15 marzo 2013

Jadson è dell'Udinese ma l'obiettivo numero uno era un altro sudamericano...

Che Jadson sia stato acquistato già dall'Udinese è ormai appurato. Emerge però un interessante retroscena riguardante le strategie di mercato della società bianconera. Infatti, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, il principale obiettivo per il centrocampo non era Jadson, bensì il suo coetaneo Juan Pablo Nieto. I friulani avevano anche avanzato una proposta concreta per il centrocampista colombiano, ma l'Atletico Nacional non ha ritenuto adeguata la cifra offerta. Così si è deciso di virare sul brasiliano classe '93, dalla cui cessione il Botafogo incasserà 2,3 milioni di euro.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

14 marzo 2013

Zaza, l'agente fa chiarezza: "Non ho avuto nessun incontro ufficiale: ecco come sono andate le cose"

Da tempo si parla ormai del futuro di Simone Zaza, dell'eventuale rinnovo con la Sampdoria e della possibilità che in estate approdi in una grande squadra. Stamattina, però, è arrivata un'indiscrezione a sorpresa che non può lasciare indifferenti. Secondo l'edizione odierna de Il Corriere Mercantile, la società sarebbe pronta a denunciare l'attaccante e il suo procuratore, Christian Maifredi, perché quest'ultimo avrebbe incontrato Fabio Paratici, volto noto dalle parti di Corte Lambruschini e attuale direttore sportivo della Juventus. Per fare luce sulla questione, ho contattato in esclusiva proprio Maifredi, che non era al corrente della notizia: «Io non ho parlato con nessuna società in maniera ufficiale. Se incontro allo stadio un direttore sportivo non significa parlargli ufficialmente, queste cose devono provarle. Diano una prova che io mi sia seduto al tavolo con qualche ds e abbia discusso del futuro di Simone. Ma nessuno può farlo siccome è impossibile provarlo. Noi siamo stati più che corretti con la Sampdoria e ci siamo messi a loro completa disposizione per discutere del rinnovo. Io e il mio socio Marco Giulini ci siamo recati più volte a Genova per provare a raggiungere un punto di incontro, ma se la società è lontana dalla cifra del mercato del calciatore io devo lavorare così, altrimenti il giocatore se la prende con me e ha ragione».
Nella fattispecie, il procuratore del classe '91 ha voluto fornire una spiegazione di quanto si è vociferato ultimamente, ovvero che lui avrebbe parlato con il ds della Juve: «I giornali e i siti scrivono che mi sono incontrato con Paratici, ma non è vero. La scorsa settimana sono andato a vedere Juventus-Celtic, ma questo significa che ho parlato del contratto di Simone? Ognuno scrive quello che vuole, ma le parole riportate dai media non sono mie. E' vero che ho visto Paratici allo Juventus Stadium, ma è anche vero che mi ha semplicemente fatto i complimenti per quello che sta facendo Simone in questa stagione. Stasera andrò al Meazza per assistere al match fra Inter e Tottenham, ma se vedo Ausilio non significa che si tratta di un incontro ufficiale per parlare di un eventuale trasferimento di Simone. E poi l'argomento del discorso può cadere anche su altri giocatori che rappresentiamo, perché io non sono solamente l'agente di Zaza».
Infine non poteva mancare un commento sulle intenzione dello stesso Zaza, che pare destinato a dire addio alla Samp: «Il giocatore avrebbe comunque volentieri continuato il rapporto con la Sampdoria, che tre anni fa lo ha messo sotto contratto, perché a lui non sarebbe assolutamente dispiaciuto giocare con la maglia blucerchiata. Lui non mi ha mai chiesto di lasciare la Samp, anzi gli piacerebbe tornare per dimostrare il suo valore dato che non ci era riuscito nella sua unica stagione a Genova. Nessuno vuole portare via Simone Zaza dalla Sampdoria e io non sto andando a proporre il calciatore in giro. Noi rispettiamo la dirigenza doriana, anche perché sarebbe la Samp sarebbe la squadra perfetta per Simone dove poter esprimere tutto il suo potenziale. Andare a cercare altre squadre, pur blasonate che siano, non ci interessa. Le denunce le prendono altre persone, non quelle che lavorano correttamente e nel rispetto delle norme», ha concluso Maifredi.

Ag. FIFA Cicchetti: "Sette consigli 'sudamericani' per le prime sette della Serie A"

Mancano tre mesi e mezzo, poi la finestra estiva di calciomercato aprirà ufficialmente i battenti. Pur essendoci ancora un po' di tempo a disposizione, tutti i club italiani si stanno già guardando intorno per gettare le basi della prossima campagna acquisti così da non farsi trovare impreparati. Una delle aree dalle quali attingeranno maggiormente sarà, come sempre, il Sud America. A questo proposito, ho contattato in esclusiva Gianfranco Cicchetti. L'agente FIFA, profondo conoscitore del calcio e del mercato sudamericano, ci ha illustrato sette giocatori, provenienti dal 'Nuovo Mondo', che potrebbero fare al caso delle attuali prime sette classificate nella nostra massima serie.

Juventus - «Consiglierei un giovane attaccante che nel giro di un paio di anni possa diventare il famigerato erede di Trezeguet, tanto desiderato dalla tifoseria. Parlo di Nicolas Castillo, 'craque' classe '93, centravanti dell'Universidad Catolica e della nazionale cilena under 20. E' uno dei giovani prospetti più talentuosi dell'intero panorama sudamericano. Forte fisicamente, vede bene la porta, ha grinta e personalità da vendere. Ha tutto per diventare il nuovo Salas. Ha già una valutazione di mercato importante, tanto che l'Universidad Catolica ha rifiutato tutte le offerte inferiori ai 5 milioni di euro pervenute nel mercato di gennaio dai vari club europei. Lo considero un affare da fare al volo».

Napoli - «Ai partenopei suggerisco di cercare il nuovo Cavani. L'erede del Matador potrebbe essere l'attaccante argentino del River Plate Rogelio Funes Mori, classe '90. E' giovane, ma ha alle spalle già tanti anni nella massima serie argentina e diverse edizioni della Copa Libertadores. E' il pupillo di Ramon Diaz, uno che di attaccanti se ne intende. Per caratteristiche fisiche e tecniche, Funes Mori potrebbe davvero essere il nuovo gioiello sudamericano da esibire al San Paolo. Piace a tanti club italiani ed europei, il River di certo non lo regalerà tanto facilmente, però sarebbe un investimento davvero mirato».

Milan - «La partita di martedì con il Barcellona ha prodotto alcune considerazioni. Una è che il Milan ha assolutamente bisogno di un difensore di caratura internazionale. Consiglio ai rossoneri di prendere immediatamente Dedè, elegante centrale difensivo del Vasco da Gama e della nazionale brasiliana, considerato in patria come il futuro leader della retroguardia verdeoro. Classe '88, ha l'età, l'esperienza e la qualità giusta per imporsi anche nel Milan, così da colmare il vuoto lasciato da Thiago Silva e Nesta. La richiesta del Vasco è di 10 milioni, ma sarebbero soldi ben spesi per un difensore forte e affidabile come lo è adesso Dedè».

Fiorentina - «Ai viola consiglierei un giovane attaccante sul quale puntare con convinzione soprattutto in ottica futura; una prima punta, forse l'unico ruolo scoperto dell'attuale Fiorentina. Punterei su Ezequiel Rescaldani, 'panzer' del Velez Sarsfield, un centravanti di peso che ha forza, qualità e tanti margini di miglioramento. E' un classe '92, ha passaporto italiano, in campionato e Copa Libertadores sta cominciando a segnare con una certa regolarità. Piace a tante società di Serie A per le sue qualità fisiche e tecniche che lo rendono adatto al calcio italiano. Somiglia molto al 'Tanque' Denis. E' da prendere adesso, prima che le quotazioni di mercato si impenneranno inesorabilmente».

Inter - «Dopo gli addii di Sneijder e Coutinho, ai nerazzurri manca un giocatore veloce, rapido e fantasioso che salti l'uomo, crei superiorità numerica e sforni assist per i compagni. L'identikit porta al funambolico Bernard, talento brasiliano classe '92 in forza all'Atletico Mineiro. E' alto 165 cm, somiglia ai vari Giovinco, Aimar e Saviola, un numero 10 che va a velocità supersoniche. Può giocare su tutto il fronte offensivo ed essere impiegato in tutti i ruoli d'attacco alle spalle di una prima punta. Attualmente in Brasile è uno dei calciatori più tecnici e geniali dell'intero panorama nazionale. Ha passaporto spagnolo e quindi è comunitario, sarebbe un acquisto quanto mai indovinato».

Lazio - «Alla squadra biancoceleste servirebbe un centrocampista dotato di tecnica, inserimento e cambio di passo. La pista da seguire porta a Ezequiel Cirigliano, talentuoso classe '91 argentino del River Plate, conteso da mezza Europa e piace praticamente a tutta la Serie A. E' un centrocampista completo, che sa impostare, interdire e, soprattutto, fare gol. Una mezzala di assoluto valore, al quale manca forse solo la definitiva consacrazione per diventare un giocatore importante. Il trasferimento in Italia potrebbe proprio consentirgli di compiere il salto di qualità. Ha passaporto italiano ed è comunitario, ma il River non lo svende e vorrà monetizzare al massimo la cessione di uno dei suoi migliori gioielli».

Roma - «I giallorossi dovrebbero acquistare un grande difensore da affiancare a Marquinhos per blindare la difesa per i prossimi dieci anni. Il nome giusto potrebbe essere quello di Werley, forte centrale difensivo del Gremio, classe '88 nel giro della nazionale maggiore verdeoro. Alto 185 cm, è forte di testa, abbastanza veloce, bravo negli anticipi e nelle chiusure, un difensore pressoché completo al quale piace anche mettersi in mostra sulle palle inattive perché ha il vizietto del gol. Ha l'età e l'esperienza necessaria per imporsi anche nella capitale e, il che non guasta, la sua quotazione di mercato è ancora accessibile».

13 marzo 2013

Tre big di Serie A sulle tracce del talentuoso attaccante belga Batshuayi

Nella Jupiler League c'è una giovane punta che, a partire dalla scorsa stagione, si sta facendo notare dagli addetti ai lavori. Il suo nome è Michy Batshuayi e gioca nello Standard Liegi. Il diciannovenne di origini congolesi è un attaccante di movimento che ama spaziare su tutto il fronte offensivo. In campionato è andato a segno sette volte e ha collezionato ventuno apparizioni, finendo nel mirino di club di Premier League e Bundesliga. Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, però, ci sarebbero anche tre società italiane nella lista delle pretendenti. Si tratta della Juventus, del Napoli e della Lazio, tutte pronte a mettersi in corsa per provare ad assicurarsi le prestazioni di questo talento classe '93. Batshuayi, protagonista di buone prestazioni anche con il Belgio under 21, è legato allo Standard da un contratto che scadrà nel 2017.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Catalano: "Dal Bari alla WFM: vi racconto la mia carriera. Quella finale dei Giovanissimi contro l’Inter…"

Ho intervistato in esclusiva Lorenzo Catalano, per circa dieci anni allenatore nel settore giovanile del Bari. Il figlio dell’indimenticato campione biancorosso Biagio Catalano, dopo l’addio ai galletti e varie esperienze nelle serie minori, ha deciso di abbracciare il progetto della World Football Management, in qualità di assistente tecnico del presidente Fabio Montecalvo.

Mister Catalano, ripercorriamo innanzitutto le varie fasi della sua carriera.
La soddisfazione che più mi inorgoglisce è aver avuto a che fare con calciatori che calcano palcoscenici come la Serie B o che hanno giocato in Serie A. Il settore giovanile dovrebbe avere come unico obiettivo la formazione dei giovani calciatori per farli continuare e farli diventare dei professionisti, se poi arrivano anche i risultati è più di una soddisfazione. Aver avuto poi la possibilità, nella stagione '98-'99, di lavorare nello staff tecnico di mister Fascetti al Bari, rappresenta il fiore all'occhiello della mia carriera. Ma nel 2006 la mia strada e quella del Bari si divisero. Mi arrivò la chiamata di Roberto Rizzo (secondo di De Canio a Lecce e Genova, ndr), che conoscevo per averci giocato contro e per aver seguito insieme il corso di allenatore a Coverciano. Mi chiese di intraprendere con lui l'avventura al Martina Franca, all'epoca in Serie C1, e io decisi di seguirlo. La stagione successiva approdai alla Virtus Casarano, sempre come vice allenatore di Rizzo, dopo di che si interruppe il rapporto, ma solo dal punto di vista lavorativo. Tutt'oggi ci sentiamo spesso e siamo grandi amici; ci tengo a dire che Rizzo, oltre a essere una bravissima persona, è anche un grande intenditore di calcio. Dopo l'esperienza al Casarano, ho continuato ad allenare nelle serie dilettanti fino all'anno scorso, quando, con la New Football Academy Bari, ci siamo qualificati alle Final Six Allievi Dilettanti in programma a Chianciano Terme. Alla fine ci abbiamo ottenuto il terzo posto, ma la vera soddisfazione è data dal fatto che cinque ragazzi di quella squadra sono passati alle giovanili del Bari, tra Allievi Nazionali e Primavera, mentre il Lecce ha messo gli occhi su altri che stanno giocando in Eccellenza. Questo sta a significare che, evidentemente, li abbiamo formati e, ripeto, questo dovrebbe essere l'obiettivo di ogni settore giovanile”.

Ma non dimentichiamo che nel 2006 è arrivato alla finale scudetto dei Giovanissimi Nazionali con il Bari…
Quell’anno arrivammo in finale contro l’Inter dei vari Caldirola, Obi, Destro e Santon, perdemmo ai rigori. Ricordo che noi passammo in vantaggio, poi fece gol Destro. Nel primo tempo supplementare andammo sul 2-1 ma, a dieci minuti dalla, arrivò il pareggio dei nerazzurri. Alla fine la lotteria dei rigori fu fatale per noi, perché facemmo due gol in meno dei nerazzurri. Resta però, anche a distanza di anni, la soddisfazione di essere riusciti a bloccare quella squadra che negli anni successivi ha poi vinto lo scudetto Allievi e Primavera, un gruppo di tutto rispetto e formato da calciatori che oggi giocano in grandi squadre”.

Se dovesse citare un paio di nomi altisonanti di giocatori con quali ha lavorato?
Mi vengono in mente De Ascentis o Zambrotta. Quest’ultimo nella stagione 1998-99, quando facevo parte dello staff di Fascetti al Bari, e lui arrivò dal Como. Senza dimenticare che, lo stesso anno, ci fu l'exploit di Cassano. Proveniva dalla Primavera, così avemmo il privilegio di poter lavorare con lui e di capire le sue grandissime qualità tecniche”.

A proposito di giovani, si parla da tempo si riforma dei settori giovanili per rilanciare i talentini italiani.
Credo che il calcio italiano, a livello di settore giovanile, sia sceso nel ranking europeo in posizioni che non gli erano mai appartenute. Fino a qualche anno fa, ricordo i traguardi che l’Italia ha raggiunto con tutte le nazionali giovanili fino all'Under 21. Credo che abbiamo confuso i giocatori a livello tattico, formandoli esclusivamente come singoli e non come come squadra; avendoli formati in linea generale e non nello specifico, abbiamo creato un po' di confusione in loro. In Serie A stanno arrivando sempre più stranieri, che però non incidono più di tanto; tranne qualche top player, non vedo tantissimi stranieri che riescono a fare la differenza. Ma c’è un altro problema che non ha dato l’opportunità ai nostri giovani di emergere. A livello di Primavera, ci sono società che intervengono a tutti gli effetti sul mercato e costruiscono le squadre per vincere, si preferisce puntare sugli stranieri a discapito di ragazzi che sono cresciuti nel settore giovanile della squadra. Un altro errore che commettiamo, è volere calciatori già pronti e formati a 16 anni, mentre bisognerebbe avere pazienza e lasciare che questi ragazzi si formino maturando esperienza negli anni. Credo comunque che l’intero sistema abbia delle pecche e debba essere rivisto il più presto possibile, ma la colpa non è dei giovani”.

E adesso sta collaborando con la WFM: come valuta questa nuova esperienza?
La collaborazione è nata in questo mio periodo di break. Ho iniziato la stagione sulla panchina di una squadra in Eccellenza pugliese, ma, nonostante la squadra fosse al terzo posto in classifica, sono stato esonerato. Così abbiamo intavolato questo rapporto con Fabio Montecalvo, che mi ha dato la possibilità di iniziare a vedere tutto il lavoro svolto dietro le quinte. Essere entrato in questa nuova dimensione non fa altro che arricchire il mio bagaglio culturale calcistico, è un’esperienza assolutamente positiva”.

Quale sarà, però, il futuro di Lorenzo Catalano?
Sono un uomo di campo e quando mi ritrovo fuori è come stare in apnea. In questo momento, il mio principale obiettivo è quello di tornare ad allenare ma, soprattutto, quello di trovare persone che possano valorizzarmi e che io possa valorizzare a mia volta. Non fa differenza se a livello di settore giovanile o di prima squadra, perché so come trattare sia i giovani sia i grandi. Mi auguro solo di ricevere questa opportunità”.

12 marzo 2013

Nel 2010 castigò la Juve in Europa League e oggi la Fiorentina pensa a lui per l'attacco

Gli uomini mercato della Fiorentina sono alla ricerca di un rinforzo per il reparto avanzato a disposizione di Vincenzo Montella. Non un rinforzo qualsiasi, ma un attaccante che abbia tutte le caratteristiche di un vero e proprio centravanti capace di andare facilmente in doppia cifra. Nella lista degli obiettivi per l'attacco, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, ci sarebbe finito anche il nome di Artjoms Rudnevs, classe '88 dell'Amburgo e della nazionale lettone. Autore di undici reti in Bundesliga, il club tedesco lo ha prelevato la scorsa estate dal Lech Poznan e valuta il suo cartellino non meno di 10 milioni di euro. Proprio durante la sua esperienza con la compagine polacca, Rudnevs fu uno dei principali fautori dell'eliminazione della Juventus dall'edizione 2010-2011 dell'Europa League; nella fase a gironi, infatti, la punta mise a segno tre gol a Torino e uno a Poznan. I tifosi bianconeri non si saranno certamente dimenticati di lui e chissà che presto non possa diventare un idolo di quelli viola.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Ligocki alla Roma: dopo il provino ci sarà il trasferimento?

Ad ottobre scorso aveva sostenuto un periodo di prova con la Primavera giallorossa allenata da Alberto De Rossi, ma nel futuro di Jacek Rasko Ligocki potrebbe esserci ancora la capitale. Infatti, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, i dirigenti della Roma non avrebbero depennato il suo nome dalla lista degli obiettivi in vista della prossima sessione di calciomercato. Ligocki, attaccante polacco classe '94 in forza alla Renato Curi Angolana (squadra che milita nel girone F di Serie D) e nel giro della rappresentativa Serie D, è da tempo nel mirino della società capitolina, che in estate potrebbe decidere di portarlo definitivamente a Trigoria.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

11 marzo 2013

Ag. FIFA Giusti: "I casi di Forren, Campbell ed Emenike: proposti in Italia e finiti all'estero"

Con il passare degli anni e delle sessioni di calciomercato, aumentano sempre di più i rimpianti dei direttori sportivi italiani per essersi lasciati sfuggire giocatori, magari giovani, di qualità a prezzi abbordabili, poi finiti in qualche club estero. Uno di questi potrebbe essere Vegard Forren che, dopo essere stato offerto in Italia per diversi anni, è passato al Southampton lo scorso gennaio. A proporlo alle società di Serie A, in qualità di intermediario, era stato l'agente FIFA Edoardo Giusti. Il titolare e fondatore della GGXX, intervenuto in esclusiva ai miei microfoni, ha raccontato tutti i retroscena riguardanti il difensore norvegese e non solo, parlando di altri due calciatori da lui proposti ai club italiani, che però non gli hanno voluto dare ascolto.

Possiamo svelare tutta la verità sul mancato arrivo di Forren in Italia?
Il mio amico e collega Gulli Tomasson, islandese ma che abita sede in Danimarca, lo scoprì nel 2008 quando giocava nelle serie dilettanti norvegesi. Su suggerimento dello stesso Tomasson il Molde lo prese e, al contempo, Tomasson lo pose alla nostra attenzione. Immediatamente notammo le qualità espresse in campionato con la Norvegia under 21. Tra il 2008 e il 2009 iniziammo a lavorare per provare a portarlo in Italia e, proprio in quel periodo, Fabio Paratici (a quell'epoca alla Sampdoria, ndr) si dimostrò uno dei suoi più grandi estimatori. Così il club blucerchiato si interessò al giocatore ma poi fece altre scelte di mercato e lo stesso accadde con il Chievo. Passata l'estate del 2009, Forren giocava in pianta stabile al Molde continuando a crescere insieme alla squadra, che nel 2011 e nel 2012 si aggiudicò il primato nella Tippeligaen (la massima serie del campionato norvegese, ndr). Nell'autunno del 2011 Zanzi lo fece seguire e ci fornì una relazione positiva. Da una parte c'era il Bologna che aveva avanzato il desiderio di prelevarlo con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto, dall'altra il Molde che invece era rigido sul fatto di volerlo cedere soltanto a titolo definitivo. Questa fu la causa principale del mancato a affare. Noi, fin dal 2008, ogni estate abbiamo periodicamente riproposto il giocatore in Italia ma non è stato minimamente calcolato e da qualcuno è stato considerato troppo lento per la Serie A. I dirigenti italiani lo hanno seguito, monitorato e visto la sua crescita però, dopo una prima fase di interessamenti, c'è stata fase di stallo. Nel 2010 e nel 2011 poteva essere acquistato per un milione di euro, mentre l'estate scorsa bastava un milione e mezzo; a gennaio, invece, il Southampton ha dovuto sborsare quasi 5 milioni di euro”.

Forse le sue caratteristiche sono più adatte alla Premier che al nostro campionato?
Grazie alle ultime due stagioni disputate in maniera eccellente, si è guadagnato il posto da titolare nella Norvegia e ha acquisito un valore ancora più alto. Detto questo, credo che si tratta più di un discorso ambientale. Nella mentalità del calciatore scandinavo, l'Inghilterra rappresenta il top e la Premier League è considerato il campionato più bello al mondo. Forren, per quelle che sono le sue caratteristiche, si sposerebbe perfettamente anche con un calcio più tecnico come quello italiano. Esce palla al piede, è elegante nei movimenti e bravo ad impostare, a tutto questo abbina forza fisica e senso della posizione. E' destinato, sempre che la fortuna lo assista, ad affermarsi ancora di più e a diventare uno dei migliori difensori europei; ha tutte le qualità per poterlo diventare. Ripeto, era più che pronto per il calcio italiano”.

Quale potrebbe essere un altro caso simile a questo appena citato?
Sicuramente quello rappresentato da Joel Campbell è il più eclatante. Prima che vari avvoltoi si avvicinassero, alla fine del 2010 mi fu segnalato questo ragazzo da un collaboratore e amico fidato in Costa Rica. Possedeva qualità importanti ma era ancora sconosciuto in Europa e, guardando alcuni video, intravidi in lui delle doti impressionati, tanto da paragonarlo a Samuel Eto'o. Da quel momento cominciai a lavorarci in prima persona. Poteva essere preso per appena 500mila euro e c'era anche la possibilità di portarlo in Italia per un periodo di prova. Addirittura, da una società mi dissero di stare attento a proporre giocatori del Costa Rica perché poteva pesare sulla mia reputazione. Dopo l'esordio con gol con la maglia della sua nazionale qualcosa si era mosso, ma soltanto alcune richieste di informazioni e niente di più. Nell'agosto 2011 lo prese l'Arsenal, che lo mandò subito in prestito al Lorient e, l'estate scorsa, al Betis. Oggi continua a fare benissimo con la il Costa Rica, ma non dimentichiamoci che ha vent'anni e può ancora crescere. Peccato perché si sarebbe potuto prendere a cifre basse, anche se ci sarebbe voluto un periodo di ambientamento”.

Andiamo avanti: un terzo caso di questo genere?
Citerei Emmanuel Emenike, attuale centravanti dello Spartak Mosca. Nel 2010 giocava nel Karabukspor, allora in serie B turca, e notammo le sue qualità attraverso il suo procuratore. Nel suo contratto c'era una clausola rescissoria di soli 600mila euro. Mi ricordo che preparai alcuni dvd e feci un certo tipo di lavoro per poi proporlo in Italia. Nel 2011 si trasferì al Fenerbahce e la scorsa estate è stato acquistato dallo Spartak. Sta fornendo ottime prestazioni anche in Champions League e adesso vale circa 12 milioni di euro. E pensare che sarebbe potuto approdare in Serie A per meno di un milione...”.

Proviamo a dare una risposta a questi mancati arrivi. Come mai i ds italiani non hanno puntato su questi giocatori?
Adesso la nostra agenzia è un po' più conosciuta e forse una delle risposte risiede nel fatto che allora ero più giovane e, pur lavorando seriamente, ero meno conosciuto. Però, se posso permettermi, il mio consiglio ai dirigenti di Serie A è quello di fidarsi sempre dei loro occhi e quello di essere dei manager; al giorno d'oggi non si può valutare un giocatore in base alla persona che lo propone. Vedo che ci si affida agli agenti più noti, ma bisognerebbe acquistare i giocatori per il loro valore e non per le etichette. Nel calcio italiano c'è mancanza di meritocrazia e l'esigenza tecnica viene messa in secondo piano rispetto alle esigenze 'politiche'. Invece sarebbe necessaria una gestione manageriale in tutti gli aspetti, anche nella scelta dei giocatori. Ci vogliono analisi e valutazioni che prescindano da qualsiasi altro discorso, all'estero funziona così e i risultati si vedono”.

Il punto della settimanA - 28a giornata

Se qualcuno pensava che la corsa allo scudetto fosse ancora aperta, adesso dovrà per forza ricredersi. Il discorso non è ancora chiuso per una mera questione aritmetica, perché recuperare nove punti (anzi dieci in virtù degli scontri diretti) nel giro di dieci partite è tutt’altro che impossibile, ma diventa molto difficile se chi è davanti non ha alcuna intenzione di mollare, nonostante sia impegnato anche in Champions League. Tutto diventa ancora più difficile se chi sta al secondo posto deve guardarsi da chi sta dietro, perché dista soltanto due lunghezze. La stessa distanza che divide chi ora è in terzultima posizione e non ha mai smesso di credere alla permanenza in Serie A, da chi invece è in zona salvezza.
L’ultima squadra a cui è fatto riferimento è ovviamente il Genoa, reduce dalla seconda (immeritata) sconfitta di fila. Nell’anticipo del venerdì della ventottesima giornata di campionato, al Luigi Ferraris è di scena il Milan che esce vittorioso per 2-0 grazie ad una rete per tempo, nel primo di Pazzini e nel secondo di Balotelli. Peccato che al Grifone manchino un paio di rigori e se a fine partita i rossoblu recriminano hanno tutte le ragioni per farlo. Dall’altra parte, però, ci sono i rossoneri che continuano la propria avanzata verso il secondo posto.
Mentre nel più familiare anticipo del Saturday night, l’Udinese perde l’occasione di agganciare la Roma alla settima posizione in classifica. Al Friuli le due squadre non vanno oltre il pareggio per 1-1, ottenendo un punto che serve poco ad entrambe.
Successo in rimonta per l’Atalanta nel lunch match delle 12.30. Impegnati fra le mura casalinghe contro il Pescara, gli orobici prima vanno sotto ma poi riescono a ribaltare il risultato e ad avere la meglio per 2-1. Intanto la Juventus è in piena fuga scudetto. Che quello con il Catania non fosse un confronto semplice lo si sapeva già, ma nessuno si aspettava che i bianconeri riuscissero a imporsi con una vittoria di misura andando a segno nei minuti di recupero con Giaccherini. Così la Juve si distanza ulteriormente dal Napoli, che adesso si trova a -9 dal primato. Gli azzurri confermano di essere in un periodo negativo e cadono sotto i colpi del Chievo, bravo a chiudere la gara nella prima frazione di gioco con Dramè e Thereau. Chi conferma il momento no è anche Cavani, che fallisce l’occasione di accorciare le distanze dal dischetto nella ripresa, e alla fine i padroni di casa possono esultare per il 2-0 finale. Scorrendo la classifica, ecco il Cagliari che si porta a -1 dalla Sampdoria battendo la stessa con il risultato di 3-1 grazie ad una tripletta di Ibarbo. Pioggia di gol al Tardini, dove il Parma ritrova finalmente la via del successo rifilando un secco 4-1 al Torino. In coda alla classifica, invece, è il Siena che in rimonta riesce a mettere ko il Palermo e ad espugnare il Renzo Barbera. La squadra di Iachini continua a non mollare e vede la zona salvezza a solo due punti.
La domenica sera del doppio posticipo sorride alla Fiorentina, che ora si ritrova in solitaria al quarto posto. Scavalcate così la Lazio, sconfitta proprio dai viola, e l'Inter, battuta dal Bologna. Vincenzo Montella vede la sua squadra espugnare uno stadio a lui molto familiare come l'Olimpico; alla compagine gigliata bastano un gol di Jovetic nel primo tempo e un gol di Ljajic nella ripresa. Al Meazza, invece, i rossoblu di Pioli superano di misura i padroni di casa, grazie alla rete messa a segno da Gilardino all'inizio della seconda frazione di gioco.

Per l'Inter torna di moda il nome dell'argentino Correa

Stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, l'Inter sarebbe tornata alla carica per Carlos Joaquin Correa, regista classe '94 di proprietà dell'Estudiantes. Definito in patria l'erede di Juan Sebastian Veron, era stato vicinissimo ai nerazzurri nelle ultime battute della sessione invernale di calciomercato, quando però le parti non riuscirono a raggiungere un accordo, non trovando l'intesa né sulla formula del trasferimento né sulle effettive cifre dell'affare. Ora, complice la grave crisi economica che sta attanagliando il glorioso club argentino, gli uomini mercato della società meneghina si sono fatti nuovamente sotto, convinti di poter concludere l'operazione con un esborso economico inferiore rispetto a gennaio. Nel caso in cui la trattativa dovesse andare in porto, l'Inter potrebbe poi decidere di cedere Correa in prestito ad un'altra squadra di Serie A, così da poterlo far maturare senza pressioni nella sua prima stagione italiana.

Luca Iannone per CalcioNews24.com