10 febbraio 2010

Intervista a Alberto Bigon

Contattato in esclusiva Alberto Bigon, ex centrocampista rossonero ed ex allenatore dell'Udinese, per un analisi sul prossimo match di campionato del Milan, che domenica sarà impegnato contro i friulani: "L'Udinese ha dato una svolta al proprio campionato con la vittoria di domenica scorsa contro il Napoli quindi si presenterà molto rinfrancata nella partita con il Milan. A loro volta i rossoneri devono cercare una svolta. Mi aspetto una partita dai contenuti molto intensi e importanti".

Chi, secondo lei, si aggiudicherà i primi quattro posti?

"Resto sempre dell'idea che le tre grandi per antonomasia, Milan, Inter e Juventus, saranno sicuramente tra le prime quattro alla fine del campionato. Insieme a queste tre squadre ci metterei la Roma che ha un organico di altissimo livello che Ranieri ha saputo valorizzare al massimo. Le quattro pretendenti sono queste".

Luca Iannone per MilanNews.it

Cosa ne pensa dell'acquisto di Mancini?

"Mancini può portare sicuramente qualcosa, come ha detto Leonardo. E' un altro brasiliano inserito nel gruppo, quindi ci sarà molta coesione nello spogliatoio e il suo inserimento non avrà assolutamente alcun tipo di problema. Credo comunque che il suo arrivo non risolva definitivamente i problemi del Milan perchè possiede già molti giocatori di grande tecnica e di grande inventiva nel reparto offensivo. Comunque darà sicuramente il suo apporto perchè è un gran giocatore".

La società poteva fare qualche sforzo in più nella finestra invernale di mercato?

"Il Milan ha soltanto problemi di infortuni: finchè non recupera Pato che è un giocatore unico e Nesta in difesa, avrà sicuramente qualche difficoltà. Di certo non potevano prendere giocatori in quei ruoli. Il Milan si rinforzerà con i loro rientri".

In ottica Champions, come vede il Milan?

"Mi auguro ovviamente che il Milan possa arrivare in finale magari contro un'altra italiana. Dipende molto dalle condizioni in cui potrà disporsi in campo nelle prossime partite. Già agli ottavi contro il Manchester United sarà durissima".

Intervista a Fabio Caserta

Per un commento sulla partita del Bari all'Atleti Azzurri d'Italia a Bergamo persa per 1-0, contattato in esclusiva il centrocampista dell'Atalanta Fabio Caserta: "Conoscevamo la forza del Bari e il gran bel gioco che sta mostrando dall'inizio del campionato. Siamo stati bravi a bloccare le loro iniziative, soprattutto dei quattro giocatori più offensivi che possono essere veramente micidiali e lo hanno dimostrato in tutte le partite finora. Ho visto comunque un Bari molto forte. magari un po' sottotono rispetto ad altre gare però non puoi giocare sempre al massimo, come ha fatto per esempio contro l'Inter. E' una grandissima squadra che esprime un bel gioco e di questo bisogna darne atto all'allenatore che sta facendo davvero molto bene. Se può ambire a traguardi più importanti di una salvezza tranquilla? Se continua a giocare come ha fatto fino ad ora, può togliersi sicuramente tante soddisfazioni. Penso che sia la società che la squadra sappiano che l'obiettivo principale sia salvarsi il prima possibile. Tutto quello che verrà dopo sarà tutto di guadagnato".
Luca Iannone per TuttoBari.com

9 febbraio 2010

Intervista a Fabio Caserta

Caserta, domenica tornerai a Catania da avversario…

"Sensazioni belle perchè Catania è stata una tappa importante per me. Ci torno ben volentieri pur sapendo che è una partita delicata sia per noi che per loro".

Che ricordi hai dell’esperienza rossazzurra?

"Bellissimi momenti, direi i più belli della mia carriera. Con la maglia del Catania ho vinto il campionato di Serie B, l'anno dopo siamo riusciti a salvarci all'ultima giornata. Ricordi sicuramente molto stupendi".

Ti piacerebbe tornare in Sicilia?

"Sono stato bene, nel calcio mai dire mai. Il nostro futuro è sempre un'incognita, ma devo dire che a Catania sono stato davvero bene".

A Catania o a Palermo?

"Sono state due tappe diverse della mia carriera. A Catania mi sono lanciato nel calcio che conta e sono stati tre anni splendidi. A Palermo purtroppo sono stato solamente un anno, perchè poi la società ha fatto determinate scelte. E' stato comunque un anno molto bello, ho anche esordito in Coppa Uefa, che per un giocatore come me che viene dalla Serie C è stato qualcosa di veramente indescrivibile".

L’Atalanta ha cambiato tre allenatori in questa stagione, come è stato il tuo rapporto con ognuno dei tre?

"Il rapporto buono con tutti, sinceramente non ho avuto problemi con nessuno. Ho dato sempre il massimo in allenamento e continuerò a farlo fino alla fine della stagione. Inizialmente mi aspettavo di trovare più spazio, però il campionato è ancora lungo e lotterò sino alla fine".

Sul piano tattico invece, cosa è cambiato per te?

"In questa stagione ho giocato in un ruolo che negli ultimi anni non ho mai ricoperto. Ho sempre giocato in un centrocampo a tre, tranne l'anno scorso a Lecce in cui facevo la mezzapunta. Nella mia carriera stato sempre stato impiegato in ruolo di centrocampo più offensivo rispetto a come giochiamo quest'anno".

Voi credete alla salvezza?

"Sicuramente siamo una squadra che ci crede molto, lo abbiamo dimostrato anche contro il Bari e cercheremo di dimostrarlo fino alla fine. Rispetto all'anno scorso il gruppo non è cambiato molto a parte qualche nuovo arrivo, però è una squadra che non merita l'attuale posizione in classifica. Dobbiamo quindi lottare ancora di più per tirarci fuori da questa situazione e secondo me ci sono tutte le possibilità per farlo. L'organico è buono e può fare sicuramente bene".

A gennaio hai avuto l’opportunità di trasferirti al Livorno…

"Io non ho mai chiesto alla società di andare via perchè a Bergamo mi trovo bene, in un buon gruppo e in una grande società. Si sa che durante il periodo di calciomercato ci sono continue voci riguardo a interessamenti di altre società. Mi ha fatto comunque piacere che ci sono state richieste da parte del Livorno e della Reggina, che è la squadra della mia città, e magari da parte di tanti altri club. Però la società alla fine ha deciso di trattenermi, non cedendomi a una diretta concorrente per la salvezza e io sono contento di questo".

Luca Iannone per ItaSportPress.it

8 febbraio 2010

Barreto e il "giallo" dell'ammonizione

Curioso episodio nel corso della partita di ieri a Bergamo. Al 63' Barreto viene ammonito per un fallo ingenuo su un calciatore orobico. Due minuti più tardi il brasiliano viene sostituito per far posto al neo arrivato Castillo. Questa è solamente la cronaca della gara, ma l'ammonizione a carico di Barreto, che lo costringerà a saltare la trasferta di Cagliari, poteva essere facilmente evitata. Infatti, pochi minuti prima che l'attaccante fosse sostituito, Ventura voleva già effettuare il cambio con Castillo, salvo poi cambiare idea su consiglio del suo vice, Salvatore Sullo. Un'ammonizione che costerà caro al capocannoniere del Bari, ma che ha fatto soprattutto infuriare mister Ventura.
Luca Iannone per TuttoBari.com

7 febbraio 2010

Intervista a Lucio Rizzica

Che partita ti aspetti tra Atalanta e Bari?

"Un match decisamente diverso da quella del girone di andata, che in qualche modo è costato il sogno di un panchina di Serie A a Gregucci. Sono due squadre diverse. La cura Conte ha cambiato la situazione fisico-atletica dell’Atalanta che adesso è molto più reattiva e resistente rispetto a inizio stagione in cui era abbastanza inconsistente. L’arrivo di Mutti ha fatto quadrare un po’ i conti. L’assenza di Guarente e il fatto che Padoin non sia al meglio della condizione non aiutano questa Atalanta, però è anche vero che può contare sul rientro di Doni e sull’importante arrivo di Amoruso. Gioca in casa, venderà carissima la pelle. Il Bari è una squadra sorprendente, sta facendo una grandissima stagione. Non deve porsi limiti, ma non deve neanche avere particolari speranze. Se arriverà qualcosa di più rispetto a quello che sta raccogliendo sarà un di più e non dovrà cambiare le strategie di una società che si è mossa con i piedi di piombo ha fatto bene anche sul mercato di riparazione e sta raccogliendo i frutti di una bella programmazione per quanto all’inizio ci fosse molta amarezza. Ventura ha messo molto di suo in questa squadra e l’ha fatta diventare un meccanismo a orologeria perfetto, per cui mi aspetto che il Bari faccia la sua solita partita in cerca di punti pesante. Ma mi aspetto anche che l’Atalanta cerchi di ottenere la vittoria in casa e quindi lotti su tutti i palloni".

Quali saranno i giocatori determinanti da una parte e dall’altra?

"Mi aspetto una bella partita sicuramente da Doni e complessivamente dall’Atalanta. Dall’altra parte inutile dire che tutti come me aspettano Barreto soprattutto se giocherà con Meggiorini che sembra essere la sua spalla naturale in questo campionato più ancora di quanto non possa essere un’alternativa valida al brasiliano. Credo che Donati non vorrà deludere davanti a un pubblico che lo ha visto giocare da ragazzino e lo ha poi apprezzato da adulto prima che andasse a giocare nel campionato scozzese. Secondo me si giocherà molto a centrocampo. La scienza di Almiron è importante per il Bari che ha dimostratore di saper non dipendere da un solo giocatore. Credo che il punto nevralgico sarà il centrocampo. Chi fra Doni e Donati riuscirà a prendere il boccino avvantaggerà la sua squadra".

Se dovessi fare un pronostico?

"E’ una partita da 1X2 perché l’Atalanta in casa vuole fare i punti che le servono per tirarsi fuori da una situazione imprevista e poco piacevole. Il Bari però è una squadra che ha dimostrato di non avere paura di nessuno e che sa giocare molto bene a viso aperto. Credo che possa starci l’X2, fermo restando che il fattore campo non è trascurabile. Un pronostico inazzardabile. L’Atalanta è una tradizione della Serie A, dal grande vivaio e dalla grande cattiveria agonistica interna. Il Bari è una grande rivelazione. Gioco la tripla, se ne ho una a disposizione la gioco oggi".

Luca Iannone per TuttoBari.com

5 febbraio 2010

Intervista a Silvano Martina

E' di oggi la notizia, riportata da vari organi di informazione, secondo cui il difensore serbo del Manchester United Nemanja Vidic sarebbe in procinto di trasferirsi al Milan la prossima estate. Ci ha pensato però il suo procuratore, Silvano Martina, a smentire il presunto trasferimento del suo assistito in esclusiva ai microfoni di Itasportpress: "Non è assolutamente vero ciò che si è detto e scritto - spiega Martina -, Vidic è un giocatore importante per il Manchester United. Non c'è nessuna trattativa con nessun club, a differenza di quanto c'è scritto sui giornali. Non c'è assolutamente niente di niente. Il calciomercato si è chiuso cinque giorni fa, e Vidic gioca in club mondiale e certamente non migliorerebbe se andasse al Milan".
Luca Iannone per ItaSportPress.it

Intervista a Bruno Giordano

Giordano, che gara sarà tra Lazio e Catania?

"Sarà sicuramente una partita combattuta fino all'ultimo. E' un match importante sia per il risultato sia in funzione del campionato. Sono due squadre che stanno cercando di venire fuori da un periodo negativo e sarà una partita molto combattuta, non spettacolare dal punto di vista delle giocate ma importante sotto l'aspetto dell'intensità. E' chiaro che la classifica dice che è uno scontro salvezza: permetterà a chi farà punti di tirare il fiato. Mentre un pareggio terrebbe le cose sostanzialmente invariate. Purtroppo è un campionato che deve essere all'insegna della salvezza per entrambe le squadre".

Quali potranno essere i giocatori decisivi per le due squadre?

"Per la Lazio credo che Zarate e Floccari siano già determinati, mentre dall'altra parte Mascara e Andujar potrebbero essere quelli più sollecitati. Questi quattro giocatori penso che potranno essere i giocatori più determinanti della partita".

Te la senti di fare un pronostico?

"Chiaramente, per una questione di cuore, spero che vinca la Lazio, visto anche che gioca in casa. Non sarà facile perchè il Catania in questo momento va a battagliare su tutti i campi, sia in casa che fuori. La vittoria sulla Juventus ha dato grande motivazione all'ambiente. Credo che i biancocelesti abbiano le possibilità di vincere, ma non sarà una partita semplice".

Un tuo giudizio sul mercato dei due club nel corso della finestra invernale di calciomercato?

"Buono, un mercato nel quale hanno cercato di tamponare dove ce n'era esigenza. Sulla carta sembrano tutti acquisti importanti, poi sarà il campo a dare il giudizio finale. Credo comunque che siano state fatte le cose nel modo giusto, ma da qui alla fine del campo avremo tempo per valutare".

Come giudichi il lavoro di Mihajlovic fino a questo momento?

"Sta facendo bene, la vittoria a Torino gli ha dato la possibilità di cementare il gruppo che lo sta seguendo. E' una squadra che è in una buona condizione fisica, gioca in diversi moduli mi sembra che stia facendo un buon lavoro".

Caso Ledesma, chi ha ragione: Lotito o l’argentino?

"Io non so chi abbia ragione, credo soltanto che sia una situazione penalizzante sia per la società che per lo stesso giocatore".

Luca Iannone per ItaSportPress.it

Intervista a Pietro Lo Monaco

La squadra ha mostrato netti passi in avanti nelle ultime partite. C’è fiducia per la salvezza?
“Noi la fiducia ce l’abbiamo da sempre, perché anche nei momenti più difficili la squadra ha dimostrato di avere un gioco, una propria fisionomia, una propria forza. Siamo comunque ben consci di dover lottare fino alla fine per salvarci, ma anche convinti di avere le qualità necessarie per potercela fare”.

L’arrivo in panchina di Mihajlovic ha fatto sentire i suoi effetti…
“Il Catania ha sempre giocato bene e ha sempre giocato delle ottime gare. Ora la squadra ha sicuramente più determinazione, si sta realizzando sotto questo aspetto e riesce ad avere una attenzione e una applicazione costante nei novanta minuti di gioco, al contrario di quanto accadeva prima. Il Catania ha comunque sempre dato luogo ad ottime prestazioni come espressione di gioco e come modo di stare in campo”.

Qualche mese fa il presidente Pulvirenti aveva parlato di un progetto per arrivare tra qualche anno a combattere per l’Europa League. E’ una promessa che si sente di fare ai tifosi del Catania?
“Io posso soltanto dire che il Catania ha un organico più giovane di ben quattro anni e mezzo rispetto all’età media in Serie A. Quest’anno abbiamo un organico di grande spessore con tanti giovani interessanti. Se dovessimo centrare l’obiettivo salvezza anche quest’anno, certamente ci sarebbero le basi per poter ambire a obiettivi diversi in un prossimo futuro”.

E’ vero che lei partirà prossimamente per il Sudamerica?
“Ogni anno io mi reco sempre lì per qualche giorno. Non so ancora quando il campionato mi permetterà di partire”.

Non è arrivato Pavone, ma c’è comunque Maxi Lopez, un rinforzo importante per il Catania per ottenere punti pesanti in questo finale di campionato…
“Maxi Lopez è un giocatore importante e ci auguriamo si ambienti al più presto per poter dare anche lui il proprio contributo per la salvezza”.

Se fosse arrivata anche la punta del Betis, davanti ci sarebbero stati Mascara, Morimoto, Maxi Lopez, Pavone, Martinez, Sciacca, Ricchiuti e volendosi Llama. Non sarebbe stato complicato per Mihajlovic gestire un parco attaccanti così ampio?
“Sì, sarebbe stato complicato ma i buoni giocatori non si buttano mai via”.

A Sky Sport ha rivelato che ci sono dei colloqui in corso con un club estero per Martinez. Senza dirci il nome preciso, ci potrebbe dire almeno il Paese?
“Posso dire che si tratta di una società inglese”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Intervista a Oscar Brevi

Nove anni dopo sei di nuovo a Como, prima da giocatore ora da allenatore…

"Nell’estate del 2008, quando ero al Venezia, il Como mi aveva chiesto la disponibilità a dare una mano per quanto riguarda il calcio giocato e sono venuto molto volentieri avevo trascorso 3 anni bellissimi, visto che con questa maglia ero salito dalla serie C alla A. Abbiamo vinto il campionato e siamo stati promossi in Prima Divisione. Nell’autunno del 2009 il tecnico del Como Di Chiara fu esonerato e mi chiesero di prendere la guida della squadra. Un’opportunità importante che non potevo rifiutare, così mi sono buttato dentro per salvare la squadra".

Come procede il lavoro in panchina in cooperazione con mister Strano?

"Stiamo cercando di dare il massimo entrambi per migliorare una situazione, che prima era molto difficile, ora pian piano sta migliorando. Purtroppo gli ultimi risultati non sono stati favorevoli e adesso siamo ancora nella zona calda della classifica. Lotteremo fino all’ultima giornata per salvarci".

Classifica difficile, ma voi credete alla salvezza?

"Sicuramente, la squadra è stata anche rinforzata e ora dobbiamo avere pazienza per far inserire al meglio i nuovi arrivati però siamo fiduciosi e sono convinto che alla fine riusciremo a ottenere il nostro obiettivo".

Avete agito molto sul mercato…

"Sì avevamo dei problemi e speriamo di averli risolti avevamo tanti infortuni tanti giocatori che per vari motivi sono dovuti partire e abbiamo dovuto rinforzare la squadra in tutti i reparti e siamo convinti di poter fare bene e di migliorare l’andamento".

Sei mai stato contattato da società di A o di B?

"No, ci mancherebbe. E' pochissimo che mi hanno dato questa possiblità e sto cercando di dare il massimo, poi vedremo. Adesso è importante il presente, in futuro staremo a vedere quello che succederà".

Nella tua carriera hai cambiato dodici maglie diverse, ma quale squadra ti ha lasciato il miglior ricordo?

"Devo dire che dovunque ho giocato è quasi sempre andata bene. Ad Ascoli siamo riusciti ad andare in Serie A grazie al ripescaggio. A Como abbiamo vinto due campionati e dalla C1 siamo andati in serie A. Con il Torino abbiamo raggiunto la massima serie. Ho ottimi ricordi dovunque sono stato, anche a Palermo purtroppo con i rosanero non riuscimmo a ottenere la promozione in A all’ultima giornata. Sono maglie che comunque ti rimangono dentro. Il Toro comunque mi ha dato tanto, ho giocato anche in Serie A con la maglia granata. Sono esperienze importanti che ti lasciano un po’ tutte qualcosa".

Stasera c’è Torino-Brescia…

"E’ difficile valutare da fuori. Io mi auguro che il Toro riesca a vincere questa sera perché sarebbe un risultato importante che li rilancerebbe verso i piani alti della classifica".

Luca Iannone per ItaSportPress.it

4 febbraio 2010

Intervista a Simone Palermo

Il passo dalla Primavera della Roma e dalle squadre giovanili della Nazionale alla Lega Pro è davvero breve. Lo dimostra la storia di Simone Palermo, regista classe 1988. E' stato lo stesso centrocampista romano a raccontarci come sono andate effettivamente le cose: "Militavo nella Primavera della Roma quando nell'estate del 2007 il Rimini mi prelevò con la formula del prestito con diritto di riscatto a favore dei giallorossi. Il tecnico dei romagnoli Acori mi voleva fortemente e mi convinse a trasferirmi in Romagna. Dopo poco tempo però subii la rottura della cartilagine del ginocchio e da lì sono cominciati i miei problemi. Sono dovuto stare fermo per undici mesi, undici mesi di dolore intenso, e pensai di appendere gli scarpini al chiodo. La Roma mi richiamò per la preparazione atletica, i problemi fisici passarono e ricominciai a giocare. Nell'estate successiva passa al Treviso, dove non mi sono trovato proprio benissimo: collezionai appena quattro presenze e una rete rocambolesca contro il Piacenza. Dopo l'ottima prestazione in quella partita, mi ritrovai in tribuna per ben sei giornate di fila e per una specie di operazione di mobbing da parte dell'allenatore, decisi di andare via. Quindi nella finestra di mercato invernale del 2009 accettai la scommessa della Pistoiese. Eravamo il fanalino di coda a -6 dalla penultima, poi riuscimmo ad arrivare terzultimi. Fummo però sconfitti ai playout dal Foligno per differenza reti. Dopo l'esperienza a Treviso e Pistoia la Roma non volle prolungare il mio contratto perchè non credeva più in me, visti anche i miei problemi fisici. A settembre però mi arrivò un'offerta della Pro Patria, ma accettai una proposta più interessante da parte dell'Helsingborg, club d'élite in Svezia, dove militava il mio idolo Henrik Larsson. Mi allenai con loro ma non potevo essere tesserato perchè in quel periodo il calciomercato svedese era chiuso. Ero finalmente sereno, ma dopo neanche un mese mi ruppi quinto metatarso del piede in allenamento. Dopo l'infortunio subito il mio trasferimento al club svedese sfumò perchè l'offerta che mi fu proposta era economicamente inferiore a quella che mi era stata promessa, dato che ero anche infortunato. Allora sono tornato in Italia e il presidente della Pro Patria ha dimostrato di volermi fortemente convicendomi con il suo progetto, nonostante avessi ricevuto offerte da alcune società di B". Ora quindi sotto con la Pro Patria, attualmente al terzultimo posto del girone A di Prima Divisione: "La classifica è difficile ma la squadra non merita questa classifica, forse più dettata dalla sfortuna ce da altro. L'obiettivo è naturalmente la salvezza. Non è assolutamente una missione impossibile, la classifica è corta. Dopo questi primi giorni di allenamento, mi sono reso conto che questa è una delle compagini più forti della categoria. Mister Cosco mi sembra un allenatore molto preparato, sa di calcio e questa è la cosa importante. In Prima Divisione è difficile trovare tecnici così preparati come lui. Dal punto di vista umano devo ancora conoscerlo, ma mi ha fatto un impressione tecnica molto buona". Infine il regista romano dichiara di non chiedere niente di particolare per il suo futuro: "Per la mia carriera non mi auguro niente di particolare, spero solo di stare bene fisicamente. Spero che il mio futuro dipenda soltanto da me e non dai problemi fisici".
Luca Iannone per ItaSportPress.it