che lo ha visto vincente in Italia, in Europa e nel mondo, con il Milan e con la Nazionale, ma anche perché è ancora protagonista dei successi bianconeri che lo hanno consacrato protagonista assoluto della scorsa stagione. Per quanto concerne Ibra, invece, oltre ai meriti professionali ed alle eclettiche e pirotecniche doti calcistiche, una nomination nei primi cinque andrebbe data quale talismano positivo dei club che lo ospitano. Come dire: dove passa Ibra, si vince. E con il PSG, letto, firmato e confermato».

In ogni caso, chi vedi favorito per la vittoria finale?
«E' sicuramente una bella battaglia. Ci sono quei primi mostri sacri del calcio, per dirla alla Mughini. Cristiano Ronaldo e Messi rappresentano oggi il 'top dei top players' che non fa classica, ovvero al di sopra di qualsiasi chart internazionale. Hanno, su tutte, due caratteristiche esclusive: una continuità di rendimento impressionante e una media goal da guinnes dei primati. Il vincitore? Sono di parte, dico Cristiano perché è mio amico...».

Un solo italiano tra i 23 candidati, Andrea Pirlo, è davvero l'unico a meritarselo?
«Su Pirlo ho già espresso i relativi meriti e onori. Di sicuro ci sono anche altri nomi che meriterebbero di entrare nella nomination. Uno su tutti, e come non considerarlo, è Francesco Totti: un campione assoluto, un professionista esemplare, un grande calciatore, un eccelso realizzatore ed un grande uomo. Se ci fosse un premio alla carriera, all'interno del Pallone d'Oro sarebbe sicuramente da assegnare a lui. Ma dico anche Buffon, Marchisio, Balotelli e Diamanti».

Dieci anni fa gli italiani in corsa erano 7, il "made in Italy" non va più di moda?
«In Italia si dovrebbe istituire, per dirla all'americana, una 'Football Crisis Departement', un'unità di crisi atta a ricercare, studiare e applicare soluzioni strategiche per evitare alla già invadente recessione che ha colpito il Bel Paese, di portare ad una totale deflagrazione anche il nostro amato calcio. La nostra Serie A purtroppo, tranne per pochissime operazioni di mercato, diventa ogni anno sempre più debole, con conseguente migrazione di calciatori all'estero e relativi investimenti in comunicazione i cui budget divengono sempre più risicati. Si dovrebbe partire da questi aspetti per comprendere la carenza di nomination dei calciatori azzurri».

Qualcuno si aspettava di vedere anche Balotelli nella lista dei 23...
«Sì, la meriterebbe tutta, a mio avviso, la famigerata nomination. Non dimentichiamoci della performance sportiva 'castiga Germania' durante l'Europeo 2012. Ma i meriti, quest'Italia, li riconosce o no? Sono più meritevoli le 'gossippate' e le relative 'balottellate' delle importanti prestazioni sportive che hanno portato in alto il nostro tricolore? E' uno sfogo e forse anche un po' generico, ma dovremmo essere tutti più positivi per far quadrare i conti, e non solo. Quindi forza Mario, che lo vincerà il Pallone d'Oro prima o poi, e sopratutto, forza Italia».

13 novembre 2013

Samp, l'ex dg Gasparin: "Mihajlovic ha carisma e personalità, lo contattamo già nel 2010"

La Sampdoria attende una risposta. Quella di Sinisa Mihajlovic, che nelle ultime ore è diventato il principale candidato a prendere il posto di Delio Rossi. Il tecnico serbo fu vicino ad assumere la guida della formazione blucerchiata nel 2010, quando pensò a lui la dirigenza di allora capitanata da Sergio Gasparin. Ne ho parlato in esclusiva proprio con l'ex direttore generale della Samp.

Gasparin, partiamo con l'esonero di Rossi ufficializzato lunedì sera.
«E' chiaro che in questo momento la Samp sta vivendo momento molto delicato e, valutando dal di dentro, si è deciso di interrompere un rapporto che sembrava, sin dall'inizio, destinato a durare a lungo. Con un contratto a scadenza a giugno 2015, è evidente che questa interruzione ha un insieme di risvolti sotto l'aspetto economico estremamente impegnativi. Se la società ha deciso di intervenire avrà comunque valutato la situazione optando per un intervento immediato».

Che idea si è fatto della squadra vista in campo fino a questo momento?
«Non siamo ancora ad un terzo del campionato e c'è tutto il tempo per recuperare per portare in salvo la navicella blucerchiata. Però, dopo le gare giocate, la classifica diventa eloquente e veritiera rispetto a quelli che sono i valori portati sul terreno di gioco fino a questa fase del campionato. Il risultato è insufficiente sul piano numerico, del risultato pratico e di una classifica che è assolutamente preoccupante».

La verità è che, probabilmente, nessuno si aspettava una Samp con nove punti dopo dodici giornate...
«Questo è indiscutibile, anche se c'è tutto il tempo per rimediare. Non siamo alla seconda o alla terza giornata di Serie A, sono trascorsi tre mesi e la graduatoria del campionato assume un modus sicuramente veritiero dei valori in campo. Sul piano dei pronostici nessuno candidava la Sampdoria a questa posizione, ma in questo momento i dati sono incontestabili».

In pole per sostituire Rossi c'è Sinisa Mihajlovic, a cui già voi avevate pensato nel 2010.
«E' vero, ci furono dei colloqui e successivamente le situazioni portarono a scelte diverse perché furono fatte valutazioni che tenevano conto di altre cose. Avendo lavorato molto bene a Catania lui aveva altre alternative e, infatti poi, approdò a Firenze. Sinisa è un allenatore di grande personalità, di grande carisma e ha lasciato un ricordo importantissimo nella tifoseria».

Come dice lei, i tifosi lo riaccoglierebbero a braccia aperte...
«La tifoseria lo ricorda come atleta perché ha indossato maglia blucerchiata da calciatore. Sinisa ha lasciato senza dubbio un ricordo importante, ma nelle scelte societarie ci sono altre valutazioni prioritarie come l'aspetto tattico, la gestione di situazioni difficili e il carattere: sono queste le componenti che pesano. In ogni caso ritengo sia importante, in considerazione della sosta per le nazionali, che venga scelto il prima possibile il nuovo tecnico».

Quindi Mihajlovic può essere la persona giusta?
«Il momento della Sampdoria è sicuramente delicato. Credo che la società valuterà con grande attenzione e meticolosità i pro e contro dell'esonero di Rossi da un lato, dall'altro farà altrettanto nella scelta del nuovo allenatore, che deve essere fatta in maniera oculata come l'attuale classifica richiede».

Luca Iannone per SampNews24.com

12 novembre 2013

Samp, dietro l'idea Zeman ci sono Sabatini e la Roma

L'esonero di Delio Rossi ufficializzato ieri sera obbliga la Sampdoria a correre immediatamente ai ripari e a prendere una decisione di fondamentale importanza: scegliere la persona giusta a cui affidare le redini della squadra. Dopo il summit di ieri durato quasi sette ore, oggi i vertici della società sono nuovamente al lavoro e al vaglio ci sono i nomi già fatti in questi giorni. Mihajlovic, Ballardini, Reja, ma anche quello di Zdenek Zeman, che sarebbe il preferito di Edoardo Garrone.

Come raccolto in esclusiva, a caldeggiare la pista che porta al tecnico boemo sarebbe stato Walter Sabatini. D'altronde è risaputo che il presidente Garrone ha grande stima del direttore sportivo della Roma e fra i due ci sono ottimi rapporti. Ma in tutto questo potrebbe esserci un risvolto interessante. Non bisogna infatti dimenticare che Zeman ha un contratto in essere con la società capitolina fino a giugno e, se la Samp dovesse effettivamente ingaggiarlo, i giallorossi ne trarrebbero anch'essi vantaggio perché si libererebbero di una parte, se non la totalità, del suo stipendio. Stando così le cose, il consiglio di Sabatini verrà comunque ascoltato?

11 novembre 2013

Beunardeau in prova al Bayern, ora gli ostacoli per la Samp sono due

Si è concluso giovedì, con la partecipazione alla tradizionale partitella in famiglia tra i pali degli Allievi Nazionali, il periodo di prova di Quentin Beunardeau. Quattro giorni tutto sommato positivi, nonostante non abbia potuto allenarsi con la prima squadra quanto ci si aspettava a causa della contestazione dei tifosi martedì. Però il classe '94, estremo difensore titolare della nazionale Under 19 transalpina, ha destato una buona impressione in quel di Bogliasco.

Il portierino francese, come raccolto in esclusiva, da oggi fino a venerdì sosterrà un periodo di prova con il Bayern Monaco, ingolosito dalla possibilità di ingaggiare a parametro zero un giovane promettente. Tutto in preventivo comunque, perché i dirigenti della Sampdoria erano stati allertati di questo. Blasone e maggiore appeal del club bavarese a parte, c'è soprattutto un altro fattore ad impedire ai blucerchiati di presentare un'offerta concreta al diciannovenne svincolatosi dal Le Mans: la presenza di altri due portieri in rosa oltre Da Costa. Soltanto se si trovasse a breve termine un accordo per cedere uno tra Fiorillo e Tozzo da Corte Lambruschini potrebbero formalizzare una proposta. In ogni caso, qualsiasi decisione è rimandata alla prossima settimana: Beunardeau lascia aperte tutte le porte, la Samp busserà?

9 novembre 2013

Samp su Ezeh e Gudino, l'ag. Chiofalo: "Vi presento i migliori talenti del Mondiale Under 17"

E' calato ieri ad Abu Dhabi il sipario sul Mondiale Under 17 che ha visto la Nigeria trionfare battendo il Messico in finale. La Sampdoria, sempre presente a questo genere di manifestazioni con i suoi scout, si sarebbe mostrata interessata a due calciatori in particolare: l'attaccante nigeriano Chidera Ezeh e il portiere messicano Raul Gudino. Per saperne di più e conoscere meglio questi due baby campioni sconosciuti ai più, ho contattato in esclusiva l'agente FIFA Marco Chiofalo, molto attento ai giovani talenti ed anche esperto di calcio africano, che ha seguito passo dopo passo la competizione svoltasi negli Emirati Arabi.

Iniziamo con Chidera Ezeh, sulle cui tracce sembrano esserci anche Lazio e Roma...
«Ezeh è un classe '97 che, con i suoi tre assist e un gol al Mondiale vinto dalla sua Nazionale, si è messo in grande evidenza, attirando l’interesse di diversi club italiani e stranieri. Gioca nel River Lane Academy, la mia migliore accademia ci calcio Nigeriano. Può fare l'esterno d’attacco o la seconda punta ed è  molto rapido; per intenderci assomiglia molto a Salomon Kalou del Lille. Dotato di buona tecnica, gioca prevalentemente a destra, anche se in questo Mondiale lo abbiamo visto giocare a sinistra. Deve migliorare dal punto di vista tattico e nelle conclusioni a rete, ma resta nel panorama calcistico nigeriano uno dei migliori, se non il miglior talento pronto per palcoscenici  importanti. La sua valutazione economica è lievitata, in virtù anche della vittoria del Mondiale della sua nazionale, ma comunque a cifre abbordabili questo piccolo talento si può prendere per fare un ottimo investimento».

Chi è invece Raul Gudino?
«Gudino si è dimostrato il miglior portiere del Mondiale e grazie alle sue parate il Messico ha potuto disputare la finale; non a caso ha parato in semifinale un rigore contro l’Argentina. E' un classe 1996 e gioca nel Deportivo Guadalajara, la miglior cantera messicana. Possiede una grande reattività tra i pali ed è bravissimo nelle uscite basse e alte; ha una personalità da giocatore già navigato, tanto che in patria lo vorrebbero convocare già in prima squadra. La sua valutazione economica  è già molto alta, tenendo conto che le squadre messicane hanno una bottega molto cara».

Tra i giovani messisi in mostra al Mondiale Under 17, se dovessi citarne uno su tutti?
«Farei il nome di Gustav Engvall, giocatore che seguo ormai da tempo. E' un attaccante classe 1996 e gioca nel Goteborg, dove è già in prima squadra e quest'anno ha fatto il suo esordio in campionato. Ben dotato fisicamente, è capace di giocare sia come prima punta che come seconda punta svariando su tutto il fronte offensivo. Deve migliorare dal punto di vista tecnico e sotto porta dove deve essere più incisivo, ma i margini di miglioramento ci sono. Però ci sono altri due giocatori che personalmente mi hanno impressionato nell'arco di tutta la manifestazione...».

Prego.
«Mi ha colpito molto Mohamed El Bouazzati, classe '97 di nazionalità marocchina ma naturalizzato Tedesco. E' un centrale difensivo, gioca nella formazione Under 17 del Borussia Dortmund della quale è il capitano. Alto quasi 190 centimetri, è un difensore di grande personalità, di piede destro e fortissimo di testa. Il Borussia lo ritiene di grande prospettiva e lo considera una valida alternativa ad Hummels e Subotic per il futuro. Quello che gli manca è la velocità. Il terzo giocatore che mi ha colpito è Kelechi Iheanacho, una prima punta nigeriana classe '96. Gioca in patria nel Taye Academy ed è stato nominato miglior giocatore del Mondiale, durante il quale ha segnato ben 6 reti e servito 7 assist ai compagni. Su di lui si stanno già muovendo i più importanti club inglesi. Assomiglia a Fernando Torres. E' un attaccante rapido e freddo sotto porta, calcia molto bene sia di destro che di sinistro, ma deve migliorare tatticamente e confrontarsi con campionati più importanti rispetto a quello nigeriano».

Luca Iannone per SampNews24.com

8 novembre 2013

Genoa, un baby cipriota in prova: altre due italiane su di lui

Il Genoa si dimostra ancora una volta una delle società di Serie A più attive sul mercato 365 giorni all'anno, sia per quanto riguarda la prima squadra che per le giovanili. Proprio a questo proposito, la scorsa settimana ha sostenuto quattro giorni di prova con la Primavera Leandros Lillis. Capitano della nazionale cipriota Under 19, questo classe '96 è un esterno offensivo ambidestro dal baricentro basso e dalla grande velocità, capace di giocare sia sulla fascia sinistra sia su quella destra. Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il diciassettenne di proprietà dell'Alki Larnaca avrebbe impressionato positivamente il tecnico della Primavera Juric e i dirigenti del settore giovanile, che però vorrebbero rivederlo da vicino entro fine novembre. Quello rossoblu non è però l'unico club italiano interessato a Lillis, sulle cui tracce ci sarebbero anche Parma e Torino.

6 novembre 2013

Beunardeau, l'intermediario: "Con la prima squadra fino a domani, la Samp lo seguiva"

In questi giorni caratterizzati da tensione e contestazioni, ecco un volto nuovo in casa Sampdoria. E' quello di Quentin Beunardeau, estremo difensore francese classe '94 che da due giorni si sta allenando con la Primavera ed oggi potrebbe aggregarsi alla prima squadra. Ma chi è questo portierino piombato all'improvviso a Bogliasco? Lo ho chiesto direttamente alla persona che sta facendo da intermediario tra Beunardeau e la Samp, l'agente FIFA Marcello Marrocco.

Iniziamo con la domanda che chi non lo conosce si sta ponendo: chi è Quentin Beunardeau?
«E' un ragazzo che si è liberato due settimane fa dal Le Mans che è fallito a causa di una brutta situazione finanziaria. Essendo svincolato ed avendo svolto tutta la trafila delle nazionali giovanili francesi, questa è una situazione molto appetibile per tutti i club in generale. La stessa nazionale francese punta molto su di lui anche per un futuro in nazionale maggiore».

Come è nata questa possibilità con la Sampdoria?
«La Sampdoria aveva già seguito il ragazzo ed è nata l'opportunità di farlo vedere da vicino. Lavorando come agente è nata una collaborazione con il direttore sportivo del Le Mans e successivamente ho avuto contatti con la società blucerchiata».

Fino a quando resterà a Bogliasco?
«E' qui da lunedì e rimarrà qui fino a giovedì, dopo si vedrà tutto il resto. Stamattina si sta allenando con la prima squadra e lo farà anche oggi pomeriggio e domani prima di rientrare in Francia. Anche se ha richieste da parte di club francesi, lui è molto attratto dalla possibilità di giocare in un altro campionato».

E' ipotizzabile, nel caso in cui venisse ingaggiato, una cessione in prestito a gennaio?
«Va bene fare ipotesi, ma in questo momento cerchiamo di pensare al presente e il presente è questa settimana di prova. Se poi la società dovesse essere interessata, è normale che ci sia un progetto dietro per farlo andare a giocare in qualche altra squadra. Ha diciannove anni e in blucerchiato potrebbe essere chiuso. Le ipotesi potrebbero essere tante, ma prima bisogna vedere se c'è un concreto interesse da parte del club. Potrebbe rimanere a Genova così come andare via in prestito».

Lui stesso ha ammesso di aver avuto proposte dalla Francia, ma dall'Italia solo quella della Samp?
«Stiamo parlando di un giocatore che si è appena svincolato, quindi è normale che le situazioni possano essere tante. Ora come ora io posso parlare della Sampdoria che ha dimostrato un interesse immediato. La società si è detta pronta a testarlo in quanto conosce il ragazzo e lui non ha avuto alcun tipo di problema ad accettare».