Dopo la grande prestazione offerta ieri
dal Catania, che aria si respirerà questa mattina nella città
etnea? Lo ho chiesto in
esclusiva all'indimenticato ex Gigi Chiavaro, che con la
casacca rossazzurra ha collezionato ben 134 presenze fra il 1974 e il
1981 : “Oggi si respira un'aria buona perché questo Catania sta
facendo gioire tutti i suoi supporter. Tutti gli amici e i tifosi che
incontro per strada sono contenti del successo ottenuto ieri contro
la Lazio e del campionato che sta disputando la squadra di Maran”.
Gli etnei arrivavano dall'ormai tristemente nota sconfitta con la
Juventus e dal 2-2 di Udine: “Il pareggio contro l'Udinese ci
poteva stare, anche se la rete del pari è arrivata nei minuti di
recupero. Ma sul groppone c'è ancora la partita con la Juve, è
rimasta tanta arrabbiatura per come sono andate le cose. Le vittorie
fanno sempre bene e quella di ieri ha permesso al Catania di arrivare
a quota 15 punti”. La classifica fa letteralmente sognare la
tifoseria rossazzurra: “Adesso si trova in una buona situazione
di classifica, ma pensare ad una qualificazione europea è pura
fantasia, nonostante ci sia chi ci pensa. Sono dell'idea che se si
mantiene questa categoria è già un grande risultato. Ci vuole molto
di più per andare in Europa League”, ha concluso Chiavaro.
5 novembre 2012
Nervo: "Al Bologna servivano assolutamente i tre punti. Pioli merita fiducia, l'attacco è da alta classifica"
Quella di ieri pomeriggio doveva essere la partita della svolta, invece il Bologna
non è riuscito ad andare oltre il pareggio contro l'Udinese. L'unica
nota positiva, forse, è rappresentata dal fatto che ha conquistato un
punto dopo quattro ko consecutivi. Ho contattato in esclusiva l'ex Carlo Nervo, che ha commentato così il risultato maturato ieri al Dall'Ara: “Ieri
servivano soltanto i tre punti che non sono arrivati. Ho visto però la
tifoseria a sostegno dell'allenatore e questa è una cosa molto positiva.
L'Udinese poi non è l'ultima arrivata e il pareggio alla fine ci può
stare. Le cose per i rossoblu si complicano un po', però sono sicuro che
possano uscirne fuori. Adesso c'è bisogno di una vittoria, serve
un'impresa”. Per l'ex centrocampista, però, non è tutto da buttare: “In
questo frangente Pioli ricopre un ruolo fondamentale e ha con sé un
gruppo di ragazzi perbene. In attacco sono molto bene attrezzati, il
tridente offensivo è da medio-alta classifica e non dalla posizione in
cui si trova attualmente il Bologna. Ci vuole pazienza e bisogna
continuare a puntare su Pioli. Bisogna lasciarlo lavorare in pace,
conosce bene l'ambiente ed è un allenatore di primissimo livello:
bisogna dargli fiducia”. In conclusione, Nervo si è detto fiducioso sulle chance di salvezza della compagine felsinea: “Ha
tutte la carte in regola per evitare la retrocessione. Ci sono state
squadre criticate duramente poi, dopo un paio di risultati positivi,
sono state esaltate. Ci vuole maggiore equilibrio e penso che a Bologna
ci sia la giusta maturità da parte del pubblico per ritornare a fare
bene”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Juve-Inter non solo sul campo: duello per un talento argentino, ma attenzione alla concorrenza iberica
Sabato sera nel derby d'Italia è stata l'Inter a spuntarla, ma la Juventus
potrebbe prendersi una piccola rivincita già in sede di mercato
aspettando la gara di ritorno. Infatti, secondo accreditate
indiscrezioni raccolte in esclusiva direttamente in Sud America, sia la società bianconera che quella nerazzurra avrebbero messo gli occhi su Leandro Paredes. Si tratta di un centrocampista argentino classe '94 di proprietà del Boca Juniors.
Sabato il giovane si è ulteriormente messo in mostra rifilando due gol
al San Lorenzo, sconfitto 3-1 dagli Xeneizes. Per provare ad assicurarsi
le sue prestazioni, le due big italiane dovranno però vedersela con
club come Atletico Madrid, Benfica e Porto, tutti interessati a Paredes.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
4 novembre 2012
Occhi blucerchiati su un giovane per la porta: ecco di chi si tratta
Non c'è solo la prima squadra nella testa e nei progetti dei dirigenti blucerchiati. In casa Sampdoria,
infatti, si lavora per la squadra di Ciro Ferrara così come per tutto
il settore giovanile anche in ottica mercato. A questo proposito, stando
ad indiscrezioni raccolte in esclusiva, ci
sarebbe l'interessamento per Alessandro Mirarco, estremo difensore classe '95. Il giovane è di proprietà del Nardò,
squadra che milita attualmente in Serie D nel girone H. Mirarco, che lo
scorso gennaio fu ad un passo dal trasferirsi in prestito al Lecce, è
stato recentemente convocato nella Rappresentativa di Serie D. La Samp
si è messa sulle sue tracce, ma è più probabile che provi a bloccarlo
per il prossimo giugno piuttosto piuttosto che per la sessione invernale
di calciomercato.
Luca Iannone per SampNews24.com
Luca Iannone per SampNews24.com
3 novembre 2012
Marinozzi (Sky): "Atalanta in ripresa, ma manca concretezza in attacco. Domani gara combattuta, Samp favorita"
Al Luigi Ferraris arriva l'Atalanta.
Sette punti nelle ultime tre giornate per la compagine bergamasca,
reduce dal successo casalingo contro il Napoli. Ma, indipendentemente
dall'avversario, la Sampdoria ha un unico obiettivo: ritrovare i tre punti dopo i cinque ko consecutivi che pesano sulle spalle di Ciro Ferrara. Raggiunto in esclusiva, il telecronista di Sky Sport Andrea Marinozzi, che ha seguito gli orobici a Pescara domenica scorsa, ha parlato della Dea e del match in programma domani pomeriggio.
Come hai visto l'Atalanta formato trasferta?
“L'ho vista bene, meglio rispetto
alle partite precedenti. Penso che abbia fatto qualche passo in avanti.
Il problema rimane l'attacco che non riesce ad andare a segno con
continuità. Contro il Pescara, Denis ha fatto bene solo da quando
l'Atalanta è rimasta in dieci uomini; per il resto è mancato qualcosa
davanti anche se c'è da dire che sono stati sfortunati. Molto bene,
invece, Cigarini”.
Quali sono, a tuo parere, i punti deboli della formazione allenata da Colantuono?
“In avanti creano tantissimo, ma
mancano di concretezza. Problemi offensivi a parte, la cosa negativa per
ora rispetto alla passata stagione è rappresentata dal fatto che i
giocatori mi sembrano meno cattivi, meno arrabbiati. Manca quella
cattiveria che aveva contraddistinto l'Atalanta l'anno scorso quando,
con la penalizzazione, disputò un grandissimo campionato. Schelotto, che
ad inizio campionato non è riuscito a brillare, l'ho visto meglio con
il Pescara. Domenica scorsa mi è piaciuta tanto anche la prestazione
della difesa”.
In virtù di tutto ciò e della situazione in casa doriana, che partita sarà quella di domani?
“Mi aspetto una partita combattuta
tra due squadre dello stesso livello. Credo che per la Sampdoria possa
essere la partita della svolta. Sarà una gara combattuta ma non bella,
caratterizzata da episodi che si riveleranno fondamentali. Sarà
importante vedere quale assetto sceglierà Colantuono. In avanti dovrebbe
giocare Maxi Moralez alle spalle di Denis, con De Luca che potrà
entrare a partita in corso. Se domani riuscirà a sbloccarsi el Tanque,
per i blucerchiati la strada potrebbe mettersi in salita. In ogni caso,
se dovessi fare un pronostico, direi che la Samp parte favorita”.
Per Ciro Ferrara è una gara da dentro o fuori...
“Credo proprio di sì, anche se mi
dispiace perché si tratta di un buon allenatore. Ha avuto un avvio di
stagione simile a quello sulla panchina della Juventus. Ha iniziato alla
grande e poi c'è stato un crollo, forse per un problema fisico e di
preparazione. Se domani la Samp non riuscirà a tornare alla vittoria,
Ferrara verrà esonerato. Non ci sono più chance per lui”.
Ds Südtirol: "Pescara, dai tempo a Stroppa. El Kaddouri ha le qualità per giocare nel Napoli. Fischnaller? Mi auguro che a giugno..."
Giovanni Stroppa,
Omar El Kaddouri e
Manuel Fischnaller. I
primi due non stanno facendo benissimo in Serie A, il secondo si sta
dando da fare con la maglia della Reggina. Ma cosa hanno in comune
tutti e tre? Il fatto di essere passati, nell'arco delle ultime due
stagioni, dal Südtirol.
Il direttore sportivo della società trentina Luca Piazzi è
intervenuto in esclusiva ai miei microfoni per
commentare il loro inizio di stagione.
Stroppa sulla graticola. In caso di
sconfitta contro il Parma, fa bene il Pescara a cambiare?
“Posso solo dire che, secondo me,
sette punti in classifica sono tanti per il Pescara in questo
momento. E' una squadra che in avanti gioca con due '93 come Caprari
e Quintero, tra i pali c'è Perin che è un classe '92 e in generale
l'età media della squadra è bassa. Credo che la compagine abruzzese
abbia bisogno di tempo per crescere e anche di qualche rinforzo in
sede di mercato. La continuità solitamente paga. Per la riuscita di
un progetto serve tempo, ma in Italia non lo si capisce. Basta
pensare che l'anno scorso in Serie A sono stati cambiati quattordici
allenatori e in B diciassette. Non credo che chi sieda in panchina
sia sempre la causa delle difficoltà e i fatti poi lo dimostrano. Se
hai un progetto serio devi sì individuare bene la guida tecnica, ma
anche avere pazienza”.
Si aspettava che El Kaddouri potesse
trovare così poco spazio nel Napoli?
“El Kaddouri sta trovando poco
spazio e continuerà a trovare poco spazio in questo Napoli. Contro
il PSV in Europa League è partito da titolare in una partita poco
adatta e contro una squadra superiore a quella azzurra. Ritengo
comunque che la società partenopea abbia fatto un acquisto
intelligente, perché ha le qualità per giocare nel Napoli e ad alti
livelli. Mazzarri gli sta concedendo poco spazio ma, conoscendo il
ragazzo, so che lavorerà per migliorarsi ulteriormente.
Difficilmente si perderà, ha doti morali superiori alla media mentre
quelle tecniche le abbiamo ammirate l'anno scorso quando giocava nel
Brescia. E' un giocatore completo, è difficile trovarne come lui
anche se rimango dell'idea che il suo futuro sia in un ruolo alla
Pirlo, mentre finora ha sempre giocato in una zona più avanzata del
campo”.
In Serie B, un gol ed un assist in
dodici presenze per Fischnaller...
“Senza dubbio mi aspettavo questo
tipo di rendimento da parte sua. Certo, in una squadra più offensiva
con Bonazzoli al posto di Comi in attacco poteva trarre qualche
vantaggio in più. Sono convinto comunque che la sua consacrazione
nella serie cadetta ci sarà nel girone di ritorno; nella seconda
parte della stagione fa sempre molto bene, quando riesce ad entrare
nei meccanismi della squadra. Lo vedo adatto per una realtà come la
Reggina e sono convinto che possa crescere ulteriormente. Mi auguro
di azzeccare questo pronostico in vista di giugno (ride, ndr). Il
cartellino di Fischnaller è in comproprietà fra noi e la Reggina,
l'augurio è anche quello di trattare per la cessione definitiva dopo
una buona stagione da parte sua”.
2 novembre 2012
Il doppio ex Garritano: "La Samp è una grande squadra, contro l'Atalanta si rialzerà. Su Ferrara e Maxi Lopez..."
"Conosco un tipo strano, vedrai ti
piacerà, si chiama Garritano, ci porta in Serie A!". Così cantava la Sud
nella stagione 1981/82, che vide la Sampdoria ritornare nella massima serie a distanza di cinque anni dalla retrocessione in B. Il coro era tutto per Salvatore Garritano,
attaccante di quella squadra condotta alla promozione da Renzo
Ulivieri. Pima di approdare in blucerchiato, Garritano aveva vestito per
due stagioni la maglia dell'Atalanta. Quindi chi
meglio di lui potrebbe parlare del prossimo impegno di campionato della
formazione di Ciro Ferrara? Lo ho intervistato in esclusiva.
Che effetto le fa pensare al coro che le dedicava la tifoseria blucerchiata?
“Innanzitutto mi fa piacere che
ancora ci si ricordi di me e di quel motivetto. Sono ricordi
meravigliosi perché in quell'annata arrivammo terzi in Serie B e
ottenemmo la promozione in A. Quando si vince i ricordi non possono che
essere positivi, anche perché era da più di vent'anni che la Sampdoria
non vinceva un campionato. Noi riuscimmo in questa impresa e ne sono
tutt'oggi orgoglioso. Sono ricordi indelebili”.
Dopo cinque ko consecutivi, al Ferraris arriva l'Atalanta...
“Non sarà una partita difficile, ma
quella doriana è una formazione attrezzata e con esperienza, guidata da
un tecnico capace come Ferrara.. Credo che la Samp, con i suoi giovani
talenti e i suoi giocatori più esperti, possa spuntarla.. Non lo vedo un
impegno difficile, sono sincero. Nella mia schedina metterò '1' perché
credo in questa Sampdoria. Inizialmente la squadra è partita col piede
giusto e l'allenatore la fa giocare bene. Sono sicuro che disputerà un
gran bel campionato”.
La panchina di Ferrara scotta e non poco.
“Come sempre, a pagare per primo è
sempre l'allenatore. Ferrara, però, sta facendo esprimere un bel gioco
ai suoi uomini. E' un tecnico bravo, serio e preparato, la società non
lo manderà via facilmente. Grazie ad una bella vittoria domenica,
scaccerà via tutte le voci riguardanti un suo possibile esonero.
Dobbiamo tener presente che nelle ultime giornate ha incontrato anche
avversari più preparati e con potenzialità maggiori nei singoli in
termini di qualità; in quelle partite è chiaro che può prevalere la
giocata del singolo. Ma la Samp rimane una gran bella squadra”.
Maxi Lopez non segna dal 16 settembre: si aspettava di più dall'argentino?
“Attualmente, a mio avviso, è uno dei
pochi che può essere definito una prima punta. Sono certo che potrà
dire la sua, già a partire da domenica contro l'Atalanta. E' partito
bene segnando tre gol e poi ha avuto un momento di flessione. Avendo
giocato nel suo stesso ruolo, so che quando la squadra non gira i primi
ad esserne condizionati sono gli attaccanti. Se non gli arrivano palloni
giocabili, diventa difficile andare in rete. Maxi Lopez è un attaccante
d'area e fa fatica quando la squadra non si esprime al meglio, ma è un
grande giocatore e si riprenderà facendo parecchi gol”.
Quindi più che di un problema offensivo, secondo lei, si tratta di un problema di gioco?
“Sì, è esattamente quello che stanno
avendo i blucerchiati. Non è però un problema di base, ma deriva dal
fatto di aver incontrato squadre ben allestite contro le quali ha fatto
fatica. La Samp, ripeto, non è una squadra da buttar via, è stata
allestita molto bene in estate e dirà la sua durante l'arco di tutto il
campionato. Anche in tempi come questi, quando le cose non stanno
andando bene, bisogna dire le cose come stanno. Io credo in questa
Sampdoria”.
1 novembre 2012
Dalla Svizzera alla Francia passando per la Scandinavia: l'avvocato Luisi in giro per l'Europa con la testa al mercato
Mancano esattamente due mesi e poi
apriranno ufficialmente i battenti della finestra invernale di
calciomercato. Nel frattempo direttori sportivi, dirigenti, osservatori e
addetti ai lavori in generale sono già al lavoro per non farsi trovare
impreparati a gennaio. Come ad esempio l'avvocato Giacomo Luisi. Dopo aver provato la scorsa estate a portare in Italia il terzino olandese classe '89 Alexander Büttner poi finito al Manchester United, il titolare
dello Studio LSL - Luisi Sports Law & Management sta intraprendendo
diversi viaggi per l'Europa con l'obiettivo di visionare e trattare
alcuni giovani talentuosi.
Qualche tempo fa è stato in Svizzera
per assistere alla sfida della massima serie tra Losanna e Sion. Nel
mirino ci sarebbero due classe '94 in forza al Losanna: un difensore
centrale ed un trequartista. Il calcio e il mercato svizzero stanno
attraversando una fase di sviluppo negli ultimi anni dal punto di vista
della qualità e dell'organizzazione. Gattuso docet. Un esempio è anche
rappresentato da Marco Degennaro, da anni direttore sportivo al Sion,
club molto stabile economicamente che si sta muovendo con grande
padronanza sul mercato svizzero ed europeo.
A fine settembre, invece, Luisi si è recato in Scandinavia. In un primo momento in Norvegia, dove ha assistito alla partita di Teppeligaen Sogndal-Tromsø. Qui ha notato diversi giocatori di valore, anche il livello medio nel calcio norvegese è piuttosto. Tra le fila del Tromsø lo hanno colpito in particolare un esterno alto classe '92 ed un mediano classe '89.
Poi via aereo da Oslo ad Alborg, in Danimarca. Luisi era presente in tribuna per Aalborg-Esbjerg,
dove ha preso appunto su una punta centrale di ventun anni; molto
interessante e ben messo fisicamente, per le sue caratteristichetale
giocatore sarebbe forse forse più indicato per il mercato inglese
piuttosto che per quello italiano.
Infine, ad ottobre, ha fatto una puntatina oltralpe. In Francia ha assistito ad un match di Ligue 2, che ha visto affrontarsi il Le Mans e il Sedan e uno di Ligue 1 tra Saint-Étienne e Nancy.
Per quanto concerne il Le Mans, ad attirare l'attenzione di Luisi è
stata la grande accoglienza e professionalità dei dirigenti, oltre ad un
settore giovanile con giocatori under 19 e under 20 molto interessanti
che potrebbero far comodo a tante compagini italiane. Inoltre il Le Mans
non sta attraversando una situazione economica molto florida e questo
fattore potrebbe agevolare eventuali trattative riguardanti i suoi
giovani. Nel Nancy, invece, è stato un terzino sinistro classe '92 a
finire nel mirino di Luisi.
Ma non finisce qui. Sì perché Luisi non ha neanche il tempo di disfare le valigie perché a metà novembre sarà in Grecia. L'appuntamento è di quelli importanti: Olympiacos-Marsiglia del torneo NextGen Series.
Ag. FIFA Maifredi: "Zaza, obiettivo doppia cifra. Ecco perché Minotti trova poco spazio. Dadson l'anno prossimo in B"
Gol e assist. Simone Zaza
è stato senza dubbio il 'man of the match' nella sfida di Serie B tra
Ascoli e Novara di martedì sera. Per l'attaccante classe '91 di
proprietà della Sampdoria, si tratta della quinta rete in campionato. Ho raggiunto in esclusiva il suo procuratore Christian Maifredi. Con lui abbiamo parlato di Zaza ma anche di altri suoi assistiti: Nadir Minotti, centrocampista classe '89 dell'Atalanta attualmente in prestito al Lanciano, e Papa Dadson, mediano ghanese in forza al Lumezzane.
Quinto centro stagionale per Zaza, non si ferma più...
“Sono molto contento, Simone sta
ritornando quello che aveva dimostrato di essere a 16 anni nelle
giovanili dell'Atalanta. Sta mettendo in mostra le sue grandi
caratteristiche offensive, ieri è andato a segno e ha fornito l'assist
per il secondo gol dell'Ascoli. Questa Serie B è molto più adatta ai
giovani rispetto a qualche anno fa, c'è più spazio e più tranquillità
per farli giocare. Ci sono tanti ragazzi che hanno la possibilità di
mettersi in mostra e Simone è uno di questi. Spero entro fine stagione
riesca ad arrivare in doppia cifra che è quello che ci auspicavamo. Oggi
è un giocatore di categoria che ha mercato. Dopo anni fatti di
situazioni difficili, sono contento che abbia raggiunto tale serenità e
questo stato di forma”.
Sempre in B, Minotti a Lanciano non sta trovando grande spazio: a gennaio può andar via?
“Nadir si trova in una situazione
molto simile a quella di Simone un anno fa. Viene da una stagione con
l'Atalanta in cui ha collezionato soltanto tre presenze in Serie A e
otto nel campionato Primavera; non ha la preparazione giusta per
affrontare un nuovo campionato e sta facendo fatica per questo motivo.
Le sue qualità, però, sono indiscusse. Ciò che gli è rimasto dopo l'anno
scorso sono sono otto chili di massa muscolare in più. Ora è alto 1.88
per 80kg, quindi ha un fisico totalmente differente da quando segnò
tredici gol con la Primavera. Bisogna capire che giocatore è oggi
Minotti, se un regista arretrato o un trequartista ad esempio. Ha il
cartello 'work in progress', è un calciatore in lavorazione, quindi
bisogna vedere se sarà opportuno cambiare maglia a gennaio. Non è
comunque una cosa che mi piace, per trovare l'amalgama con ambiente
nuovo, squadra nuova e allenatore nuovo ci vorrebbe del tempo. In ogni
caso, quello che sarà opportuno fare a gennaio lo faremo”.
Scendendo in Lega Pro, invece, Dadson si sta confermando con il Lumezzane.
“Domenica
mi sono recato a Lumezzane per la sfida con il Lecce, ma a causa del
maltempo la partita non si è giocata. Dadson avrebbe comunque riposato o
quantomeno non sarebbe partito da titolare. Questo è il suo anno, ma è
da seguire il discorso della squadra su come riuscirà a piazzarsi in
classifica e su come giocherà per il resto del campionato. Spero che il
Lumezzane riesca a centrare la zona play-off e che Papa Dadson abbia
l'opportunità di mettersi in mostra. Sono convinto che la prossima
stagione troverà spazio in una squadra di Serie B”.
De Rosa: "Genoa, con la Fiorentina sarà dura. Delneri super allenatore, ma l'esonero di De Canio non ci voleva"
Il successo manca ormai da cinque giornate in casa Genoa
e a farne le spese è stato Luigi De Canio, che lasciato il posto in
panchina a Luigi Delneri. Frey e compagni andranno alla disperata caccia
dei tre punti contro la Fiorentina, ospite questa sera al Luigi Ferraris. Uno che conosce bene l'ambiente genoano è Gaetano De Rosa, protagonista della risalita in Serie A con il Grifone, che ha indossato per due anni la casacca rossoblu. Lo ho intervistato in esclusiva.
Gaetano, che partita ti aspetti da parte del Grifone?
“Sarà indubbiamente una partita molto
dura. E' difficile affrontare questa Fiorentina, una squadra molto
forte che ha iniziato bene questo campionato e ha trovato la sua
identità grazie al lavoro del tecnico Montella. Il Genoa, purtroppo, è
ancora un cantiere aperto, si sta cercando di ricominciare dalle
fondamenta. Ci auspicavamo che non ci fossero dei ribaltoni in panchina
per non incorrere in situazioni come quella che si è creata lo scorso
anno. Il cambio in panchina invece c'è stato. Delneri avrà sicuramente
bisogno di tempo, ma la competenza e la qualità sono indiscusse: è un
super allenatore. Però ha iniziato a campionato in corso e non sempre si
trova una squadra strutturata secondo la propria ideologia. Dovrà avere
modo e tempo di adattarsi, di conoscere i suoi giocatori e di trovare
un assetto solido. Avendo perso molto terreno si ritrova a rincorrere,
ma rincorrere non è mai facile. L'aspettativa cresce domenica dopo
domenica in questa piazza importantissima che merita una posizione di
classifica totalmente diversa”.
Tanti assenti per il Genoa, uno su tutti il tuo ex compagno Borriello...
“La sua assenza avrà un peso
determinate, Marco ricopre grande importanza. Mi auspico che possa
ritornare in campo il prima possibile e che possa ripetersi in rossoblu
come cinque anni fa quando disputò una stagione strabiliante. Se lo
meriterebbe, possiede le qualità per giocare sempre ad alti livelli. Il
Genoa deve pensare a recuperare anche altri giocatori, perché ci sono
forti individualità che hanno ancora tanto da dare”.
Ti aspettavi il cambio in panchina De Canio-Delneri?
“Sinceramente non me lo aspettavo,
però è chiaro che solo chi è presente all'interno e vive la squadra sa
quali sono i vantaggi del cambio. Se è successo questo, significa che
che non si riusciva più a venirsi incontro e quindi adesso c'è bisogno
di ricominciare da capo. Il tempo c'è per riassestare il tiro, ma serve
un clima funzionale, sereno e compatto. Bisogna comprendere che il Genoa
sta avendo delle difficoltà enormi e non necessariamente trovare un
capro espiatorio. E questo lo devono fare tutti i componenti
dell'ambiente rossoblu: dalla società ai tifosi, dall'allenatore alla
stampa. C'è bisogno di un segnale di grande cultura e di responsabilità.
Bisogna vivere il calcio come un momento di aggregazione, con spirito
di festa e di sana competizione senza aggravare i tanti problemi che già
esistono. Il calcio è una passione che va vissuta al dilà dei risultati”.
Infine, dove può arrivare questo Genoa?
“L'obiettivo primario deve essere
quello di venire fuori dalla zona calda della classifica. Bisogna
raggiungere una posizione che dia serenità e permetta di poter pensare
con maggiore tranquillità. Il Genoa deve togliersi di dosso quelle
pressioni che possono risucchiarti nei bassifondi e in situazioni non
facili”.
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