9 maggio 2014

Agente Insigne: 'Arsenal e Tottenham? L'interessamento non mi sorprende'

Bomba di mercato su Lorenzo Insigne. E' stata lanciata questa mattina l'indiscrezione secondo cui Arsenal e Tottenham sarebbero fortemente interessate al vero protagonista della finale di Coppa Italia. Sia i Gunners che gli Spurs potrebbero arrivare ad offrire 20 milioni di euro al Napoli e uno stipendio raddoppiato all'attaccante di Frattamaggiore. Ho raggiunto in esclusiva Antonio Ottaiano, procuratore dello stesso Insigne, per capire quanto ci sia di vero in tutto ciò.

Corrisponde a realtà la notizia che vorrebbe le due londinesi pronte all'assalto per Insigne?
«No, ma credo che la richiesta di un eventuale conferma su questo presunto assalto vada girata al Napoli. Che ci possa essere un apprezzamento da parte di squadre importanti è cosa nota e da questo punto di vista non c'è alcuna sorpresa, perché Lorenzo rientra tra i giovani calciatori più ambiti oggi in Europa».

Perciò si tratta semplicemente delle classiche voci di mercato che circolano in questo periodo?
«Ad oggi, una richiesta effettiva a noi non risulta. Posso solamente non sorprendermi dell'eventuale interessamento, ma noi non abbiamo avuto contatti. Ripeto, posso solo dire di non sorprendermi di un'eventuale situazione di questo tipo genere, non mi sorprenderebbe affatto».

Quindi, a dispetto dei recenti rumors, Lorenzo non si muoverà da Napoli questa estate?
«Credo di aver già risposto a questa domanda qualche altra volta. Che la carriera di Lorenzo sia indirizzata verso il prosieguo in azzurro è una cosa che abbiamo più volte ribadito, compatibilmente alla volontà del Napoli di farlo rientrare nel proprio progetto con i canoni dovuti e opportuni. Se la società dovesse rivedere la sua posizione, allora noi faremo le nostre valutazioni perché riteniamo sia un calciatore importante».

Il fatto, però, che si parli dell'interesse di grandi squadre dimostra che la stagione di Insigne è stata più che positiva...
«Non ci sono proprio dubbi, non vedo come si possa mettere in discussione la sua stagione. Questo al di là di quella che può essere la sensazione data dal numero dei gol realizzati, che complessivamente sono otto quindi non così pochi; in campionato ha segnato solo due reti e qualcuno vede questa cosa come una deminutio rispetto al suo valore. Non è una prima punta che pertanto va giudicata in base al numero dei gol. Lorenzo ha dato un apporto notevole alla squadra, ha messo più di sessanta volte i suoi compagni davanti alla porta».

8 maggio 2014

Honved-Diarra: sarà addio. L'agente: 'E' richiesto. Italia? No perché...'

Probabilmente non sono in tanti quelli che si ricorderanno di Drissa Diarra. Ingaggiato dal Lecce da giovanissimo, si mise in evidenza nella Primavera di Roberto Rizzo conquistando quattro trofei e totalizzò complessivamente circa 25 presenze in Serie A e B fra il 2003 e il 2009 (inframezzate da varie esperienze in prestito). Poi nel 2010 il trasferimento al Bellinzona e il successivo svincolo un anno più tardi, con il conseguente approdo all'Honved Budapest. Da allora sono trascorse due stagioni che hanno visto il centrocampista maliano fra i protagonisti del sodalizio ungherese, dal quale però andrà via a giugno a causa della scadenza del suo contratto. Per conoscere meglio Diarra e capire quali prospettive ha per il futuro, ho contattato in esclusiva il suo procuratore Pierandrea Casto.

Dottor Casto, tra poco più di un mese scade il contratto di Diarra e lui si svincolerà.
«Per lui è una grande opportunità per poter trovare una squadra che si avvicini maggiormente al suo valore. Drissa ha scelto l'Honved per rilanciarsi e dopo due anni pensa di poter dare di più in un campionato più prestigioso. Il fatto che sia extracomunitario non gli consente di tornare dalla porta principale in Italia, quindi sto cercando una soluzione all'estero».

Quindi un suo ritorno in Italia è da escludere a priori?
«Non che lui non possa fare la differenza, ma è da escludere in quanto le squadre di Serie A occupano le caselle per gli extracomunitari con giocatori di un certo livello. Drissa non si è espresso al massimo delle sue potenzialità. Mi piace paragonarlo a Yaya Touré per come sa interpretare sia la fase difensiva che quella offensiva. E' forte atleticamente ed è dotato di un ottimo sinistro; è un calciatore completo, un centrocampista moderno».

Dove, allora, potremo vedere in azione Diarra il prossimo anno?
«Abbiamo avuto dei contatti con una società austriaca, una belga e due svizzere, tutte della massima serie. Poi ci sono anche ottime prospettive per quanto riguarda la Ligue 2 francese. Ha mercato, sicuramente troverà squadra in un campionato importante. Credo che per lui la Francia sia la vetrina migliore anche con la prospettiva di rientrare nel giro della nazionale, visto che a diciotto anni era una sicura promessa del calcio maliano. Una buona offerta dalla serie B francese, se dovesse arrivare, potrebbe essere una buona soluzione, altrimenti cercheremo una squadra altrove che gli possa permettere di giocare in un campionato di prima fascia».

Quanto un giocatore esperto come lui può essere importante per squadre che lottano per l'Europa?
«Quest'anno ha segnato anche due gol nelle quattro gare di qualificazione all'Europa League disputate. La sua esperienza può essere utile soprattutto ad una squadra che punta a qualificarsi in Europa League o che ci gioca già. Difatti, una delle squadre che ha chiesto informazioni su di lui è proprio in lotta per raggiungere questo obiettivo. Oltre ad essere un jolly di centrocampo, Drissa ha una sua esperienza consolidata».

Il fatto che nelle ultime gare sia stato impiegato col contagocce, è riconducibile all'ormai prossimo addio?
«Lui ha deciso di non rinnovare e l'Honved, che non ha velleità di classifica essendo ormai fuori dalla lotta per l'Europa League, pensa a fare i propri interessi testando nuovi elementi in vista della prossima stagione. In genere i giocatori che non rinnovano vengono messi fuori squadra a novembre mentre lui ha giocato fino a qualche partite fa. E' uno dei calciatori più pagati e importanti dell'Honved, ma non rientra più nel budget del club».

D'altronde per lui il passato parla chiaro, dato che a scovarlo fu un certo Corvino...
«Sì, peccato che nel Lecce non sia riuscito ad emergere. Poteva riuscirci nel 2009 quando la squadra era in Serie B, ma la folta concorrenza nel suo ruolo glielo impedì (collezionò soltanto una presenza in campionato, ndr). Drissa arrivò a Lecce quando aveva 16 anni e trovo assurdo questa regola riguardo gli extracomunitari per coloro che hanno fatto tutta la trafila nelle giovanili di una squadra italiana. Il nostro campionato sta calando a livello qualitativo, si riempie di calciatori europei a basso costo e non si permette di prendere un numero più elevato di calciatori extracomunitari che invece potrebbero fare la differenza. E Drissa è uno di questi. Non bisogna credere che mettere questo tipo di limiti ai giocatori stranieri ostacoli la crescita di quelli italiani».

Moriero risponde a Moggi: 'Se non andò all'Inter non fu per colpa mia'

Le dichiarazioni di Luciano Moggi non passano mai inosservate, ma quanto scritto nell'autobiografia 'Il pallone lo porto io' ha sicuramente del clamoroso. Alcune sue rivelazioni presenti nel libro sono state rese note anticipatamente quest'oggi, fra queste una riguarda da vicino l'Inter. L'ex dirigente della Juventus ha infatti raccontato di essere stato ad un passo dall'entrare nella società nerazzurra, salvo poi fare un passo indietro a causa di...Francesco Moriero. Moggi aveva praticamente definito il passaggio dell'ex centrocampista al Middlesbrough, ma Moratti gli fece firmare il rinnovo di contratto. A distanza di sedici anni da quella vicenda, Moriero, raggiunto in esclusiva, ha voluto rispondere con la sua versione dei fatti.

Moriero, come reagisce alle parole dell'ex direttore generale della Juventus?
«Sono cose vecchie, ma che colpa ne avevo io? Io volevo continuare ad essere un giocatore dell'Inter e non ero al corrente di questo accordo. Pensavo a fare il calciatore e nessuno mi aveva detto nulla. Ricordo che in quel momento ero in scadenza di contratto e potevo scegliere di andare dove volevo. Mi arrivò questa proposta del Middlesbrough, io la valutai e poi parlai col presidente. Moratti era contento di farmi rimanere all'Inter e quindi non ci fu nessuna trattativa. Potevo andare da qualsiasi altra parte, non solo lì. Ricordo bene come andarono le cose e se Moggi non andò all'Inter, non fu certo per colpa mia».

Moggi ha inoltre ammesso che il famoso fallo di Iuliano su Ronaldo era da rigore.
«Ripeto, io facevo il calciatore ed è normale che volessi vincere così come tutti i miei compagni. Che fosse rigore si vedeva dal campo ma anche da fuori, non c'è bisogno che lo dica Moggi. Non ho nulla contro di lui, che tra l'altro reputo una persona molto intelligente, però mi dispiace soltanto che queste cose escano fuori dopo tanto tempo. Che era rigore lo sapevano tutti».

Ma la sua Inter era davvero da scudetto?
«Sì, quell'Inter lì era da scudetto. Oltre ad essere simpatica, era una squadra forte, con grandi giocatori che facevano un bellissimo calcio. Potevamo tranquillamente vincere lo scudetto ma siamo stati, tra virgolette, sfortunati. Nel mio piccolo penso di aver meritato la vittoria di quel campionato, anche se poi la carta ha detto un'altra cosa. Io e i miei compagni, però, eravamo convinti di meritare lo scudetto».

Monticone: 'Stagione proficua. Spero la Samp mi riscatti'

E' stato titolare inamovibile nel Lumezzane in Prima Divisione di Lega Pro, ha messo a segno il suo primo gol tra i professionisti e ha ben figurato anche con la Nazionale Under 20 di Lega Pro. Così Mattia Monticone ha confermato le qualità messe in mostra nel settore giovanile della Sampdoria, che in estate lo ha ceduto in comproprietà, ma anche nel Pavia un anno fa e nelle nazionali giovanili in passato. Ho raggiunto in esclusiva il centrale difensivo classe '94 per commentare la stagione appena conclusa e parlare anche di futuro.

Mattia, un'altra annata da protagonista per te...
«Personalmente è stata una stagione molto soddisfacente. In campionato ho collezionato 25 presenze di cui 23 da titolare, sono contento. Purtroppo ho avuto ancora una volta quel periodo di calo fisiologico tra dicembre e gennaio, durante il quale non riesco a dare il meglio di me. Per il resto sono soddisfatto, ho fatto delle buone prestazioni nonostante il campionato non sia andato benissimo. Ma, ovviamente, c'è sempre da migliorare».

Il Lumezzane, però, non è riuscito ad andare oltre il terzultimo posto: è stata una sorpresa?
«Devo essere sincero, ad inizio anno pensavo che potessimo lottare per traguardi importanti. Eravamo una delle squadre più giovani del girone, ma la qualità della squadra c'era tutta. Per un motivo o per l'altro, però, non siamo riusciti a rendere al massimo delle nostre potenzialità. Ce l'abbiamo messa tutta, ma la nostra giovane età ha fatto la differenza più di quanto pensassi. Abbiamo ottenuto ottimi risultati anche contro squadre più forti, ma in tante partite non avevamo quel pizzico di malizia in più e magari non curavamo i piccoli particolari. In generale ci è mancata un po' di esperienza».

A luglio ci avevi detto che il tuo obiettivo per quest'anno sarebbe stato quello di maturare e migliorare, ritieni di averlo centrato?
«Credo di sì, sotto certi aspetti mi sento migliorato. Ho avuto la fortuna di avere a fianco dei giocatori del calibro di Mandelli, Italiano e Belotti che ti insegnano qualcosa giorno dopo giorno in allenamento. Però, ripeto, devo ancora migliorare tanto».

Le tue caratteristiche si sposano bene con la difesa a tre: quanto ti ha aiutato il fatto di aver giocato quasi sempre in questo tipo di schieramento?
«Giocare a tre o a quattro non cambia niente, quello che fa la differenza è essere in campo con la testa e allenarsi al meglio delle proprie possibilità. Nelle ultime partite abbiamo giocato con la difesa a quattro e ho fatto bene comunque. Eventualmente è la testa il problema, non il modulo».

Sul campo dell'Entella hai anche segnato la prima rete nei campionati professionistici.
«E' stata un'emozione fantastica, spero di viverne tante altre così. Ed è stato bello fare gol proprio contro l'Entella che poi ha vinto il campionato. La mia famiglia abita vicino Chiavari e quindi è stato come segnare a casa mia, una soddisfazione in più».

Eri in astinenza da gol da due anni: pur non essendo una priorità per un difensore, ti mancava andare a segno?
«E' vero che non è una priorità per me, ma mi mancava. Fare gol è bellissimo, si gioca a calcio soprattutto per quello. E' una grandissima gioia».

Il tuo cartellino è a metà fra Lumezzane e Sampdoria, ti aspetti che i blucerchiati ti riscattino?
«Non lo so, io lo spero perché vorrebbe dire che in questa stagione ho fatto bene. Aspettiamo, poi quello che succederà succederà».

Tu dove ti vedi nel prossimo futuro?
«E' una domanda complicata. Il prossimo campionato di Lega Pro sarà bellissimo e difficile allo stesso tempo, ma il mio obiettivo è quello di salire di categoria anche se so che non è semplice. Io e il mio agente decideremo di comune accordo con la Sampdoria, faremo la scelta migliore per la mia crescita. Vedremo cosa accadrà. Se sono riuscito a convincere qualcuno in Serie B ben venga...».

7 maggio 2014

Piana: 'Vi racconto la mia annata a due facce. Sogno la B'

Non era partita col piede giusto la prima stagione nel calcio professionistico di Luca Piana. Il promettente classe '94, fino allo scorso anno colonna portante della difesa della Primavera, aveva lasciato la Sampdoria a luglio per andare in prestito al Como, dove però non si è creduto in lui. A fine gennaio è quindi arrivato il trasferimento al Viareggio, che ha dato fiducia a Piana e gli ha permesso di mettere in mostra le sue indubbie doti. Ho intervistato in esclusiva il ventenne difensore di Cogoleto per tracciare un bilancio della sua particolare annata.

Luca, per te è stata una stagione a doppia faccia: prima i sei mesi a Como con appena 81 minuti giocati...
«E' stata senza dubbio un'esperienza negativa, ma ha avuto anche aspetti positivi che mi hanno fatto maturare e crescere».

...poi da gennaio sei passato al Viareggio e la musica è cambiata.
«Questo trasferimento è stato molto importante per me soprattutto a livello mentale. Spero di essere riuscito a dimostrare le mie qualità e credo di aver fatto delle buone prestazioni. Sì, è stato importante».

Ti sei chiesto perché in Lombardia non ti sia stata data la possibilità di esprimerti?
«Ad essere sincero, neanche io non ho ancora capito il vero motivo per cui non mi abbiano mai dato la possibilità di dimostrare le mie qualità. Evidentemente era una squadra di fenomeni...».

Mentre a Viareggio hai trovato un tecnico come Lucarelli che ha avuto fiducia in te: quanto è stato importante?
«Il mister mi ha dato fiducia fin da subito e io ho cercato di ripagarlo in campo. E' stato un grande attaccante e adesso è un allenatore che sa di calcio; ci ha trasmesso la mentalità che aveva da da giocatore. Grazie a lui abbiamo giocato ogni partita al massimo, indipendentemente dal risultato. A parte poche eccezioni, abbiamo sempre fatto prestazioni di buon livello. Quando abbiamo perso c'era rammarico, ma c'era anche la consapevolezza di essercela giocata».

In bianconero è arrivato anche il tuo primo gol tra i professionisti...
«Contro il Perugia, che poi ha vinto il campionato, e nel giorno del mio compleanno: mi sono fatto il regalo da solo, peccato che non sia servito a vincere. Quel gol mi rimarrà dentro per sempre. E' stato un momento importante in un periodo di difficoltà».

Tutto sommato, quindi, che valutazione dai al tuo primo anno lontano da Genova?
«E' stata una stagione a due facce, una negativa e l'altra positiva. Io però cerco di prendere da ogni esperienza le cose buone che mi permettono di crescere. Quando va tutto bene è tutto più semplice ma quando le cose vanno male, e può capitare, bisogna essere bravi a venirne fuori».

Dicci la verità, rimpiangi gli anni nelle giovanili della Samp?
«Lì è andato sempre tutto bene. Ma il calcio professionistico è tutta un'altra cosa, è molto diverso. Soprattutto i primi mesi sono importanti perché sono quelli in cui devi cogliere la palla balla al balzo e adattarti il prima possibile a questa nuova realtà. Rispetto al settore giovanile, ho riscontrato differenze soprattutto a livello di ritmo sia in allenamento sia in partita. E' tutta un'altra cosa».

In conclusione, credi che un'altra stagione in prestito sia la cosa migliore per il tuo futuro?
«Probabilmente sì, ma adesso deciderà la società cosa fare. Io spero di fare un salto di categoria, sarebbe bello giocare in Serie B per crescere ulteriormente. Speriamo di fare bene anche il prossimo anno».

6 maggio 2014

Sampdoria, mercato in uscita: due difensori in lista di sbarco

Si iniziano a delineare le strategie di mercato della Sampdoria. In primis di quello in uscita, con l'obiettivo di sfoltire la rosa e di ridurre il budget degli stipendi. Per proseguire in questo intento, non sono pochi gli elementi, tra quelli attualmente in organico e quelli in prestito, che si cercheranno di cedere.

In questo momento, come raccolto in esclusiva, i principali candidati ad andare via sarebbero Andrea Costa e Gaetano Berardi. Il primo, titolare inamovibile sotto la gestione Rossi, non è riuscito a guadagnarsi la conferma con Mihajlovic. Discorso diverso per il terzino svizzero, che fino ad oggi ha totalizzato appena cinque presenze senza dare mai l'impressione di meritare un posto da titolare. A breve, dunque, potrebbero arrivare novità su un loro futuro altrove.

Agente Conti e Cossu: 'Aspettiamo il Cagliari. Palermo? Niente di vero'

Si preannuncia una rivoluzione in casa Cagliari. In vista della prossima stagione, si rincorrono infatti le voci circa un possibile stravolgimento della rosa che potrebbe coinvolgere anche due colonne della compagine sarda come capitan Daniele Conti e Andrea Cossu. Entrambi sono in scadenza di contratto ed è di questa mattina la notizia che vorrebbe il neo promosso Palermo interessato a loro. Per saperne di più, ho interpellato in esclusiva Paolo Alberto Faccini, procuratore dei due calciatori rossoblu.

Faccini, quanto c'è di vero nelle indiscrezioni che vorrebbero i suoi due assistiti prossimi all'addio al Cagliari?
«Non c'è assolutamente niente di vero. In questo momento noi siamo in attesa, sono voci che girano ma adesso ci sono altre due partite da giocare. Quindi siamo tutti concentrati su questo per rispetto del campionato».

Sembra che il Palermo si sia interessato a loro...
«Smentisco, non è vero niente. Conti e Cossu sono due giocatori molto legati al Cagliari e sarà la società a decidere. Segnali di rinnovo da parte del club? Non è arrivato alcun segnale, per adesso stanno bene così».

5 maggio 2014

Genoa su Amorim? L'agente: 'Situazione calda, c'è anche un club spagnolo'

Enrico Preziosi non è soddisfatto del recente rendimento del suo Genoa ed è pronto a correre ai ripari. Uno dei nomi più gettonati in vista del mercato estivo è quello di Ruben Amorim, centrocampista classe '85 attualmente in forza al Benfica. Ho voluto verificare la veridicità di tali rumors contattando in esclusiva l'agente FIFA Stefano Perna, rappresentate del calciatore portoghese in Italia.

Sta prendendo piede la notizia di un interessamento del Genoa per Amorim: cosa c'è di vero?
«Per rispetto del Genoa mi limito a dire che c'è un interesse, ma non posso spingermi oltre parlando di un reale interesse. Non confermo e non smentisco. Se farebbe al caso di Gasperini? Come tipo di giocatore rientra nelle idee tattiche dell'allenatore rossoblu. Può sia ricoprire il ruolo di vertice basso nel 4-3-3 sia quello di classico interno di centrocampo».

Quando potrebbero arrivare delle novità concrete?
«In questo momento la situazione è abbastanza calda, ci possono essere sviluppi da un giorno all'altro. Il ragazzo si svincola a giugno dal Benfica e quindi bisogna semplicemente trovare l'accordo sull'ingaggio».

Oltre al Genoa, quali sono le altre piste per il futuro di Amorim?
«Al ragazzo sono arrivate diverse proposte, non solo dall'Italia. E' il Siviglia, insieme al Genoa, a rappresentare una delle sue mete preferite».

30 aprile 2014

Agente FIFA Mossini: 'Juve di un altro pianeta. Per l'Europa e la salvezza...'

Ho contattato in esclusiva l'agente FIFA Matteo Mossini, titolare dello Studio Assist & Partners. Con Mossini abbiamo fotografato la situazione del campionato a tre giornate dal termine avvicinandoci a quella che sarà la prossima sessione estiva di calciomercato.

Mossini, cominciamo dalla Juventus: dopo la vittoria contro il Sassuolo lo storico terzo scudetto è ad un passo...
«La Juve ha disputato ovviamente un campionato straordinario e probabilmente concluderà il campionato con più di cento punti. E' assolutamente una squadra di un'altra categoria e di un altro livello, basti pensare che la terza in classifica, il Napoli, è staccata di più di 20 punti».

Domani i bianconeri avranno un altro impegno importante, quello contro il Benfica. Come valuta le chance della Juve?
«A mio parere il fatto di giocare in casa la partita di ritorno e la prospettiva di giocare allo Juventus Stadium anche la finale, pone in vantaggio i bianconeri. Se non accuseranno un po' di stanchezza dovuta ai tanti impegni, cosa che non dovrebbe succedere, dovrebbero farcela. Vedo la Juventus in finale di Europa League».

Tornando al nostro campionato, cos'è mancato alla Roma per conquistare il tricolore?
«Nulla, è stata la Juve che ha fatto qualcosa fuori dalla norma. I giallorossi si trovano a quota 85 punti a tre giornate dalla fine e di solito bastano poco più di 80 punti per vincere lo scudetto. La Roma ha fatto un campionato straordinario, ma se si ritrova seconda è soltanto colpa della Juventus. Altrimenti, avrebbe potuto tranquillamente vincere il campionato».

Inter, Torino, Lazio, Verona, Parma e Milan per due posti: quali squadre vede favorite nella corsa all'Europa League?
«Credo che l'Inter, nonostante qualche difficoltà, riuscirà con un po' di fortuna ad arrivare quinta. Mentre al sesto posto vorrei il Torino, non tanto per la squadra ma per Ventura che è uno degli allenatori italiani più sottovalutato e avrebbe meritato piazze più importanti. Per questo motivo penso che se lo meriterebbe. Ma potrebbe arrivare sesto anche il Milan. Domenica lo attende un derby particolare che non inciderà sulla posizione finale delle due squadre, forse un po' più per i rossoneri mentre per l'Inter la situazione è abbastanza tranquilla».

E in quella per non retrocedere?
«Catania e Livorno sono senz'altro con un piede in Serie B, a fine campionato credo che si salveranno Chievo e Sassuolo, mentre il Bologna penso farà fatica anche vedendo il suo calendario. I rossoblu stanno facendo fatica, hanno bisogno di fare gol ma in attacco non sembra esserci nessuno in grado di incidere».

Mentre sabato sera Fiorentina e Napoli si contenderanno la Coppa Italia...
«Bisogna tener conto del fatto che i viola giocheranno senza Cuadrado, Gomez e Rossi; il Napoli ha un vantaggio da questo punto di vista. E' una finale e sarà la prima mezz'ora a fare la differenza, ma credo che gli azzurri avranno la meglio proprio in virtù delle assenze importanti della Fiorentina che dovrà rinunciare ad elementi che fanno la differenza. Il Napoli è favorito».

Intanto si avvicina il calciomercato estivo: cosa dobbiamo aspettarci dalle nostre squadre?
«Cominceranno lentamente a riprendersi dopo gli anni scorsi. Sull'onda di Tevez e Higuain, si sta iniziando a puntare giocatori di livello un po' più alto rispetto al passato. Magari acquisteranno meno, ma meglio. Sarà un mercato più movimentato rispetto a quello delle ultime estati, però resta da vedere quali saranno le risorse a disposizione delle società».

Da quali società si attende i migliori colpi?
«In primis dall'Inter: si tratta del primo vero calciomercato per la nuova proprietà e Thohir non può presentarsi con un mercato di seconda fascia. Poi, se la Juventus riuscirà a vendere Pogba alle cifre che si leggono in giro, allora vedremo altri due campionati nel solco delle ultime stagioni. La Roma si rafforzerà in modo intelligente come ha fatto la scorsa estate, mentre, per quanto concerne il Milan, bisognerà capire in base all'allenatore e alle modifiche che subirà l'organigramma societario».

29 aprile 2014

Agente Zaza: 'Ha stupito tutti. Alla Juve l'anno prossimo? Meglio...'

Una stella brilla nella notte di Sassuolo-Juventus. E' quella di Simone Zaza, autore del primo gol della gara e vera e propria spina nel fianco della difesa bianconera. L'attaccante di Policoro, attualmente in comproprietà proprio fra le due squadre, ha così sfruttato nel migliore dei modi l'occasione di mettersi in mostra dinnanzi agli occhi di Conte e Marotta. Ma il procuratore del classe '91, Christian Maifredi, predica calma. Lo ho intervistato in esclusiva.

Nel pre-partita Zaza aveva detto che ci teneva a far bene contro la Juve e ci è riuscito.
«Ha stupito un po' tutti, anche me. La prestazione è stata veramente magistrale, ha giocato bene e ha dimostrato di avere grosse qualità in quanto a potenza fisica, rapidità e tecnica. Ha affrontato i difensori della Nazionale da solo come punta centrale, quindi è stata una gara molto positiva per lui. Sono molto contento e lo è anche lui».

Un gol come segnale allo staff tecnico e dirigenziale dei bianconeri?
«Sicuramente avrà fatto piacere alla dirigenza bianconera e mister Conte è stato abbastanza esplicito nelle sue valutazioni sulla prestazione offerta da Simone. Ovviamente fa sempre molto piacere alla Juventus vedere come lui e altri ragazzi, dei quali detiene parte del cartellino, facciano bene».

Per lui è stato l'ottavo gol stagionale, niente male per un esordiente in Serie A...
«Assolutamente, segnare in Serie A rispetto alla Serie B attuale rappresenta una difficoltà più che doppia. Quest'anno ci aspettavamo un campionato di adattamento e speravamo in qualche marcatura; ci eravamo dati un obiettivo alto come quello della doppia cifra e adesso ci siamo vicini».

Quind adesso il suo obiettivo è arrivare in doppia cifra e salvare il Sassuolo?
«Sì, speriamo riesca a segnare in queste tre partite, anche se non sono semplici, e portare questi agognati punti che servono al Sassuolo per rimanere nella massima serie. Mi auguro che sia Simone che la squadra possano raggiungere i propri obiettivi».

Il suo cartellino, però, è a metà fra gli emiliani e la Juventus: cosa lo aspetta in futuro?
«E' presto per parlarne. Bisogna fare i conti con il finale di campionato del Sassuolo che giustamente avanza i propri diritti sulle prestazioni del ragazzo. Fra un mesetto sapremo quali saranno le sue prospettive per il prossimo anno. L'idea di giocare in bianconero è molto allettante e interessante, ma penso che gli gioverebbe di più un'altra stagione in Serie A con la buona probabilità di giocare tante partite. E a Torino non è facile».