19 ottobre 2012

Margiotta: "Udinese e Pescara in cerca di riscatto. Sulla loro stagione..."

Forse in pochi quest'estate potevano aspettarsi che alla settima giornata il Pescara avrebbe preceduto l'Udinese in graduatoria, anche se con un solo punto di distacco. E domenica le due squadre si affronteranno al Friuli, in una partita che potrebbe permettere alla squadra di Guidolin di scavalcare gli abruzzesi in classifica. Ho raggiunto in esclusiva Massimo Margiotta, doppio ex delle due formazioni, per analizzare questo match: “Sarà una gara in cui soprattutto l'Udinese vorrà cercare di portare i tre punti a casa. Dopo l'ultima trasferta a Napoli dove avrebbe meritato molto di più che una sconfitta, i friulani vorranno riscattarsi e riprendersi quello che è mancato nelle giornate precedenti. Invece la compagine biancazzurra, prima di subire tre gol contro una Lazio in grande forma, veniva da due risultati importanti consecutivi a Cagliari e con il Palermo. Mi aspetto un match molto combattuto, entrambe hanno grande voglia di riscatto”. Ma dove potranno arrivare i bianconeri in questa stagione? “L'Udinese farà il suo campionato, anche se anno dopo anno è sempre più difficile ripetersi. In questo inizio di stagione sembrava essere ormai finito il ciclo Guidolin, il ciclo Di Natale, invece la grande prestazione contro il Liverpool ha dato un'altra identità alla stagione. I friulani poi hanno un grande allenatore che riesce a tirar fuori il meglio da tutti quanti”, ha risposto l'ex attaccante. Margiotta, infine, si è espresso sulle chance di salvezza del Pescara: “Sulla carta, per la presenza di tanti giovani e tanti stranieri in organico, ci sono un po' di perplessità attorno alla compagine abruzzese. A Pescara però c'è grande entusiasmo; soprattutto all'Adriatico avranno dalla loro parte un pubblico straordinario e questo è fondamentale. Molto dipenderà da come si ambienteranno nuovi arrivati, in fondo nessuno si aspettava le due vittorie consecutive che sono arrivate. Il Pescara darà filo da torcere a qualsiasi avversario e poi si vedrà”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

18 ottobre 2012

Bagni: "Dallo Juventus Stadium uscirà la vincitrice dello scudetto. Sull'attacco della Juve e su Vargas..."

Mancano ormai due giorni e poche ore al fischio d'inizio di Juventus-Napoli. L'attesissima sfida che non vale lo scudetto, ma vale il primo posto in classifica. Per parlare del match dello Juventus Stadium e non solo, ho intervistato in esclusiva Salvatore Bagni, ex centrocampista del Napoli e della Nazionale.

Si avvicina lo scontro tra le prime della classe, accompagnato da mille polemiche...
"Ognuno trova le proprie ragioni, quello che conta è il campo da cui uscirà la squadra vincitrice di questo campionato. Nessuno potrà inserirsi in questo duello tra Juve e Napoli per lo scudetto. La stagione comunque è ancora lunga e i tre punti si potrebbero eventualmente recuperare. Dipenderà molto anche dal cammino europeo di bianconeri e partenopei".

A questo proposito, come valuti quanto fatto vedere in Europa da queste due squadre?
"Fino a questo momento la Juventus ha collezionato due pareggi. Si è visto contro lo Shakhtar che possono esserci delle difficoltà in Champions essendo in corsa per due obiettivi. Discorso diverso per gli azzurri. Se Mazzarri fa giocare le cosiddette riserve in Europa League, ha la possibilità di far giocare i titolari in campionato ed è tutto più semplice".

Cosa ne pensi della polemica sull'utilizzo dei nazionali?
"Penso che sia una cosa riguardante soprattutto quei calciatori che vanno a giocare in Sudamerica. D'altronde si sa a cosa si va incontro puntando sui giocatori sudamericani. Nel recuperare e nel viaggio di ritorno possono esserci dei problemi".

Se fossi al posto di Conte, su quale coppia d'attacco punteresti sabato?
"Vucinic lo schiererei in tutte le occasioni; è l'attaccante più talentuoso e può fare sempre la differenza. Accanto a lui non farei giocare Matri ma uno più rapido e svelto, come Quagliarella o Giovinco".

Infine una domanda di mercato: quale futuro per Edu Vargas?
"Lui sa di essere la quarta punta, la quarta scelta di Mazzarri in attacco: prima di lui viene Insigne e lui lo sa. Vargas è venuto a Napoli per giocare da titolare; va bene stare in panchina per i primi sei mesi, ma poi devi giocare o quantomeno essere a ridosso dei titolari. Giocare dal primo minuto solo in Europa League è difficile. Penso che farà fatica a ritagliarsi uno spazio, proprio a causa della presenza di Insigne. Non credo comunque che il Napoli abbia intenzione di cederlo a gennaio, gli attaccanti rimarranno questi".

16 ottobre 2012

Tavarilli: "Cassano, Bellomo e Galano: vi racconto i talenti di Bari Vecchia. E sul mio Bisceglie..."

Una vita nel Bari. In pochi conosco la società di via Torrebella come Vincenzo Tavarilli. Da giocatore ha vestito la maglia biancorossa dal 1978 al 1981, poi al termine della sua carriera da calciatore ha trascorso anni e anni nel capoluogo pugliese: prima come allenatore delle giovanili, poi come relatore degli osservatori fino a diventare il vice di Vincenzo Torrente sulla panchina della prima squadra. Per non parlare dei giovani che ha lanciato come Nicola Bellomo e Cristian Galano che si stanno mettendo in mostra in questa stagione, ma anche un certo Antonio Cassano. La scorsa estate, però, Tavarilli ha lasciato i galletti per approdare al Bisceglie in qualità di consulente tecnico. Insomma, è una vera e propria enciclopedia sul Bari, che ho intervistato in esclusiva.

Il Bisceglie è al quinto posto del girone H di Serie D, siete soddisfatti?
Abbiamo costruita una squadra importante per poter puntare a disputare un campionato di alta classifica, anche se siamo consapevoli della forza di squadre quali Ischia, Matera e Monopoli. Attenzione però anche a Taranto, Brindisi e Foggia, grandi squadre in ripresa che possono rientrare in questo discorso e si rafforzeranno. Siamo partiti facendo bene soprattutto in casa, ma dobbiamo migliorarci sotto l'aspetto del risultato. In trasferta non siamo ancora riusciti a vincere, ottenendo solo pareggi ed una sconfitta. Abbiamo le potenzialità per vincere fuori casa, ci manca solo la giusta mentalità”.

Ma la possiamo chiamare ancora mister?
Quello attuale è un ruolo nuovo per me. Finora è stato tutto molto positivo, ma dopo trentatré anni mi manca il campo. Anche quando facevo le relazioni per Antonio Conte quando era al Bari, partecipavo attivamente sul campo in qualità di collaboratore tecnico. Mi manca mettermi la tuta e calpestare l'erba, ma questo nuovo ruolo mi soddisfa. Ho un buon rapporto con la squadra, faccio da tramite tra la società e lo staff tecnico”.

Parliamo di alcuni giocatori che lei conosce bene: si aspettava l'esplosione di Bellomo?
Sinceramente me la aspettavo anche prima. Già dallo scorso anno caldeggiavo la sua candidatura ad una maglia da titolare, dicevo che bisognava puntare su questo ragazzo. Si è aspettato un anno in più, ma sono comunque contento per lui. Secondo me Nicola ha qualità importanti dal punto di vista tecnico ed è dotato di una buona visione di gioco. Adesso sta migliorando anche sotto l'aspetto fisico che prima era un suo limite: era gracile e mingherlino, ora si sta irrobustendo. Ha sempre ricoperto il ruolo di trequartista, ma pian piano ai tempi della Primavera l'ho portato a fare la mezzala nel centrocampo a tre e poi l'interno in quello a quattro. Ha grande fiuto del gol e sa far bene il rifinitore; non bisogna limitarlo facendolo giocare da mediano, dovrebbe avere licenza di inserirsi con a fianco un interditore. Nelle giovanili, in qualsiasi categoria, ha sempre fatto gol. Nicola ha già buttato le basi per fare salto di qualità”.

Cosa ci dice invece di Galano?
Per quanto riguarda Cristian, lui ha qualità importanti e grosse potenzialità. Nicola però è un po' più deciso, a Galano invece manca questa incisività, però può migliorarsi sempre di più giocando e andando avanti. Ricordiamoci che stiamo parlando di un ragazzo del '91, ha ventun anni. Quest'anno si ritaglierà il suo spazio con la maglia del Bari in una vetrina importante come la Serie B”.

Ma lei ha anche allenato un giovanissimo Antonio Cassano...
Ha fatto tre anni con me nelle giovanili, dai dodici ai quindici anni. Era un giocherellone come quel ragazzo che vediamo anche oggi, sempre allegro e gioioso. Già da piccolo riusciva a fare la differenza, si vedeva fin dall'inizio che poteva avere un futuro importante. Viveva in un contesto difficile e con una situazione familiare non eccezionale in quel momento, poteva perdersi e prendere altre strade; ma, grazie alla sua grandissima passione per il calcio, è stato bravo a non farlo. Antonio ha il calcio nel sangue ed è riuscito a diventare uno dei migliori giocatori d'Europa”.

Foglio: "Atalanta-Siena? Pronostico un pareggio, ma il mio cuore dice..."

Domenica ci saranno in palio punti pesanti all'Atleti Azzurri d'Italia. A darsi battaglia saranno infatti l'Atalanta e il Siena, entrambe in cerca di riscatto dopo due ko consecutivi. Per analizzare questo match, ho contattato in esclusiva l'ex difensore Paolo Foglio, che in carriera ha vestito sia la maglia degli orobici che quella dei toscani: “Penso che sarà una gara molto combattuta perché si affronteranno due squadre che hanno bisogno di punti. L'Atalanta viene da alcune sconfitte immeritate, nonostante abbia giocato bene non riesce a vincere da tre giornate; dall'altra parte ci sarà un Siena che sta bene e lo si è visto anche contro la Juventus. Sarà una partita importantissima e difficile, una sconfitta potrebbe dare risvolti negativi al gruppo. Il mio pronostico è un pareggio, anche se il mio cuore dice Atalanta: speriamo che possa ottenere i tre punti per uscire da questa situazione negativa”. Ma Atalanta-Siena sarà anche la sfida tra due bomber come Denis e Calaiò: “Sicuramente sono i due giocatori più rappresentativi delle rispettive squadre, poi però succede che a fare gol sia qualcun'altro. La compagine bergamasca ha anche De Luca che ritengo un buon attaccante, mentre i bianconeri possono rendersi pericolosi sugli esterni. Attacco a parte, per Colantuono sarebbe importante recuperare elementi quali Manfredini, Lucchini o Stendardo per il pacchetto arretrato”. Inutile dire che entrambe le formazioni sono in corsa per la salvezza, motivo per cui i punti valgono doppio: “Quello di quest'anno è campionato molto equilibrato, più di quello passato. Credo comunque che l'Atalanta riesca a salvarsi perché ha le potenzialità per farlo e lo ha dimostrato già nella scorsa stagione. La vedo invece più difficile per il Siena, anche se ha un allenatore bravo come Cosmi che non molla mai fino all'ultima giornata”, ha concluso Foglio.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

15 ottobre 2012

Lanciano, Vastola: "Un'emozione fare gol. Ecco chi è la mia favorita per il primo posto"

La Virtus Lanciano non riesce a sfatare il tabù Adriatico. Ancora una volta la squadra di Gautieri non è riuscita ad andare oltre il pareggio in quel di Pescara, facendo 1-1 contro l'altra neo promossa Pro Vercelli. Dopo essere passati in svantaggio, i rossoneri hanno ristabilito la parità grazie alla rete firmata da Gaetano Vastola, alla sua quarta stagione consecutiva con la maglia del Lanciano. Ho intervistato in esclusiva l'esperto centrocampista, che ieri ha siglato il suo primo centro lontano di campi della ex Serie C, nonostante in passato abbia già militato in A con l'Ascoli e in B con l'Avellino.

Gaetano, che sensazione si prova a segnare la prima rete in Serie B?

“E' sicuramente una bellissima emozione. Al di là del fatto di fare gol in B e con la maglia del Lanciano, è una grandissima emozione”.

E con un colpo di testa da attaccante di razza.

“Questi colpi ce l'ho nel mio dna, spesso riesco a trovarmi davanti alla porta a colpire di testa. A volte riesco a centrare il bersaglio, altre volte invece sciupo le occasioni. Ieri, secondo me, ho avuto un paio di occasioni da gol, ma va bene così. L'importante era segnare per pareggiare e non perdere”.

Peccato che non sia servito a centrare il successo...

“Se fosse arrivata la vittoria sarebbe stato tutto più bello, ma sono ottimista. Per quello che abbiamo creato i tre punti erano alla nostra portata, ieri dovevamo vincere e basta. Invece è arrivato il pareggio, ma andiamo avanti fiduciosi perché il campionato è ancora lungo”.

I tre punti non arrivano da tre giornate, con l'Empoli potrebbe essere la volta buona?

“Innanzitutto speriamo di non dover andare a giocare nuovamente all'Adriatico, speriamo di giocare sul terreno del Biondi che può essere sicuramente un fattore positivo. Sabato sarà uno scontro diretto contro una squadra che sta avendo dei piccoli problemi. Hanno cinque punti in meno rispetto a noi e quindi sarà molto importante vincere per aumentare il distacco in graduatoria. Vogliamo fare di tutto per tenere più squadre possibili dietro di noi in classifica. Contro l'Empoli ci tocca vincere”.

Attualmente siete sedicesimi in classifica, ambite ad una salvezza tranquilla?

“Sicuramente sì. E' il primo anno di Serie B e quello è il nostro obiettivo. Raggiungere questo traguardo, però, non è facile in un campionato come questo, dove si giocano tantissime partite durante l'anno e può succedere di tutto; vinci 2-3 partite di seguito, risali in classifica e ti puoi ritrovare in zona play-off. Noi puntiamo a giocarcela con tutte le squadre al nostro livello, ma dobbiamo essere concentrati su noi stessi e non pensare ai nostri diretti avversari”.

Sassuolo 25, Livorno 19, Hellas Verona 18: chi vedi favorita per il primo posto?

“Sinceramente ritengo che il Sassuolo e il Verona abbiano qualcosa in più. Il Livorno ogni tanto stecca, ma è lì e se la giocherà. Le altre però hanno un passo in più e possono fare affidamento su due grandi allenatori che fanno giocare bene i propri uomini. La squadra allenata da Di Francesco, inoltre, non ha mai perso fino ad oggi e questa è una cosa positiva, tutto diventa più facile”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

13 ottobre 2012

Bortolazzi: "L'attacco della Fiorentina è a posto così. Denis? Buon attaccante e professionista serio"

La Fiorentina viaggia ad alta velocità, ma forse avrebbe potuto raccogliere più punti di quelli che ha totalizzato fino a questo momento. La compagine gigliata sembra soffrire la mancanza di un grande bomber in attacco, nonostante Jovetic abbia già segnato cinque reti. Di questo ne ho parlato con l'ex calciatore viola Mario Bortolazzi, contattato in esclusiva: “Mi sembra che il parco attaccanti della Fiorentina sia abbastanza valido con Jovetic e Ljajic, con lo stesso Toni su cui si può ancora fare affidamento e con El Hamdaoui, che contro il Napoli non mi era affatto dispiaciuto. Ripeto, ritengo che il pacchetto avanzato sia decisamente buono”. Bortolazzi, durante la sua esperienza al Napoli da vice di Donadoni, ha avuto l'occasione di allenare German Denis, il cui nome viene sempre più frequentemente accostato alla Fiorentina: “Stiamo parlando sicuramente di un buon giocatore, una prima punta al quale la squadra si appoggia per far salire i centrocampisti. Non so se nel modulo di Montella l'argentino potrebbe essere il centravanti ideale per sviluppare il suo gioco, ma si tratta senza dubbio di un buon attaccante. Che ricordo ho di lui? E' un ragazzo molto disponibile, un professionista valido. In allenamento non si risparmiava mai, era uno di quelli che a fine giornata rimaneva volentieri per provare magari qualche conclusione in porta. Poi tuttodipende dalle esigenze di Montella, se secondo lui Denis si abbina bene con l'inamovibile Jovetic”, ha concluso.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

11 ottobre 2012

Tacchinardi sta con Agnelli: "La Juve può vincere la Champions, però..."

Andrea Agnelli non è uno che si tira indietro e non ha nascosto le ambizioni europee della Juventus, che, secondo il numero uno di Corso Galileo Ferraris, può puntare a vincere la Champions League. Ma i bianconeri possono davvero raggiungere questo obiettivo? Lo ho chiesto in esclusiva all'ex centrocampista della Juve Alessio Tacchinardi: “Io penso che i bianconeri abbiano tutte le possibilità per arrivare fino in fondo. E' una squadra quadrata, che però deve fare esperienza in Champions e deve imparare a gestire le energie nervose. Pochi giorni dopo la vittoria con la Roma hanno affrontato lo Shakhtar e sono parsi scarichi. Se vincere questa competizione è il loro obiettivo, allora bisogna far giocare altri calciatori nell'impegno di campionato precedente a quello di Champions. E' impossibile essere sempre al 100%, serve il turnover altrimenti si arriva svuotati. Penso quindi che la Juve possa tagliare questo importante traguardo ma deve gestire bene le energie, deve giocare 100% e non deve calare di intensità”. Tacchinardi, che ha vinto la Champions con la casacca bianconera nel 1996, ha poi dato un giudizio sul cammino della sua ex squadra nella massima competizione europea: “La Juve ha dimostrato che, se sta bene al 100%, sa recuperare una partita contro un Chelsea molto più forte dell'anno scorso; quella londinese è una squadra fisica, ma adesso anche molto tecnica. La Juventus al 100% sa come recuperare queste gare ed ha grande forza. Se i giocatori sono fisicamente a posto se la giocano con qualsiasi avversario, altrimenti fanno diventare una squadra discreta una squadra di fenomeni come accaduto è con lo Shakhtar Donetsk, che invece è soltanto una buona squadra. La Juventus sta accumulando esperienza, sta vedendo che se sta bene se la può giocare con tutti e che se non sta bene tutti la possono mettere in difficoltà. Fino ad oggi sono arrivati due pareggi, quindi non può più sbagliare. Poi le motivazioni svolgono un ruolo fondamentale e so che Antonio (Conte, ndr) preferisce scendere in campo con una maggiore pressione addosso piuttosto che non giocarsela”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

10 ottobre 2012

Paolino: "Il Cagliari può salvarsi senza problemi, auguro a Pulga di farcela"

Il Cagliari rivede la luce. Lasciatasi alle spalle i risultati negativi di questo inizio di campionato, l'undici sardo, guidato ora dalla coppia Pulga-Lopez che ha sostituito l'esonerato Ficcadenti, ha espugnato l'Olimpico di Torino vincendo per 1-0 contro i padroni di casa. Per analizzare il momento del Cagliari, lo ho intervistato in esclusiva l'ex calciatore Raffaele Paolino, che per due stagioni ha indossato la maglia rossoblu.

Che impressione ti ha fatto il Cagliari visto domenica?
Seguo sempre il Cagliari, la ritengo una squadra che può fare bene. C'erano dei problemi e i rossoblu sono partiti male, ma con l'arrivo di Pulga è arrivato un po' di entusiasmo. Domenica contro il Torino, il Cagliari ha avuto la cattiveria giusta: forse era quello che era mancato negli impegni precedenti”.

Il cambio Ficcadenti-Pulga ha dato i primi frutti...
E' ancora presto per dire se è il cambio giusto, ma c'era bisogno di questa sterzata. A Torino ho visto una squadra più motivata, ma quando si cambia allenatore ci sono sempre delle motivazioni in più all'inizio”.

Serviva una scossa a livello mentale nello spogliatoio?
Dal punto di vista tecnico il Cagliari è una buona squadra e può sicuramente puntare ad una posizione di metà classifica o anche a qualcosa in più. C'era forse qualche problema a livello mentale, anche se non so le problematiche che ha avuto Ficcadenti. Mi è sembrato comunque che l'ambiente non stesse dalla sua parte; il cambio andava fatto e così è stato”.

Che ricordo hai di Pulga, con il quale hai giocato per due anni proprio a Cagliari?
Di Ivo conservo un ottimo ricordo, quando militavamo insieme nel Cagliari io ero un debuttante mentre lui giocava già da qualche anno. Era ed è una bravissima persona, in campo correva per 110 minuti a partita. Credo che cercherà di mettere proprio questo nella testa dei suoi giocatori, spronandoli a correre per tutto l'arco del match. Sono contento che sia stato scelto lui per la panchina e gli auguro di riuscire a condurre la formazione sarda alla salvezza”.

E sul problema stadio che idea ti sei fatto?
Sono stato per due mesi in Sardegna e ho visto uno stadio in condizioni disastrose. Io sto dalla parte del presidente Cellino, anche se poteva evitare la sconfitta a tavolino in occasione della sfida contro la Roma. Su questa problematica, comunque, do ragione a lui. Il patron rossoblu ha trovato degli spazi idonei ma gli sono sempre stati negati e ad un certo punto uno poi si stufa...”.

9 ottobre 2012

Bubnjic pensa al futuro: "Vestire la maglia dell'Udinese è un sogno"

"Ho saputo del mio trasferimento all'Udinese una settimana prima che diventasse ufficiale. Quando la trattativa è finalmente andata in porto, sono stato molto felice". A pronunciare queste parole è Igor Bubnjic, che dalla prossima stagione indosserà la casacca dell'Udinese. Come ufficializzato lo scorso 28 settembre, la società friulana lo ha prelevato dallo Slaven Belupo preferendo però lasciarlo in Croazia sino alla fine del campionato in corso. Bubnjic è un centrale difensivo classe '92, che può vantare anche alcune presenze con le selezioni Under 20 e Under 21 della nazionale croata. Ha appena vent'anni, ma ha già maturato molta esperienza in patria e non solo. In estate ha partecipato al secondo e terzo turno di qualificazione dell'Europa League, competizione dalla quale il suo Slaven è stato eliminato dall'Athletic Bilbao. Raggiunto in esclusiva, il promettente stopper ha rilasciato delle brevi dichiarazioni: "Quello bianconero è un top club e la Serie A è uno dei campionati migliori del mondo. Ho già parlato con alcuni dei miei futuri compagni e ho visto lo stadio Friuli. Il mio sogno? E' quello di giocare in una grande squadra, quindi l'Udinese è il mio sogno...".

Luca Iannone per CalcioNews24.com

L'italo-venezulano Di Julio pronto a tornare in Italia: ecco chi lo segue

Nato calcisticamente nel Centro Italo Venezolano di Caracas, Gianfranco Di Julio ha maturato grande esperienza nelle serie minori del nostro campionato con le maglie di Isernia, Chieti, Gela, Santegidese e Montesilvano. Tra l'altro nel 2005, durante il suo periodo di militanza nel Chieti, l'italo-venezuelano ha anche vestito la casacca del Venezuela Under 20. La sua carriera è poi proseguita in Spagna, dove ha giocato per il Villareal C e il Salamanca B. Nel 2008 è tornato al Centro Italo, per poi trasferirsi al Deportivo Petare e infine all'Atletico Venezuela, squadra alla quale è legato da un contratto che scadrà a giugno 2013. A gennaio, però, Di Julio vorrebbe provare una nuova esperienza in Italia. Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti da fonti vicine al calciatore, il centrocampista classe '86 sarebbe seguito da alcune società di Serie B e di Prima Divisione di Lega Pro, ma piace anche in Spagna e Portogallo. Giocatore che unisce quantità e qualità, ha disputato le ultime tre edizioni della Copa Libertadores. A rappresentare Di Julio in Italia è l'agente FIFA Gianfranco Cicchetti.

Luca Iannone per CalcioNews24.com