4 giugno 2010
Tre club di Serie A su Diego Fabbrini
1 giugno 2010
Intervista a Michele Paolucci
L'attaccante Michele Paolucci, il cui cartellino è attualmente in comproprietà tra Juventus e Siena, è stato allenato da Marco Giampaolo all’inizio della stagione appena conclusa e comunque fino al 29 ottobre scorso, giorno nel quale il neo tecnico del Catania fu esonerato a causa degli scarsi risultati conseguiti dalla squadra toscana (5 punti in 10 giornate). Stando ad alcune indiscrezioni di mercato, Paolucci, ex attaccante del Catania rimasto nel cuore dei tifosi etnei, potrebbe prossimamente fare ritorno in Sicilia, dove ritroverebbe in panchina proprio Giampaolo. Paolucci, contattato in esclusiva, si è espresso così sull’arrivo di Giampaolo sulla panchina rossazzurra: "Secondo me Giampaolo e Lo Monaco hanno due caratteri completamente differenti, è un’accoppiata quanto mai curiosa -spiega Paolucci-. Però dico ai tifosi del Catania che possono stare tranquilli perchè comunque, nonostante io non abbia giocato molto con lui, credo che sia un allenatore di grande spessore. E’ chiaro che si dovrà confrontare con uno spogliatoio con molti calciatori stranieri e quindi dovrà porre attenzione nella comunicazione e nel rapporto con i giocatori. Comunque credo che, se lo stesso Lo Monaco ha fatto questa scelta, evidentemente è stata ponderata e quindi i tifosi catanesi devono stare tranquilli".
Il centravanti classe ’86 ha poi parlato più approfonditamente del tecnico nativo di Bellinzona: "Mister Giampaolo non è uno che va molto per il sottile. Lui ha il suo modo di vedere il calcio e fa le sue scelte. E’ una persona molto attenta alla tattica e lavora molto sotto il profilo difensivo, anche se alcune voci mi dicono che quest’anno vuole fare un calcio più offensivo. So che ha studiato tanto, ha girato molto e le squadre del nostro campionato che l’hanno colpito particolarmente le ha studiate bene. Sicuramente per il Catania, con il nuovo allenatore e una campagna acquisti all’altezza, sarà un’annata importante. Questo è quello che io mi auguro".
Alla domanda circa la possibilità di un ritorno ai piedi dell'Etna, Paolucci ha risposto così: "Io non mi precludo nulla. Adesso però è presto per parlare, perché bisogna aspettare che la Juventus e il Siena discutano, quindi il discorso è prematuro. Io e Lo Monaco avevamo avuto modo di incontrarci in occasione di Catania-Juventus e avevamo fatto una chiacchierata informale. Per quanto mi riguarda non ci sarebbe nessun problema a tornare con Giampaolo, anzi per il mio carattere sarebbe uno stimolo in più tornare a lavorare con un tecnico che mi ha fatto giocare meno. Avrei la possibilità di dimostrargli che sbagliava a tenermi fuori".
Infine Paolucci ha ricordato l'annata trascorsa tra le fila della squadra etnea: "A Catania per me è stata una stagione speciale. In occasione di Catania-Juve sono stati tantissimi gli attestati di stima che ho ricevuto da tutta la tifoseria e da alcuni dirigenti. Per me senza dubbio è stato qualcosa di speciale e tutti sanno che Catania la porto nel cuore. Chiosa finale su quest'annata, che sicuramente Paolucci non ricorderà con piacere: "E’ finita una stagione nella quale ho giocato poco e visti i risultati sportivi della Juventus è stata lunga e logorante. Sono tornato da poco dalla tournèe con i bianconeri e il mio unico pensiero è rivolto alle vacanze. Per come è andata se mi dicessero di iniziare domani la preparazione sarei già pronto perché ho giocato molto poco. In questo momento però c’è da staccare solo un po’ la spina, da riposarsi e da aspettare l’evoluzione della situazione".
31 maggio 2010
E' fatta per il trasferimento dei giovani Lussardi e Colombi all'Inter
28 maggio 2010
Intervista a Simone Canovi
Qual è al momento la situazione di Portanova?
“Per Daniele questo è stato il sesto campionato nella massima serie e sono state tutte stagioni a livelli sopra la media. Lui ha ancora un contratto lungo con il Bologna, per i prossimi quattro anni. Però tutto può succedere. Con il campionato che ha fatto lui, che ha dato continuità alle sue prestazioni da così tanto tempo, potrebbe essere che qualche squadra importante possa essere interessata a lui. Ovvio che bisognerà vedere cosa vuole fare il Bologna, ma al momento è difficile parlare con chiunque. E’ un momento in cui a Bologna c’è confusione”.
Forestieri invece ha passato questa stagione in prestito al Malaga, ma è in compartecipazione tra Genoa e Udinese…
“Bisognerà vedere che cosa decideranno le società, ma una cosa è certa: quest’anno Fernando deve giocare. Ha abbastanza maturità e abbastanza minuti nelle gambe per poter permettersi di andare a giocare ovunque, secondo me. Il Genoa e l’Udinese dovranno però decidere se farlo giocare con loro o se farlo partire, ma lui vuole giocare in una squadra dall’inizio della stagione”.
Ci sarà bisogno di ricorrere alle buste per risolvere la comproprietà tra i due club?
“Non lo so, perchè fino a un paio di giorni fa non si erano ancora sentiti. Quindi bisogna aspettare che si parlino”.
Per un altro suo assistito, l’attaccante del Levadiakos Napoleoni, ci sono novità?
“E’ richiesto in Francia, Germania, Spagna e Cipro, ma lui vuole fortemente l’Italia. Speriamo in qualche neo promossa, comunque sulle sue tracce c’è già qualche società del nord Italia. Tante chiacchiere per lui, ma al momento nulla di decisivo. Chi lo prende però fa un vero affare a costi limitati. Mi auguro di vederlo presto nel campionato in Italia perchè se lo merita, altrimenti continuerà a fare bene all’estero, tanto ormai ci è abituato”.
Forse le società italiane sono diffidenti poichè ha giocato solo in Grecia tra i professionisti?
“Senza dubbio, ma se un ragazzo dell’1986 segna dodici reti con una squadra retrocessa, vuol dire che è fuori dalla media. Oltretutto per il secondo anno consecutivo si è classificato fra i primi tre giocatori del campionato greco con la votazione degli stessi calciatori”.
Lei è stato uno degli intermediari che ha portato Keirrison alla Fiorentina, qual è il suo giudizio su quanto fatto vedere in questi pochi mesi con la maglia viola?
“Credo che, come ci si aspettava, ci vuole un po’ di tempo per ambientarsi, ma è naturale per un ventunenne che viene da un altro campionato. Comunque non ha fatto male perchè un paio di reti le ha segnate”.
Attualmente è in prestito fino al 2011, crede che la Fiorentina se lo lascerà sfuggire?
“Non penso, la Fiorentina era già a conoscenza del fatto che sarebbe servito del tempo per l’ambientamento e i primi sei mesi sono serviti soprattutto a questo. L’anno prossimo sarà quello decisivo”.
C’è un giocatore che si sente di consigliare alle società italiane?
“Yuto Nagatomo, terzino sinistro della nazionale giapponese. E’ un giocatore molto interessante che potrebbe arrivare. E’ stato già fatto visionare da Lazio e Bologna”.
27 maggio 2010
Nessun contatto Napoli-Cavani
Intervista a Marco Giampaolo
26 maggio 2010
Intervista a Sergio Pellissier
Di Carlo nuovo allenatore della Samp…
“Dispiace tanto perchè avevamo instaurato un bel rapporto e avevamo ottenuto dei risultati importanti con lui. Lui e la società però hanno fatto delle scelte che vanno rispettate”.
Cosa ha portato nel suo biennio a Verona?
“Al Chievo in questi due anni ha dato sicuramente tanto: salvarsi due anni di seguito come abbiamo fatto noi, non è da poco. Ha lavorato tanto con noi e abbiamo avuto un tipo di atteggiamento in campo molto positivo. Sicuramente buona parte del merito va a lui”.
E’ pronto, secondo te, ad un palcoscenico importante come quello della Champions League?
“Questo è già diverso. La Champions non è una competizione semplice e non è semplice soprattutto con una squadra che non vi prende parte da tanto tempo. E’ complicata, però lui ha il carattere e la voglia di migliorarsi sempre. Può fare sicuramente bene e può farcela tranquillamente”.
Mentre il tuo futuro sarà ancora a tinte gialloblu?
“Di sicuro nel calcio non c’è quasi niente. Comunque penso di sì, dato che ho un contratto di ancora due anni con il club, la società non mi ha mai voluto cedere e non credo che lo faccia adesso. Quindi penso di sì”.
La Fiorentina annuncia Mihajlovic la prossima settimana
25 maggio 2010
Intervista a Stefano Pioli
Mister, come ci si sente dopo aver ottenuto il pass per i playoff?
“Era il nostro obiettivo primario, ma è chiaro che non finisce qua. Nel senso che l’obiettivo era quello di giocarci i playoff e giocarci i playoff significa poterci giocare le nostre carte con la volontà di provarci fino alla fine. I valori della squadra ci sono e l’ha dimostrato disputando un campionato di vertice e quindi non siamo senz’altro appagati. Siamo soddisfatti per avere centrato un obiettivo, ma non siamo di certo appagati. Ci vogliamo giocare le nostre carte, soprattutto nella prima semifinale: sarebbe molto importante poter disputare la finale dei playoff”.
Oltre la sua squadra, il Cittadella e il Torino ci sarà una quarta formazione a disputare gli spareggi per la promozione: quale sarà secondo lei?
“Sinceramente non lo so. Il Brescia ha la grande opportunità di ottenere la promozione diretta quindi in questo momento, avendo un punto in più rispetto al Cesena, è favorito. Domenica avrà una partita difficile, perchè il Padova si gioca la salvezza e quindi per il Brescia non sarà una gara semplice. Il Cesena avrà invece un impegno più agevole perchè andrà ad affrontare un Piacenza già salvo. Penso comunque che, qualunque squadra arrivi al terzo posto, ai playoff ci saranno degli scontri aperti a tutti i risultati”.
Lasciando Piacenza lo scorso anno, aveva dichiarato di essere alla ricerca di un progetto ambizioso: pensa di averlo trovato a Sassuolo?
“Sicuramente sì. Sapevo che il Sassuolo era una società seria che programmava bene il futuro e che aveva delle ambizioni, quindi sono contento. Ho trovato le situazioni che mi aspettavo cioè la possibilità di lavorare al meglio delle mie possibilità in una società molto competente. Sono soddisfattissimo di quello che stiamo facendo e di quello che abbiamo fatto finora, ma è chiaro che abbiamo fatto solamente una parte di quello che abbiamo in mente”.
Il suo nome è stato accostato a diverse panchine di Serie A, c’è qualcosa di vero?
“In questo momento preferisco non parlarne”.