13 novembre 2013

Samp, l'ex dg Gasparin: "Mihajlovic ha carisma e personalità, lo contattamo già nel 2010"

La Sampdoria attende una risposta. Quella di Sinisa Mihajlovic, che nelle ultime ore è diventato il principale candidato a prendere il posto di Delio Rossi. Il tecnico serbo fu vicino ad assumere la guida della formazione blucerchiata nel 2010, quando pensò a lui la dirigenza di allora capitanata da Sergio Gasparin. Ne ho parlato in esclusiva proprio con l'ex direttore generale della Samp.

Gasparin, partiamo con l'esonero di Rossi ufficializzato lunedì sera.
«E' chiaro che in questo momento la Samp sta vivendo momento molto delicato e, valutando dal di dentro, si è deciso di interrompere un rapporto che sembrava, sin dall'inizio, destinato a durare a lungo. Con un contratto a scadenza a giugno 2015, è evidente che questa interruzione ha un insieme di risvolti sotto l'aspetto economico estremamente impegnativi. Se la società ha deciso di intervenire avrà comunque valutato la situazione optando per un intervento immediato».

Che idea si è fatto della squadra vista in campo fino a questo momento?
«Non siamo ancora ad un terzo del campionato e c'è tutto il tempo per recuperare per portare in salvo la navicella blucerchiata. Però, dopo le gare giocate, la classifica diventa eloquente e veritiera rispetto a quelli che sono i valori portati sul terreno di gioco fino a questa fase del campionato. Il risultato è insufficiente sul piano numerico, del risultato pratico e di una classifica che è assolutamente preoccupante».

La verità è che, probabilmente, nessuno si aspettava una Samp con nove punti dopo dodici giornate...
«Questo è indiscutibile, anche se c'è tutto il tempo per rimediare. Non siamo alla seconda o alla terza giornata di Serie A, sono trascorsi tre mesi e la graduatoria del campionato assume un modus sicuramente veritiero dei valori in campo. Sul piano dei pronostici nessuno candidava la Sampdoria a questa posizione, ma in questo momento i dati sono incontestabili».

In pole per sostituire Rossi c'è Sinisa Mihajlovic, a cui già voi avevate pensato nel 2010.
«E' vero, ci furono dei colloqui e successivamente le situazioni portarono a scelte diverse perché furono fatte valutazioni che tenevano conto di altre cose. Avendo lavorato molto bene a Catania lui aveva altre alternative e, infatti poi, approdò a Firenze. Sinisa è un allenatore di grande personalità, di grande carisma e ha lasciato un ricordo importantissimo nella tifoseria».

Come dice lei, i tifosi lo riaccoglierebbero a braccia aperte...
«La tifoseria lo ricorda come atleta perché ha indossato maglia blucerchiata da calciatore. Sinisa ha lasciato senza dubbio un ricordo importante, ma nelle scelte societarie ci sono altre valutazioni prioritarie come l'aspetto tattico, la gestione di situazioni difficili e il carattere: sono queste le componenti che pesano. In ogni caso ritengo sia importante, in considerazione della sosta per le nazionali, che venga scelto il prima possibile il nuovo tecnico».

Quindi Mihajlovic può essere la persona giusta?
«Il momento della Sampdoria è sicuramente delicato. Credo che la società valuterà con grande attenzione e meticolosità i pro e contro dell'esonero di Rossi da un lato, dall'altro farà altrettanto nella scelta del nuovo allenatore, che deve essere fatta in maniera oculata come l'attuale classifica richiede».

Luca Iannone per SampNews24.com

12 novembre 2013

Samp, dietro l'idea Zeman ci sono Sabatini e la Roma

L'esonero di Delio Rossi ufficializzato ieri sera obbliga la Sampdoria a correre immediatamente ai ripari e a prendere una decisione di fondamentale importanza: scegliere la persona giusta a cui affidare le redini della squadra. Dopo il summit di ieri durato quasi sette ore, oggi i vertici della società sono nuovamente al lavoro e al vaglio ci sono i nomi già fatti in questi giorni. Mihajlovic, Ballardini, Reja, ma anche quello di Zdenek Zeman, che sarebbe il preferito di Edoardo Garrone.

Come raccolto in esclusiva, a caldeggiare la pista che porta al tecnico boemo sarebbe stato Walter Sabatini. D'altronde è risaputo che il presidente Garrone ha grande stima del direttore sportivo della Roma e fra i due ci sono ottimi rapporti. Ma in tutto questo potrebbe esserci un risvolto interessante. Non bisogna infatti dimenticare che Zeman ha un contratto in essere con la società capitolina fino a giugno e, se la Samp dovesse effettivamente ingaggiarlo, i giallorossi ne trarrebbero anch'essi vantaggio perché si libererebbero di una parte, se non la totalità, del suo stipendio. Stando così le cose, il consiglio di Sabatini verrà comunque ascoltato?

11 novembre 2013

Beunardeau in prova al Bayern, ora gli ostacoli per la Samp sono due

Si è concluso giovedì, con la partecipazione alla tradizionale partitella in famiglia tra i pali degli Allievi Nazionali, il periodo di prova di Quentin Beunardeau. Quattro giorni tutto sommato positivi, nonostante non abbia potuto allenarsi con la prima squadra quanto ci si aspettava a causa della contestazione dei tifosi martedì. Però il classe '94, estremo difensore titolare della nazionale Under 19 transalpina, ha destato una buona impressione in quel di Bogliasco.

Il portierino francese, come raccolto in esclusiva, da oggi fino a venerdì sosterrà un periodo di prova con il Bayern Monaco, ingolosito dalla possibilità di ingaggiare a parametro zero un giovane promettente. Tutto in preventivo comunque, perché i dirigenti della Sampdoria erano stati allertati di questo. Blasone e maggiore appeal del club bavarese a parte, c'è soprattutto un altro fattore ad impedire ai blucerchiati di presentare un'offerta concreta al diciannovenne svincolatosi dal Le Mans: la presenza di altri due portieri in rosa oltre Da Costa. Soltanto se si trovasse a breve termine un accordo per cedere uno tra Fiorillo e Tozzo da Corte Lambruschini potrebbero formalizzare una proposta. In ogni caso, qualsiasi decisione è rimandata alla prossima settimana: Beunardeau lascia aperte tutte le porte, la Samp busserà?

9 novembre 2013

Samp su Ezeh e Gudino, l'ag. Chiofalo: "Vi presento i migliori talenti del Mondiale Under 17"

E' calato ieri ad Abu Dhabi il sipario sul Mondiale Under 17 che ha visto la Nigeria trionfare battendo il Messico in finale. La Sampdoria, sempre presente a questo genere di manifestazioni con i suoi scout, si sarebbe mostrata interessata a due calciatori in particolare: l'attaccante nigeriano Chidera Ezeh e il portiere messicano Raul Gudino. Per saperne di più e conoscere meglio questi due baby campioni sconosciuti ai più, ho contattato in esclusiva l'agente FIFA Marco Chiofalo, molto attento ai giovani talenti ed anche esperto di calcio africano, che ha seguito passo dopo passo la competizione svoltasi negli Emirati Arabi.

Iniziamo con Chidera Ezeh, sulle cui tracce sembrano esserci anche Lazio e Roma...
«Ezeh è un classe '97 che, con i suoi tre assist e un gol al Mondiale vinto dalla sua Nazionale, si è messo in grande evidenza, attirando l’interesse di diversi club italiani e stranieri. Gioca nel River Lane Academy, la mia migliore accademia ci calcio Nigeriano. Può fare l'esterno d’attacco o la seconda punta ed è  molto rapido; per intenderci assomiglia molto a Salomon Kalou del Lille. Dotato di buona tecnica, gioca prevalentemente a destra, anche se in questo Mondiale lo abbiamo visto giocare a sinistra. Deve migliorare dal punto di vista tattico e nelle conclusioni a rete, ma resta nel panorama calcistico nigeriano uno dei migliori, se non il miglior talento pronto per palcoscenici  importanti. La sua valutazione economica è lievitata, in virtù anche della vittoria del Mondiale della sua nazionale, ma comunque a cifre abbordabili questo piccolo talento si può prendere per fare un ottimo investimento».

Chi è invece Raul Gudino?
«Gudino si è dimostrato il miglior portiere del Mondiale e grazie alle sue parate il Messico ha potuto disputare la finale; non a caso ha parato in semifinale un rigore contro l’Argentina. E' un classe 1996 e gioca nel Deportivo Guadalajara, la miglior cantera messicana. Possiede una grande reattività tra i pali ed è bravissimo nelle uscite basse e alte; ha una personalità da giocatore già navigato, tanto che in patria lo vorrebbero convocare già in prima squadra. La sua valutazione economica  è già molto alta, tenendo conto che le squadre messicane hanno una bottega molto cara».

Tra i giovani messisi in mostra al Mondiale Under 17, se dovessi citarne uno su tutti?
«Farei il nome di Gustav Engvall, giocatore che seguo ormai da tempo. E' un attaccante classe 1996 e gioca nel Goteborg, dove è già in prima squadra e quest'anno ha fatto il suo esordio in campionato. Ben dotato fisicamente, è capace di giocare sia come prima punta che come seconda punta svariando su tutto il fronte offensivo. Deve migliorare dal punto di vista tecnico e sotto porta dove deve essere più incisivo, ma i margini di miglioramento ci sono. Però ci sono altri due giocatori che personalmente mi hanno impressionato nell'arco di tutta la manifestazione...».

Prego.
«Mi ha colpito molto Mohamed El Bouazzati, classe '97 di nazionalità marocchina ma naturalizzato Tedesco. E' un centrale difensivo, gioca nella formazione Under 17 del Borussia Dortmund della quale è il capitano. Alto quasi 190 centimetri, è un difensore di grande personalità, di piede destro e fortissimo di testa. Il Borussia lo ritiene di grande prospettiva e lo considera una valida alternativa ad Hummels e Subotic per il futuro. Quello che gli manca è la velocità. Il terzo giocatore che mi ha colpito è Kelechi Iheanacho, una prima punta nigeriana classe '96. Gioca in patria nel Taye Academy ed è stato nominato miglior giocatore del Mondiale, durante il quale ha segnato ben 6 reti e servito 7 assist ai compagni. Su di lui si stanno già muovendo i più importanti club inglesi. Assomiglia a Fernando Torres. E' un attaccante rapido e freddo sotto porta, calcia molto bene sia di destro che di sinistro, ma deve migliorare tatticamente e confrontarsi con campionati più importanti rispetto a quello nigeriano».

Luca Iannone per SampNews24.com

8 novembre 2013

Genoa, un baby cipriota in prova: altre due italiane su di lui

Il Genoa si dimostra ancora una volta una delle società di Serie A più attive sul mercato 365 giorni all'anno, sia per quanto riguarda la prima squadra che per le giovanili. Proprio a questo proposito, la scorsa settimana ha sostenuto quattro giorni di prova con la Primavera Leandros Lillis. Capitano della nazionale cipriota Under 19, questo classe '96 è un esterno offensivo ambidestro dal baricentro basso e dalla grande velocità, capace di giocare sia sulla fascia sinistra sia su quella destra. Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il diciassettenne di proprietà dell'Alki Larnaca avrebbe impressionato positivamente il tecnico della Primavera Juric e i dirigenti del settore giovanile, che però vorrebbero rivederlo da vicino entro fine novembre. Quello rossoblu non è però l'unico club italiano interessato a Lillis, sulle cui tracce ci sarebbero anche Parma e Torino.

6 novembre 2013

Beunardeau, l'intermediario: "Con la prima squadra fino a domani, la Samp lo seguiva"

In questi giorni caratterizzati da tensione e contestazioni, ecco un volto nuovo in casa Sampdoria. E' quello di Quentin Beunardeau, estremo difensore francese classe '94 che da due giorni si sta allenando con la Primavera ed oggi potrebbe aggregarsi alla prima squadra. Ma chi è questo portierino piombato all'improvviso a Bogliasco? Lo ho chiesto direttamente alla persona che sta facendo da intermediario tra Beunardeau e la Samp, l'agente FIFA Marcello Marrocco.

Iniziamo con la domanda che chi non lo conosce si sta ponendo: chi è Quentin Beunardeau?
«E' un ragazzo che si è liberato due settimane fa dal Le Mans che è fallito a causa di una brutta situazione finanziaria. Essendo svincolato ed avendo svolto tutta la trafila delle nazionali giovanili francesi, questa è una situazione molto appetibile per tutti i club in generale. La stessa nazionale francese punta molto su di lui anche per un futuro in nazionale maggiore».

Come è nata questa possibilità con la Sampdoria?
«La Sampdoria aveva già seguito il ragazzo ed è nata l'opportunità di farlo vedere da vicino. Lavorando come agente è nata una collaborazione con il direttore sportivo del Le Mans e successivamente ho avuto contatti con la società blucerchiata».

Fino a quando resterà a Bogliasco?
«E' qui da lunedì e rimarrà qui fino a giovedì, dopo si vedrà tutto il resto. Stamattina si sta allenando con la prima squadra e lo farà anche oggi pomeriggio e domani prima di rientrare in Francia. Anche se ha richieste da parte di club francesi, lui è molto attratto dalla possibilità di giocare in un altro campionato».

E' ipotizzabile, nel caso in cui venisse ingaggiato, una cessione in prestito a gennaio?
«Va bene fare ipotesi, ma in questo momento cerchiamo di pensare al presente e il presente è questa settimana di prova. Se poi la società dovesse essere interessata, è normale che ci sia un progetto dietro per farlo andare a giocare in qualche altra squadra. Ha diciannove anni e in blucerchiato potrebbe essere chiuso. Le ipotesi potrebbero essere tante, ma prima bisogna vedere se c'è un concreto interesse da parte del club. Potrebbe rimanere a Genova così come andare via in prestito».

Lui stesso ha ammesso di aver avuto proposte dalla Francia, ma dall'Italia solo quella della Samp?
«Stiamo parlando di un giocatore che si è appena svincolato, quindi è normale che le situazioni possano essere tante. Ora come ora io posso parlare della Sampdoria che ha dimostrato un interesse immediato. La società si è detta pronta a testarlo in quanto conosce il ragazzo e lui non ha avuto alcun tipo di problema ad accettare».

18 ottobre 2013

Il doppio ex Colombo: "Samp, mancano uomini d'esperienza e Rossi non c'entra. A Livorno con cattiveria"

Tornati a disposizione di mister Rossi tutti i nazionali, la Sampdoria è al lavoro in questi ultimi giorni utili per preparare al meglio il prossimo impegno. La truppa blucerchiata tornerà in campo domenica alle 15 e sarà ospite del Livorno, per quello che si preannuncia un vero e proprio scontro diretto. In vista di questo importante match, ho raggiunto in esclusiva Corrado Colombo, ex attaccante della Samp e della compagine labronica.

Colombo, torna il campionato e i blucerchiati sono attesi al Picchi di Livorno...
«Non è una partita assolutamente semplice per la Sampdoria, che dovrà giocarsela contro una squadra che gioca bene a calcio e che è allenata da un grande tecnico. Non sarà sicuramente facile portare via punti su un campo con una tifoseria calda come quella livornese».

Quale deve essere lo spirito della Samp per lasciarsi quest'ultimo periodo alle spalle e magari fare punti già domenica?
«I blucerchiati devono giocare con la massima cattiveria agonistica, sembra una frase fatta ma è veramente così. La situazione di classifica è molto delicata, ci sarà bisogno di cattiveria e tanta voglia».

Alla Sampdoria, però, la vittoria in trasferta manca dal 6 gennaio, quando espugnò lo Juventus Stadium.
«Non è sicuramente semplice riuscire a raccogliere punti a Livorno, anche se si tratta di uno scontro salvezza. Contro il Torino ho visto una Sampdoria in difficoltà; in difesa ha giocatori esperti come Gastaldello e Palombo, ma davanti manca l'uomo d'esperienza che garantisce 12 gol a stagione. Gabbiadini è una giovane promessa e ha alle spalle solo due anni di Serie A, se fa più di 12 gol è tutto di guadagnato. Poi anche a centrocampo ci sono tutti giovani, ci voleva un giocatore di maggiore esperienza».

E, nonostante la conferma da parte di dirigenza e proprietà, c'è chi parla di un Delio Rossi a rischio...
«A mio parere Rossi ha meno colpe di tutti. In tutti questi anni ha dimostrato di essere un bravissimo allenatore, ma se manca qualcosa in rosa non è certamente colpa sua».

Da centravanti, su chi punteresti per l'attacco anti Livorno?
«Sicuramente su Gabbiadini e poi su Eder, che l'anno scorso ha fatto bene ed è un attaccante tecnico e veloce. Punterei su loro due, senza escludere Sansone che si è mosso alla grande contro il Torino; è uno di quegli elementi che con una giocata può risolverti la partita».

A proposito di attaccanti, la Samp ha trattato sia Emeghara che Paulinho in estate. Potevano essere utili alla causa?
«Senza dubbio. Paulinho lo conosco fin da quando è arrivato a Livorno a diciotto anni e poteva fare molto comodo all'attacco blucerchiato».

16 ottobre 2013

Pino Vitale: "Io alla Samp? Magari. Regini riuscirà ad emergere"

E' iniziata a circolare ieri un'indiscrezione riguardante Pino Vitale. Il nome dell'ex direttore generale dell'Empoli, attualmente libero dopo non aver rinnovato il proprio contratto con lo Spezia, è stato accostato alla Sampdoria per un suo possibile ingresso nell'organigramma. Ho contattato in esclusiva il diretto interessato per saperne di più e capire se ci sia qualcosa di vero.

Direttore, come commenta le ultime voci?
«Non c'è niente di vero in queste indiscrezioni. Onestamente non mi ha cercato nessuno della Sampdoria e io non posso alimentare bugie».

Già a maggio 2011 si vociferò di un suo possibile approdo in blucerchiato...
«Io ne sarei ben felice perché la Sampdoria è assolutamente una grande società, però per il resto sono tutte fantasie. Io sarei felice, ma purtroppo non è così».

Nemmeno allora ci furono contatti con la Sampdoria?
«No, neanche all'epoca».

Cambiando discorso, Vasco Regini, che fu proprio lei a portare ad Empoli, sta faticando forse più del previsto.
«Oltre a lui ci sono altri due giocatori che sono venuti fuori con noi, ovvero Eder e Pozzi. Tornando a Regini, lui è un ragazzo eccezionale, lavora sempre con grande serenità e volontà. Ha tutto per risalire e farsi apprezzare per quelle che sono le sue qualità».

Come mai ad oggi non ci sta riuscendo? Forse per un problema di ruolo?
«Non voglio mettere bocca su questioni tattiche perché Rossi è un ottimo allenatore e chi ha i giocatori con sé tutti i giorni sa come impiegarli. Credo comunque che quello dalla Serie B alla Serie A sia un salto importante per tutti. Poi Genova è una piazza importante e in un momento delicato come questo sono i giovani a subirne le conseguenze più di tutti. Ma sono convinto che un giocatore importante come Regini si rifarà presto».

2 ottobre 2013

L'ex Arsenal Lupoli: "Il Napoli ha pagato la mentalità italiana"

Non sembrava il Napoli degli ultimi tempi quello visto ieri sera all'Emirates Stadium, ma solo una brutta copia dell'undici di Rafa Benitez che ha stupito tutti in Italia. Il discorso è diverso in Europa e l'Arsenal lo ha dimostrato, mandando ko i partenopei senza battere ciglio. Ne ho parlato con Arturo Lupoli, ex attaccante dei Gunners e oggi al Varese, contattato in esclusiva.

Lupoli, Arsene Wenger batte Rafa Benitez 2-0.
«E' stata una gran bella partita. La differenza l'hanno fatta i primi venti minuti nei quali si è visto un ritmo molto alto da parte dell'Arsenal e c'è stata una notevole differenza di ritmo fra le due squadre. In questi primi minuti i Gunners hanno trovato due bei gol grazie anche alla serata quasi perfetta di Ozil che è andato a segno per primo e poi ha fornito l'assist a Giroud. E' senza dubbio un giocatore tra i più forti d'Europa».

E' soprattutto merito del tecnico francese se l'Arsenal ha avuto la meglio?
«Ieri si è visto quello che il motto della compagine londinese: giocare palla a terra in velocità e verticalizzare appena possibile. E' quello che chiede sempre Wenger ai suoi giocatori. Ieri sera, soprattutto nel primo tempo, penso ci sia stato un approccio migliore da parte dei Gunners che hanno interpretato alla perfezione le direttive del proprio tecnico».

Dall'altra parte quali sono stati, a suo parere, i principali errori del Napoli?
«Andare in un campo come quello dell'Emirates e subire così tanto l'avversario nei primi minuti di gioco, più che un errore, credo sia una conseguenza di quello che è il calcio inglese. In Inghilterra si cerca sempre di attaccare subito ad inizio partita, mentre in Italia si pensa a studiare l'avversario e c'è più tatticismo. Magari il Napoli ha pagato anche questo, perché a livello di individualità penso che le due squadre si equivalgano».

A questo punto per i Gunners la strada in Champions si mette in discesa...
«Se non sbaglio, l'Arsenal ha sempre superato la fase a gironi di Champions League negli ultimi dieci anni e quindi non penso sia una novità. Stiamo parlando di una grande squadra, che in questo momento gioca forse il miglior calcio e non a caso è prima anche in Premier League. Bisogna fare attenzione a questa squadra che può contare su tanti giovani con esperienza, oltre che su elementi come Ozil, Walcott e Giroud che ha trovato la via del gol con più frequenza. L'Arsenal è tra le favorite per la Champions».

Citando Wenger, l'11 dicembre al San Paolo sarà battaglia.
«Tutte le partite del Napoli in casa sono battaglie, ma adesso tanto dipenderà da quanti punti riuscirà a fare contro il Marsiglia. Qualora vincesse in trasferta, le partite casalinghe con Marsiglia e Arsenal faranno da spartiacque; se il Napoli vincerà queste due gare, avrà ottime chance di passare turno. Giocare al San Paolo non è mai facile per nessuno, lo abbiamo visto con il Borussia Dortmund».

E l'Arsenal avrà una freccia in più nel proprio arco: il suo ex compagno Walcott.
«A mio parere è il giocatore che incarna proprio lo spirito dell'Arsenal: è forte tecnicamente e ha una velocità pazzesca, è uno dei più veloci della Premier League. Walcott è una pedina fondamentale per il gioco di Wenger. Nella sfida di ritorno gli azzurri avranno da pensare anche a lui, oltre che ai giocatori visti in campo ieri, ma sicuramente sapranno cosa fare perché il Napoli è una grande squadra».

26 settembre 2013

Dodò blucerchiato a gennaio, l'agente smentisce: "E' molto stimato da Garcia"

Tra le fila di una Roma che è riuscita nell'intento di espugnare il Ferraris, ha fatto il suo esordio stagionale José Rodolfo Pires Ribeiro, meglio conosciuto come Dodò, al ritorno in campo dopo essersi lasciato alle spalle vari problemi fisici. Il caso vuole che proprio il terzino giallorosso sia stato accostato ieri alla Sampdoria in vista di gennaio, quando il mercato riaprirà i battenti e il classe '92 potrebbe approdare in blucerchiato con la formula del prestito.

Ho voluto fare luce su tali indiscrezioni e per questo ha raggiunto in esclusiva Junior Pedroso, membro dell'entourage del brasiliano: «Nel corso della sessione estiva di calciomercato la Roma ha ricevuto un paio di richieste per il prestito, ma prestare Dodò non era nei piani della società capitolina - ha spiegato Pedroso -. Al tecnico Rudi Garcia piace molto e parla sempre con lui per farlo stare tranquillo perché avrà le sue chance in giallorosso. Pertanto, penso che questa notizia non corrisponda a verità».