5 febbraio 2010

Intervista a Silvano Martina

E' di oggi la notizia, riportata da vari organi di informazione, secondo cui il difensore serbo del Manchester United Nemanja Vidic sarebbe in procinto di trasferirsi al Milan la prossima estate. Ci ha pensato però il suo procuratore, Silvano Martina, a smentire il presunto trasferimento del suo assistito in esclusiva ai microfoni di Itasportpress: "Non è assolutamente vero ciò che si è detto e scritto - spiega Martina -, Vidic è un giocatore importante per il Manchester United. Non c'è nessuna trattativa con nessun club, a differenza di quanto c'è scritto sui giornali. Non c'è assolutamente niente di niente. Il calciomercato si è chiuso cinque giorni fa, e Vidic gioca in club mondiale e certamente non migliorerebbe se andasse al Milan".
Luca Iannone per ItaSportPress.it

Intervista a Bruno Giordano

Giordano, che gara sarà tra Lazio e Catania?

"Sarà sicuramente una partita combattuta fino all'ultimo. E' un match importante sia per il risultato sia in funzione del campionato. Sono due squadre che stanno cercando di venire fuori da un periodo negativo e sarà una partita molto combattuta, non spettacolare dal punto di vista delle giocate ma importante sotto l'aspetto dell'intensità. E' chiaro che la classifica dice che è uno scontro salvezza: permetterà a chi farà punti di tirare il fiato. Mentre un pareggio terrebbe le cose sostanzialmente invariate. Purtroppo è un campionato che deve essere all'insegna della salvezza per entrambe le squadre".

Quali potranno essere i giocatori decisivi per le due squadre?

"Per la Lazio credo che Zarate e Floccari siano già determinati, mentre dall'altra parte Mascara e Andujar potrebbero essere quelli più sollecitati. Questi quattro giocatori penso che potranno essere i giocatori più determinanti della partita".

Te la senti di fare un pronostico?

"Chiaramente, per una questione di cuore, spero che vinca la Lazio, visto anche che gioca in casa. Non sarà facile perchè il Catania in questo momento va a battagliare su tutti i campi, sia in casa che fuori. La vittoria sulla Juventus ha dato grande motivazione all'ambiente. Credo che i biancocelesti abbiano le possibilità di vincere, ma non sarà una partita semplice".

Un tuo giudizio sul mercato dei due club nel corso della finestra invernale di calciomercato?

"Buono, un mercato nel quale hanno cercato di tamponare dove ce n'era esigenza. Sulla carta sembrano tutti acquisti importanti, poi sarà il campo a dare il giudizio finale. Credo comunque che siano state fatte le cose nel modo giusto, ma da qui alla fine del campo avremo tempo per valutare".

Come giudichi il lavoro di Mihajlovic fino a questo momento?

"Sta facendo bene, la vittoria a Torino gli ha dato la possibilità di cementare il gruppo che lo sta seguendo. E' una squadra che è in una buona condizione fisica, gioca in diversi moduli mi sembra che stia facendo un buon lavoro".

Caso Ledesma, chi ha ragione: Lotito o l’argentino?

"Io non so chi abbia ragione, credo soltanto che sia una situazione penalizzante sia per la società che per lo stesso giocatore".

Luca Iannone per ItaSportPress.it

Intervista a Pietro Lo Monaco

La squadra ha mostrato netti passi in avanti nelle ultime partite. C’è fiducia per la salvezza?
“Noi la fiducia ce l’abbiamo da sempre, perché anche nei momenti più difficili la squadra ha dimostrato di avere un gioco, una propria fisionomia, una propria forza. Siamo comunque ben consci di dover lottare fino alla fine per salvarci, ma anche convinti di avere le qualità necessarie per potercela fare”.

L’arrivo in panchina di Mihajlovic ha fatto sentire i suoi effetti…
“Il Catania ha sempre giocato bene e ha sempre giocato delle ottime gare. Ora la squadra ha sicuramente più determinazione, si sta realizzando sotto questo aspetto e riesce ad avere una attenzione e una applicazione costante nei novanta minuti di gioco, al contrario di quanto accadeva prima. Il Catania ha comunque sempre dato luogo ad ottime prestazioni come espressione di gioco e come modo di stare in campo”.

Qualche mese fa il presidente Pulvirenti aveva parlato di un progetto per arrivare tra qualche anno a combattere per l’Europa League. E’ una promessa che si sente di fare ai tifosi del Catania?
“Io posso soltanto dire che il Catania ha un organico più giovane di ben quattro anni e mezzo rispetto all’età media in Serie A. Quest’anno abbiamo un organico di grande spessore con tanti giovani interessanti. Se dovessimo centrare l’obiettivo salvezza anche quest’anno, certamente ci sarebbero le basi per poter ambire a obiettivi diversi in un prossimo futuro”.

E’ vero che lei partirà prossimamente per il Sudamerica?
“Ogni anno io mi reco sempre lì per qualche giorno. Non so ancora quando il campionato mi permetterà di partire”.

Non è arrivato Pavone, ma c’è comunque Maxi Lopez, un rinforzo importante per il Catania per ottenere punti pesanti in questo finale di campionato…
“Maxi Lopez è un giocatore importante e ci auguriamo si ambienti al più presto per poter dare anche lui il proprio contributo per la salvezza”.

Se fosse arrivata anche la punta del Betis, davanti ci sarebbero stati Mascara, Morimoto, Maxi Lopez, Pavone, Martinez, Sciacca, Ricchiuti e volendosi Llama. Non sarebbe stato complicato per Mihajlovic gestire un parco attaccanti così ampio?
“Sì, sarebbe stato complicato ma i buoni giocatori non si buttano mai via”.

A Sky Sport ha rivelato che ci sono dei colloqui in corso con un club estero per Martinez. Senza dirci il nome preciso, ci potrebbe dire almeno il Paese?
“Posso dire che si tratta di una società inglese”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Intervista a Oscar Brevi

Nove anni dopo sei di nuovo a Como, prima da giocatore ora da allenatore…

"Nell’estate del 2008, quando ero al Venezia, il Como mi aveva chiesto la disponibilità a dare una mano per quanto riguarda il calcio giocato e sono venuto molto volentieri avevo trascorso 3 anni bellissimi, visto che con questa maglia ero salito dalla serie C alla A. Abbiamo vinto il campionato e siamo stati promossi in Prima Divisione. Nell’autunno del 2009 il tecnico del Como Di Chiara fu esonerato e mi chiesero di prendere la guida della squadra. Un’opportunità importante che non potevo rifiutare, così mi sono buttato dentro per salvare la squadra".

Come procede il lavoro in panchina in cooperazione con mister Strano?

"Stiamo cercando di dare il massimo entrambi per migliorare una situazione, che prima era molto difficile, ora pian piano sta migliorando. Purtroppo gli ultimi risultati non sono stati favorevoli e adesso siamo ancora nella zona calda della classifica. Lotteremo fino all’ultima giornata per salvarci".

Classifica difficile, ma voi credete alla salvezza?

"Sicuramente, la squadra è stata anche rinforzata e ora dobbiamo avere pazienza per far inserire al meglio i nuovi arrivati però siamo fiduciosi e sono convinto che alla fine riusciremo a ottenere il nostro obiettivo".

Avete agito molto sul mercato…

"Sì avevamo dei problemi e speriamo di averli risolti avevamo tanti infortuni tanti giocatori che per vari motivi sono dovuti partire e abbiamo dovuto rinforzare la squadra in tutti i reparti e siamo convinti di poter fare bene e di migliorare l’andamento".

Sei mai stato contattato da società di A o di B?

"No, ci mancherebbe. E' pochissimo che mi hanno dato questa possiblità e sto cercando di dare il massimo, poi vedremo. Adesso è importante il presente, in futuro staremo a vedere quello che succederà".

Nella tua carriera hai cambiato dodici maglie diverse, ma quale squadra ti ha lasciato il miglior ricordo?

"Devo dire che dovunque ho giocato è quasi sempre andata bene. Ad Ascoli siamo riusciti ad andare in Serie A grazie al ripescaggio. A Como abbiamo vinto due campionati e dalla C1 siamo andati in serie A. Con il Torino abbiamo raggiunto la massima serie. Ho ottimi ricordi dovunque sono stato, anche a Palermo purtroppo con i rosanero non riuscimmo a ottenere la promozione in A all’ultima giornata. Sono maglie che comunque ti rimangono dentro. Il Toro comunque mi ha dato tanto, ho giocato anche in Serie A con la maglia granata. Sono esperienze importanti che ti lasciano un po’ tutte qualcosa".

Stasera c’è Torino-Brescia…

"E’ difficile valutare da fuori. Io mi auguro che il Toro riesca a vincere questa sera perché sarebbe un risultato importante che li rilancerebbe verso i piani alti della classifica".

Luca Iannone per ItaSportPress.it

4 febbraio 2010

Intervista a Simone Palermo

Il passo dalla Primavera della Roma e dalle squadre giovanili della Nazionale alla Lega Pro è davvero breve. Lo dimostra la storia di Simone Palermo, regista classe 1988. E' stato lo stesso centrocampista romano a raccontarci come sono andate effettivamente le cose: "Militavo nella Primavera della Roma quando nell'estate del 2007 il Rimini mi prelevò con la formula del prestito con diritto di riscatto a favore dei giallorossi. Il tecnico dei romagnoli Acori mi voleva fortemente e mi convinse a trasferirmi in Romagna. Dopo poco tempo però subii la rottura della cartilagine del ginocchio e da lì sono cominciati i miei problemi. Sono dovuto stare fermo per undici mesi, undici mesi di dolore intenso, e pensai di appendere gli scarpini al chiodo. La Roma mi richiamò per la preparazione atletica, i problemi fisici passarono e ricominciai a giocare. Nell'estate successiva passa al Treviso, dove non mi sono trovato proprio benissimo: collezionai appena quattro presenze e una rete rocambolesca contro il Piacenza. Dopo l'ottima prestazione in quella partita, mi ritrovai in tribuna per ben sei giornate di fila e per una specie di operazione di mobbing da parte dell'allenatore, decisi di andare via. Quindi nella finestra di mercato invernale del 2009 accettai la scommessa della Pistoiese. Eravamo il fanalino di coda a -6 dalla penultima, poi riuscimmo ad arrivare terzultimi. Fummo però sconfitti ai playout dal Foligno per differenza reti. Dopo l'esperienza a Treviso e Pistoia la Roma non volle prolungare il mio contratto perchè non credeva più in me, visti anche i miei problemi fisici. A settembre però mi arrivò un'offerta della Pro Patria, ma accettai una proposta più interessante da parte dell'Helsingborg, club d'élite in Svezia, dove militava il mio idolo Henrik Larsson. Mi allenai con loro ma non potevo essere tesserato perchè in quel periodo il calciomercato svedese era chiuso. Ero finalmente sereno, ma dopo neanche un mese mi ruppi quinto metatarso del piede in allenamento. Dopo l'infortunio subito il mio trasferimento al club svedese sfumò perchè l'offerta che mi fu proposta era economicamente inferiore a quella che mi era stata promessa, dato che ero anche infortunato. Allora sono tornato in Italia e il presidente della Pro Patria ha dimostrato di volermi fortemente convicendomi con il suo progetto, nonostante avessi ricevuto offerte da alcune società di B". Ora quindi sotto con la Pro Patria, attualmente al terzultimo posto del girone A di Prima Divisione: "La classifica è difficile ma la squadra non merita questa classifica, forse più dettata dalla sfortuna ce da altro. L'obiettivo è naturalmente la salvezza. Non è assolutamente una missione impossibile, la classifica è corta. Dopo questi primi giorni di allenamento, mi sono reso conto che questa è una delle compagini più forti della categoria. Mister Cosco mi sembra un allenatore molto preparato, sa di calcio e questa è la cosa importante. In Prima Divisione è difficile trovare tecnici così preparati come lui. Dal punto di vista umano devo ancora conoscerlo, ma mi ha fatto un impressione tecnica molto buona". Infine il regista romano dichiara di non chiedere niente di particolare per il suo futuro: "Per la mia carriera non mi auguro niente di particolare, spero solo di stare bene fisicamente. Spero che il mio futuro dipenda soltanto da me e non dai problemi fisici".
Luca Iannone per ItaSportPress.it

15 gennaio 2010

Intervista a Federica Moriano

Federica, intanto raccontaci qualcosa della tua vita professionale...
"Ho sempre amato il mondo della moda e dello spettacolo, da piccola però volevo fare la veterinaria, amo molto gli animali, ma la voglia di studiare scarseggiava e allora ho iniziato a fare sfilate, servizi fotografici e provini, per poter trovare un lavoro da consolidare nel tempo che mi permettesse un guadagno normale e fisso e un po’ di tempo libero da dedicare alla mia famiglia, ai miei amici e all’amore. Dopo questo successo che i giornali hanno creato su di me sono cambiate molto cose nella mia vita ma ne sono felice".

Da modella a agente Fifa. Come è nato esattamente questo desiderio?
"Fin da piccola avevo un fisico molto sviluppato e prorompente, mi piaceva metterlo in mostra e cosi ho iniziato a fare servizi fotografici in Liguria, anche se mi sarebbe molto piaciuto fare un calendario senza veli, ho portato avanti fino ad ora questa mia passione facendola corrispondere anche con un cervello che mi permettesse di mettere in mostra non solo le mie curve ma anche le mie idee. Il calcio è sempre stato tutto per me, una ragione di vita, un amore che giorno dopo giorno cresceva dentro di me ed occupava le mie giornate. Calcio giocato e non, mi piacevano molto i calciatori, belli, famosi, con un fisico da sballo ed ho iniziato a coltivare la passione per poter diventare la loro agente. Ora che sono un po’ più cresciuta tendo più a dare importanza ad altri valori, amo la semplicità negli uomini e spero di trovarne uno speciale che faccia per me".

Se riuscissi a diventare agente Fifa quale calciatore ti piacerebbe avere come assistito?
"Mi piacerebbe tutelare sicuramente un calciatore importante ma non troppo bello perchè poi me ne potrei innamorare, e si sa, mai mettere l’amore nel lavoro. Essendo tifosa juventina mi piacciono molto Chiellini, Sissoko e Iaquinta, giocatori con gli attributi. So che non è un lavoro facile in un mondo cosi maschilista ma spero che prima o poi tra moda e calcio possa nascere qualche progetto davvero interessante".

La Juventus di cui sei grande tifosa è riuscita a tornare alla vittoria, vincendo 3-0 contro il Napoli in Coppa Italia. Credi che sia stato un successo meritato o credi che sia soltanto un illusione per i tifosi bianconeri?
"Mercoledì la Juve ha giocato bene, non alla grande ma si è data da fare. Melo ha fatto svolto il suo compito, non ha perso palloni inutili, non ha fatto falli sciocchi, ha fatto da cerniera tra difesa e centrocampo. Sono molto soddisfatta anche della prestazione di Diego, oltre al gol e al rigore che si è procurato, ha lottato su ogni pallone, era ispirato e spero che anche domenica si comporti cosi col Chievo. Il capitano Alessandro Del Piero non muore mai, ieri sera dopo tante panchine secondo me ingiuste ha fatto capire molto a Ferrara, si è trovato a meraviglia con Diego, ha preso calci e pugni dai difensori napoletani ma non ha mai mollato".

Secondo te, la formazione bianconera necessita di ulteriori rinforzi per competere in questa stagione?

"Credo che ormai questa stagione per la Juventus sia finita, con esclusione dalla Champions e la sconfitta di domenica contro il Milan la Juve potrà lottare per il terzo posto in campionato, per l’Europa League, e per la Coppa Italia, che non sono di certo gli obiettivi principali nella storia della Vecchia Signora. Spero che col mercato di gennaio possano arrivare un terzino sinistro, un centrocampista e una seconda punta, anche se non credo che la dirigenza dopo il mercato fallito in estate sia intenzionata a spendere altri soldi in inverno. Sono felice del ritorno di Bettega, non amo molto questa dirigenza, con la famiglia Agnelli la Juve non avrebbe mai vissuto un periodo cosi nero e non sarebbe nemmeno mai andata in serie B. Sono sicura che Bettega riporterà nell’ambiente e nei giocatori lo spirito Juve, il cuore Juve, l’orgoglio Juve, gli elementi che hanno sempre caratterizzato questa squadra. La voglia di vincere e di competere in tutto non deve mai venir a meno soprattutto in una squadra con la nostra storia e le nostre vittorie".

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Se dovessi scegliere un giocatore in particolare per la tua Juve, chi sceglieresti?
"Porterei alla Juve fin da subito Messi, Cristiano Ronaldo e Kakà! A parte i sogni del fantacalcio, credo che la Juve abbia bisogno di un terzino sinistro, spero che già a gennaio possa esserci il ritorno di Mimmo Criscito, era stato messo da parte e criticato nella partita contro la Roma all’Olimpico nel ritorno in serie A, ma quel giorno Totti era stato insuperabile. A Genova Criscito è migliorato ed è maturato e credo sia pronto a tornare in bianconero. Un centrocampista come Gaetano D’Agostino, che non è stato preso quest’estate, secondo me ingiustamente ma credo che la Juve ora ne potrebbe trarre beneficio, anche perché come disse Ranieri, un vice Nedved non esiste. Si dovrebbe cercare anche una seconda punta, ora come ora c’è solo Del Piero, ma lui purtroppo per la Juventus sta invecchiando, in base alle disponibilità economiche punterei molto su Aguero, Lavezzi o Cassano".

Club di B e Prima Divisione su Christian Conti

Dopo una buona stagione con la maglia del Verona lo scorso anno, il difensore di proprietà del Bari Christian Conti è attualmente in cerca di una nuova destinazione. Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di Calcio News 24 contattando fonti vicine al giocatore, sulle sue tracce ci sarebbero alcune società di Serie B e di Prima Divisione. In vista della prossima stagione, comunque, non è da escludersi che Conti possa trasferirsi in un club della massima serie.
Luca Iannone per CalcioNews24.com

5 gennaio 2010

Intervista a Vincenzo Bernardo

Ad agosto hai recisso il contratto con il Napoli. E’ stata una decisione tua o una decisione presa di comune accordo con il club?
“La decisione è stata presa di comune accordo con la società partenopea”.

Nel tuo addio al Napoli ha inciso la volontà dell’ex dg azzurro Pierpaolo Marino?
“No, assolutamente. Marino non c’entra niente”.

Ti aspettavi maggior fiducia nei tuoi confronti da parte della dirigenza?
“Io ho avuto la massima fiducia nella società i primi due anni a Napoli, ma durante l’ultimo anno con la Primavera sono successe delle cose che non riesco a spiegarmi o forse non voglio spiegarmi”.

Non sei stato cercato da nessuna società italiana?
“Qualche club interessato c’era, ma io ho deciso di andare nella Major League Soccer perché voglio giocare con continuità”.

Il tuo futuro prossimo sarà quindi negli Usa..
“Il futuro prossimo sarà sicuramente nella serie A statunitense: è un campionato che è cresciuto tantissimo e non vedo l’ora di iniziare”.

Se dovessi paragonarti a un giocatore già affermato, a chi ti paragoneresti?
“Direi Saviola o Aguero”.

Chi pensi sia stato il maggior talento che hai incontrato durante la tua esperienza italiana?
“Credo Balotelli quando giocava con gli Allievi dell’Inter”.

Quale giocatore statunitense ti sentiresti di consigliare agli operatori di mercato italiani?
“Penso che Donovan potrebbe fare bene in Italia”.

Qual è il tuo sogno nel casssetto?
“Il mio sogno è quello di ritornare tra un paio d’anni in Europa per giocare in una grande squadra e di partecipare ai Mondiali del 2014 con la nazionale statunitense”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

20 novembre 2009

Intervista a Alberto Brandi

Dopo la dodicesima giornata di campionato hai visto qualche sorpresa?

Ci sono state diverse sorprese: se devo essere sincero l'exploit più inaspettato l'ha confezionato secondo me la Sampdoria. Ha fatto un mercato a fari spenti, senza grossi colpi. Ma l'abilità di Marotta ha fatto sì che arrivassero a Genova i giocatori giusti per compiere il salto in classifica e per sviluppare al meglio le idee di Delneri. Se aggiungiamo che per questo il bilancio tra entrate e uscite è risultato vicinissimo allo zero, siamo di fronte a un lavoro eccezionale.

Inter imbattibile in Italia, con qualche difficoltà invece in Europa. Come ti spieghi queste due facce della formazione di Mourinho?

L'hanno detto tutti, sembra una considerazione ovvia, ma è proprio così: l'Inter deve sviluppare la sua mentalità europea. Deve sbloccarsi definitivamente. Un po' come le succedeva anni fa in campionato. Sembrava sempre attrezzata per vincere, ma alla fine non ci riusciva mai. Poi ha cominciato e non ha ancora smesso.

La Juventus può rappresentare la vera antagonista ai nerazzurri per la corsa allo scudetto?

L'unica, concreta, avversaria dell'Inter è la stessa Inter. Solo lei può perdere il primo posto.

11 punti in 5 partite per il Napoli di Mazzarri. Dove possono arrivare i partenopei?

Penso in zona Europa League. Con gli investimenti che De Laurentiis ha fatto, e che intende fare a gennaio, dovrebbe essere l'obiettivo minimo. Mazzarri ha saputo ridare fiducia all'ambiente, questo è stato il suo primo grosso merito.

Si parla di possibile esonero a Palermo e Roma, sponda Lazio. Credi che Zenga e Ballardini stiano davvero correndo questo rischio?

Con Zamparini non bisogna escludere nulla, soprattutto in tema di allenatori. Se fossi al suo posto proverei ad avere un po' di pazienza con Zenga. Lo stesso dovrebbe fare Lotito con Ballardini, tecnico preparatissimo che forse sta incontrando qualche difficoltà ambientale.

La squadra-rivelazione di questo campionato?

Fino ad oggi la Sampdoria.

Quale giocatore arrivato quest'anno in Italia ti ha impressionato maggiormente?

Sneijder. Temevo fosse poco motivato, invece se fossi un tifoso del Real mi mangerei le mani. Con lui in campo l'Inter ha quasi sempre vinto. Non è un caso.

Per gennaio che mercato ti aspetti?

Il solito mercato degli ultimi tempi. Con pochi soldi. Speriamo che ci siano le idee. Non vedo grossi spazi per nomi roboanti. Pandev all'Inter potrebbe essere in cima alla top list degli affari.

Un centrocampista come Menegazzo, che sembra possa arrivare al Genoa a gennaio, può essere adatto al gioco di Gasperini? Lo vedresti meglio al fianco di Milanetto, Juric o Zapater?

Menegazzo può giocare con tutti. E' un centrale che ha già fatto esperienza in Italia e servirebbe al Genoa per tamponare l'assenza di Kharja infortunato.

Caso Cassano: secondo te, cosa c'è veramente dietro le mancate convocazioni del talento barese da parte di Lippi?

C'è semplicemente il fatto che Lippi lavora sul gruppo più che sui singoli. E secondo quello che pensa, Cassano non è adatto ad inserirsi tra gli azzurri. Poi io Cassano in Nazionale lo porterei anche in braccio, ma non sono il commissario tecnico.

Luca Iannone per Golmania.it

17 novembre 2009

Intervista a Mario Ferri "Il Falco"

Come è nata l'idea di invadere il campo durante la partita di sabato scorso?

Da una scomessa con degli amici e per delle idiologie ben precise sul calcio, logicamente pro Cassano.

Ma cosa è successo esattamente in campo quando sei entrato?

Nulla, sono corso dentro e sono uscito, senza che nessuno mi ostacolasse.

Peccato però per la denuncia della polizia.


Ogni cosa porta un bene e un male..

Lippi ha dichiarato di non averti visto: è possibile?

No, è impossibile: mi ha guardato negli occhi quando gli ero di fronte.

Cassano è davvero indispensabile per questa Nazionale?

Penso che farebbe molto comodo, anche se nessuno è indispensabile.

Seguirai gli azzurri anche ai Mondiali?

Se Cassano verrà convocato, andrò con lui in Sudafrica.

Come si fa a "invadere il campo"?

Serve furbizia alla Diabolik e bisogna pianificare tutto con precisione.

Questa però non è la prima invasione di campo per te..

Vero, invasi il campo anche nel 2007 durante Pescara-Sambenedettese finita 4-1.

Da dove deriva il soprannome "Falco"?

Mi è stato dato dai miei amici per i miei atteggiamenti da "rapace" con le ragazze.

Dal web continuano a arrivare messaggi di ammirazione e di stima nei tuoi confronti. Cosa vuoi dire ai tuoi fan?

Grazie mille, non mi aspettavo tutto ciò. Grazie anche a voi della redazione.
Luca Iannone per Golmania.it