27 novembre 2013

Il doppio ex Canuti: "Milan in ripresa. Catania, meglio un punto che zero"

Archiviato con un'importante vittoria il match con il Celtic, il Milan si appresta a rituffarsi in campionato per tornare a vincere anche in Italia. O almeno a provarci, perché domenica si troverà di fronte un Catania in cerca di punti salvezza. Ho contattato in esclusiva l'ex difensore Nazzareno Canuti, che in carriera ha indossato sia la maglia dei rossoneri che quella degli etnei.

Canuti, che impressione la ha fatto il Milan vittorioso a Glasgow e più vicino alla qualificazione agli ottavi di Champions?
«Ho visto una squadra in ripresa e, soprattutto, gli è andata bene negli episodi di solito negativi in questo inizio di stagione. Dopo l'1-0, gli avversari hanno avuto la palla per pareggiare e poi invece il Milan si è dimostrato padrone del campo. Il Celtic era comunque un avversario abbordabile ma, visti i tempi, i rossoneri hanno fatto dei passi in avanti».

Questo successo può rappresentare una svolta per la squadra di Allegri?
«Sicuramente vincere fa bene sia per la Champions League, sia per il campionato, sia per la Coppa Italia; fa bene per tutto. Quando si vince le cose girano per il verso giusto e ogni vittoria dà morale e autostima. La squadra esce rafforzata dal Celtic Park».

Domenica i rossoneri faranno visita ad una squadra alla disperata ricerca di punti, il Catania.
«Quando hai bisogno di punti non è mai una situazione facile; si fa dura quando hai l'obiettivo dei tre punti che ti sfugge ogni domenica. Io sono sempre del parere che un pareggio non è da buttare in questi casi, quindi consiglierei ai rossazzurri di accontentarsi anche se giocano in casa».

Quali insidie potrebbe nascondere questa trasferta?
«Non ci sono vere e proprie insidie, è la seconda partita fuori casa di fila dopo Glasgow. I rossoneri troveranno un Catania piuttosto arrabbiato e con voglia di riprendersi dopo sconfitta contro il Torino. Però è una partita alla portata del Milan, è abbastanza abbordabile guardando la situazione delle due squadre. La partita è più difficile per il Catania che per il Milan».

L'anno scorso fu El Shaarawy a trascinare il Milan verso la vittoria, chi può essere decisivo questa volta?
«Visto che ieri è tornato a segnare dopo un mese e mezzo, direi Balotelli. Viene da un periodo negativo anche se lui ormai è abituato ad essere sempre chiacchierato. Magari il fatto che in Sicilia ci siano temperature miti può darsi che lo facciano svernare (sorride, ndr)».

E per quanto riguarda gli etnei invece?
«Il Catania purtroppo ha dei problemi e deve rinunciare a degli elementi importanti come Bellusci e Bergessio attualmente fuori per infortunio. Non saprei indicare un calciatore in particolare, il Catania deve ritrovarsi come squadra».

26 novembre 2013

Alberto Masi: "Con la Lazio pari immeritato. Ho Samp e Genova nel cuore"

C'erano tanti volti noti ad assistere alla prima di Sinisa Mihajlovic da allenatore della Sampdoria. In compagnia della famiglia del neo tecnico doriano, di Dejan Stankovic e del proprio agente c'era anche Alberto Masi, genovese doc, cresciuto nelle giovanili blucerchiate e oggi in forza alla Ternana. Ho contattato in esclusiva il ventunenne difensore per un suo parere sull'esordio della Samp targata Mihajlovic.

Alberto, come hai visto la Sampdoria domenica?
«Ho visto una Samp molto motivata. A mio parere il cambio di allenatore è servito ed è arrivato un tecnico come Mihajlovic che riesce a tirare fuori il meglio dai propri giocatori. La squadra era messa molto bene in campo anche se, ovviamente, c'è ancora tanto lavoro da fare».

La squadra, come ha detto mister Mihajlovic, meritava qualcosa in più?
«Sì, forse meritava qualcosa in più del pareggio. Nonostante l'inferiorità numerica, la Samp ha difeso molto bene ed è anche riuscire ad andare in vantaggio; poi però è arrivato quel gol beffardo all'ultimo minuto. Se avesse vinto la partita, nessuno avrebbe potuto recriminare».

Peccato per il rosso a Krsticic, tra l'altro tuo ex compagno nella Primavera.
«Secondo me l'espulsione è stata un po' eccessiva, però l'arbitro ha deciso così...».

Nei tre giorni a disposizione, Mihajlovic sembra aver dato quantomeno una scossa alla squadra.
«Certo ha avuto pochi giorni per preparare questo match, però dal punto di vista delle motivazioni Mihajlovic ha saputo dare molto ai suoi».

Hai assistito alla partita vicino a Stankovic, ti ha detto qualcosa in particolare?
«Sono venuto a Genova per assistere alla partita con il mio procuratore (Federico Cavalli, ndr) e mi sono ritrovato lì con Dejan. Non ci siamo detti nulla di particolare, abbiamo semplicemente commentato l'andamento della gara nel corso dei novanta minuti».

Personalmente, che effetto ti ha fatto tornare nello stadio dove non sei mai riuscito ad esordire?
«Io sono cresciuto a Genova e sono sempre stato tifoso sampdoriano fin da bambino. Ho alcuni amici che giocano ancora qui e, quando posso, mi fa sempre piacere venire a vedere la Sampdoria al Ferraris».

Sii sincero: ti manca un po' Genova?
«E' la città dove sono nato e cresciuto, dove ho la mia famiglia e i miei amici, ma comunque sono contento delle esperienze che sto facendo. Però Genova rimane sempre nel mio cuore».

25 novembre 2013

Monticone: "La Serie A un sogno, ora penso al Lumezzane: voglio e devo migliorare ancora"

Tra i giovani di proprietà della Sampdoria che meglio si stanno comportando in Lega Pro c'è sicuramente lui, Mattia Monticone. L'ex capitano della Primavera blucerchiata, dopo l'esperienza di sei mesi con il Pavia, si sta confermando domenica dopo domenica come uno dei pilastri difensivi del Lumezzane. Le sue prestazioni non sono passate inosservate, tanto che Valerio Bertotto ha deciso di convocarlo per l'Under 20 Lega Pro e di schierarlo dal primo minuto contro la Norvegia nell'International Challenge Trophy. Ho raggiunto in esclusiva il difensore classe '94, all'indomani della sconfitta per 2-1 contro la Pro Patria.

Mattia, cosa ci dici di questi primi quattro mesi con la nuova maglia?
«Per ora le cose stanno andando bene. Sto crescendo molto e imparando dai compagni, soprattutto quelli più anziani come Belotti e Mandelli; per me è un onore giocare con loro che hanno militato per anni in categorie più importanti. Mi sto trovando molto bene con la società e i compagni, sono convinto che possiamo diventare un bel gruppo».

Il Lumezzane ha un'età media di soli 22,6 anni, ma tu sei uno dei più giovani in rosa.
«E' vero e fino a questo momento sono sempre stato titolare. Attualmente, purtroppo, il nostro tecnico Marcolini è in convalescenza (è reduce da un intervento chirurgico, ndr) e ha preso il suo posto mister Santini. Entrambi mi hanno sempre mandato in campo dal primo minuto, spero di riconfermarmi e di dimostrare di meritare il posto».

E poi rispetto a Pavia giochi nel tuo ruolo naturale...
«Adesso sto giocando nel ruolo in cui mi trovo meglio. Ringrazierò sempre il responsabile dell'area tecnica del Pavia Preite e mister Roselli, che mi ha sempre fatto giocare anche se in un ruolo non mio. L'anno scorso non ho sempre dato quello che potevo, giocavo come quinto di centrocampo nel 3-5-2 e non ho mai dato veramente tanto. Quest'anno invece vengo schierato nel mio ruolo ideale e sto facendo bene, però so che posso fare ancora meglio. Soprattutto rivedendo le partite, mi accorgo di commettere anche piccoli errori da limare».

Con la Primavera avevi segnato solo due reti e non è di certo la priorità per un difensore, ma la gioia del gol non ti manca?
«Ci sto provando (ride, ndr). Mi sono procurato un rigore ieri contro la Pro Patria e anche a Pavia se l'arbitro non avesse cambiato idea. Comunque non vedo l'ora di segnare la mia prima rete tra i professionisti. Il gol è un'emozione unica ma è la cosa più importante per me, prima devo pensare a difendere e a dare tutto per la squadra».

Nella partita con il Venezia hai affrontato Martinelli, tuo ex compagno in Primavera: come lo hai trovato?
«Devo essere sincero, contro il Venezia noi abbiamo giocato bene nel primo tempo ma nella ripresa è cambiata partita proprio grazie al suo ingresso in campo. Martinelli è un centrocampista completo e lo ha dimostrato anche in quell'occasione, sembrava un veterano per come ha trascinato la squadra. Lui, Sampietro e Icardi erano i giocatori che mi piacevano di più ai tempi della Primavera».

Per te è la seconda stagione in Lega Pro, è la categoria giusta per te in questo momento?
«Non so quale sia il campionato adatto a me, io so solo che voglio continuare a migliorarmi il più possibile. E' normale voler arrivare in Serie A, ma se ci riuscirò si vedrà soltanto in futuro. Se avrò le capacità tecniche e mentali lo vedremo. Ora penso a lavorare per migliorare ancora tanto».

Le tue prestazioni ti hanno fruttato anche la chiamata dell'Under 20 Lega Pro.
«Ho preso parte a vari stage e sono riuscito a guadagnarmi la convocazione per la prima partita del torneo, venendo anche schierato come titolare. E' stato bellissimo. Giocare in azzurro è sempre un onore, un motivo di orgoglio e soddisfazione. Adesso devo solo continuare così, anzi fare ancora meglio per continuare questo percorso che ho intrapreso».

Ma, dopo aver giocato in Under 18 e Under 19, all'Under 20 non ci pensi?
«Sarebbe un'ulteriore bella soddisfazione, però so che il ct Evani conta su giocatori forti di Serie B per la sua Under 20 e quindi non è facile. Io in una sua convocazione ci spero sempre, poi quello che verrà verrà».

23 novembre 2013

Il doppio ex Casazza: "Samp, con Sinisa e Nenad sei in buone mani. Attenzione alla Lazio"

Tra giovedì e oggi Sinisa Mihajlovic ha diretto le sue prime sedute di allenamento da mister della Sampdoria. Nel poco tempo a loro disposizione, il neo allenatore blucerchiato e il suo staff stanno cercando di preparare al meglio il prossimo impegno della truppa blucerchiata, che domenica alle 15 riceverà la Lazio. Del cambio tecnico e del match in programma al Ferraris, ne ho parlato in esclusiva con il doppio ex di Samp e biancocelesti Fabrizio Casazza, che con Mihajlovic ha condiviso la stagione 2003/04 proprio nella capitale.

Via Rossi, dentro Mihajlovic: qual è la sua lettura a proposito?
«Probabilmente si era arrivati ad una situazione in cui c'era la necessità di fare qualcosa. E bisognerà ancora fare qualcosa, perché non sarà sufficiente un cambio di allenatore che nelle ultime settimane sembrava essere sempre più vicino. Si era arrivati ad un bivio e poi il presidente Garrone ha preso questa decisione. C'è da augurarsi che Sinisa e tutto il suo staff invertano la rotta che si è presa in questo inizio di stagione e penso che le premesse possano esserci tutte, magari con l'aiuto di qualche rinforzo che sembra indispensabile per un gruppo che fino ad oggi ha avuto qualche difficoltà».

In conferenza stampa il nuovo tecnico blucerchiato si è lasciato andare a dichiarazioni molto forti.
«Credo sia anche giusto perché quando si verifica il cambio di allenatore rappresenta sempre una sconfitta di tutti. Sinisa ha fatto bene a mettere in chiaro che lui cercherà di capire chi sono quelli che hanno la fame giusta per scendere in campo e, sotto questo punto di vista, non credo abbia sbagliato ad alzare i toni nei confronti della squadra. In questo momento ci deve essere un solo ed unico pensiero: riuscire a salvare una situazione che, domenica dopo domenica, si è fatta complicata. E' giusto che metta tutti sullo stesso piano e che voglia vedere gente pronta a mettersi mostra in settimana per avere un posto in squadra».

Il Mihajlovic allenatore rispecchia quello che era il Mihajlovic giocatore?
«Da giocatore è stato un grandissimo e tutti lo conosciamo; ha una forza notevole a livello di personalità e credo che cerchi di trasmettere questa sua forza interiore alla squadra. E' normale, quando si è calciatori, ragionare più per sé stessi, ma da allenatore devi ragionare in funzione di un gruppo e e del bene comune. Sinisa ha avuto esperienze calcistiche che gli consentono di gestire una squadra, conoscendone tutte le sfumature possibili. Senza dubbio è una persona e un allenatore che può fare bene. D'altra parte, guardando alle sue esperienze passate in in Italia, a Catania ha fatto bene e anche a Firenze non ha fatto poi così male. Questo gruppo di ragazzi può fare bene con l'innesto di qualche nuovo giocatore a gennaio e con un tecnico più stimolato di Rossi, che ultimamente sembrava non avere più fame o quantomeno non la trasmetteva. Sinisa invece ha tanta voglia e per la Samp ha lasciato la sua nazionale, anche per dimostrare di essere un ottimo allenatore».

Insieme a lui è tornato a Genova anche un altro tuo ex compagno, Nenad Sakic.
«Ho giocato con Nenad alla Samp per tre anni e posso dire che è un ragazzo eccezionale, mi fa molto piacere che sia tornato. Mi auguro che insieme riescano nell'intento di raddrizzare l'andamento di questa squadra che nelle ultime settimane non dava molto speranze. Inoltre ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui e ho sempre detto che avevamo i serbi più bravi del mondo. Lui, Zivkovic e Jovicic sono tutti ragazzi speciali».

L'esordio di Mihajlovic sarà contro un'altra sua ex squadra, la Lazio...
«Mi aspetto una partita come tutte quelle che la Samp ha disputato contro squadre che lasciano un po' più spazio agli avversari e vengono a giocarsi la partita senza tanta pre-tattica. Con le squadre che si chiudono e ripartono, i blucerchiati hanno più difficoltà. Non sarà una gara facile perché Lazio ha un ottimo organico e in questo periodo hanno potuto riassestarsi. Anche loro hanno un ottimo tecnico che è stata la sorpresa dello scorso anno, quando Petkovic ha sorpreso tutti, soprattutto quelli che non lo conoscevano. In questo campionato di Serie A non ci sono partite facili - ce lo ha dimostrato il Sassuolo - e neanche la prossima lo sarà».

Domenica si affronteranno due squadre che, in questo avvio, hanno deluso le aspettative.
«Se andiamo a vedere, forse la squadra che ha deluso di più è proprio la compagine biancoceleste. La Lazio come potenziale poteva giocarsi il campionato ed è una piazza molto esigente dove i giocatori sono tutti i giorni sotto pressione; infatti, dopo un inizio di campionato non bellissimo, si parlava di un Petkovic in bilico. Dall'altra parte qualcuno aveva messo in preventivo una Samp con qualche difficoltà, ma non così tante. Sicuramente ci si aspettava di più da certi giocatori presenti in rosa e proprio quelli da cui si avevano già dei riscontri positivi sono mancati di più. Ma sono due delusioni molto diverse».

I blucerchiati hanno le carte in regola per tornare ad esultare davanti al proprio pubblico?
«Bisogna cercare di fare una buona gara, se poi arriva il risultato meglio ancora. Secondo me, al Ferraris la Samp ha sempre la possibilità di fare la partita. Dipenderà anche da come Sinisa deciderà di affrontarla e dovrà valutare se giocare in una certa maniera o in un'altra. La sua idea di modulo può contare molto, ma devono contare molto anche gli undici da schierare titolari. E poi questi cambi di allenatore portano spesso a risultati imprevisti nelle prime partite...».

Prima parlava di nuovi innesti a gennaio. Cosa si aspetta dal mercato invernale?
«Sicuramente ci sono zone del campo dove la Sampdoria sta facendo più fatica, ma spetterà alla società decidere. Sarà importante anche quello che Sinisa vedrà in queste settimane, poi prima arrivano i rinforzi e meglio è. So che è facile dirlo ma non facile farlo, però bisognerà cercare di non sbagliare acquisti. Servono giocatori di qualità che non hai preso in estate e ora devi obbligatoriamente andare a cercare».

22 novembre 2013

Beunardeau sempre in orbita Samp, situazione in stand-by

Negli ultimi giorni non è stato, per ovvi motivi, in cima ai pensieri dei dirigenti blucerchiati, ma Quentin Beunardeau non ha assolutamente perso la speranza di ricevere una chiamata da Genova. Terminato il suo periodo di prova al Bayern Monaco venerdì scorso, il portierino francese ha fatto ritorno in patria dove sta continuando ad allenarsi con la sua ex squadra, il Le Mans, dalla quale si è svincolato ormai un mese fa.

Proprio dalla Francia, come raccolto in esclusiva, gli sarebbero arrivate alcune offerte, ma l'estremo difensore classe '94 ha deciso di accantonarle ed attendere una proposta da parte della Sampdoria, che ha manifestato un interesse concreto dopo averlo visto da vicino durante i suoi quattro giorni a Bogliasco. Ma prima di qualsiasi passo ufficiale, la società vuole capire se può riuscire a trovare una squadra di Lega Pro pronta ad accogliere lui o Andrea Tozzo in prestito. Al momento la Samp, però, è in pole position per Beunardeau, che potrà essere tesserato non prima di gennaio.

21 novembre 2013

Cusin: "Con Zenga all'Al-Jazira per riportare in alto questo top club"

Dopo le esperienze alla guida dell'Al-Ain e Al-Nasr, Walter Zenga è tornato ad allenare negli Emirati Arabi. Dal 26 ottobre è infatti il nuovo tecnico dell'Al-Jazira e in questa nuova avventura ha voluto nuovamente al suo fianco Stefano Cusin, suo vice all'Al Nassr Riyadh prima e all'Al Nasr Dubai poi. Ho intervistato in esclusiva Cusin, che ha deciso di lasciare il suo posto da allenatore all'Al Fujairah per seguire Coach Z ad Abu Dhabi.

A luglio ci raccontava della sua nuova avventura all'Al Fujairah e ora la ritroviamo all'Al-Jazira. Cosa è successo nel frattempo?
«All'Al Fujairah avevamo iniziato bene e fatto un buon lavoro, ottenendo degli ottimi risultati e dimostrandoci vincenti sul campo. Però io e la società non avevamo le stesse idee riguardo i giocatori stranieri presi in estate e c'erano valutazioni diverse. Non c'era condivisione di idee e ho capito che quello del club non era un programma vincente».

Quando è arrivata la chiamata di Zenga ha subito detto di sì?
«Mentre allenavo l'Al Fujairah, Walter era venuto a vedere diverse partite e ci siamo incontrati più volte. Quando mi ha parlato della trattativa con l'Al-Jazira e mi ha chiesto di seguirlo non ci ho pensato troppo, perché a me piace vincere. Non sono stato a pensarci su più di tanto e gli ho dato immediatamente la mia disponibilità. Poi, una volta che la cosa si è concretizzata, ho raggiunto l'accordo con l'Al Fujairah per la rescissione del contratto».

Se ti ha voluto ancora una volta con sé, significa che conta molto su di lei e sulla sua esperienza...
«Considero Walter prima di tutto un amico e secondariamente un grande allenatore. Abbiamo lavorato sia in Arabia Saudita che negli Emirati Arabi facendo bene, forse perché siamo molto complementari. Mi ha rivoluto con sé perché abbiamo fatto buone cose insieme e i risultati ci hanno sempre dato ragione; c'è grande feeling tra noi e ormai ci conosciamo bene, questo è senza dubbio un vantaggio».

In un'intervista Zenga ha detto che ha bisogno di collaboratori “con capacità di parlare le lingue”.
«Ha assolutamente ragione. Noi abbiamo in rosa un giocatore come Barrada (nella scorsa stagione al Getafe, ndr) che è cresciuto in Francia e parla solo francese. Sul piano della squadra era rimasto un po' isolato sul piano, ma io parlo francese e questo è molto importante per comunicare con i giocatori. Conoscere le lingue è fondamentale in campo».

Che eredità avete raccolto?
«L'Al-Jazira è un grandissimo club, il più grande dove io abbia mai lavorato. E' una società molto ben organizzata, ha uno stadio megagalattico e non dimentichiamoci che il presidente Mansour è anche proprietario del Manchester City. Nel 2013 la gestione dei precedenti allenatori aveva evidenziato dei problemi tecnici, noi siamo arrivati trovando una squadra con tantissimi infortunati, che stanno recuperando, e una condizione atletica non ottimale. C'è bisogno di ricreare entusiasmo e di dare il via ad un nuovo progetto, ma la situazione è complessa. Non è facile perché c'è bisogno di un programma di fondo e ci sono alcune cose da cambiare; allo stesso momento c'è il problema fisico da risolvere nel breve periodo e bisogna fare risultato perché la società si aspetta di vincere. Da quando siamo arrivati non abbiamo potuto fare affidamento su un giocatore come Valdez che era infortunato e da poco è tornato ad allenarsi. Non è facile fare bene in un campionato dove ci sono buone squadre se non si può contare su tanti titolari».

Come stanno andando le cose da quando siete arrivati e qual è il vostro obiettivo?
«Le cose stanno andando piuttosto bene, anche se siamo subentrati il 28 ottobre e due giorni dopo la squadra doveva scendere in campo, un altro aspetto che va a complicare le cose. Comunque nella prima partita di campionato abbiamo pareggiato 2-2 contro Dubai. Successivamente sono stati convocati quattro giocatori nella nazionale A degli Emirati e cinque nella nazionale olimpica, quindi non potevamo avere a disposizione altri giocatori oltre agli infortunati. Nella partita di coppa abbiamo vinto 3-1 contro l'Al-Ain lanciando ragazzi della formazione under 19, ma noi avevamo mezza squadra fuori e loro avevamo in campo giocatori come Asamoah Gyan. In ogni caso l'avvio è stato positivo ma siamo soltanto all'inizio, perché non è in tre settimane che vai a risolvere i grandi problemi. La ha bisogno di recuperare diversi giocatori, di lavorare bene e soprattutto di avere ordine dal punto di vista fisico. Stiamo lavorando con grande entusiasmo per dare un'identità a questa squadra e farla ritornare grande. Sabato ci attende il derby con l'Al Wahda».

Chiudiamo con un commento sulla rosa, che può vantare alcuni elementi di spicco.
«Abbiamo l'ex Milan Ricardo Oliveira, il nazionale paraguaiano Nelson Valdez (ex Werder Brema, Borussia Dortmund, Rubin Kazan e Valencia, ndr) e il centrocampista coreano Shin Hyung-Min che nel 2009 ha vinto la Champions League asiatica il Pohang Steelers, ma anche giovani interessanti e forti come Barrada. Quest'ultimo è un ragazzo marocchino di 24 anni che nella Liga ha fatto strabene col Getafe e viene da una stagione importante».

Quindi ci sono tutte le basi per poter fare bene?
«Stiamo parlando di un top club che può essere paragonato a Juventus e Milan per struttura della società, stadio e seguito dei tifosi. E' la prima squadra del Golfo per importanza e, infatti, tre anni fa ha vinto tutto. Purtroppo nel frattempo sono andati via alcuni giocatori importanti e bisogna ricreare i presupposti per un nuovo ciclo vincente. Abbiamo un contratto fino a giugno 2015, la nostra missione è tornare competitivi abbastanza velocemente e vincere nel medio periodo, perché vincere vuol dire programmare».

20 novembre 2013

Juventus, ag. Garcia: "E' pronto ad esordire se Conte vuole. A gennaio..."

Con Barzagli in forte dubbio e Bonucci e Ogbonna squalificati, chissà che ad Antonio Conte non sia venuto in mente di pescare dalle giovanili per la sua Juventus, che domenica sarà ospite del Livorno. E chissà che non abbia pensato proprio a Pol Garcia Tena, protagonista di ottime prestazioni con la maglia della Primavera tra campionato e UEFA Youth League. Ne ho parlato in esclusiva con Alessandro Orlandi, socio e direttore dell'area tecnica dello Studio Assis & Partners, che cura gli interessi del difensore spagnolo classe '95.

La Juve ha più di una defezione in difesa e Garcia sta facendo benissimo: domenica lo vedremo in campo dal primo minuto?
«Non saprei, sono scelte che farà mister Conte insieme al suo staff durante questa settimana. Senza dubbio Pol Garcia ad oggi rappresenta uno dei prospetti più interessanti del settore giovanile bianconero. Un suo eventuale debutto rappresenterebbe uno stimolo ulteriore per tutti i ragazzi della cantera juventina che sognano un giorno di esordire con questa importante maglia».

Quanto è atteso dal ragazzo il momento dell'esordio?
«Rappresenta sicuramente la sua ambizione e il suo obiettivo. E’ un traguardo che vuole raggiungere attraverso l’impegno e il lavoro quotidiano sul campo».

Dal punto di vista psicologico, credete sia mentalmente pronto ad un passo così importante?
«Uno dei punti di forza di Pol è sicuramente quello relativo alle qualità mentali. Sotto questo punto di vista è un giocatore sopra la media, è un professionista eccezionale e ha una cultura del lavoro pazzesca. Non dimentichiamoci che ha solamente 18 anni...».

Al di là del debutto o meno contro il Livorno, c'è grande sintonia con la Juventus...
«Pol si trova bene a Torino, è il capitano e il leader della Primavera di mister Zanchetta, sente la fiducia della società ed è determinato a ripagarla quotidianamente sul campo».

Si è vociferato di un interesse di Bari e Juve Stabia, ma i bianconeri lascerebbero partire Garcia a gennaio?
«Sta facendo molto bene sia in Italia che in Europa ed è chiaro che un giovane di grande prospettiva possa suscitare l’interesse di numerosi club. Però la Juventus crede molto nelle potenzialità di Garcia e difficilmente considererà un prestito già il prossimo gennaio».

19 novembre 2013

Marazzina: "L'Inter vorrà vincere a Bologna per Thohir"

Con un giorno di ritardo rispetto al Bologna, questo pomeriggio l'Inter ha ripreso ad allenarsi dopo il week-end. Le due squadre si ritroveranno una di fronte all'altra domenica sera, per il posticipo in programma allo stadio Dall'Ara. Per avvicinarci alla partita, ho contattato in esclusiva l'ex attaccante Massimo Marazzina, doppio ex di rossoblu e nerazzurri oltre che tifoso interista.

L'Inter, reduce da cinque risultati utili consecutivi, andrà a cercare il sesto a Bologna.
«Essendo la prima con Thohir nuovo presidente sicuramente tutti ci terranno a far bene, questo è un aspetto da non sottovalutare. L'Inter scende sempre in campo per vincere e lo farà anche domenica contro il Bologna, soprattutto perché ha tanti punti di distacco dalle prime e non può permettersi di rimanere troppo indietro».

Dall'altra parte, invece, la compagine felsinea stenta ad avere continuità...
«Il Bologna è la mia seconda squadra del cuore e dispiace che non se la stia passando benissimo. Grazie ad un paio di risultati positivi è riuscito a venir fuori dai bassifondi della classifica, ma adesso deve cercare di fare punti in casa».

...e a trovare la via del gol.
«Purtroppo si è evidenziata questa lacuna. Negli ultimi anni il Bologna è stato abituato bene con attaccanti come Di Vaio, mentre quest'anno non ha garanzie e non c'è un vero e proprio bomber. Per questo devono cercare un gioco più corale e provare a mandare in gol i centrocampisti con gli inserimenti. Però non è facile e Diamanti non può fare tutto da solo».

Per i nerazzurri sarà la prima partita senza Moratti presidente.
«Non l'ho mai conosciuto personalmente perché quando ero all'Inter c'era appena stato il passaggio delle consegne tra lui e Pellegrini. Da tifoso nerazzurro lo ricorderò con piacere perché ha investito tanti soldi e ne ha persi altrettanti; non dimentichiamoci che ha portato dei campioni in Italia, uno su tutti Ronaldo. Quindi a Moratti si può dire solo grazie».

Il suo posto lo ha preso Thohir, che idea si è fatto?
«I propositi sono buoni, ma un'idea me la farò col tempo. Al tifoso interessa poco la storia di un nuovo presidente, ma lo valuta dagli acquisti e da tutto il suo operato. Thohir ha fatto delle promesse e i presupposti ci sono, però adesso ci vogliono i fatti come, magari, degli acquisti roboanti che spero faccia».

Domenica può essere l'occasione buona per festeggiare la prima vittoria da presidente dell'Inter?
«Il Bologna non può regalare punti, credo fondamentalmente che un bel pari possa starci. Anche se il pari andrebbe bene sicuramente più ai rossoblu che all'Inter».

Mihajlovic, la radiografia di Ricchiuti: "Con lui la Samp può salvarsi"

La Sampdoria aspetta il suo nuovo condottiero. Ormai è questione di ore per il ritorno a Genova di Sinisa Mihajlovic nelle vesti di tecnico Da due anni l'ex blucerchiato è lontano dall'Italia, dove ha allenato Bologna, Fiorentina e Catania. Forse proprio alle pendici dell'Etna ha vissuto il suo periodo migliore quando, subentrando all'esonerato Atzori, totalizzò 36 punti in 23 giornate portando la formazione siciliana dall'ultimo al tredicesimo posto. Di quella squadra faceva parte anche Adrian Ricchiuti, oggi alla Virtus Entella. Lo ho intervistato in esclusiva per conoscere nei minimi dettagli il Mihajlovic allenatore.

Domanda a bruciapelo: Mihajlovic può essere l'uomo giusto per questa Samp?
«Sicuramente. Quando il mister arrivò a Catania, la squadra era messa molto peggio della Sampdoria adesso; mancavano due partite alla fine del girone andata e lui ci raggiunse in ritiro a Roma. Alla prima partita perdemmo, ma lui non ci ha mai fatto mancare la fiducia nella salvezza. Riuscì a dare grande personalità alla squadra e infatti siamo andati a vincere a Torino contro la Juventus».

Tutti parlano di lui come un allenatore molto carismatico...
«Posso dire che è vero perché con noi è stato così. Sa tirare fuori da ognuno la motivazione giusta e trasmette una grinta incredibile, è un gran motivatore. E poi ha fatto schierato titolare gente come me, che fino a dicembre non giocava e poi ha disputato tutte le partite dando una grossa mano. Per lui anche gente che non giocava prima può tornare utile, non si fissa su undici giocatori ma su tutta la rosa. Quindi quei calciatori che non giocavano con Delio Rossi potrebbero trovare spazio con Mihajlovic».

Ed è stato proprio Mihajlovic ha trasformarti da attaccante a centrocampista.
«E' stata un'incredibile scoperta del mister e lo ringrazio perché grazie a quel ruolo lì sono riuscito a fare quattro anni fantastici in una splendida città come Catania. Riuscì a trovare il ruolo in cui mi potessi esprimere al meglio in Serie A, senza il quale magari non sarei riuscito a trovare lo stesso spazio».

C'è un episodio che ricordi particolarmente in cui ha evidenziato tutta la sua personalità?
«L'ha dimostrata domenica dopo domenica, ma c'è una cosa che io ricordo molto bene. Quando davanti a tutti prendi il capitano, in quel caso era Mascara, e gli dici determinate cose, vuoi far vedere che il mister conta e si fa sentire. Tanti allenatori preferiscono non dire niente per non andare contro i giocatori più importanti, ma Mihajlovic non guarda in faccia a nessuno».

E dal punto di vista dei rapporti con i suoi giocatori, come si relaziona?
«Con noi non ha mai avuto peli sulla lingua e da questo punto di vista ho tanti ricordi. Ha una grinta incredibile e, ripeto, se ha da dirti qualcosa davanti a tutti te la dice senza problemi. Che tu sia Maradona o no, tutti i giocatori sono uguali per lui e grazie a questo è riuscito a tirar fuori il 101% da ognuno di noi».

Quindi la Sampdoria di oggi può emulare quel Catania?
«Assolutamente sì. Ho visto qualche partita e la Samp ha dei problemi, però mister Mihajlovic avrà tempo per dimostrare che si può raggiungere la salvezza. Nella parte destra della classifica il campionato è molto livellato e tutti hanno l'opportunità di rimanere in Serie A. Togliendo le prime 6-7 squadre, tutte le altre sono allo stesso livello e hanno le stesse possibilità di salvarsi, anche se vedo il Chievo un po' più indietro rispetto alle concorrenti».

16 novembre 2013

Montecalvo: "Pallone d'Oro, dico CR7. Pirlo nella top 5, ma anche Balotelli e Totti..."

Una settimana fa è stata resa nota un'interessante novità sull'assegnazione del prossimo Pallone d'Oro. Come annunciato dal presidente della FIFA Blatter, per questa edizione saranno cinque i finalisti e non tre come è accaduto fino allo scorso anno. Di questo e non solo, ne ho discusso in esclusiva con il presidente di FM Communications e di World Football Management Fabio Montecalvo.

Cristiano Ronaldo, Messi e Ribery sicuri, chi potrebbero essere gli altri due a contendersi il Pallone d'Oro?
«Secondo me nel parterre finale dovrebbero entrare Pirlo e Ibrahimovic. Il regista juventino non solo per coronare una carriera brillante che lo ha visto vincente in Italia, in Europa e nel mondo, con il Milan e con la Nazionale, ma anche perché è ancora protagonista dei successi bianconeri che lo hanno consacrato protagonista assoluto della scorsa stagione. Per quanto concerne Ibra, invece, oltre ai meriti professionali ed alle eclettiche e pirotecniche doti calcistiche, una nomination nei primi cinque andrebbe data quale talismano positivo dei club che lo ospitano. Come dire: dove passa Ibra, si vince. E con il PSG, letto, firmato e confermato».

In ogni caso, chi vedi favorito per la vittoria finale?
«E' sicuramente una bella battaglia. Ci sono quei primi mostri sacri del calcio, per dirla alla Mughini. Cristiano Ronaldo e Messi rappresentano oggi il 'top dei top players' che non fa classica, ovvero al di sopra di qualsiasi chart internazionale. Hanno, su tutte, due caratteristiche esclusive: una continuità di rendimento impressionante e una media goal da guinnes dei primati. Il vincitore? Sono di parte, dico Cristiano perché è mio amico...».

Un solo italiano tra i 23 candidati, Andrea Pirlo, è davvero l'unico a meritarselo?
«Su Pirlo ho già espresso i relativi meriti e onori. Di sicuro ci sono anche altri nomi che meriterebbero di entrare nella nomination. Uno su tutti, e come non considerarlo, è Francesco Totti: un campione assoluto, un professionista esemplare, un grande calciatore, un eccelso realizzatore ed un grande uomo. Se ci fosse un premio alla carriera, all'interno del Pallone d'Oro sarebbe sicuramente da assegnare a lui. Ma dico anche Buffon, Marchisio, Balotelli e Diamanti».

Dieci anni fa gli italiani in corsa erano 7, il "made in Italy" non va più di moda?
«In Italia si dovrebbe istituire, per dirla all'americana, una 'Football Crisis Departement', un'unità di crisi atta a ricercare, studiare e applicare soluzioni strategiche per evitare alla già invadente recessione che ha colpito il Bel Paese, di portare ad una totale deflagrazione anche il nostro amato calcio. La nostra Serie A purtroppo, tranne per pochissime operazioni di mercato, diventa ogni anno sempre più debole, con conseguente migrazione di calciatori all'estero e relativi investimenti in comunicazione i cui budget divengono sempre più risicati. Si dovrebbe partire da questi aspetti per comprendere la carenza di nomination dei calciatori azzurri».

Qualcuno si aspettava di vedere anche Balotelli nella lista dei 23...
«Sì, la meriterebbe tutta, a mio avviso, la famigerata nomination. Non dimentichiamoci della performance sportiva 'castiga Germania' durante l'Europeo 2012. Ma i meriti, quest'Italia, li riconosce o no? Sono più meritevoli le 'gossippate' e le relative 'balottellate' delle importanti prestazioni sportive che hanno portato in alto il nostro tricolore? E' uno sfogo e forse anche un po' generico, ma dovremmo essere tutti più positivi per far quadrare i conti, e non solo. Quindi forza Mario, che lo vincerà il Pallone d'Oro prima o poi, e sopratutto, forza Italia».