Forse in pochi quest'estate potevano aspettarsi che alla settima giornata il Pescara avrebbe preceduto l'Udinese
in graduatoria, anche se con un solo punto di distacco. E domenica le
due squadre si affronteranno al Friuli, in una partita che potrebbe
permettere alla squadra di Guidolin di scavalcare gli abruzzesi in
classifica. Ho raggiunto in esclusiva Massimo Margiotta, doppio ex delle due formazioni, per analizzare questo match: “Sarà
una gara in cui soprattutto l'Udinese vorrà cercare di portare i tre
punti a casa. Dopo l'ultima trasferta a Napoli dove avrebbe meritato
molto di più che una sconfitta, i friulani vorranno riscattarsi e
riprendersi quello che è mancato nelle giornate precedenti. Invece la
compagine biancazzurra, prima di subire tre gol contro una Lazio in
grande forma, veniva da due risultati importanti consecutivi a Cagliari e
con il Palermo. Mi aspetto un match molto combattuto, entrambe hanno
grande voglia di riscatto”. Ma dove potranno arrivare i bianconeri in questa stagione? “L'Udinese
farà il suo campionato, anche se anno dopo anno è sempre più difficile
ripetersi. In questo inizio di stagione sembrava essere ormai finito il
ciclo Guidolin, il ciclo Di Natale, invece la grande prestazione contro
il Liverpool ha dato un'altra identità alla stagione. I friulani poi
hanno un grande allenatore che riesce a tirar fuori il meglio da tutti
quanti”, ha risposto l'ex attaccante. Margiotta, infine, si è espresso sulle chance di salvezza del Pescara: “Sulla
carta, per la presenza di tanti giovani e tanti stranieri in organico,
ci sono un po' di perplessità attorno alla compagine abruzzese. A
Pescara però c'è grande entusiasmo; soprattutto all'Adriatico avranno
dalla loro parte un pubblico straordinario e questo è fondamentale.
Molto dipenderà da come si ambienteranno nuovi arrivati, in fondo
nessuno si aspettava le due vittorie consecutive che sono arrivate. Il
Pescara darà filo da torcere a qualsiasi avversario e poi si vedrà”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
19 ottobre 2012
18 ottobre 2012
Bagni: "Dallo Juventus Stadium uscirà la vincitrice dello scudetto. Sull'attacco della Juve e su Vargas..."
Mancano ormai due giorni e poche ore al fischio d'inizio di Juventus-Napoli.
L'attesissima sfida che non vale lo scudetto, ma vale il primo posto in
classifica. Per parlare del match dello Juventus Stadium e non solo, ho intervistato in esclusiva Salvatore Bagni, ex centrocampista del Napoli e della Nazionale.
Si avvicina lo scontro tra le prime della classe, accompagnato da mille polemiche...
"Ognuno trova le proprie ragioni,
quello che conta è il campo da cui uscirà la squadra vincitrice di
questo campionato. Nessuno potrà inserirsi in questo duello tra Juve e
Napoli per lo scudetto. La stagione comunque è ancora lunga e i tre
punti si potrebbero eventualmente recuperare. Dipenderà molto anche dal
cammino europeo di bianconeri e partenopei".
A questo proposito, come valuti quanto fatto vedere in Europa da queste due squadre?
"Fino a questo momento la Juventus ha
collezionato due pareggi. Si è visto contro lo Shakhtar che possono
esserci delle difficoltà in Champions essendo in corsa per due
obiettivi. Discorso diverso per gli azzurri. Se Mazzarri fa giocare le
cosiddette riserve in Europa League, ha la possibilità di far giocare i
titolari in campionato ed è tutto più semplice".
Cosa ne pensi della polemica sull'utilizzo dei nazionali?
"Penso che sia una cosa riguardante
soprattutto quei calciatori che vanno a giocare in Sudamerica.
D'altronde si sa a cosa si va incontro puntando sui giocatori
sudamericani. Nel recuperare e nel viaggio di ritorno possono esserci
dei problemi".
Se fossi al posto di Conte, su quale coppia d'attacco punteresti sabato?
"Vucinic lo schiererei in tutte le
occasioni; è l'attaccante più talentuoso e può fare sempre la
differenza. Accanto a lui non farei giocare Matri ma uno più rapido e
svelto, come Quagliarella o Giovinco".
Infine una domanda di mercato: quale futuro per Edu Vargas?
"Lui sa di essere la quarta punta, la
quarta scelta di Mazzarri in attacco: prima di lui viene Insigne e lui
lo sa. Vargas è venuto a Napoli per giocare da titolare; va bene stare
in panchina per i primi sei mesi, ma poi devi giocare o quantomeno
essere a ridosso dei titolari. Giocare dal primo minuto solo in Europa
League è difficile. Penso che farà fatica a ritagliarsi uno spazio,
proprio a causa della presenza di Insigne. Non credo comunque che il
Napoli abbia intenzione di cederlo a gennaio, gli attaccanti rimarranno
questi".
16 ottobre 2012
Tavarilli: "Cassano, Bellomo e Galano: vi racconto i talenti di Bari Vecchia. E sul mio Bisceglie..."
Una vita nel Bari. In pochi conosco la società di via Torrebella come Vincenzo Tavarilli.
Da giocatore ha vestito la maglia biancorossa dal 1978 al 1981, poi al
termine della sua carriera da calciatore ha trascorso anni e anni nel
capoluogo pugliese: prima come allenatore delle giovanili, poi come
relatore degli osservatori fino a diventare il vice di Vincenzo Torrente
sulla panchina della prima squadra. Per non parlare dei giovani che ha
lanciato come Nicola Bellomo e Cristian Galano che si stanno mettendo in mostra in questa stagione, ma anche un certo Antonio Cassano. La scorsa estate, però, Tavarilli ha lasciato i galletti per approdare al Bisceglie in qualità di consulente tecnico. Insomma, è una vera e propria enciclopedia sul Bari, che ho intervistato in esclusiva.
Il Bisceglie è al quinto posto del girone H di Serie D, siete soddisfatti?
“Abbiamo costruita una squadra
importante per poter puntare a disputare un campionato di alta
classifica, anche se siamo consapevoli della forza di squadre quali
Ischia, Matera e Monopoli. Attenzione però anche a Taranto, Brindisi e
Foggia, grandi squadre in ripresa che possono rientrare in questo
discorso e si rafforzeranno. Siamo partiti facendo bene soprattutto in
casa, ma dobbiamo migliorarci sotto l'aspetto del risultato. In
trasferta non siamo ancora riusciti a vincere, ottenendo solo pareggi ed
una sconfitta. Abbiamo le potenzialità per vincere fuori casa, ci manca
solo la giusta mentalità”.
Ma la possiamo chiamare ancora mister?
“Quello attuale è un ruolo nuovo per
me. Finora è stato tutto molto positivo, ma dopo trentatré anni mi manca
il campo. Anche quando facevo le relazioni per Antonio Conte quando era
al Bari, partecipavo attivamente sul campo in qualità di collaboratore
tecnico. Mi manca mettermi la tuta e calpestare l'erba, ma questo nuovo
ruolo mi soddisfa. Ho un buon rapporto con la squadra, faccio da tramite
tra la società e lo staff tecnico”.
Parliamo di alcuni giocatori che lei conosce bene: si aspettava l'esplosione di Bellomo?
“Sinceramente me la aspettavo anche
prima. Già dallo scorso anno caldeggiavo la sua candidatura ad una
maglia da titolare, dicevo che bisognava puntare su questo ragazzo. Si è
aspettato un anno in più, ma sono comunque contento per lui. Secondo me
Nicola ha qualità importanti dal punto di vista tecnico ed è dotato di
una buona visione di gioco. Adesso sta migliorando anche sotto l'aspetto
fisico che prima era un suo limite: era gracile e mingherlino, ora si
sta irrobustendo. Ha sempre ricoperto il ruolo di trequartista, ma pian
piano ai tempi della Primavera l'ho portato a fare la mezzala nel
centrocampo a tre e poi l'interno in quello a quattro. Ha grande fiuto
del gol e sa far bene il rifinitore; non bisogna limitarlo facendolo
giocare da mediano, dovrebbe avere licenza di inserirsi con a fianco un
interditore. Nelle giovanili, in qualsiasi categoria, ha sempre fatto
gol. Nicola ha già buttato le basi per fare salto di qualità”.
Cosa ci dice invece di Galano?
“Per quanto riguarda Cristian, lui ha
qualità importanti e grosse potenzialità. Nicola però è un po' più
deciso, a Galano invece manca questa incisività, però può migliorarsi
sempre di più giocando e andando avanti. Ricordiamoci che stiamo
parlando di un ragazzo del '91, ha ventun anni. Quest'anno si ritaglierà
il suo spazio con la maglia del Bari in una vetrina importante come la
Serie B”.
Ma lei ha anche allenato un giovanissimo Antonio Cassano...
“Ha fatto tre anni con me nelle
giovanili, dai dodici ai quindici anni. Era un giocherellone come quel
ragazzo che vediamo anche oggi, sempre allegro e gioioso. Già da piccolo
riusciva a fare la differenza, si vedeva fin dall'inizio che poteva
avere un futuro importante. Viveva in un contesto difficile e con una
situazione familiare non eccezionale in quel momento, poteva perdersi e
prendere altre strade; ma, grazie alla sua grandissima passione per il
calcio, è stato bravo a non farlo. Antonio ha il calcio nel sangue ed è
riuscito a diventare uno dei migliori giocatori d'Europa”.
Foglio: "Atalanta-Siena? Pronostico un pareggio, ma il mio cuore dice..."
Domenica ci saranno in palio punti pesanti all'Atleti Azzurri d'Italia. A darsi battaglia saranno infatti l'Atalanta e il Siena, entrambe in cerca di riscatto dopo due ko consecutivi. Per analizzare questo match, ho contattato in esclusiva l'ex difensore Paolo Foglio, che in carriera ha vestito sia la maglia degli orobici che quella dei toscani: “Penso
che sarà una gara molto combattuta perché si affronteranno due squadre
che hanno bisogno di punti. L'Atalanta viene da alcune sconfitte
immeritate, nonostante abbia giocato bene non riesce a vincere da tre
giornate; dall'altra parte ci sarà un Siena che sta bene e lo si è visto
anche contro la Juventus. Sarà una partita importantissima e difficile,
una sconfitta potrebbe dare risvolti negativi al gruppo. Il mio
pronostico è un pareggio, anche se il mio cuore dice Atalanta: speriamo
che possa ottenere i tre punti per uscire da questa situazione negativa”. Ma Atalanta-Siena sarà anche la sfida tra due bomber come Denis e Calaiò: “Sicuramente
sono i due giocatori più rappresentativi delle rispettive squadre, poi
però succede che a fare gol sia qualcun'altro. La compagine bergamasca
ha anche De Luca che ritengo un buon attaccante, mentre i bianconeri
possono rendersi pericolosi sugli esterni. Attacco a parte, per
Colantuono sarebbe importante recuperare elementi quali Manfredini,
Lucchini o Stendardo per il pacchetto arretrato”. Inutile dire che entrambe le formazioni sono in corsa per la salvezza, motivo per cui i punti valgono doppio: “Quello
di quest'anno è campionato molto equilibrato, più di quello passato.
Credo comunque che l'Atalanta riesca a salvarsi perché ha le
potenzialità per farlo e lo ha dimostrato già nella scorsa stagione. La
vedo invece più difficile per il Siena, anche se ha un allenatore bravo
come Cosmi che non molla mai fino all'ultima giornata”, ha concluso Foglio.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
15 ottobre 2012
Lanciano, Vastola: "Un'emozione fare gol. Ecco chi è la mia favorita per il primo posto"
La Virtus Lanciano non riesce a sfatare il
tabù Adriatico. Ancora una volta la squadra di Gautieri non è riuscita
ad andare oltre il pareggio in quel di Pescara, facendo 1-1 contro
l'altra neo promossa Pro Vercelli. Dopo essere passati in svantaggio, i
rossoneri hanno ristabilito la parità grazie alla rete firmata da Gaetano Vastola, alla sua quarta stagione consecutiva con la maglia del Lanciano. Ho intervistato in esclusiva l'esperto centrocampista, che ieri ha
siglato il suo primo centro lontano di campi della ex Serie C,
nonostante in passato abbia già militato in A con l'Ascoli e in B con
l'Avellino.
Gaetano, che sensazione si prova a segnare la prima rete in Serie B?
“E' sicuramente una bellissima emozione. Al di là del fatto di fare gol in B e con la maglia del Lanciano, è una grandissima emozione”.
E con un colpo di testa da attaccante di razza.
“Questi colpi ce l'ho nel mio dna, spesso riesco a trovarmi davanti alla porta a colpire di testa. A volte riesco a centrare il bersaglio, altre volte invece sciupo le occasioni. Ieri, secondo me, ho avuto un paio di occasioni da gol, ma va bene così. L'importante era segnare per pareggiare e non perdere”.
Peccato che non sia servito a centrare il successo...
“Se fosse arrivata la vittoria sarebbe stato tutto più bello, ma sono ottimista. Per quello che abbiamo creato i tre punti erano alla nostra portata, ieri dovevamo vincere e basta. Invece è arrivato il pareggio, ma andiamo avanti fiduciosi perché il campionato è ancora lungo”.
I tre punti non arrivano da tre giornate, con l'Empoli potrebbe essere la volta buona?
“Innanzitutto speriamo di non dover andare a giocare nuovamente all'Adriatico, speriamo di giocare sul terreno del Biondi che può essere sicuramente un fattore positivo. Sabato sarà uno scontro diretto contro una squadra che sta avendo dei piccoli problemi. Hanno cinque punti in meno rispetto a noi e quindi sarà molto importante vincere per aumentare il distacco in graduatoria. Vogliamo fare di tutto per tenere più squadre possibili dietro di noi in classifica. Contro l'Empoli ci tocca vincere”.
Attualmente siete sedicesimi in classifica, ambite ad una salvezza tranquilla?
“Sicuramente sì. E' il primo anno di Serie B e quello è il nostro obiettivo. Raggiungere questo traguardo, però, non è facile in un campionato come questo, dove si giocano tantissime partite durante l'anno e può succedere di tutto; vinci 2-3 partite di seguito, risali in classifica e ti puoi ritrovare in zona play-off. Noi puntiamo a giocarcela con tutte le squadre al nostro livello, ma dobbiamo essere concentrati su noi stessi e non pensare ai nostri diretti avversari”.
Sassuolo 25, Livorno 19, Hellas Verona 18: chi vedi favorita per il primo posto?
“Sinceramente ritengo che il Sassuolo e il Verona abbiano qualcosa in più. Il Livorno ogni tanto stecca, ma è lì e se la giocherà. Le altre però hanno un passo in più e possono fare affidamento su due grandi allenatori che fanno giocare bene i propri uomini. La squadra allenata da Di Francesco, inoltre, non ha mai perso fino ad oggi e questa è una cosa positiva, tutto diventa più facile”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Gaetano, che sensazione si prova a segnare la prima rete in Serie B?
“E' sicuramente una bellissima emozione. Al di là del fatto di fare gol in B e con la maglia del Lanciano, è una grandissima emozione”.
E con un colpo di testa da attaccante di razza.
“Questi colpi ce l'ho nel mio dna, spesso riesco a trovarmi davanti alla porta a colpire di testa. A volte riesco a centrare il bersaglio, altre volte invece sciupo le occasioni. Ieri, secondo me, ho avuto un paio di occasioni da gol, ma va bene così. L'importante era segnare per pareggiare e non perdere”.
Peccato che non sia servito a centrare il successo...
“Se fosse arrivata la vittoria sarebbe stato tutto più bello, ma sono ottimista. Per quello che abbiamo creato i tre punti erano alla nostra portata, ieri dovevamo vincere e basta. Invece è arrivato il pareggio, ma andiamo avanti fiduciosi perché il campionato è ancora lungo”.
I tre punti non arrivano da tre giornate, con l'Empoli potrebbe essere la volta buona?
“Innanzitutto speriamo di non dover andare a giocare nuovamente all'Adriatico, speriamo di giocare sul terreno del Biondi che può essere sicuramente un fattore positivo. Sabato sarà uno scontro diretto contro una squadra che sta avendo dei piccoli problemi. Hanno cinque punti in meno rispetto a noi e quindi sarà molto importante vincere per aumentare il distacco in graduatoria. Vogliamo fare di tutto per tenere più squadre possibili dietro di noi in classifica. Contro l'Empoli ci tocca vincere”.
Attualmente siete sedicesimi in classifica, ambite ad una salvezza tranquilla?
“Sicuramente sì. E' il primo anno di Serie B e quello è il nostro obiettivo. Raggiungere questo traguardo, però, non è facile in un campionato come questo, dove si giocano tantissime partite durante l'anno e può succedere di tutto; vinci 2-3 partite di seguito, risali in classifica e ti puoi ritrovare in zona play-off. Noi puntiamo a giocarcela con tutte le squadre al nostro livello, ma dobbiamo essere concentrati su noi stessi e non pensare ai nostri diretti avversari”.
Sassuolo 25, Livorno 19, Hellas Verona 18: chi vedi favorita per il primo posto?
“Sinceramente ritengo che il Sassuolo e il Verona abbiano qualcosa in più. Il Livorno ogni tanto stecca, ma è lì e se la giocherà. Le altre però hanno un passo in più e possono fare affidamento su due grandi allenatori che fanno giocare bene i propri uomini. La squadra allenata da Di Francesco, inoltre, non ha mai perso fino ad oggi e questa è una cosa positiva, tutto diventa più facile”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
13 ottobre 2012
Bortolazzi: "L'attacco della Fiorentina è a posto così. Denis? Buon attaccante e professionista serio"
La Fiorentina viaggia ad alta velocità, ma forse
avrebbe potuto raccogliere più punti di quelli che ha totalizzato fino a
questo momento. La compagine gigliata sembra soffrire la mancanza di un
grande bomber in attacco, nonostante Jovetic abbia già segnato cinque
reti. Di questo ne ho parlato con l'ex calciatore viola Mario Bortolazzi, contattato in esclusiva: “Mi
sembra che il parco attaccanti della Fiorentina sia abbastanza valido
con Jovetic e Ljajic, con lo stesso Toni su cui si può ancora fare
affidamento e con El Hamdaoui, che contro il Napoli non mi era affatto
dispiaciuto. Ripeto, ritengo che il pacchetto avanzato sia decisamente
buono”. Bortolazzi, durante la sua esperienza al Napoli da vice di Donadoni, ha avuto l'occasione di allenare German Denis, il cui nome viene sempre più frequentemente accostato alla Fiorentina: “Stiamo
parlando sicuramente di un buon giocatore, una prima punta al quale la
squadra si appoggia per far salire i centrocampisti. Non so se nel
modulo di Montella l'argentino potrebbe essere il centravanti ideale per
sviluppare il suo gioco, ma si tratta senza dubbio di un buon
attaccante. Che ricordo ho di lui? E' un ragazzo molto disponibile, un
professionista valido. In allenamento non si risparmiava mai, era uno di
quelli che a fine giornata rimaneva volentieri per provare magari
qualche conclusione in porta. Poi tuttodipende dalle esigenze di
Montella, se secondo lui Denis si abbina bene con l'inamovibile Jovetic”, ha concluso.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
11 ottobre 2012
Tacchinardi sta con Agnelli: "La Juve può vincere la Champions, però..."
Andrea Agnelli non è uno che si tira indietro e non ha nascosto le ambizioni europee della Juventus,
che, secondo il numero uno di Corso Galileo Ferraris, può puntare a
vincere la Champions League. Ma i bianconeri possono davvero raggiungere
questo obiettivo? Lo ho chiesto in esclusiva all'ex centrocampista della Juve Alessio Tacchinardi: “Io
penso che i bianconeri abbiano tutte le possibilità per arrivare fino
in fondo. E' una squadra quadrata, che però deve fare esperienza in
Champions e deve imparare a gestire le energie nervose. Pochi giorni
dopo la vittoria con la Roma hanno affrontato lo Shakhtar e sono parsi
scarichi. Se vincere questa competizione è il loro obiettivo, allora
bisogna far giocare altri calciatori nell'impegno di campionato
precedente a quello di Champions. E' impossibile essere sempre al 100%,
serve il turnover altrimenti si arriva svuotati. Penso quindi che la
Juve possa tagliare questo importante traguardo ma deve gestire bene le
energie, deve giocare 100% e non deve calare di intensità”.
Tacchinardi, che ha vinto la Champions con la casacca bianconera nel
1996, ha poi dato un giudizio sul cammino della sua ex squadra nella
massima competizione europea: “La Juve ha dimostrato che, se sta
bene al 100%, sa recuperare una partita contro un Chelsea molto più
forte dell'anno scorso; quella londinese è una squadra fisica, ma adesso
anche molto tecnica. La Juventus al 100% sa come recuperare queste gare
ed ha grande forza. Se i giocatori sono fisicamente a posto se la
giocano con qualsiasi avversario, altrimenti fanno diventare una squadra
discreta una squadra di fenomeni come accaduto è con lo Shakhtar
Donetsk, che invece è soltanto una buona squadra. La Juventus sta
accumulando esperienza, sta vedendo che se sta bene se la può giocare
con tutti e che se non sta bene tutti la possono mettere in difficoltà.
Fino ad oggi sono arrivati due pareggi, quindi non può più sbagliare.
Poi le motivazioni svolgono un ruolo fondamentale e so che Antonio (Conte, ndr) preferisce scendere in campo con una maggiore pressione addosso piuttosto che non giocarsela”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
10 ottobre 2012
Paolino: "Il Cagliari può salvarsi senza problemi, auguro a Pulga di farcela"
Il Cagliari rivede la luce.
Lasciatasi alle spalle i risultati negativi di questo inizio di
campionato, l'undici sardo, guidato ora dalla coppia Pulga-Lopez
che ha sostituito l'esonerato Ficcadenti, ha espugnato
l'Olimpico di Torino vincendo per 1-0 contro i padroni di casa. Per
analizzare il momento del Cagliari, lo ho intervistato in esclusiva l'ex calciatore Raffaele Paolino,
che per due stagioni ha indossato la maglia rossoblu.
Che impressione ti ha fatto il
Cagliari visto domenica?
“Seguo sempre il Cagliari, la
ritengo una squadra che può fare bene. C'erano dei problemi e i
rossoblu sono partiti male, ma con l'arrivo di Pulga è arrivato un
po' di entusiasmo. Domenica contro il Torino, il Cagliari ha avuto
la cattiveria giusta: forse era quello che era mancato negli impegni
precedenti”.
Il cambio Ficcadenti-Pulga ha dato i
primi frutti...
“E' ancora presto per dire se è
il cambio giusto, ma c'era bisogno di questa sterzata. A Torino ho
visto una squadra più motivata, ma quando si cambia allenatore ci
sono sempre delle motivazioni in più all'inizio”.
Serviva una scossa a livello mentale
nello spogliatoio?
“Dal punto di vista tecnico il
Cagliari è una buona squadra e può sicuramente puntare ad una
posizione di metà classifica o anche a qualcosa in più. C'era forse
qualche problema a livello mentale, anche se non so le problematiche
che ha avuto Ficcadenti. Mi è sembrato comunque che l'ambiente non
stesse dalla sua parte; il cambio andava fatto e così è stato”.
Che ricordo hai di Pulga, con il
quale hai giocato per due anni proprio a Cagliari?
“Di Ivo conservo un ottimo
ricordo, quando militavamo insieme nel Cagliari io ero un debuttante
mentre lui giocava già da qualche anno. Era ed è una bravissima
persona, in campo correva per 110 minuti a partita. Credo che
cercherà di mettere proprio questo nella testa dei suoi giocatori,
spronandoli a correre per tutto l'arco del match. Sono contento che
sia stato scelto lui per la panchina e gli auguro di riuscire a
condurre la formazione sarda alla salvezza”.
E sul problema stadio che idea ti
sei fatto?
“Sono stato per due mesi in
Sardegna e ho visto uno stadio in condizioni disastrose. Io sto dalla
parte del presidente Cellino, anche se poteva evitare la sconfitta a
tavolino in occasione della sfida contro la Roma. Su questa
problematica, comunque, do ragione a lui. Il patron rossoblu ha
trovato degli spazi idonei ma gli sono sempre stati negati e ad un
certo punto uno poi si stufa...”.
9 ottobre 2012
Bubnjic pensa al futuro: "Vestire la maglia dell'Udinese è un sogno"
"Ho saputo del mio trasferimento all'Udinese una settimana prima che
diventasse ufficiale. Quando la trattativa è finalmente andata in
porto, sono stato molto felice". A pronunciare queste parole è Igor Bubnjic, che dalla prossima stagione indosserà la casacca dell'Udinese. Come ufficializzato lo scorso 28 settembre, la società friulana lo ha prelevato dallo Slaven Belupo preferendo però lasciarlo in Croazia sino alla fine del campionato in corso. Bubnjic
è un centrale difensivo classe '92, che può vantare anche alcune
presenze con le selezioni Under 20 e Under 21 della nazionale croata. Ha
appena vent'anni, ma ha già maturato molta esperienza in patria e non
solo. In estate ha partecipato al secondo e terzo turno di
qualificazione dell'Europa League, competizione dalla quale il suo
Slaven è stato eliminato dall'Athletic Bilbao. Raggiunto in esclusiva, il promettente stopper ha rilasciato delle brevi dichiarazioni: "Quello
bianconero è un top club e la Serie A è uno dei campionati migliori del
mondo. Ho già parlato con alcuni dei miei futuri compagni e ho visto lo
stadio Friuli. Il mio sogno? E' quello di giocare in una grande
squadra, quindi l'Udinese è il mio sogno...".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
L'italo-venezulano Di Julio pronto a tornare in Italia: ecco chi lo segue
Nato calcisticamente nel Centro Italo Venezolano di Caracas, Gianfranco Di Julio
ha maturato grande esperienza nelle serie minori del nostro campionato
con le maglie di Isernia, Chieti, Gela, Santegidese e Montesilvano. Tra
l'altro nel 2005, durante il suo periodo di militanza nel Chieti,
l'italo-venezuelano ha anche vestito la casacca del Venezuela Under 20.
La sua carriera è poi proseguita in Spagna, dove ha giocato per il
Villareal C e il Salamanca B. Nel 2008 è tornato al Centro Italo, per
poi trasferirsi al Deportivo Petare e infine all'Atletico Venezuela,
squadra alla quale è legato da un contratto che scadrà a giugno 2013. A
gennaio, però, Di Julio vorrebbe provare una nuova esperienza in Italia.
Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti da fonti vicine al calciatore, il centrocampista classe '86 sarebbe seguito da alcune società di Serie B e di Prima Divisione
di Lega Pro, ma piace anche in Spagna e Portogallo. Giocatore che
unisce quantità e qualità, ha disputato le ultime tre edizioni della Copa Libertadores. A rappresentare Di Julio in Italia è l'agente FIFA Gianfranco Cicchetti.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
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