"Ho saputo del mio trasferimento all'Udinese una settimana prima che
diventasse ufficiale. Quando la trattativa è finalmente andata in
porto, sono stato molto felice". A pronunciare queste parole è Igor Bubnjic, che dalla prossima stagione indosserà la casacca dell'Udinese. Come ufficializzato lo scorso 28 settembre, la società friulana lo ha prelevato dallo Slaven Belupo preferendo però lasciarlo in Croazia sino alla fine del campionato in corso. Bubnjic
è un centrale difensivo classe '92, che può vantare anche alcune
presenze con le selezioni Under 20 e Under 21 della nazionale croata. Ha
appena vent'anni, ma ha già maturato molta esperienza in patria e non
solo. In estate ha partecipato al secondo e terzo turno di
qualificazione dell'Europa League, competizione dalla quale il suo
Slaven è stato eliminato dall'Athletic Bilbao. Raggiunto in esclusiva, il promettente stopper ha rilasciato delle brevi dichiarazioni: "Quello
bianconero è un top club e la Serie A è uno dei campionati migliori del
mondo. Ho già parlato con alcuni dei miei futuri compagni e ho visto lo
stadio Friuli. Il mio sogno? E' quello di giocare in una grande
squadra, quindi l'Udinese è il mio sogno...".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
9 ottobre 2012
L'italo-venezulano Di Julio pronto a tornare in Italia: ecco chi lo segue
Nato calcisticamente nel Centro Italo Venezolano di Caracas, Gianfranco Di Julio
ha maturato grande esperienza nelle serie minori del nostro campionato
con le maglie di Isernia, Chieti, Gela, Santegidese e Montesilvano. Tra
l'altro nel 2005, durante il suo periodo di militanza nel Chieti,
l'italo-venezuelano ha anche vestito la casacca del Venezuela Under 20.
La sua carriera è poi proseguita in Spagna, dove ha giocato per il
Villareal C e il Salamanca B. Nel 2008 è tornato al Centro Italo, per
poi trasferirsi al Deportivo Petare e infine all'Atletico Venezuela,
squadra alla quale è legato da un contratto che scadrà a giugno 2013. A
gennaio, però, Di Julio vorrebbe provare una nuova esperienza in Italia.
Secondo accreditate indiscrezioni raccolte in esclusiva e provenienti da fonti vicine al calciatore, il centrocampista classe '86 sarebbe seguito da alcune società di Serie B e di Prima Divisione
di Lega Pro, ma piace anche in Spagna e Portogallo. Giocatore che
unisce quantità e qualità, ha disputato le ultime tre edizioni della Copa Libertadores. A rappresentare Di Julio in Italia è l'agente FIFA Gianfranco Cicchetti.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
8 ottobre 2012
Montecalvo: "Derby combattuto, più giusto il pari. Berlusconi non c'era ma..."
Intercettato ieri sera in esclusiva all'uscita dallo stadio Meazza dopo il derby della Madonnina, Fabio Montecalvo, presidente della FM Communications e della World Football Management, ha analizzato così la sfida tra Milan e Inter, terminata 1-0 in favore dei nerazzurri.
Che derby è stato?
“E' stata innanzitutto una partita
molto maschia dal punto di vista agonistico. Le squadre sono scese in
campo con l'aggressività giusta che un derby come questo richiedeva. Di
sicuro l'Inter, sin dal fischio d'inizio, ha espresso una rabbia
agonistica determinante e credo che il più grande merito di
Stramaccioni, da quando allena alla Pinetina, sia quello di aver fatto
superare la fragilità che, precedentemente, i nerazzurri dimostravano in
fase difensiva. Poi, secondo me, è stato altrettanto bravo
nell'annullare praticamente El Shaarawy con una gabbia costruita intorno
a lui, impegnando Nagatomo sull'esterno e Gargano operante all'interno
di essa. Di contro, specialmente nella seconda parte del match, è venuto
fuori il Milan. I rossoneri hanno giocato una buona partita, hanno
fatto bene in fase di costruzione senza però riuscire a trovare la via
del gol. La squadra di Allegri ha comunque costruito molto e quindi, a
mio avviso, il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio”.
Se dovessi eleggere il 'man of the match' dell'incontro?
“Non credo ci sia stato un 'man of
the match'. C'è stato un gran lavoro da parte dei vari reparti di
entrambe le formazioni, sia nella fase difensiva che in quella
offensiva. Magari tutti ci aspettavamo un Cassano frizzante ma cosi non è
stato, anche perché aveva sempre Bonera più un altro rossonero a turno
che si preoccupavano di limitare i suoi spazi. Di certo va fatto un
elogio all'inesauribile Zanetti; è da fare perché a quasi 40 anni
dimostrare capacita atletiche da venticinquenne è assolutamente
encomiabile. E, per finire, credo che anche i rispettivi guardasigilli
di Milan e Inter siano meritevoli di un plauso per la prestazione
offerta questa sera”.
Come valuti l'operato dell'arbitro Valeri di Roma?
“Credo che il direttore di gara abbia
notevolmente condizionato la sfida. Non mi è piaciuto, ma da che mondo e
mondo, rispettiamo le decisioni arbitrali...”.
Da segnalare l'assenza del presidente Berlusconi in tribuna...
“Il presidente rossonero ha dovuto
rinunciare al derby solo per confermare la sua presenza al sessantesimo
compleanno del suo amico Vladimir Putin. E' partito ieri nel primo
pomeriggio con un volo privato, ma martedì sarà già di ritorno in
Italia. So che la festa si sarebbe svolta in una tenuta tra Mosca e San
Pietroburgo, in un contesto blindatissimo tanto da vietarne l'accesso
anche alle guardie del corpo di Berlusconi”.
7 ottobre 2012
Per Faragò arriva l'esordio in B: la soddisfazione dell'entourage
Ha finalmente esordito nel
campionato di Serie Bwin dopo aver collezionato diverse presenze in
panchina dall'inizio della stagione, ma Paolo Faragò ne ha fatta di strada prima di raggiungere questo importante traguardo. Nove anni nel settore giovanile del Novara,
capitano degli Allievi Nazionali, poi lo scorso gennaio il cambio di
ruolo (da mediano davanti alla difesa a trequartista) nella formazione
Primavera. Aggregato alla prima squadra in estate, il talentuoso classe
'93 si è affermato come una delle rivelazioni del precampionato; ecco il
motivo per cui il tecnico Attilio Tesser ha deciso di confermarlo in rosa.
Ieri pomeriggio, al 75' della sfida con
la Reggina al Granillo, il numero 24 della compagine piemontese ha fatto
il suo debutto nella serie cadetta e tra i professionisti. E il suo
entourage, formato dall'agente FIFA Matteo Mossini e da Alessandro Orlandi dello Studio Assist, non può che essere contento per l'esordio in B di Faragò: “Con
il giocatore abbiamo iniziato un anno fa un percorso di crescita basato
fin dal primo momento sugli aspetti motivazionali ed umani - hanno dichiarato in esclusiva i due -.
Sicuramente le qualità mentali del ragazzo, abbinate alle
caratteristiche tecniche, hanno svolto un ruolo fondamentale per il
raggiungimento dei primi obiettivi prefissati per la sua carriera. Siamo
quindi molto contenti per l'esordio di Paolo, speriamo sia il punto di
partenza di un percorso ricco di soddisfazioni”. A questo punto, la
ciliegina sulla torta sarebbe rappresentata la convocazione in
Nazionale Under 20, un traguardo non inarrivabile per chi, come il
giovane talento nativo di Catanzaro, lavora da anni con dedizione e
determinazione.
6 ottobre 2012
Bertarelli: "Samp, contro il Chievo sarà dura. Corini può fare strada, blucerchiati da alta classifica"
Sarà la sfida tra Chievo e Sampdoria,
anticipo della settima giornata di Serie A, ad aprire questo nuovo week
end di campionato. E la sorte ha voluto che il neo allenatore dei
clivensi Eugenio Corini, per il suo esordio in
panchina, incontrasse una sua squadra nella quale ha militato durante la
sua lunga carriera. Chi ha giocato con Corini proprio in blucerchiato
nella stagione 1992-93 è l'ex attaccante Mauro Bertarelli. Lo ho raggiunto in esclusiva.
Che partita sarà quella di oggi al Bentegodi?
“Sinceramente, credo che questa sia
la partita più ostica che potesse capitare per la Sampdoria. Il Chievo
viene da una situazione negativa e ha anche cambiato allenatore. E' un
match molto difficile, forse il più difficile di questo inizio di
campionato per i blucerchiati. Giocando davanti al proprio pubblico, i
clivensi vorranno fare bene”.
Due 4-3-3 a confronto...
“In attacco, però, alla Samp mancerà
Eder che è molto bravo. Sono due formazioni votate all'attacco, anche se
la squadra di Ferrara può giocare in maniera tranquilla perché è ben
posizionata in classifica. Sulla carta partita sembrerebbe una gara
abbordabile per la Sampdoria, ma è dura per l'avversario che incontra”.
Ai gialloblu mancherà Pellissier, alla Samp Gastaldello.
“Sono due giocatori molto importanti,
quindi due assenze pesanti. Gastaldello è fondamentale, è un punto
fermo della difesa e se ne potrebbe risentire. Ferrara, comunque, ha a
disposizione tanti giocatori di qualità. Lo stesso Pellissier ricopre un
ruolo importante, anche lui fa la differenza”.
La Sampdoria è la sorpresa di questo avvio di campionato?
“Si può anche chiamare così, anche se
io non la vedo come una sorpresa perché ha giocatori importanti in ogni
reparto. Se i blucerchiati riuscissero ad uscire dal Bentegodi con un
risultato positivo, allora si potrebbe cominciare a pensare in grande.
Non dico che si potrebbe puntare all'Europa League, però ha gli elementi
per ambire alla parte sinistra della classifica. Si può definire
'sorpresa' perché il campionato è appena iniziato e si ritrova lassù
insieme alle squadre più importanti, ma la vedrei come una conferma
piuttosto che come una sorpresa”.
Corini nuovo tecnico del Chievo, si aspettava che potesse arrivare ad allenare in A?
“Ha bruciato le tappe, ricordo che
come giocatore era molto bravo. Quando giocavamo insieme a Genova era
molto giovane, ma già guidava la squadra e la prendeva per mano. Secondo
me aveva tutte le carte in regola per fare questa carriera e le ha
tutt'ora per fare bene. Oltre a essere un bravo ragazzo, ha la
personalità giusta per imporsi a livelli importanti. Ci vuole anche un
pizzico di fortuna ad approdare in Serie A però, ora che ci è arrivato,
può far bene perché ha grandi qualità sia a livello umano che
caratteriale”.
4 ottobre 2012
Fusi: "Napoli, vittoria alla portata con il PSV. Giusto fare turnover"
Appuntamento alle 21.05 per tutti i tifosi del Napoli. La squadra di Walter Mazzarri, per la seconda giornata della fase a gruppi di Europa League, farà visita al PSV Eindhoven. Ho raggiunto in esclusiva Luca Fusi, ex centrocampista partenopeo e attualmente allenatore, per analizzare questo importante match.
Mister Fusi, il Napoli va in Olanda per i tre punti?
“Con l'organico a disposizione di
Mazzarri, gli azzurri possono fare bene ovunque. L'obiettivo è sempre
quello di vincere. E' normale che ci sarà spazio per chi ha giocato meno
e ha avuto meno minutaggio in questo inizio di stagione, ma l'obiettivo
sarà quello di ottenere tre punti che potrebbero agevolare il passaggio
del turno”.
Ma il turnover può essere un'arma a doppio taglio?
“No, credo piuttosto che sia molto
importante per far capire a tutti i giocatori che sono importanti e che
ognuno ha le proprie possibilità da giocarsi. Starà poi a loro
interpretare bene la partita e farsi trovare pronti, anche in vista del
proseguo della stagione”.
Davanti spazio a El Kaddouri, Insigne e Vargas...
“Non ci saranno particolari problemi.
Penso che Vargas abbia dimostrato contro l'AIK di poter fare bene e
Insigne ha già fatto vedere quello che sa fare. Ovviamente, dall'altra
parte, ci sarà un PSV che vorrà fare risultato davanti al proprio
pubblico”.
Quante chance ha questo Napoli di eguagliare quello, di cui lei faceva parte, che vinse la Coppa UEFA?
“Osservando la rosa, dico che, se non
ci saranno problemi durante la stagione legati agli infortuni, la
squadra di Mazzarri può arrivare fino in fondo. Poi vincere o no la
competizione dipende anche da un pizzico di fortuna, ma il Napoli ha
tutte le carte in regola per approdare in finale”.
3 ottobre 2012
Ginestra: "Corini è il top per il Chievo. A Crotone fu esonerato perché..."
Da ieri Eugenio Corini è il nuovo allenatore del Chievo.
Per il 'Genio' si tratta di un ritorno, dato che ha vestito la maglia
gialloblu per ben cinque stagioni. Chi lo ha avuto come allenatore a
Crotone, anche se per pochi mesi nella stagione 2010/11 è il centravanti
della Salernitana Ciro Ginestra, che ha descritto così Corini in esclusiva: “Secondo
me mister Corini diventerà un grande allenatore. E' una grande persona,
ne sa tanto di calcio e posso dire che a livello calcistico ho avuto
pochi allenatori così bravi. Il Chievo ha fatto la scelta migliore
puntando su di lui: è il top, anche se qualcuno la può pensare in modo
diverso. Ed è già pronto per la Serie A, penso che farà meno fatica che
in altri campionati perché è talmente bravo che in altre categorie non
riescono a capirlo”. Da tecnico del Crotone, però, Corini raccolse
soltanto otto punti in circa tre mesi. L'esperto attaccante fotografa
così quel periodo negativo: “In Calabria non andò bene perché voleva
giocare con il 4-3-3 ma non aveva i giocatori giusti. I risultati non
arrivarono e a pagare le conseguenze fu, come accade sempre,
l'allenatore. Ma rimane comunque un tecnico molto preparato, che vuole
giocare un calcio offensivo”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
2 ottobre 2012
Francesconi: "Juve, stasera sarà una festa. Sul mio ex compagno Carrera..."
Seconda uscita stagionale della Juventus in Champions League. I bianconeri affronteranno lo Shakhtar Donetsk
in questa seconda giornata della fase a gironi, nel match in programma
questa sera alle 20.45 allo Juventus Stadium. Per parlare di questa
importante sfida, ho contattato in esclusiva l'ex difensore della Juve Gianluca Francesconi: “Mi
aspetto una Juventus molto carica stasera. Penso anche che i bianconeri
avranno vita facile ed è giusto che sia così. A mio modo di vedere sarà
una partita semplice perché hanno tutto a proprio favore in questo
momento. In più è la prima volta che giocano una partita di Champions
allo Juventus Stadium, sarà uno spettacolo”. Francesconi è stato compagno di squadra di Massimo Carrera durante la sua permanenza a Torino: “Carrera
è una persona molto positiva, equilibrata e soprattutto seria. Quando
militava nella Juve, era molto più quadrato rispetto a tanti altri
ragazzi. Insieme a Conte (Francesconi ha giocato anche con lui, ndr) forma un bel binomio. Sta facendo la sua esperienza e sta facendo bene dimostrandosi affidabile”. Giovinco, Matri o Quagliarella per fare coppia con Vucinic in attacco? “Sicuramente Matri, perché dà profondità alla squadra e in questo momento è l'attaccante che fa al caso della Juventus”, ha risposto in conclusione Francesconi.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
30 settembre 2012
Cardone: "Pari giusto al Tardini. Parma figlio di Donadoni, Milan in crescita"
Pari e patta fra Parma e Milan nel
primo anticipo di questa sesta giornata di Serie A. Un pareggio che sta
stretto ad entrambe le contendenti, che volevano i tre punti a tutti i
costi. Per analizzare il match di ieri, ho ascoltato in esclusiva il parere del doppio ex Giuseppe Cardone, difensore che in carriera ha vestito sia la maglia rossonera sia quella dei ducali.
Un pareggio giusto quello di ieri al Tardini?
"Alla luce di quello che ho visto, direi di sì. Nel primo quarto d'ora del secondo tempo, il Milan ha avuto l'occasione di chiudere la partita e non l'ha fatto. Quando succede così, la squadra avversaria puntualmente pareggia. Il Parma è una squadra molto solida che concede poco agli avversari che, se sanno sfruttare le opportunità, possono vincere. Il pari è comunque un risultato giusto per le occasioni create".
E' stata però una partita dai due volti: sei d'accordo?
"Dopo un primo tempo ad armi pari, nel secondo tempo il Milan poteva chiudere i conti ma forse non era giornata. Probabilmente gli allenatori sono stati più contenti della prima frazione di gara perché le squadre erano molto equilibrate, forse troppo, ed è stato penalizzato lo spettacolo. Nella ripresa, invece, le due squadre hanno risposto colpo su colpo. Il Parma me lo aspettavo così, sta cercando di incarnare lo spirito del suo allenatore: una persona seria con pochi fronzoli. La formazione gialloblu è lo specchio di Donadoni. Ho visto anche un Milan in crescita, non so se per il modulo o per gli uomini o per la condizione che sta migliorando. I rossoneri hanno fatto molto possesso palla, ma non so quanto per merito loro o per scelta dei ducali di ripartire in contropiede".
In occasione del vantaggio rossonero, la difesa ducale si è fatta trovare impreparata...
"Credo sia stata un'azione perfetta, hanno fatto tutti molto bene nel frangente e poi El Shaarawy ha realizzato un bel gol. Però ci può stare, è stata una delle poche sbavature da parte di un Parma molto solido. E' stato l'unico errore grosso nell'arco dei novanta minuti. I difensori gialloblu non sono dei velocisti e in contropiede possono soffrire, mentre è difficile sorprenderli a difesa schierata".
Sul gol di Galloppa, invece, c'è stata la complicità della barriera.
"Secondo me l'errore è stato commesso prima: Montolivo ha commesso un fallo assolutamente evitabile, soprattutto su un campo così dove il pallone schizza velocemente. Nel momento però in cui crei i presupposti, poi può succedere che la barriera si apra e il portiere non può farci nulla".
20' del primo tempo, Lucarelli cade in area avversaria dopo un intervento di Zapata: era rigore?
"Diciamo che nella storia del calcio ne sono stati fischiati di meno netti. C'è stato un leggero tocco da parte del difensore colombiano, ma la caduta di Lucarelli mi è sembrata veniale e accentuata".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Un pareggio giusto quello di ieri al Tardini?
"Alla luce di quello che ho visto, direi di sì. Nel primo quarto d'ora del secondo tempo, il Milan ha avuto l'occasione di chiudere la partita e non l'ha fatto. Quando succede così, la squadra avversaria puntualmente pareggia. Il Parma è una squadra molto solida che concede poco agli avversari che, se sanno sfruttare le opportunità, possono vincere. Il pari è comunque un risultato giusto per le occasioni create".
E' stata però una partita dai due volti: sei d'accordo?
"Dopo un primo tempo ad armi pari, nel secondo tempo il Milan poteva chiudere i conti ma forse non era giornata. Probabilmente gli allenatori sono stati più contenti della prima frazione di gara perché le squadre erano molto equilibrate, forse troppo, ed è stato penalizzato lo spettacolo. Nella ripresa, invece, le due squadre hanno risposto colpo su colpo. Il Parma me lo aspettavo così, sta cercando di incarnare lo spirito del suo allenatore: una persona seria con pochi fronzoli. La formazione gialloblu è lo specchio di Donadoni. Ho visto anche un Milan in crescita, non so se per il modulo o per gli uomini o per la condizione che sta migliorando. I rossoneri hanno fatto molto possesso palla, ma non so quanto per merito loro o per scelta dei ducali di ripartire in contropiede".
In occasione del vantaggio rossonero, la difesa ducale si è fatta trovare impreparata...
"Credo sia stata un'azione perfetta, hanno fatto tutti molto bene nel frangente e poi El Shaarawy ha realizzato un bel gol. Però ci può stare, è stata una delle poche sbavature da parte di un Parma molto solido. E' stato l'unico errore grosso nell'arco dei novanta minuti. I difensori gialloblu non sono dei velocisti e in contropiede possono soffrire, mentre è difficile sorprenderli a difesa schierata".
Sul gol di Galloppa, invece, c'è stata la complicità della barriera.
"Secondo me l'errore è stato commesso prima: Montolivo ha commesso un fallo assolutamente evitabile, soprattutto su un campo così dove il pallone schizza velocemente. Nel momento però in cui crei i presupposti, poi può succedere che la barriera si apra e il portiere non può farci nulla".
20' del primo tempo, Lucarelli cade in area avversaria dopo un intervento di Zapata: era rigore?
"Diciamo che nella storia del calcio ne sono stati fischiati di meno netti. C'è stato un leggero tocco da parte del difensore colombiano, ma la caduta di Lucarelli mi è sembrata veniale e accentuata".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
29 settembre 2012
Jesus Garcia Tena: "Inizio positivo al Livingston, ma quante differenze tra Italia e Scozia. Juve? Ci penso solo perché..."
Dalla Spagna all'Italia, anzi al Piemonte, e poi in Scozia. Il tutto nel giro di due anni. Il protagonista è Jesus Garcia Tena, centrale difensivo spagnolo classe '90. La Juventus
lo aveva portato in Italia prelevandolo dal Terrassa nell'estate 2010
per poi impiegarlo nelle giovanili; a distanza di un anno lo stopper è
passato in Lega Pro al Cuneo, che nella scorsa stagione ha conquistato la Prima Divisione. Così arriviamo allo scorso agosto, quando Jesus si è accasato al Livingston,
club che milita nella seconda divisione del campionato scozzese.
Esattamente due settimane fa il ventiduenne ha esordito nella Scottish
First Division con la sua nuova squadra, alla quale è legato da un
contratto annuale. Per saperne di più riguardo la sua avventura in
Scozia e non solo, lo ho intervistato in esclusiva.
Jesus, come sta andando al Livingston?
“La verità è che mi sto trovando
molto bene. Questa è una squadra giovane che vuole giocare la palla e
poi qui ci sono tante belle persone. Dall'allenatore ai miei compagni,
tutti mi hanno aiutato tantissimo in questo mio primo mese”.
Quali differenze hai trovato tra il campionato italiano e quello scozzese?
“Il campionato italiano è più fisico e
più tattico, mentre qui in Scozia è tutto più veloce e il gioco è
velocissimo. Dopo un mese trascorso qua, questa è la principale
differenza che ho notato. Il pressing e il ritmo della partita è più
alto rispetto a quanto accade in Italia o in Spagna, i giocatori vanno a
mille all'ora”.
E per quanto concerne l'ambiente? Stai facendo fatica ad adattarti?
“Non è difficile adattarsi quando ci
sono delle persone che ti danno una grossa mano. Ho trovato tre persone
che mi hanno aiutato tantissimo in tutto; sono Stefano, ex giocatore
della Fiorentina, e una coppia scozzese, Ted e Dot, che mi aiutano con
qualsiasi problema che ho. Ma anche lo staff tecnico e i giocatori. E'
tutto più facile quando si è aiutati”.
Facciamo un passo indietro: come è venuta fuori l'occasione di trasferirsi in Scozia?
“Questa opportunità è nata in un modo
un po' strano. Era circa il 10 agosto ed ero in Italia senza squadra,
per uno straniero non è facile trovare squadra con le società in crisi
economica. Quella stessa settimana ho conosciuto gli agenti Matteo
Mossini e Alessandro Orlandi. Ho parlato con loro della mia situazione e
mi hanno proposto di andare in Scozia per un periodo di prova con una
formazione di serie B. Io non ci ho pensato su due volte ed ho
immediatamente accettato. Credo che questa sia una grandissima
opportunità e devo ringraziare loro, così come il loro mediatore in
Scozia Salvatori, per il lavoro che hanno svolto”.
Hai già giocato in Spagna e in Italia, il tuo desiderio è quello di tornarci?
“Adesso non penso a tornare in Spagna
o in Italia, il mio unico desiderio è quello di giocare a calcio,
giocare al Livingston e poter dimostrare quello che so fare. In futuro
potrei ritornare a giocare nel campionato spagnolo o in quello italiano,
ma il mio principale desiderio è quello diarrivare il più in alto
possibile. Poi il resto si vedrà; come si dice in Spagna 'el tiempo pone
a cada uno en su lugar' (il tempo mette ognuno al suo posto)”.
Alla Juventus continui a pensarci?
“In questo momento non sto pensando
alla Juventus né a nessun altro club, solo al Livingston. Penso al club
bianconero solo per mio fratello Pol (difensore della Primavera bianconera, ndr). Credo
sia difficile per lui restare lì ed allenarsi, andare a scuola e
abitare lontano della famiglia. Ecco, solo per lui penso alla Juve,
perché io so che lui può fare tantissimo e si soffre a vedere il proprio
fratello lontano da te e da casa”.
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