Che Jadson sia stato acquistato già dall'Udinese
è ormai appurato. Emerge però un interessante retroscena riguardante le
strategie di mercato della società bianconera. Infatti, stando ad
accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il principale obiettivo per il centrocampo non era Jadson, bensì il suo coetaneo Juan Pablo Nieto.
I friulani avevano anche avanzato una proposta concreta per il
centrocampista colombiano, ma l'Atletico Nacional non ha ritenuto
adeguata la cifra offerta. Così si è deciso di virare sul brasiliano
classe '93, dalla cui cessione il Botafogo incasserà 2,3 milioni di
euro.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
15 marzo 2013
14 marzo 2013
Zaza, l'agente fa chiarezza: "Non ho avuto nessun incontro ufficiale: ecco come sono andate le cose"
Da tempo si parla ormai del futuro di Simone Zaza, dell'eventuale rinnovo con la Sampdoria
e della possibilità che in estate approdi in una grande squadra.
Stamattina, però, è arrivata un'indiscrezione a sorpresa che non può
lasciare indifferenti. Secondo l'edizione odierna de Il Corriere Mercantile, la società sarebbe pronta a denunciare l'attaccante e il suo procuratore, Christian Maifredi, perché quest'ultimo avrebbe incontrato Fabio Paratici,
volto noto dalle parti di Corte Lambruschini e attuale direttore
sportivo della Juventus. Per fare luce sulla questione, ho contattato in esclusiva proprio Maifredi, che non era al corrente della notizia: «Io
non ho parlato con nessuna società in maniera ufficiale. Se incontro
allo stadio un direttore sportivo non significa parlargli ufficialmente,
queste cose devono provarle. Diano una prova che io mi sia seduto al
tavolo con qualche ds e abbia discusso del futuro di Simone. Ma nessuno
può farlo siccome è impossibile provarlo. Noi siamo stati più che
corretti con la Sampdoria e ci siamo messi a loro completa disposizione
per discutere del rinnovo. Io e il mio socio Marco Giulini ci siamo
recati più volte a Genova per provare a raggiungere un punto di
incontro, ma se la società è lontana dalla cifra del mercato del
calciatore io devo lavorare così, altrimenti il giocatore se la prende
con me e ha ragione».
Nella
fattispecie, il procuratore del classe '91 ha voluto fornire una
spiegazione di quanto si è vociferato ultimamente, ovvero che lui
avrebbe parlato con il ds della Juve: «I giornali e i siti scrivono
che mi sono incontrato con Paratici, ma non è vero. La scorsa settimana
sono andato a vedere Juventus-Celtic, ma questo significa che ho parlato
del contratto di Simone? Ognuno scrive quello che vuole, ma le parole
riportate dai media non sono mie. E' vero che ho visto Paratici allo
Juventus Stadium, ma è anche vero che mi ha semplicemente fatto i
complimenti per quello che sta facendo Simone in questa stagione.
Stasera andrò al Meazza per assistere al match fra Inter e Tottenham, ma
se vedo Ausilio non significa che si tratta di un incontro ufficiale
per parlare di un eventuale trasferimento di Simone. E poi l'argomento
del discorso può cadere anche su altri giocatori che rappresentiamo,
perché io non sono solamente l'agente di Zaza».
Infine non poteva mancare un commento sulle intenzione dello stesso Zaza, che pare destinato a dire addio alla Samp: «Il
giocatore avrebbe comunque volentieri continuato il rapporto con la
Sampdoria, che tre anni fa lo ha messo sotto contratto, perché a lui non
sarebbe assolutamente dispiaciuto giocare con la maglia blucerchiata.
Lui non mi ha mai chiesto di lasciare la Samp, anzi gli piacerebbe
tornare per dimostrare il suo valore dato che non ci era riuscito nella
sua unica stagione a Genova. Nessuno vuole portare via Simone Zaza dalla
Sampdoria e io non sto andando a proporre il calciatore in giro. Noi
rispettiamo la dirigenza doriana, anche perché sarebbe la Samp sarebbe
la squadra perfetta per Simone dove poter esprimere tutto il suo
potenziale. Andare a cercare altre squadre, pur blasonate che siano, non
ci interessa. Le denunce le prendono altre persone, non quelle che
lavorano correttamente e nel rispetto delle norme», ha concluso Maifredi.
Ag. FIFA Cicchetti: "Sette consigli 'sudamericani' per le prime sette della Serie A"
Mancano
tre mesi e mezzo, poi la finestra estiva di calciomercato aprirà
ufficialmente i battenti. Pur essendoci ancora un po' di tempo a
disposizione, tutti i club italiani si stanno già guardando intorno per
gettare le basi della prossima campagna acquisti così da non farsi
trovare impreparati. Una delle aree dalle quali attingeranno
maggiormente sarà, come sempre, il Sud America. A questo proposito, ho contattato in esclusiva Gianfranco Cicchetti.
L'agente FIFA, profondo conoscitore del calcio e del mercato
sudamericano, ci ha illustrato sette giocatori, provenienti dal 'Nuovo
Mondo', che potrebbero fare al caso delle attuali prime sette
classificate nella nostra massima serie.
Juventus - «Consiglierei
un giovane attaccante che nel giro di un paio di anni possa diventare
il famigerato erede di Trezeguet, tanto desiderato dalla tifoseria.
Parlo di Nicolas Castillo, 'craque' classe '93, centravanti
dell'Universidad Catolica e della nazionale cilena under 20. E' uno dei
giovani prospetti più talentuosi dell'intero panorama sudamericano.
Forte fisicamente, vede bene la porta, ha grinta e personalità da
vendere. Ha tutto per diventare il nuovo Salas. Ha già una valutazione
di mercato importante, tanto che l'Universidad Catolica ha rifiutato
tutte le offerte inferiori ai 5 milioni di euro pervenute nel mercato di
gennaio dai vari club europei. Lo considero un affare da fare al volo».
Napoli - «Ai
partenopei suggerisco di cercare il nuovo Cavani. L'erede del Matador
potrebbe essere l'attaccante argentino del River Plate Rogelio Funes
Mori, classe '90. E' giovane, ma ha alle spalle già tanti anni nella
massima serie argentina e diverse edizioni della Copa Libertadores. E'
il pupillo di Ramon Diaz, uno che di attaccanti se ne intende. Per
caratteristiche fisiche e tecniche, Funes Mori potrebbe davvero essere
il nuovo gioiello sudamericano da esibire al San Paolo. Piace a tanti
club italiani ed europei, il River di certo non lo regalerà tanto
facilmente, però sarebbe un investimento davvero mirato».
Milan - «La
partita di martedì con il Barcellona ha prodotto alcune considerazioni.
Una è che il Milan ha assolutamente bisogno di un difensore di caratura
internazionale. Consiglio ai rossoneri di prendere immediatamente Dedè,
elegante centrale difensivo del Vasco da Gama e della nazionale
brasiliana, considerato in patria come il futuro leader della
retroguardia verdeoro. Classe '88, ha l'età, l'esperienza e la qualità
giusta per imporsi anche nel Milan, così da colmare il vuoto lasciato da
Thiago Silva e Nesta. La richiesta del Vasco è di 10 milioni, ma
sarebbero soldi ben spesi per un difensore forte e affidabile come lo è
adesso Dedè».
Fiorentina - «Ai
viola consiglierei un giovane attaccante sul quale puntare con
convinzione soprattutto in ottica futura; una prima punta, forse l'unico
ruolo scoperto dell'attuale Fiorentina. Punterei su Ezequiel
Rescaldani, 'panzer' del Velez Sarsfield, un centravanti di peso che ha
forza, qualità e tanti margini di miglioramento. E' un classe '92, ha
passaporto italiano, in campionato e Copa Libertadores sta cominciando a
segnare con una certa regolarità. Piace a tante società di Serie A per
le sue qualità fisiche e tecniche che lo rendono adatto al calcio
italiano. Somiglia molto al 'Tanque' Denis. E' da prendere adesso, prima
che le quotazioni di mercato si impenneranno inesorabilmente».
Inter - «Dopo
gli addii di Sneijder e Coutinho, ai nerazzurri manca un giocatore
veloce, rapido e fantasioso che salti l'uomo, crei superiorità numerica e
sforni assist per i compagni. L'identikit porta al funambolico Bernard,
talento brasiliano classe '92 in forza all'Atletico Mineiro. E' alto
165 cm, somiglia ai vari Giovinco, Aimar e Saviola, un numero 10 che va a
velocità supersoniche. Può giocare su tutto il fronte offensivo ed
essere impiegato in tutti i ruoli d'attacco alle spalle di una prima
punta. Attualmente in Brasile è uno dei calciatori più tecnici e geniali
dell'intero panorama nazionale. Ha passaporto spagnolo e quindi è
comunitario, sarebbe un acquisto quanto mai indovinato».
Lazio - «Alla
squadra biancoceleste servirebbe un centrocampista dotato di tecnica,
inserimento e cambio di passo. La pista da seguire porta a Ezequiel
Cirigliano, talentuoso classe '91 argentino del River Plate, conteso da
mezza Europa e piace praticamente a tutta la Serie A. E' un
centrocampista completo, che sa impostare, interdire e, soprattutto,
fare gol. Una mezzala di assoluto valore, al quale manca forse solo la
definitiva consacrazione per diventare un giocatore importante. Il
trasferimento in Italia potrebbe proprio consentirgli di compiere il
salto di qualità. Ha passaporto italiano ed è comunitario, ma il River
non lo svende e vorrà monetizzare al massimo la cessione di uno dei suoi
migliori gioielli».
Roma - «I
giallorossi dovrebbero acquistare un grande difensore da affiancare a
Marquinhos per blindare la difesa per i prossimi dieci anni. Il nome
giusto potrebbe essere quello di Werley, forte centrale difensivo del
Gremio, classe '88 nel giro della nazionale maggiore verdeoro. Alto 185
cm, è forte di testa, abbastanza veloce, bravo negli anticipi e nelle
chiusure, un difensore pressoché completo al quale piace anche mettersi
in mostra sulle palle inattive perché ha il vizietto del gol. Ha l'età e
l'esperienza necessaria per imporsi anche nella capitale e, il che non
guasta, la sua quotazione di mercato è ancora accessibile».
13 marzo 2013
Tre big di Serie A sulle tracce del talentuoso attaccante belga Batshuayi
Nella
Jupiler League c'è una giovane punta che, a partire dalla scorsa
stagione, si sta facendo notare dagli addetti ai lavori. Il suo nome è Michy Batshuayi
e gioca nello Standard Liegi. Il diciannovenne di origini congolesi è
un attaccante di movimento che ama spaziare su tutto il fronte
offensivo. In campionato è andato a segno sette volte e ha collezionato
ventuno apparizioni, finendo nel mirino di club di Premier League e
Bundesliga. Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, però, ci sarebbero anche tre società italiane nella lista delle pretendenti. Si tratta della Juventus, del Napoli e della Lazio,
tutte pronte a mettersi in corsa per provare ad assicurarsi le
prestazioni di questo talento classe '93. Batshuayi, protagonista di
buone prestazioni anche con il Belgio under 21, è legato allo Standard
da un contratto che scadrà nel 2017.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Catalano: "Dal Bari alla WFM: vi racconto la mia carriera. Quella finale dei Giovanissimi contro l’Inter…"
Ho intervistato in esclusiva Lorenzo Catalano,
per circa dieci anni allenatore nel settore giovanile del Bari. Il
figlio dell’indimenticato campione biancorosso Biagio Catalano, dopo
l’addio ai galletti e varie esperienze nelle serie minori, ha deciso di
abbracciare il progetto della World Football Management, in qualità di
assistente tecnico del presidente Fabio Montecalvo.
Mister Catalano, ripercorriamo innanzitutto le varie fasi della sua carriera.
“La
soddisfazione che più mi inorgoglisce è aver avuto a che fare con
calciatori che calcano palcoscenici come la Serie B o che hanno giocato
in Serie A. Il settore giovanile dovrebbe avere come unico obiettivo la
formazione dei giovani calciatori per farli continuare e farli diventare
dei professionisti, se poi arrivano anche i risultati è più di una
soddisfazione. Aver avuto poi la possibilità, nella stagione '98-'99, di
lavorare nello staff tecnico di mister Fascetti al Bari, rappresenta il
fiore all'occhiello della mia carriera. Ma nel 2006 la mia strada e
quella del Bari si divisero. Mi arrivò la chiamata di Roberto Rizzo (secondo di De Canio a Lecce e Genova, ndr),
che conoscevo per averci giocato contro e per aver seguito insieme il
corso di allenatore a Coverciano. Mi chiese di intraprendere con lui
l'avventura al Martina Franca, all'epoca in Serie C1, e io decisi di
seguirlo. La stagione successiva approdai alla Virtus Casarano, sempre
come vice allenatore di Rizzo, dopo di che si interruppe il rapporto, ma
solo dal punto di vista lavorativo. Tutt'oggi ci sentiamo spesso e
siamo grandi amici; ci tengo a dire che Rizzo, oltre a essere una
bravissima persona, è anche un grande intenditore di calcio. Dopo
l'esperienza al Casarano, ho continuato ad allenare nelle serie
dilettanti fino all'anno scorso, quando, con la New Football Academy
Bari, ci siamo qualificati alle Final Six Allievi Dilettanti in
programma a Chianciano Terme. Alla fine ci abbiamo ottenuto il terzo
posto, ma la vera soddisfazione è data dal fatto che cinque ragazzi di
quella squadra sono passati alle giovanili del Bari, tra Allievi
Nazionali e Primavera, mentre il Lecce ha messo gli occhi su altri che
stanno giocando in Eccellenza. Questo sta a significare che,
evidentemente, li abbiamo formati e, ripeto, questo dovrebbe essere
l'obiettivo di ogni settore giovanile”.
Ma non dimentichiamo che nel 2006 è arrivato alla finale scudetto dei Giovanissimi Nazionali con il Bari…
“Quell’anno
arrivammo in finale contro l’Inter dei vari Caldirola, Obi, Destro e
Santon, perdemmo ai rigori. Ricordo che noi passammo in vantaggio, poi
fece gol Destro. Nel primo tempo supplementare andammo sul 2-1 ma, a
dieci minuti dalla, arrivò il pareggio dei nerazzurri. Alla fine la
lotteria dei rigori fu fatale per noi, perché facemmo due gol in meno
dei nerazzurri. Resta però, anche a distanza di anni, la soddisfazione
di essere riusciti a bloccare quella squadra che negli anni successivi
ha poi vinto lo scudetto Allievi e Primavera, un gruppo di tutto
rispetto e formato da calciatori che oggi giocano in grandi squadre”.
Se dovesse citare un paio di nomi altisonanti di giocatori con quali ha lavorato?
“Mi
vengono in mente De Ascentis o Zambrotta. Quest’ultimo nella stagione
1998-99, quando facevo parte dello staff di Fascetti al Bari, e lui
arrivò dal Como. Senza dimenticare che, lo stesso anno, ci fu l'exploit
di Cassano. Proveniva dalla Primavera, così avemmo il privilegio di
poter lavorare con lui e di capire le sue grandissime qualità tecniche”.
A proposito di giovani, si parla da tempo si riforma dei settori giovanili per rilanciare i talentini italiani.
“Credo
che il calcio italiano, a livello di settore giovanile, sia sceso nel
ranking europeo in posizioni che non gli erano mai appartenute. Fino a
qualche anno fa, ricordo i traguardi che l’Italia ha raggiunto con tutte
le nazionali giovanili fino all'Under 21. Credo che abbiamo confuso i
giocatori a livello tattico, formandoli esclusivamente come singoli e
non come come squadra; avendoli formati in linea generale e non nello
specifico, abbiamo creato un po' di confusione in loro. In Serie A
stanno arrivando sempre più stranieri, che però non incidono più di
tanto; tranne qualche top player, non vedo tantissimi stranieri che
riescono a fare la differenza. Ma c’è un altro problema che non ha dato
l’opportunità ai nostri giovani di emergere. A livello di Primavera, ci
sono società che intervengono a tutti gli effetti sul mercato e
costruiscono le squadre per vincere, si preferisce puntare sugli
stranieri a discapito di ragazzi che sono cresciuti nel settore
giovanile della squadra. Un altro errore che commettiamo, è volere
calciatori già pronti e formati a 16 anni, mentre bisognerebbe avere
pazienza e lasciare che questi ragazzi si formino maturando esperienza
negli anni. Credo comunque che l’intero sistema abbia delle pecche e
debba essere rivisto il più presto possibile, ma la colpa non è dei
giovani”.
E adesso sta collaborando con la WFM: come valuta questa nuova esperienza?
“La
collaborazione è nata in questo mio periodo di break. Ho iniziato la
stagione sulla panchina di una squadra in Eccellenza pugliese, ma,
nonostante la squadra fosse al terzo posto in classifica, sono stato
esonerato. Così abbiamo intavolato questo rapporto con Fabio Montecalvo,
che mi ha dato la possibilità di iniziare a vedere tutto il lavoro
svolto dietro le quinte. Essere entrato in questa nuova dimensione non
fa altro che arricchire il mio bagaglio culturale calcistico, è
un’esperienza assolutamente positiva”.
Quale sarà, però, il futuro di Lorenzo Catalano?
“Sono
un uomo di campo e quando mi ritrovo fuori è come stare in apnea. In
questo momento, il mio principale obiettivo è quello di tornare ad
allenare ma, soprattutto, quello di trovare persone che possano
valorizzarmi e che io possa valorizzare a mia volta. Non fa differenza
se a livello di settore giovanile o di prima squadra, perché so come
trattare sia i giovani sia i grandi. Mi auguro solo di ricevere questa
opportunità”.
12 marzo 2013
Nel 2010 castigò la Juve in Europa League e oggi la Fiorentina pensa a lui per l'attacco
Gli uomini mercato della Fiorentina
sono alla ricerca di un rinforzo per il reparto avanzato a disposizione
di Vincenzo Montella. Non un rinforzo qualsiasi, ma un attaccante che
abbia tutte le caratteristiche di un vero e proprio centravanti capace
di andare facilmente in doppia cifra. Nella lista degli obiettivi per
l'attacco, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, ci sarebbe finito anche il nome di Artjoms Rudnevs,
classe '88 dell'Amburgo e della nazionale lettone. Autore di undici
reti in Bundesliga, il club tedesco lo ha prelevato la scorsa estate dal
Lech Poznan e valuta il suo cartellino non meno di 10 milioni di euro.
Proprio durante la sua esperienza con la compagine polacca, Rudnevs fu
uno dei principali fautori dell'eliminazione della Juventus
dall'edizione 2010-2011 dell'Europa League; nella fase a gironi,
infatti, la punta mise a segno tre gol a Torino e uno a Poznan. I
tifosi bianconeri non si saranno certamente dimenticati di lui e chissà
che presto non possa diventare un idolo di quelli viola.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Ligocki alla Roma: dopo il provino ci sarà il trasferimento?
Ad
ottobre scorso aveva sostenuto un periodo di prova con la Primavera
giallorossa allenata da Alberto De Rossi, ma nel futuro di Jacek Rasko Ligocki potrebbe esserci ancora la capitale. Infatti, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, i dirigenti della Roma
non avrebbero depennato il suo nome dalla lista degli obiettivi in
vista della prossima sessione di calciomercato. Ligocki, attaccante
polacco classe '94 in forza alla Renato Curi Angolana (squadra che
milita nel girone F di Serie D) e nel giro della rappresentativa Serie
D, è da tempo nel mirino della società capitolina, che in estate
potrebbe decidere di portarlo definitivamente a Trigoria.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
11 marzo 2013
Ag. FIFA Giusti: "I casi di Forren, Campbell ed Emenike: proposti in Italia e finiti all'estero"
Con il passare degli anni e delle
sessioni di calciomercato, aumentano sempre di più i rimpianti dei
direttori sportivi italiani per essersi lasciati sfuggire giocatori,
magari giovani, di qualità a prezzi abbordabili, poi finiti in qualche
club estero. Uno di questi potrebbe essere Vegard Forren
che, dopo essere stato offerto in Italia per diversi anni, è passato al
Southampton lo scorso gennaio. A proporlo alle società di Serie A, in
qualità di intermediario, era stato l'agente FIFA Edoardo Giusti. Il titolare e fondatore della GGXX, intervenuto in esclusiva ai miei microfoni,
ha raccontato tutti i retroscena riguardanti il difensore norvegese e
non solo, parlando di altri due calciatori da lui proposti ai club
italiani, che però non gli hanno voluto dare ascolto.
Possiamo svelare tutta la verità sul mancato arrivo di Forren in Italia?
“Il mio amico e collega Gulli
Tomasson, islandese ma che abita sede in Danimarca, lo scoprì nel 2008
quando giocava nelle serie dilettanti norvegesi. Su suggerimento dello
stesso Tomasson il Molde lo prese e, al contempo, Tomasson lo pose alla
nostra attenzione. Immediatamente notammo le qualità espresse in
campionato con la Norvegia under 21. Tra il 2008 e il 2009 iniziammo a
lavorare per provare a portarlo in Italia e, proprio in quel periodo,
Fabio Paratici (a quell'epoca alla Sampdoria, ndr) si dimostrò
uno dei suoi più grandi estimatori. Così il club blucerchiato si
interessò al giocatore ma poi fece altre scelte di mercato e lo stesso
accadde con il Chievo. Passata l'estate del 2009, Forren giocava in
pianta stabile al Molde continuando a crescere insieme alla squadra, che
nel 2011 e nel 2012 si aggiudicò il primato nella Tippeligaen (la massima serie del campionato norvegese, ndr).
Nell'autunno del 2011 Zanzi lo fece seguire e ci fornì una relazione
positiva. Da una parte c'era il Bologna che aveva avanzato il desiderio
di prelevarlo con la formula del prestito oneroso con diritto di
riscatto, dall'altra il Molde che invece era rigido sul fatto di volerlo
cedere soltanto a titolo definitivo. Questa fu la causa principale del
mancato a affare. Noi, fin dal 2008, ogni estate abbiamo periodicamente
riproposto il giocatore in Italia ma non è stato minimamente calcolato e
da qualcuno è stato considerato troppo lento per la Serie A. I
dirigenti italiani lo hanno seguito, monitorato e visto la sua crescita
però, dopo una prima fase di interessamenti, c'è stata fase di stallo.
Nel 2010 e nel 2011 poteva essere acquistato per un milione di euro,
mentre l'estate scorsa bastava un milione e mezzo; a gennaio, invece, il
Southampton ha dovuto sborsare quasi 5 milioni di euro”.
Forse le sue caratteristiche sono più adatte alla Premier che al nostro campionato?
“Grazie alle ultime due stagioni
disputate in maniera eccellente, si è guadagnato il posto da titolare
nella Norvegia e ha acquisito un valore ancora più alto. Detto questo,
credo che si tratta più di un discorso ambientale. Nella mentalità del
calciatore scandinavo, l'Inghilterra rappresenta il top e la Premier
League è considerato il campionato più bello al mondo. Forren, per
quelle che sono le sue caratteristiche, si sposerebbe perfettamente
anche con un calcio più tecnico come quello italiano. Esce palla al
piede, è elegante nei movimenti e bravo ad impostare, a tutto questo
abbina forza fisica e senso della posizione. E' destinato, sempre che la
fortuna lo assista, ad affermarsi ancora di più e a diventare uno dei
migliori difensori europei; ha tutte le qualità per poterlo diventare.
Ripeto, era più che pronto per il calcio italiano”.
Quale potrebbe essere un altro caso simile a questo appena citato?
“Sicuramente quello rappresentato da
Joel Campbell è il più eclatante. Prima che vari avvoltoi si
avvicinassero, alla fine del 2010 mi fu segnalato questo ragazzo da un
collaboratore e amico fidato in Costa Rica. Possedeva qualità importanti
ma era ancora sconosciuto in Europa e, guardando alcuni video,
intravidi in lui delle doti impressionati, tanto da paragonarlo a Samuel
Eto'o. Da quel momento cominciai a lavorarci in prima persona. Poteva
essere preso per appena 500mila euro e c'era anche la possibilità di
portarlo in Italia per un periodo di prova. Addirittura, da una società
mi dissero di stare attento a proporre giocatori del Costa Rica perché
poteva pesare sulla mia reputazione. Dopo l'esordio con gol con la
maglia della sua nazionale qualcosa si era mosso, ma soltanto alcune
richieste di informazioni e niente di più. Nell'agosto 2011 lo prese
l'Arsenal, che lo mandò subito in prestito al Lorient e, l'estate
scorsa, al Betis. Oggi continua a fare benissimo con la il Costa Rica,
ma non dimentichiamoci che ha vent'anni e può ancora crescere. Peccato
perché si sarebbe potuto prendere a cifre basse, anche se ci sarebbe
voluto un periodo di ambientamento”.
Andiamo avanti: un terzo caso di questo genere?
“Citerei Emmanuel Emenike, attuale
centravanti dello Spartak Mosca. Nel 2010 giocava nel Karabukspor,
allora in serie B turca, e notammo le sue qualità attraverso il suo
procuratore. Nel suo contratto c'era una clausola rescissoria di soli
600mila euro. Mi ricordo che preparai alcuni dvd e feci un certo tipo di
lavoro per poi proporlo in Italia. Nel 2011 si trasferì al Fenerbahce e
la scorsa estate è stato acquistato dallo Spartak. Sta fornendo ottime
prestazioni anche in Champions League e adesso vale circa 12 milioni di
euro. E pensare che sarebbe potuto approdare in Serie A per meno di un
milione...”.
Proviamo a dare una risposta a questi mancati arrivi. Come mai i ds italiani non hanno puntato su questi giocatori?
“Adesso la nostra agenzia è un po'
più conosciuta e forse una delle risposte risiede nel fatto che allora
ero più giovane e, pur lavorando seriamente, ero meno conosciuto. Però,
se posso permettermi, il mio consiglio ai dirigenti di Serie A è quello
di fidarsi sempre dei loro occhi e quello di essere dei manager; al
giorno d'oggi non si può valutare un giocatore in base alla persona che
lo propone. Vedo che ci si affida agli agenti più noti, ma bisognerebbe
acquistare i giocatori per il loro valore e non per le etichette. Nel
calcio italiano c'è mancanza di meritocrazia e l'esigenza tecnica viene
messa in secondo piano rispetto alle esigenze 'politiche'. Invece
sarebbe necessaria una gestione manageriale in tutti gli aspetti, anche
nella scelta dei giocatori. Ci vogliono analisi e valutazioni che
prescindano da qualsiasi altro discorso, all'estero funziona così e i
risultati si vedono”.
Il punto della settimanA - 28a giornata
Se
qualcuno pensava che la corsa allo scudetto fosse ancora aperta, adesso
dovrà per forza ricredersi. Il discorso non è ancora chiuso per una mera
questione aritmetica, perché recuperare nove punti (anzi dieci in virtù
degli scontri diretti) nel giro di dieci partite è tutt’altro che
impossibile, ma diventa molto difficile se chi è davanti non ha alcuna
intenzione di mollare, nonostante sia impegnato anche in Champions
League. Tutto diventa ancora più difficile se chi sta al secondo posto
deve guardarsi da chi sta dietro, perché dista soltanto due lunghezze.
La stessa distanza che divide chi ora è in terzultima posizione e non ha
mai smesso di credere alla permanenza in Serie A, da chi invece è in
zona salvezza.
L’ultima squadra a cui è fatto riferimento è ovviamente il Genoa,
reduce dalla seconda (immeritata) sconfitta di fila. Nell’anticipo del
venerdì della ventottesima giornata di campionato, al Luigi Ferraris è
di scena il Milan che esce vittorioso per 2-0 grazie ad
una rete per tempo, nel primo di Pazzini e nel secondo di Balotelli.
Peccato che al Grifone manchino un paio di rigori e se a fine partita i
rossoblu recriminano hanno tutte le ragioni per farlo. Dall’altra parte,
però, ci sono i rossoneri che continuano la propria avanzata verso il
secondo posto.
Mentre nel più familiare anticipo del Saturday night, l’Udinese perde l’occasione di agganciare la Roma
alla settima posizione in classifica. Al Friuli le due squadre non
vanno oltre il pareggio per 1-1, ottenendo un punto che serve poco ad
entrambe.
Successo in rimonta per l’Atalanta nel lunch match delle 12.30. Impegnati fra le mura casalinghe contro il Pescara, gli orobici prima vanno sotto ma poi riescono a ribaltare il risultato e ad avere la meglio per 2-1. Intanto la Juventus è in piena fuga scudetto. Che quello con il Catania
non fosse un confronto semplice lo si sapeva già, ma nessuno si
aspettava che i bianconeri riuscissero a imporsi con una vittoria di
misura andando a segno nei minuti di recupero con Giaccherini. Così la
Juve si distanza ulteriormente dal Napoli, che adesso si trova a -9 dal primato. Gli azzurri confermano di essere in un periodo negativo e cadono sotto i colpi del Chievo,
bravo a chiudere la gara nella prima frazione di gioco con Dramè e
Thereau. Chi conferma il momento no è anche Cavani, che fallisce
l’occasione di accorciare le distanze dal dischetto nella ripresa, e
alla fine i padroni di casa possono esultare per il 2-0 finale.
Scorrendo la classifica, ecco il Cagliari che si porta a -1 dalla Sampdoria battendo la stessa con il risultato di 3-1 grazie ad una tripletta di Ibarbo. Pioggia di gol al Tardini, dove il Parma ritrova finalmente la via del successo rifilando un secco 4-1 al Torino. In coda alla classifica, invece, è il Siena che in rimonta riesce a mettere ko il Palermo e ad espugnare il Renzo Barbera. La squadra di Iachini continua a non mollare e vede la zona salvezza a solo due punti.
La domenica sera del doppio posticipo sorride alla Fiorentina, che ora si ritrova in solitaria al quarto posto. Scavalcate così la Lazio, sconfitta proprio dai viola, e l'Inter, battuta dal Bologna.
Vincenzo Montella vede la sua squadra espugnare uno stadio a lui molto
familiare come l'Olimpico; alla compagine gigliata bastano un gol di
Jovetic nel primo tempo e un gol di Ljajic nella ripresa. Al Meazza,
invece, i rossoblu di Pioli superano di misura i padroni di casa, grazie
alla rete messa a segno da Gilardino all'inizio della seconda frazione
di gioco.
Per l'Inter torna di moda il nome dell'argentino Correa
Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, l'Inter sarebbe tornata alla carica per Carlos Joaquin Correa,
regista classe '94 di proprietà dell'Estudiantes. Definito in patria
l'erede di Juan Sebastian Veron, era stato vicinissimo ai nerazzurri
nelle ultime battute della sessione invernale di calciomercato, quando
però le parti non riuscirono a raggiungere un accordo, non trovando
l'intesa né sulla formula del trasferimento né sulle effettive cifre
dell'affare. Ora, complice la grave crisi economica che sta
attanagliando il glorioso club argentino, gli uomini mercato della
società meneghina si sono fatti nuovamente sotto, convinti di poter
concludere l'operazione con un esborso economico inferiore rispetto a
gennaio. Nel caso in cui la trattativa dovesse andare in porto, l'Inter
potrebbe poi decidere di cedere Correa in prestito ad un'altra squadra
di Serie A, così da poterlo far maturare senza pressioni nella sua prima
stagione italiana.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
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