16 dicembre 2013

Agostini: "Milan-Roma giocata alla pari. Balotelli encomiabile, Totti..."

Non si è conclusa ieri la quindicesima giornata di Serie A. Spazio questa sera all'ultimo posticipo di questo turno, con Milan e Roma pronte a darsi battaglia a San Siro. Quando mancano poco più di cinque ore al fischio di inizio, ho raggiunto in esclusiva il doppio ex Massimo Agostini per analizzare il match.

Il Milan arriva alla partita di stasera dal fondamentale pareggio casalingo con l'Ajax...
«Con fatica e sofferenza l'obiettivo della qualificazione agli ottavi di Champions è stato raggiunto, anche se sarebbe stato meglio raggiungerlo in un'altra maniera disputando la partita undici contro undici. Però contro l'Ajax e con un uomo in meno la squadra ha retto bene ed è stata disposta in maniera egregia da Allegri. A volte con affanno, a volte diligentemente, i rossoneri si sono difesi portando a casa questa qualificazione che dà una botta di morale importante sia per il campionato che per la stessa Champions League. Agli ottavi affronteranno una squadra tosta come l'Atletico Madrid, ma era importante passare il turno e cambiare l'atmosfera all'interno dello spogliatoio».

Che partita sarà quella contro la Roma a San Siro?
«Dopo l'Ajax, il Milan affronterà un altro avversario importante al Meazza e Allegri potrà vedere a che punto è la sua squadra. Sarà un test probante per il Milan che avrà l'importante occasione di uscire da una zona di classifica critica cercando di fare punti contro la seconda in classifica, ma la Roma andrà a Milano per giocarsi la partita attaccando e cercando di segnare. Nessuna delle due squadre lascerà niente e non vorrei che tutto questo le portasse ad annullarsi a vicenda...».

Quindi non vede nessuna delle due squadre favorita?
«Non dico che questa sera verrà fuori un pareggio, ma sono due squadre che hanno sempre la possibilità di trovare la via del gol. Adesso come adesso prevedo un pareggio, ma spero di sbagliarmi perché vorrei vedere una partita ricca di gol. Classifica alla mano bisognerebbe dire che la Roma parte favorita, ma il Milan non è merita questa situazione di classifica e se la può giocare ad armi pari».

Da una parte ci sarà un Mario Balotelli che sembra ritrovato...
«Abbiamo visto mercoledì contro l'Ajax cosa è stato capace di fare Balotelli. Si è sobbarcato la squadra sulle spalle e ha fatto reparto da solo tenendo il pallone e incassando i falli: è stato encomiabile. Vedendo la situazione dopo il cartellino rosso a Montolivo, ha giocato per la squadra e non si è lasciato andare. Va dato merito a Mario per il suo approccio positivo e perché ha tenuto in guardia la difesa dell'Ajax per tutti i novanta minuti».

...dall'altra tornerà in campo dopo l'infortunio Francesco Totti.
«La mancanza di Totti ha permesso alla Juventus di scavalcare la Roma in classifica e di prendersi il primo posto. Tutti attendono il ritorno del capitano giallorosso, ma non bisogna dimenticarsi che quella di stasera sarebbe la prima partita e anche su un campo difficile. Se la gamba è guarita del tutto, meglio farlo giocare per uno spezzone di gara, il che gli garantirebbe di ritrovare lo stimolo e la voglia di stare in campo».

13 dicembre 2013

Testardi lascia l'Honved: a gennaio torna alla Samp

Si è conclusa anzitempo l'esperienza di Emanuele Testardi in Ungheria. Lo scorso giugno la Sampdoria aveva riscattato dal Sudtirol il cartellino dell'attaccante romano, salvo poi cederlo con la formula del prestito all'Honved Budapest. La sua avventura era cominciata nel migliore dei modi con una tripletta all'esordio contro il Celik Niksic nel primo turno di qualificazione di Europa League, ma poi non è proseguita sugli stessi binari.

In seguito il centravanti classe '90 ha collezionato, tra campionato, coppa nazionale ed Europa League, altre 14 presenze segnando due gol (entrambi al Cegléd in coppa), ma alla fine la saudade ha preso il sopravvento. Ad inizio novembre, come raccolto in esclusiva, il giocatore ha deciso, d'accordo con i dirigenti dell'Honved, di interrompere il suo periodo nella capitale ungherese per fare ritorno in Italia. Il 1 gennaio verrà risolto ufficialmente il prestito e la Samp avrà nuovamente nelle sue mani il futuro di Testardi.

12 dicembre 2013

Benny Carbone: "Inter in crescita, ma domenica il Napoli deve vincere"

Napoli fuori dalla Champions League, ma a testa alta. Non è bastato battere 2-0 l'Arsenal per qualificarsi agli ottavi di finale e, a maggior ragione, la squadra di Rafa Benitez ci terrà a fare bene nel prossimo impegno. Gli azzurri si apprestano ad affrontare l'Inter dell'ex Walter Mazzarri, reduce da tre pareggi consecutivi. Per avvicinarci al match in programma domenica sera, ho raggiunto in esclusiva l'ex attaccante e oggi allenatore Benito Carbone, che in carriera ha militato in entrambe le squadre.

Mister Carbone, come esce il Napoli dalla sfida contro l'Arsenal?
«Prima della partita tutti davano per spacciato Napoli e dicevano non potesse vincere, ma io avevo detto e ribadisco che le partite vanno giocate. Sulla carta sembrava impossibile poter ribaltare i pronostici, ma ieri sera il Napoli è entrato in campo con un approccio perfetto, con convinzione, cattiveria e voglia di fare risultato. La squadra ha offerto una prestazione brillante e tutti si aiutavano l'uno con l'altro. La partita è stata preparata alla perfezione da Benitez, che grazie alla sua mentalità europea queste partite non le sbaglia mai. Alla fine però il Napoli è uscito dalla Champions League con 12 punti ed è una cosa molto strana. Sulla partita di ieri sera non c'è niente da dire, peccato soltanto che il Marsiglia abbia subito gol all'ultimo; sarebbe stato giusto che i partenopei andassero avanti per tutte le partite disputate in questa prima fase della Champions».

E il pubblico di Fuorigrotta ha dimostrato di essere della sua stessa idea...
«Credo che il comportamento dei tifosi abbia fatto bene alla squadra. A fine partita hanno applaudito tutti, dimostrando un entusiasmo incredibile nonostante l'enorme dispiacere per la mancata qualificazione. Con il loro sostegno hanno dato tranquillità, forza e sicurezza ai giocatori. Adesso c'è la consapevolezza che, se il Napoli gioca così e ha il pubblico dalla propria parte, è sempre pericoloso. So che il tifoso napoletano vive per quella maglia e sono convinto che il pubblico può essere davvero il dodicesimo uomo in campo per il Napoli».

Il prossimo avversario degli azzurri sarà l'Inter: è l'occasione per tornare alla vittoria?
«L'Inter sta dimostrando di essere una squadra vera, dà l'impressione di crescere partita dopo partita. Mazzarri in poco tempo ha svolto un lavoro fantastico e la sensazione è che abbia creato una gruppo a tutti gli effetti. Anche da quei giocatori che non riuscivano ad esprimersi ad alti livelli negli anni scorsi, è riuscito a tirare fuori il meglio. Quindi mi aspetto una bella partita al San Paolo. Il Napoli ha la chance di confermare la prestazione di ieri e, in caso di vittoria, anche di tenere a distanza l'Inter che sta diventando un avversario scomodo».

In caso di vittoria degli ospiti, però, i nerazzurri si porterebbero a -1 dal Napoli...
«Questo è il motivo per cui credo che il Napoli debba assolutamente vincere; questa, più di altre, è una partita da non sbagliare. Gli azzurri non devono dare all'Inter la possibilità di avvicinarsi a loro e, vincendo domenica, possono allontanarla, in modo non definitivo ma portando il distacco a sette punti».

Per Walter Mazzarri sarà la prima volta al San Paolo da ex.
«Da tifoso mi auguro che Mazzarri possa ricevere soltanto applausi per tutto quello che ha fatto negli ultimi anni e per aver raggiunto traguardi molto importanti per la storia del Napoli. Lui ha riportato la squadra in Champions League e l'anno scorso è arrivato al secondo posto, non si può pensare ad un'accoglienza negativa anche se alla fine è andato via. Mazzarri è stato molto corretto dicendo che aveva bisogno di altri stimoli dopo anni ad alti livelli sulla panchina azzurra. Ha avuto la possibilità di allenare una grande squadra come l'Inter e l'ha colta al volo».

Da Serie B e Lega Pro interessamenti per Tozzo: a gennaio via per giocare

Terzo nella gerarchia dei portieri alle spalle di Da Costa e Fiorillo, Andrea Tozzo ha trascorso questa prima parte di campionato tra panchina e tribuna. Ad agosto il suo passaggio al Venezia fu bloccato all'ultimo minuto, ma a gennaio le cose potrebbero andare diversamente perché, si sa, la sessione invernale di calciomercato può rappresentare l'occasione di cambiare il volto alla propria stagione per ogni calciatore. E così anche per il ventunenne estremo difensore, l'anno scorso numero 1 del Portogruaro e tornato alla Sampdoria in estate.

Adesso la società blucerchiata, che detiene la proprietà del suo cartellino insieme al Verona, sarebbe orientata a lasciarlo partire in prestito per fargli accumulare minuti ed esperienza; in tal modo asseconderebbe la volontà dello stesso classe '92, al quale non mancano le pretendenti. Infatti, come raccolto in esclusiva dalla nostra redazione, ci sarebbero diverse società sulle sue tracce: gli apprezzamenti provengono da un paio di club di Serie B e, soprattutto, dalla Lega Pro. Ad oggi, comunque, non c'è ancora nulla di concreto, ma Tozzo può iniziare a staccare i guanti dal chiodo.

10 dicembre 2013

Il doppio ex Marazzina: "Chievo e Samp a caccia di punti, ma la salvezza non è a rischio"

Dopo le prime due vittorie dell'era Mihajlovic, la Sampdoria si appresta ad affrontare la squadra del campionato che più le somiglia per il percorso che sta facendo. E' il Chievo Verona, reduce da quattro successi consecutivi dopo il ritorno in panchina di Eugenio Corini. Ho raggiunto in esclusiva Massimo Marazzina, ex attaccante di Samp e Chievo, per analizzare la situazione di queste due compagini in cui ha militato oltre che, ovviamente, il match in programma allo stadio Bentegodi.

Massimo, innanzitutto che ricordo hai del tuo breve periodo in blucerchiato?
«Calcisticamente parlando non ho un bellissimo ricordo, però ho conosciuto delle bravissime persone che lavorano tutt'ora in società e quando ho avuto occasione di incontrarle le ho sempre salutate con affetto. E' stato un periodo storto, un po' per colpa mia, un po' per qualche equivoco tattico. Dovevo cercare di adattarmi a fare cose che non avevo mai fatto prima e quindi non sono riuscito a fare bene».

Durante la tua permanenza a Genova hai conosciuto Angelo Palombo, che ha lasciato la difesa per tornare a centrocampo.
«E ora è bello riposato (ride, ndr). Scherzi a parte, conosco bene Angelo che è stato anche in Nazionale ed è un elemento di grande esperienza. La Sampdoria gioverà del ritorno a centrocampo di questo giocatore che è ritornare a riassaporare il campo nel suo ruolo naturale».

Domenica ci sarà Chievo-Samp, la sfida tra due formazioni in gran forma...
«Entrambe stanno molto bene sia mentalmente che fisicamente, anche se la situazione di classifica impone di non giocare in maniera spensierata. Tutte e due vorranno vincere per raccogliere punti e per mettersi alle spalle altre squadre concorrenti. Sono due squadre che hanno ritrovato entusiasmo dopo i rispettivi cambi di allenatore; speriamo di vedere una bella partita».

Anche in virtù degli arrivi di Mihajlovic da una parte e di Corini dall'altra, hanno le carte in regola per salvarsi?
«La Sampdoria ha giocatori di categoria che hanno lottato per traguardi importanti e non credo abbiano problemi. Poi il fatto di giocare a Marassi porta sempre qualche punto in più. Credo che anche il Chievo riuscirà a ottenere la salvezza. Non era una squadra da ultimo posto in classifica prima e non è da zona Europa adesso, ma vedendo anche il suo potenziale offensivo ritengo abbia qualcosa in più delle altre. Vedo altre squadre messe molto peggio...».

Ovvero?
«Mi dispiace fare nomi, però penso che il Catania abbia dei problemi molto seri, così come il mio Bologna che onestamente non vedo benissimo. Infine, con tutto il rispetto, dico il Sassuolo anche se sta facendo un grandissimo campionato. Credo che siano queste le tre squadre che troveranno più difficoltà da qui alla fine».

Tornando alla Samp, dove pensi che abbia maggiormente bisogno di rinforzi a gennaio?
«Io sono stato protagonista di cambi di squadra a gennaio e sono testimone di quanto sia difficile inserire elementi nuovi a metà campionato. Se però una squadra deve cambiare qualcosa, deve acquistare giocatori pronti e determinanti. Tutte le squadre che lottano per non retrocedere credo debbano pensare prima di tutto a non prenderle, quindi servirebbe qualcuno che possa dare maggiore sicurezza alla difesa. Davanti potrebbe servire qualcuno che faccia gol ma, se gli attaccanti stanno bene dal punto di vista fisico, credo che il reparto avanzato sia a posto così».

9 dicembre 2013

Rimini, Morga ha la valigia in mano: a gennaio sarà addio

Rispetto ad inizio stagione non è molto cambiata né tanto meno migliorata la situazione di Francesco Morga. Il ventisettenne attaccante di Monopoli non sta vivendo il miglior momento della sua carriera, ma di certo non per colpa sua. Il Rimini, così come in estate, ha mantenuto l'intenzione di cederlo per disfarsi così di un ingaggio come il suo, troppo pesante per l'attuale situazione finanziaria, e non ne sta facendo mistero; non a caso, infatti, il tecnico Osio lo ha utilizzato con il contagocce, mandandolo in campo soltanto in sette occasioni fino a questo momento.

CAPOLINEA - Ieri invece Morga si è dovuto accomodare in tribuna, scatenando la contestazione dei tifosi che non hanno mai nascosto di essere dalla sua parte. Il divorzio fra le parti, però, sembra ormai inevitabile e l'occasione per siglarlo è dietro l'angolo. A gennaio, stando ad accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, le strade del centravanti e della società romagnola, a meno di clamorosi quanto imprevisti colpi di scena, si divideranno. In sede di mercato estivo furono Alessandria, Chieti, Cosenza, San Marino, Spal e Virtus Entella ad intavolare una trattativa per lui; chissà che proprio fra queste non possa venir fuori la sua nuova squadra.

Sirene dal Brasile per Romulo, ma lui resta a Verona sognando l'azzurro

L'Hellas Verona si conferma in sesta posizione in graduatoria, una situazione di classifica difficilmente pronosticabile fino a qualche mese fa. Andrea Mandorlini è il condottiero della squadra rivelazione del nostro campionato, mentre al ds Sean Sogliano va il merito di essere riuscito a mettere a segno colpi significativi nella passata sessione estiva di calciomercato. Gli arrivi di Iturbe e Toni rappresentano sicuramente delle intuizioni azzeccate, ma c'è un altro giocatore arrivato in estate che si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella città dell'Arena. E' Romulo Souza Orestes Caldeira, o molto più semplicemente Romulo.

IL BRASILEIRAO CHIAMA - Grazie al grande dinamismo e a quella duttilità che gli permette di giocare indifferentemente sia come centrocampista sia come esterno basso o alto, il classe '87 è diventato uno dei punti fermi dell'undici scaligero (per informazioni chiedere a Mandorlini, che lo ha sempre utilizzato in campionato). In questa prima parte di Serie A ha impreziosito le sue 15 presenze con 3 gol e 5 assist, accendendo l'interesse di club d'oltreoceano. Difatti, secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva, un paio di club brasiliani avrebbero recentemente posato gli occhi su di lui.

SAUDADE? NO, GRAZIE - Ma il numero 2 gialloblu non ha alcuna intenzione di lasciare Verona a gennaio e, anzi, vuole andare avanti nel solco tracciato fino a questo momento. E poi non bisogna tralasciare un aspetto importante: Romulo, avendo il doppio passaporto brasiliano-italiano e non essendo mai stato convocato nella Selecao, potrebbe addirittura vestire la maglia dell'Italia. In fondo perché precludersi la speranza di ricevere una chiamata da parte di Prandelli? E magari di giocare il Mondiale nel suo Brasile? Se il ct azzurro dovesse avere bisogno di un elemento affidabile da poter schierare in più zone del campo, allora potrebbe farci un pensierino.

5 dicembre 2013

Dalla Svezia una nuova idea per l'attacco della Samp

Manca ormai poco meno di un mese alla riapertura del calciomercato e tutte le società italiane iniziano a muoversi per definire le strategie da mettere in atto in sede di mercato invernale. Anche i dirigenti della Sampdoria lo stanno facendo per provare ad esaudire le richieste che mister Mihajlovic ha fatto e farà in vista di gennaio. Sempre rimanendo nel campo delle ipotesi, c'è la possibilità che venga rinforzato il parco attaccanti per consegnare nelle mani del neo tecnico blucerchiato giocatori adatti al suo 4-2-3-1.

Tra le varie piste, come raccolto in esclusiva, una porterebbe direttamente in Scandinavia. Nell'Allsvenskan, la massima serie del campionato svedese, milita infatti Sam Larsson, ala del Goteborg e della Svezia Under 21 che in patria considerano uno dei giovani più promettenti attualmente in circolazione. Questo talentuoso classe '93 fa del tasso tecnico e della velocità nel breve le sue doti migliori; gol e assist sono il suo pane quotidiano. Esterno d'attacco ambidestro, Larsson ben si sposerebbe con il modulo tattico utilizzato da Mihajlovic. La sua valutazione è sicuramente destinata a salire, per la Samp può essere un'ipotesi interessante.

4 dicembre 2013

Orlandi (Studio Assist): "I nostri giovani talenti protagonisti in Lega Pro"

Ho raggiunto in esclusiva Alessandro Orlandi, socio e responsabile dell'area tecnica dello Studio Assist & Partners, che gestisce gli interessi di tanti giovani promettenti che si stanno mettendo in luce nel campionato di Lega Pro. Tra questi Filippo Perucchini (classe '91 in comproprietà fra Lecce e Milan), Alberto Paleari (classe '92 della Virtus Vecomp Verona), Antonio Rosti (classe '93 della Vigor Lamezia), Gabriele Franchino (classe '91 del Monza) e Paolo Marchi (classe '91 Como), dei quali abbiamo parlato in questa intervista.

Iniziamo con i portieri. Perucchini si sta affermando con il Lecce grazie ai suoi interventi, gli ultimi domenica contro il Grosseto...
«E’ molto contento di aver scelto Lecce, il rendimento della squadra è in crescita e le sue prestazioni sono di alto livello. L'auspicio del giocatore è quello di arrivare in Serie B con questa maglia. La piazza merita davvero tanto e Filippo è determinato a confermarsi fondamentale per questa squadra».

Anche Paleari sta ben figurando alla sua prima stagione da titolare tra i professionisti.
«A Verona Alberto sta dimostrando tutto il suo valore, si trova molto bene con la squadra e si sta affermando come uno dei portieri più interessanti in Lega Pro. E’ sicuramente un giocatore da tenere d’occhio in questo campionato...».

Sempre rimanendo fra i pali, come procede l'avventura di Rosti alla Vigor Lamezia?
«Nonostante sia solamente un classe ’93, Antonio è alla quarta stagione da titolare in un contesto di prima squadra. E’ un estremo difensore di grande affidabilità, molto abile nella comunicazione con la difesa e capace di parate spettacolari. Anche in questa stagione a Lamezia sta confermando tutte le sue doti».

Confermatissimo al Monza, Franchino ha trovato l'ambiente ideale per questo periodo della sua carriera?
«A parer mio e di molti altri addetti ai lavori, è uno dei terzini più validi della Lega Pro. A Monza ha trovato sicuramente la dimensione ideale dove poter crescere e mettere in luce le sue qualità. I fatti parlano per lui: due stagioni tra i professionisti e altrettanti play-off disputati. E' sicuramente un giocatore abituato a raggiungere obiettivi importanti in contesti di ottimo livello».

Marchi, al suo secondo centro stagionale contro il Venezia, ha un futuro da difensore goleador?
«Paolo si sta dimostrando insostituibile in fase difensiva e, allo stesso tempo, importante in fase offensiva. Non a caso alcuni club di categoria superiore stanno monitorando la sua crescita e le sue prestazioni...».

Paramatti: "Il Bologna non parte spacciato con la Juve. Pogba? Pirlo è unico"

La quindicesima giornata di Serie A si aprirà, eccezionalmente, venerdì sera. Alle 20.45 il Bologna, fresco di eliminazione dalla Coppa Italia, ospiterà la Juventus, che martedì farà visita al Galatasaray per l'ultima partita per l'ultima giornata della fase a gironi di Champions League. Ho contattato in esclusiva l'ex difensore Michele Paramatti, che nella sua carriera ha militato sia nella compagine rossoblu che in quella bianconera.

Paramatti, Bologna-Juve è una partita dal risultato già scritto?
«Sarà già scritto se la Juventus scenderà in campo con la stessa concentrazione e lo stesso furore agonistico che hanno contraddistinto le ultime partite. Altrimenti, il Bologna potrà giocarsi le sue chance nel caso in cui i bianconeri non giochino da Juve».

Da una parte ci sarà la seconda peggior difesa del campionato, dall'altra il secondo miglior attacco.
«Sicuramente il potenziale offensivo dei bianconeri è notevole e in ogni istante potrebbero trovare la via della rete. Dall'altra parte il Bologna ha evidenziato nelle ultime prestazioni, a parte quella in Coppa Italia contro il Siena, di aver ritrovato l'equilibrio difensivo. Con questo nuovo assetto il Bologna ha ottenuto due ottimi pareggi e spero che questa striscia positiva possa continuare».

L'anno scorso, nel match di andata allo Juventus Stadium, i rossoblu andarono al tappeto soltanto nel recupero...
«Il Bologna può dare filo da torcere a tutte le squadre. Ha avuto vicissitudini alterne tra sfortuna ed errori che hanno reso la classifica deficitaria, però ha l'allenatore e gli uomini giusti e validi per uscire da questa situazione difficile».

E a decidere quel match fu un certo Pogba: può prendere il posto di Pirlo in cabina di regia?
«Al suo posto giocherà un altro centrocampista che sicuramente è da Juve ed è un grandissimo giocatore, ma Pirlo è insostituibile. Magari ci saranno delle modifiche al modo di impostare le azioni e al modulo di gioco. In campo ci saranno undici giocatori da Juventus, però Pirlo è insostituibile e non vedo un giocatore che possa sostituirlo».

Dunque, a suo modo di vedere, quella di Pirlo è una perdita pesantissima per la Juve?
«E' pesante perché si tratta di un giocatore fondamentale, però, come dicevo prima, ci sono altri giocatori che sicuramente hanno fatto bene e continueranno a fare bene. Secondo me cambierà il modo di giocare e non si passerà più dal faro che illumina le azioni offensive, ma si possono trovare soluzioni altrettanto valide».

Tornando al suo Bologna, crede che ci siano i presupposti per salvarsi?
«Senza dubbio. E' chiaro che la partita con la Juventus non è la più facile da affrontare in questo periodo, ma è una di quelle che potrebbe aiutare moralmente nel caso di un risultato positivo o, addirittura, di una vittoria».