Un posto per quattro. A due settimane dalla conclusione del campionato,
la corsa alla zona Champions League tiene sulle spine milioni di tifosi.
Ma quale, delle tre in lotta, è la più accreditata per tagliare questo
traguardo? Lo abbiamo chiesto in esclusiva
al tecnico Fabio Viviani, tra l'altro vice di Reja ai tempi del Napoli: "In
questo momento la squadra favorita per il terzo posto sembra essere il
Napoli che ha ritrovato una buonissima condizione, anche in vista della
finale di Coppa Italia. C'è poi l'Inter che ha ottenuto una serie di
risultati importanti, ma sul suo cammino da qui alla fine del campionato
ha un ostacolo come il derby. Chi rischia di staccarsi dal gruppo
stasera? Sicuramente la Lazio. Al di là dell'avversario, sta
attraversando un momento difficile e, oltre alla miriade di infortuni,
ha anche il problema delle squalifiche". Napoli favorito per il terzo posto, ma cosa gli serve per ben figurare in Europa? "La
compagine partenopea sta crescendo di anno in anno sia dal punto di
vista dei risultati sia da quello della rosa. Penso che siano già
intervenuti bene sul mercato nell'ultimo anno: Pandev è tornato ad alti
livelli, Vargas dopo mesi di ambientamento renderà meglio. Bisognerà
intervenire inserendo degli elementi di qualità in difesa, ma De
Laurentiis e gli altri dirigenti hanno già dimostrato di aggiungere
nuovi tasselli anno dopo anno", ha concluso Viviani.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
2 maggio 2012
1 maggio 2012
Tornaghi vuole fa' l'americano: "MLS, cresciamo insieme"
Negli ultimi anni sta aumentando sempre di più il numero di
calciatori europei ed italiani che lasciano il Vecchio Continente per
approdare oltreoceano. Tra questi anche l'estremo difensore classe '88
Paolo Tornaghi, prodotto del vivaio dell'Inter, da alcuni mesi in forza
al Chicago Fire, squadra della Major League Soccer. Abbiamo raggiunto in esclusiva il giovane, che ha rilasciato un'interessante intervista ai nostri microfoni.
Paolo, facciamo un passo indietro: come sei arrivato al Chicago Fire?
"Già dalla scorsa estate avevo l'idea di trovare una sistemazione in un campionato estero che mi potesse dare una certa visibilità. Con l'aiuto del mio agente sono volato in Florida, a fine gennaio, per iniziare la preparazione con la squadra. In quel periodo mi avrebbero valutato e deciso che tipo di ingaggio propormi".
Come sta procedendo la tua esperienza negli USA?
"Molto bene. Ho giocato le prime tre partite del campionato, in assenza del portiere Johnson impegnato con la nazionale. Ora sto aspettando nuovamente di essere chiamato a giocare per poter continuare la mia crescita ed aumentare la mia visibilità in MLS".
A febbraio anche Ferrari e Corradi sono approdati nella MLS: cosa spinge a intraprendere questa avventura?
"Gli Stati Uniti sono il massimo per gli sportivi professionisti.
Qui c'è davvero una grande cultura dello sport, dell'agonismo e un'ottima organizzazione. Piano piano il calcio sta rosicchiando fans agli altri sport e sta facendo aumentare la propria popolarità".
Cosa manca al calcio statunitense per avvicinarsi a quello europeo?
"A livello organizzativo e di infrastrutture assolutamente nulla. In campo, invece, la grossa differenza è che viene curata molto meno la parte tattica; si cerca sempre la massima intensità ed il massimo agonismo. I giocatori latini e sudamericani alzano molto il tasso tecnico delle squadre, mentre i giocatori americani sono più corridori e combattenti".
Cosa ti manca dell'Italia?
"Ovviamente, da buon italiano, la cucina di casa manca molto; per fortuna vivo in una grande città e con il passare del tempo io e la mia fidanzata ci stiamo adattando bene".
Quali sono i tuoi progetti futuri?
"L'obiettivo è riuscire ad impormi in questo campionato come portiere giovane ed affidabile. Acquisire minuti ed esperienza in partite importanti per poi, fra qualche anno, poter rientrare in Europa in squadre di livello. Seguitemi su Twitter @PaulTornaghi!".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Paolo, facciamo un passo indietro: come sei arrivato al Chicago Fire?
"Già dalla scorsa estate avevo l'idea di trovare una sistemazione in un campionato estero che mi potesse dare una certa visibilità. Con l'aiuto del mio agente sono volato in Florida, a fine gennaio, per iniziare la preparazione con la squadra. In quel periodo mi avrebbero valutato e deciso che tipo di ingaggio propormi".
Come sta procedendo la tua esperienza negli USA?
"Molto bene. Ho giocato le prime tre partite del campionato, in assenza del portiere Johnson impegnato con la nazionale. Ora sto aspettando nuovamente di essere chiamato a giocare per poter continuare la mia crescita ed aumentare la mia visibilità in MLS".
A febbraio anche Ferrari e Corradi sono approdati nella MLS: cosa spinge a intraprendere questa avventura?
"Gli Stati Uniti sono il massimo per gli sportivi professionisti.
Qui c'è davvero una grande cultura dello sport, dell'agonismo e un'ottima organizzazione. Piano piano il calcio sta rosicchiando fans agli altri sport e sta facendo aumentare la propria popolarità".
Cosa manca al calcio statunitense per avvicinarsi a quello europeo?
"A livello organizzativo e di infrastrutture assolutamente nulla. In campo, invece, la grossa differenza è che viene curata molto meno la parte tattica; si cerca sempre la massima intensità ed il massimo agonismo. I giocatori latini e sudamericani alzano molto il tasso tecnico delle squadre, mentre i giocatori americani sono più corridori e combattenti".
Cosa ti manca dell'Italia?
"Ovviamente, da buon italiano, la cucina di casa manca molto; per fortuna vivo in una grande città e con il passare del tempo io e la mia fidanzata ci stiamo adattando bene".
Quali sono i tuoi progetti futuri?
"L'obiettivo è riuscire ad impormi in questo campionato come portiere giovane ed affidabile. Acquisire minuti ed esperienza in partite importanti per poi, fra qualche anno, poter rientrare in Europa in squadre di livello. Seguitemi su Twitter @PaulTornaghi!".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
29 aprile 2012
On. Sisto: "Il nome di Bari e del Bari è stato infangato, ecco cosa chiediamo noi di Maglia biancorossa"
E'
passato circa un mese da quando l'associazione 'Maglia biancorossa' ha
deciso di querelare l'ex capitano del Bari Antonio Bellavista, coinvolto
nell'ambito delle indagini sul calcioscommesse. Per conoscere meglio le
finalità di questa iniziativa ed approfondire il tema scommessopoli, intervistato in esclusiva l'Onorevole Francesco Paolo Sisto, avvocato dell'associazione.
Come è nata l'associazione 'Maglia biancorossa'?
“Nasce da un comune sentire: la città
è stata fortemente ferita e lacerata così come la squadra. Lo stadio è
il luogo dove la città si incontra più che in altri momenti, l'emotività
mette insieme tante persone più che in occasione di altri eventi.
Questo ha indotto una serie di ex calciatori capitanati da Mimmo
Magistro a pensare a questa iniziativa, che vuole rievocare la necessità
di tenere questi colori puliti rispetto a chi ha cercato di inzozzarli e
ci è anche riuscito. Rivendichiamo la pulizia della città e della
società. La nostra associazione riunisce ex giocatori di tutte le epoche
e tifosi, abbonati sia allo stadio sia alle televisioni a pagamento; i
primi hanno avuto un danno di immagine, i secondi hanno pagato non per
vedere partite con risultato precostituito. Ci proponiamo due obiettivi:
costituirci persona offesa e rivendicare il diritto di risarcimento del
danno. Abbiamo presentato querela nei confronti di Antonio Bellavista
che ha mosso un'accusa che colpisce tutti quelli che nel Bari hanno
giocato, cioè quella secondo cui nel Bari vendere le partite sarebbe
stata una consuetudine. Oltre allo scopo giudiziario nei processi penali
di Bari e Cremona, c'è anche la necessità di rivedere il tema della
responsabilità oggettiva: ormai un calciatore può truccare delle partite
anche via internet, come può una società controllare per queste
condotte sofisticatissime? Se la società ne era a conoscenza allora
dovrà rispondere, ma in mancanza di un briciolo di chance di controllare
certe condotte...”.
Davvero tutti sapevano che il Bari lo scorso anno ha venduto mezzo campionato?
“Come dice Oscar Wilde: tutte le
generalizzazioni sono sbagliate, anche questa. Bisogna esaminare caso
per caso, andare avanti step by step. Anche la sola connivenza può
essere idonea ad essere soggetta alla giustizia sportiva che deve essere
più severa nell'individuazione delle responsabilità: non basta non
fare, ma bisogna cercare di bloccare questi atteggiamenti omissivi. Dire
che tutto questo si sapeva mi sembra inesatto e non credo sia vero;
molti calciatori hanno protestato e anche vivacemente con i colleghi
senza che la società ne fosse a conoscenza”.
Avvocato, i tifosi vogliono sapere: cosa rischia l'AS Bari?
“Se fosse provata l'omissione
colpevole o l'omessa denuncia, la società Bari può andare incontro a
sanzione ma, a pensar male, si tratterà di una penalizzazione. Non mi
sembra che il Bari possa preoccuparsi più di tanto rispetto ad altri
club”.
A fine stagione dobbiamo aspettarci classifiche rivoluzionate?
“C'è bisogno di valutare a poco a
poco, ma sono sincero: quello che si percepisce è che il rischio di
modifica del risultato sportivo ci sia tutto. Non si può ignorare che
prendere soldi per truccare una partita - fotografia di quello che è
successo - costituisce un illecito sportivo gravissimo. L'autorete di
Andrea Masiello nel derby del 15 maggio dello scorso anno è il modello
inespugnabile di negatività; non è possibile fare di peggio in un derby
Bari-Lecce, è come un suicidio-omicidio, non tanto per la rivalità ma
perché un derby viene vissuto dalla gente in maniera particolarmente
sentita. Basterebbe fare questa riflessione, non siamo lontani da forme
di colpa cosciente, una colpa grave. Credo che nessuno si renda conto
che il fatto penale shakerato con quello sportivo renda più grave l'uno e
l'altro”.
28 aprile 2012
Quattro occhi sul Sud America: Andrea Boscolo e Nunzio Marchione sui giovani talenti argentini
Il Sud America è da
sempre una miniera ricca di elementi preziosi su cui i grandi club
europei sono pronti a buttarsi per aggiungere qualità alle proprie
squadre, magari per piazzare il grande colpo. Andrea Boscolo e Nunzio Marchione sono
due addetti ai lavori che, per poter osservare da vicino alcuni dei
giovani più talentuosi dell'intero panorama sudamericano, si sono recati
direttamente nel Nuovo continente. Abbiamo
raggiunto in esclusiva i due, che si trovano in Argentina da inizio
febbraio.
Boscolo: “Per noi
operatori del mercato italiano, lavorare in questo paese significa
visionare i giovani talenti che nei prossimi anni potranno fare la
fortuna del calcio europeo. Ma significa anche apprendere i segreti
delle strutture manageriali sportive che sono riuscite, nel corso degli
anni, a trasformare la figura del calciatore professionista in una vera e
propria azienda con alle spalle gruppi inversori altamente qualificati”.
Marchione: “Se guardiamo le differenze tra il calcio argentino e quello europeo, la prima che salta all’occhio è il loro concetto di tattica, aspetto molto meno esasperato rispetto al tatticismo nostrano. Anche il ritmo di gioco è meno intenso, questo però permette di evidenziare quei talenti che hanno la cosiddetta marcia in più che sono poi quelli che spesso e volentieri approdano nel calcio europeo. Però provate a immaginare la Primera Divisiòn argentina composta da tutti i loro calciatori compresi quelli che giocano in Europa; che campionato sarebbe? Probabilmente uno tra i più belli del mondo”.
Marchione: “Se guardiamo le differenze tra il calcio argentino e quello europeo, la prima che salta all’occhio è il loro concetto di tattica, aspetto molto meno esasperato rispetto al tatticismo nostrano. Anche il ritmo di gioco è meno intenso, questo però permette di evidenziare quei talenti che hanno la cosiddetta marcia in più che sono poi quelli che spesso e volentieri approdano nel calcio europeo. Però provate a immaginare la Primera Divisiòn argentina composta da tutti i loro calciatori compresi quelli che giocano in Europa; che campionato sarebbe? Probabilmente uno tra i più belli del mondo”.
Per quanto concerne possibili movimenti dall’Argentina all’Italia, quali giovani talentuosi segnalereste?
Boscolo: “Un giocatore che ultimamente si sta mettendo in evidenza nel campionato di Segunda B è Ramiro Funes Mori del River Plate di Almeyda, classe 1991, fratello gemello del più famoso attaccante Rogelio Gabriel Funes Mori. Difensore centrale con standard fisici europei, quasi un metro e novanta, buona tecnica, mancino naturale, aggressivo, molto forte di testa. E' dotato di grande personalità, è pronto per un livello superiore. Un ragazzo che è riuscito a conquistarsi il posto da titolare con il sacrificio quotidiano. Sappiamo che diversi club italiani sono stati qui per visionarlo. In Italia lo vedrei bene in una squadra di media classifica. Sono sicuro che la personalità e la prestanza fisica delle quali è dotato gli permetterebbero di fare bene anche nel nostro campionato”.
Boscolo: “Un giocatore che ultimamente si sta mettendo in evidenza nel campionato di Segunda B è Ramiro Funes Mori del River Plate di Almeyda, classe 1991, fratello gemello del più famoso attaccante Rogelio Gabriel Funes Mori. Difensore centrale con standard fisici europei, quasi un metro e novanta, buona tecnica, mancino naturale, aggressivo, molto forte di testa. E' dotato di grande personalità, è pronto per un livello superiore. Un ragazzo che è riuscito a conquistarsi il posto da titolare con il sacrificio quotidiano. Sappiamo che diversi club italiani sono stati qui per visionarlo. In Italia lo vedrei bene in una squadra di media classifica. Sono sicuro che la personalità e la prestanza fisica delle quali è dotato gli permetterebbero di fare bene anche nel nostro campionato”.
Marchione: “Un
calciatore che a me piace molto è Cristian Chavez del Boca, un
centrocampista duttile, che ha tecnica e corsa. In Europa si parla poco
di lui, non capisco il perché, da noi son convinto farebbe benissimo.
Ma, se fossi un direttore sportivo di Serie A, punterei senza dubbio su
Ezequiel Cirigliano, uno dei calciatori che preferisco. Il
centrocampista del River Plate ha tutto per sfondare: carattere, fisico e
tecnica. Mi piacciono molto i giocatori che danno tutto e lui in questo
senso è un guerriero, ma con dei piedi niente male. Lo vedrei bene in
Italia in una piazza importante come Lazio o Roma, dove si gioca con
molta pressione. Sotto certi aspetti mi ricorda Almeyda, che attualmente
è il suo allenatore al River”.
27 aprile 2012
Agostini: "Roma-Napoli, un punto non serve a nessuno. Pesante l'assenza di De Rossi..."
E' senza dubbio Roma-Napoli il match che balza subito agli occhi se si
guardano gli anticipi di Serie A in programma sabato e validi per la
35esima giornata di campionato. Per analizzare il confronto tra due
formazioni in corsa per tornare a lottare in campo europeo, abbiamo dato la parola al doppio ex Massimo Agostini: "Sarà
una gara che le due squadre devono cercare di vincere per portarsi il
più avanti possibile verso il terzo posto. Mi aspetto una partita senza
speculazioni perché il pareggio non interesserebbe a nessuno. Si
presuppone che sarà una partita molto avvincente, però in questo momento
il Napoli si è ripreso abbastanza bene dopo un brutto periodo, mentre
la Roma è in uno stato confusionale, sta perdendo partite e punti
facilmente. Perciò credo che gli azzurri debbano sfruttare momento
negativo della compagine capitolina. È l'occasione giusta vedendo anche
che la Lazio sta perdendo colpi". Luis Enrique dovrà fare a meno di De Rossi, Lamela e Osvaldo squalificati: "Sicuramente
De Rossi elemento importantissimo, Lamela è un giovane che deve ancora
maturare e crescere nel nostro campionato, mentre Osvaldo ogni tanto
esce fuori dalle righe ma è un giocatore importante. Con Bojan e Totti
il problema in attacco sarà risolto, più che altro peserà l'assenza di
De Rossi". I giallorossi sono attualmente a -5 punti dal terzo
posto occupati dalla Lazio, forse troppi per puntare al ritorno in
Champions? "Dipende tutto da sabato sera perché cinque punti si
possono recuperare, non è una distanza incolmabile. Se, però, fanno
partite come quella con la Fiorentina, sicuramente il distacco
diventerebbe enorme. Nello scontro diretto di sabato c'è l' occasione
giusta per rifarsi, ma la Roma affronterà un Napoli in crescita
esponenziale", ha concluso il Condor Agostini.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
26 aprile 2012
Celestini: "Napoli, devi puntare allo scudetto. De La può sbizzarrirsi sul mercato"
Con il meritato successo ottenuto ieri sul campo del Lecce, il Napoli si
è portato ad un solo punto di distacco dalla Lazio, tornando
prepotentemente in corsa per il terzo posto. Raggiunto in esclusiva l'ex centrocampista azzurro
Costanzo Celestini, che ha analizzato il momento della squadra di
Mazzarri: “Mi auguro che la vittoria di ieri funga da spinta verso
il terzo posto, ci sono tutte le premesse per centrare questo obiettivo
che è alla portata. Sono dell'idea che quest'anno il Napoli abbia
sprecato tantissimo, perché poteva ritagliarsi uno spazio ancora più
interessante nel campionato italiano. Se mi riferisco allo scudetto?
Indubbiamente. Il Napoli ha giocatori importanti che tutte le squadre
invidiano, poi sono tutti nazionali. Al di là di quello che può dire
Mazzarri circa l'inesperienza dei suoi, credo che la compagine
partenopea abbia le carte in regola per puntare al tricolore”. Non sarà però facile trattenere gli elementi di spicco della rosa azzurra: “Sono
dell'idea che alla fine bisogna puntare su giovani bravi di prospettiva
che non facciano rimpiangere gli attuali calciatori in organico. Ci
sono in ballo tanti fattori, ad esempio procuratori che fanno uscire
notizie per far alzare il prezzo dei propri assistiti. Sono giochi che
tutti quanti conoscono. Alla fine, devono rimanere quei calciatori a cui
fa piacere indossare la maglia azzurra. Napoli è una piazza importante,
campioni in giro ce ne sono. De Laurentiis si può sbizzarrire”, ha concluso Celestini.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Borgobello: "Bentornata Ternana! Ci sono i presupposti per fare bene anche in B"
Terni è in festa: dopo sei stagioni trascorse in Lega Pro, la Ternana
torna in Serie B. Con due giornate di anticipo, la formazione umbra ha
ottenuto la matematica promozione dalla Prima Divisione. Per commentare
l'importante traguardo raggiunto proprio ieri, contattato in esclusiva l'ex attaccante Massimo
Borgobello, secondo calciatore più prolifico della storia dei
rossoverdi: "Hanno meritato ampiamente questo risultato, soprattutto
mister Toscano che è riuscito a esprimere le sue idee e a trasmetterle
alla squadra. Sono felice anche per la città perché questa promozione
può dare spinta nuova in tutti i sensi, era un po' che mancava il grande
calcio. Che ruolo potrebbe giocare la Ternana in Serie B? Bella
domanda, non saprei. Sicuramente l'entusiasmo è una carta che può
giocare a suo favore. So che ci sono diversi giocatori in scadenza, ma
sarebbe importante mantenere uno zoccolo duro e fare degli innesti
mirati. Prima di tutto, però, bisogna tenere l'allenatore poi è giusto
che scelga lui gli uomini che vuole". Oggi Borgobello è un agente di calciatori, perché non ipotizzare qualche trattativa proprio con la sua ex società? "Questo è un discorso particolare (ride, ndr). Magari io non ho i giocatori giusti per la Ternana", ha risposto Borgobello.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
Luca Iannone per CalcioNews24.com
L'agente FIFA Giusti su presente e futuro dell'Italcalcio
A
sentire molti, se negli ultimi anni le società di Serie A ci hanno
regalato sempre meno colpi di mercato, il motivo risiede in alcuni
problemi strutturali dello stesso calcio italiano. E a pagarne dazio
sono, soprattutto, i giovani. E' così che stanno veramente le cose?
La nostra redazione ha chiesto un parere in merito all'agente
FIFA Edoardo Giusti, titolare dell'agenzia GGXX-USM
Italy.
Luca Iannone per OggiNotizie.it
Il presidente
del CONI Petrucci ha detto che il nostro calcio è arrivato “ad un
punto di non ritorno”...
“Sono
assolutamente d'accordo, anche se è una frase molto generale ed è
facile pronunciarla sull'onda di certi avvenimenti. Se l'Italia negli
anni '80-90 era un punto di riferimento, da quando sono nel mondo del
calcio, ovvero nell'ultimo decennio, c'è stata decadenza importante
che ha fatto sorpassare quella italiana da altre realtà europee. Il
ciò è dovuto alla mancanza di cultura della classe dirigente, di
meritocrazia e di equilibrio nel giudizio. Ci troviamo in una
situazione disarmante. Il calcio italiano sta perdendo competitività
soprattutto nella fase medio-bassa; basta guardare i risultati
ottenuti in Europa League: l'Italia è dietro a paesi come Belgio e
Olanda. Ad alti livelli, l'unico progetto degno di questo nome è
quello del Napoli, De Laurentiis ha capito come va organizzato un
club di calcio. Il Milan ha in Adriano Galliani una persona di grande
cultura che ha fatto grandissime cose, mentre il progetto Roma può
essere diverso a parole ma nei fatti...”.
Come si può
uscire da questo buio tunnel senza fine?
“Bisogna
partire dalla base. La politica del calcio deve attuare riforme
drastiche ma necessarie, strutturali. La prima cosa da fare è
eliminare la Lega Pro e creare una lega di sviluppo con squadre B dei
club di massima serie, senza promozioni e retrocessioni, dove possono
giocare calciatori che escono da settori giovanili e le riserve. La
seconda cosa deve partire dai presidenti: ogni singola società deve
capire che non è il passato di un elemento ma le competenze a
stabilire i meriti. Ci vuole cambio di mentalità, bisogna iniziare a
scegliere persone preparate e a puntare su di loro. Un appello ai
direttori sportivi: non devono legarsi ai procuratori, altrimenti il
ruolo di agente non ha più senso di esistere e vengono a cadere
tutti i presupposti meritocratici. Il grandissimo paradosso è che
l'uomo mercato più indipendente del calcio italiano è stato Luciano
Moggi. Da giovane addetto ai lavoratori Moggi mi era stato
demonizzato, ma dopo i fatti di Calciopoli l'ho rivalutato molto.
L'ex direttore generale della Juve ha commesso errori di onnipotenza,
ma la sua indipendenza intellettuale è quella a cui tutti dovrebbero
puntare”.
Qual è invece
la situazione del mercato italiano?
“Il
primo dato che balza all'occhio è la mancanza di liquidità dovuta
ad una congiuntura economica negativa. Ma quando non ci sono i soldi,
ci devono essere le idee. Vedo società incaponirsi sul mercato
sudamericano: super inflazionato e dove arrivano tutti. Inoltre il
potere d'acquisto delle società italiane è inferiore rispetto a
quello di club esteri con fatturati elevati dovuti ad una gestione
manageriale. C'è anche un discorso di appeal. Il calciatore
straniero, ormai, non vede più l'Italia come un campionato di prima
fascia, ma lo mette in fila dietro a Inghilterra, Spagna, Germania e
Italia. Così diventa più complicato imbastire operazioni
importanti. Poi a questo bisogna aggiungere altri due fattori:
l'incompetenza e il seguire le mode”.
Raccontaci
qualcosa della GGXX-USM Italy...
“Siamo
nati nel 2006 con una forte impronta di internazionalità per scelta.
Avevamo capito quale sarebbe stato il trend generale del mercato
italiano, adesso stiamo cominciando a raccogliere i frutti di questo
lavoro e filosofia. A nostro avviso, oltre alla competenza,
un'agenzia deve avere contatti, relazioni, un'apertura consolidata
verso l'estero perché il mercato è globale. Il calciatore italiano
di qualunque livello deve comunque avere un ventaglio di opportunità
di sviluppare la propria carriera in contesti diversi da quello
italiano. Ciò non significa che noi porteremo all'estero tutti i
nostri assistiti, però se prima si aveva un certo numero di società
con cui sviluppare proposte ora questo numero è aumentato”.
Cos'è il 'Live
Scouting'?
“Premetto
che, come agenzia, sviluppiamo un lavoro di management e di scouting.
Per quanto concerne lo scouting, abbiamo creato e testato negli anni
una metodologia completamente nuova e diversa, al servizio nostro e
dei club che vogliono beneficiarne. Una metodologia incrociata fra
valutazione tecnica del giocatore, dati statistici e parametri che
danno un quadro generale del valore e dell'adattabilità di un
giocatore. Incrociando questi elementi vengono fuori risultati
sensazionali. Oggi il valore tecnico di un calciatore è determinato
dal nome dalla squadra in cui milita, meramente dai gol che segna:
bisogna andare dentro a queste statistiche. Per esempio, se si valuta
molto bravo un attaccante perché fa venti gol in una stagione, ma
questi li ha segnati in 6-7 partite e in situazioni particolari,
allora i venti gol hanno un peso diverso. Al contrario, l'attaccante
che ha segnato sette gol tutti in partite decisive, allora il valore
delle reti aumenta. Si tratta di un metodo complesso, il concetto è
andare al di là dell'apparenza”.
Ad un giovane
italiano arrivano due offerte: una da un club di media fascia
italiana e l'altra da un club estero dello stesso livello. Quale
dovrebbe accettare secondo te?
“Non
ho dubbi: alla luce di quello che ho detto prima, la Premier League,
Bundesliga, Liga - in maniera inferiore - sono soluzioni preferibili.
Anzitutto per un fatto meramente economico, che ha comunque la sua
incidenza. Un ragazzo all'estero percepisce uno stipendio decuplicato
rispetto a quanto percepirebbe in Italia. Poi per un fatto di cultura
e di strutture, fantastiche nelle 'Academy' inglesi. Il tuo percorso
scolastico viene curato direttamente dai club, impari una lingua
nuova, ti sai destreggiare meglio: tutte situazioni favorevoli per il
prosieguo della tua carriera. Si deve essere prima uomini che
calciatori. Ma l'aspetto più importante è quello tecnico. In queste
realtà europee lanciano i giovani, mentre l'Italia è l'ultimo paese
come giovani lanciati in prima squadra. Sono dati sotto gli occhi di
tutti, un giovane ha più possibilità di esordire in contesti
diversi da quello italiano. L'esempio di Jacopo Sala è lampante:
dagli Allievi dell'Atalanta si è trasferito al Chelsea e ora milita
nell'Amburgo. Non dobbiamo più pensare ai paesi citati come estero
ma come Europa, sono realtà più sviluppate dall'Italia e i nostri
giovani devono fare queste esperienze. Noi lavoriamo anche per
questo: un nostro assistito ha un ventaglio di possibilità e una
visibilità molto più ampia. Per un giovane italiano costretto ad
andare in Lega Pro, sarebbe molto meglio una massima serie estera in
paesi come Svizzera, Grecia, Belgio o Portogallo. L'esempio di
Stefano Napoleoni è emblematico”.
Luca Iannone per OggiNotizie.it
25 aprile 2012
Hübner sui bomber della A: "Ibra capocannoniere, delusione Gilardino. Klose, Giovinco e Denis..."
A
cinque giornate dal termine del campionato, Zlatan Ibrahimovic guida la
classifica dei marcatori della massima serie con 24 gol segnati seguito
da Cavani, Di Natale e Milito a quota 20 centri. Chi sarà a spuntarla?
La redazione di CalcioNews24.com lo ha chiesto all'ex bomber Dario Hübner, che nella sua carriera è stato capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C: “In
questo momento vedo Ibra vedo favorito sugli altri. Se il Milan vuole
cercare di riagguantare il primo posto, ha bisogno dei gol del
centravanti svedese”. Su quali attaccanti, invece, hanno deluso le aspettative e quali le hanno sovvertite, Hübner si è espresso così: “Mi
aspettavo qualcosa in più da Gilardino: ero convinto che a Genova,
cambiando società, potesse fare qualche gol in più. Finora non è
riuscito a sbloccarsi, ma gli auguro di riuscirci in queste ultime
giornate anche se finora ne ha fatto qualcuno in meno del previsto.
Klose, invece, è una garanzia sotto porta, mentre Giovinco per essere
una mezza punta ha segnato tanto in questa stagione. Denis ha fatto gran
campionato come tutta l'Atalanta, che, nonostante l'handicap iniziale, è
riuscita comunque a fare bene”.
Luca Iannone per CalcioNews24.com
24 aprile 2012
Baglieri: "Lecce-Napoli gara aperta e spettacolare. Il mio pronostico è..."
"Ho lasciato un pezzo di cuore a Napoli, dove oltre alla passione
per il calcio, c'è un qualcosa in più. Sono cresciuto a livello
calcistico nel settore giovanile azzurro e lo ricordo sempre volentieri.
A Lecce, invece, ho giocato per un anno vincendo un campionato in Serie
B. Mi sono trovato molto bene in una bellissima città come quella
salentina". Così Cristian Baglieri, che in
carriera ha indossato sia la casacca del Lecce che quella del Napoli,
ricorda le due esperienze negli anni '90. Contattato in esclusiva, l'ex attaccante si è poi soffermato a
parlare della sfida in programma domani pomeriggio al Via del Mare: "Gli
azzurri stanno avendo delle difficoltà ultimamente, ma ci tengono a
fare bene e a far vedere che il napoli c'è ed è ancora vivo. Sarà una
partita importante per quanto concerne lo spettacolo in campo. Al
contrario, il Lecce sta facendo bene, è una squadra che non molla mai.
Mi aspetto un bellissimo match tra due formazioni in grado di attaccare
in maniera veloce grazie ai propri uomini. Lavezzi assente? E' una
pecca, un neo in più per la compagine partenopea: quando il Pocho sta
bene non ce n'è per nessuno. Ma il Napoli è un grande gruppo e sopperirà
alla sua assenza. Ripeto, sarà una sfida aperta e caratterizzata da
contropiedi da ambo le parti. Il Lecce ha attaccanti importanti come Di
Michele, con il quale ho giocato ai tempi della Lodigiani, e Muriel, che
si sta mettendo in mostra". Le motivazioni saranno tantissime per entrambe le squadre: "Sicuramente
sarà così. Il Lecce è in lotta per la salvezza, mentre il Napoli
insegue quel terzo posto che gli permetterebbe di tornare in Champions
League. Sarà una gara apertissima, da una parte e dall'altra, ma
attenzione ai padroni di casa che potrebbero mettere in difficoltà gli
azzurri. Nonostante tutto, vedo il Napoli favorito".
Luca Iannone per CalcioNews24.com
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