2 maggio 2012

Viviani: "Napoli favorito per il terzo posto, problemi in vista per Inter e Lazio"

Un posto per quattro. A due settimane dalla conclusione del campionato, la corsa alla zona Champions League tiene sulle spine milioni di tifosi. Ma quale, delle tre in lotta, è la più accreditata per tagliare questo traguardo? Lo abbiamo chiesto in esclusiva al tecnico Fabio Viviani, tra l'altro vice di Reja ai tempi del Napoli: "In questo momento la squadra favorita per il terzo posto sembra essere il Napoli che ha ritrovato una buonissima condizione, anche in vista della finale di Coppa Italia. C'è poi l'Inter che ha ottenuto una serie di risultati importanti, ma sul suo cammino da qui alla fine del campionato ha un ostacolo come il derby. Chi rischia di staccarsi dal gruppo stasera? Sicuramente la Lazio. Al di là dell'avversario, sta attraversando un momento difficile e, oltre alla miriade di infortuni, ha anche il problema delle squalifiche". Napoli favorito per il terzo posto, ma cosa gli serve per ben figurare in Europa? "La compagine partenopea sta crescendo di anno in anno sia dal punto di vista dei risultati sia da quello della rosa. Penso che siano già intervenuti bene sul mercato nell'ultimo anno: Pandev è tornato ad alti livelli, Vargas dopo mesi di ambientamento renderà meglio. Bisognerà intervenire inserendo degli elementi di qualità in difesa, ma De Laurentiis e gli altri dirigenti hanno già dimostrato di aggiungere nuovi tasselli anno dopo anno", ha concluso Viviani.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

1 maggio 2012

Tornaghi vuole fa' l'americano: "MLS, cresciamo insieme"

Negli ultimi anni sta aumentando sempre di più il numero di calciatori europei ed italiani che lasciano il Vecchio Continente per approdare oltreoceano. Tra questi anche l'estremo difensore classe '88 Paolo Tornaghi, prodotto del vivaio dell'Inter, da alcuni mesi in forza al Chicago Fire, squadra della Major League Soccer. Abbiamo raggiunto in esclusiva il giovane, che ha rilasciato un'interessante intervista ai nostri microfoni.

Paolo, facciamo un passo indietro: come sei arrivato al Chicago Fire?
"Già dalla scorsa estate avevo l'idea di trovare una sistemazione in un campionato estero che mi potesse dare una certa visibilità. Con l'aiuto del mio agente sono volato in Florida, a fine gennaio, per iniziare la preparazione con la squadra. In quel periodo mi avrebbero valutato e deciso che tipo di ingaggio propormi".

Come sta procedendo la tua esperienza negli USA?
"Molto bene. Ho giocato le prime tre partite del campionato, in assenza del portiere Johnson impegnato con la nazionale. Ora sto aspettando nuovamente di essere chiamato a giocare per poter continuare la mia crescita ed aumentare la mia visibilità in MLS".

A febbraio anche Ferrari e Corradi sono approdati nella MLS: cosa spinge a intraprendere questa avventura?
"Gli Stati Uniti sono il massimo per gli sportivi professionisti.
Qui c'è davvero una grande cultura dello sport, dell'agonismo e un'ottima organizzazione. Piano piano il calcio sta rosicchiando fans agli altri sport e sta facendo aumentare la propria popolarità".

Cosa manca al calcio statunitense per avvicinarsi a quello europeo?
"A livello organizzativo e di infrastrutture assolutamente nulla. In campo, invece, la grossa differenza è che viene curata molto meno la parte tattica; si cerca sempre la massima intensità ed il massimo agonismo. I giocatori latini e sudamericani alzano molto il tasso tecnico delle squadre, mentre i giocatori americani sono più corridori e combattenti".

Cosa ti manca dell'Italia?
"Ovviamente, da buon italiano, la cucina di casa manca molto; per fortuna vivo in una grande città e con il passare del tempo io e la mia fidanzata ci stiamo adattando bene".

Quali sono i tuoi progetti futuri?
"L'obiettivo è riuscire ad impormi in questo campionato come portiere giovane ed affidabile. Acquisire minuti ed esperienza in partite importanti per poi, fra qualche anno, poter rientrare in Europa in squadre di livello. Seguitemi su Twitter @PaulTornaghi!".

Luca Iannone per CalcioNews24.com

29 aprile 2012

On. Sisto: "Il nome di Bari e del Bari è stato infangato, ecco cosa chiediamo noi di Maglia biancorossa"

E' passato circa un mese da quando l'associazione 'Maglia biancorossa' ha deciso di querelare l'ex capitano del Bari Antonio Bellavista, coinvolto nell'ambito delle indagini sul calcioscommesse. Per conoscere meglio le finalità di questa iniziativa ed approfondire il tema scommessopoli, intervistato in esclusiva l'Onorevole Francesco Paolo Sisto, avvocato dell'associazione.

Come è nata l'associazione 'Maglia biancorossa'?
Nasce da un comune sentire: la città è stata fortemente ferita e lacerata così come la squadra. Lo stadio è il luogo dove la città si incontra più che in altri momenti, l'emotività mette insieme tante persone più che in occasione di altri eventi. Questo ha indotto una serie di ex calciatori capitanati da Mimmo Magistro a pensare a questa iniziativa, che vuole rievocare la necessità di tenere questi colori puliti rispetto a chi ha cercato di inzozzarli e ci è anche riuscito. Rivendichiamo la pulizia della città e della società. La nostra associazione riunisce ex giocatori di tutte le epoche e tifosi, abbonati sia allo stadio sia alle televisioni a pagamento; i primi hanno avuto un danno di immagine, i secondi hanno pagato non per vedere partite con risultato precostituito. Ci proponiamo due obiettivi: costituirci persona offesa e rivendicare il diritto di risarcimento del danno. Abbiamo presentato querela nei confronti di Antonio Bellavista che ha mosso un'accusa che colpisce tutti quelli che nel Bari hanno giocato, cioè quella secondo cui nel Bari vendere le partite sarebbe stata una consuetudine. Oltre allo scopo giudiziario nei processi penali di Bari e Cremona, c'è anche la necessità di rivedere il tema della responsabilità oggettiva: ormai un calciatore può truccare delle partite anche via internet, come può una società controllare per queste condotte sofisticatissime? Se la società ne era a conoscenza allora dovrà rispondere, ma in mancanza di un briciolo di chance di controllare certe condotte...”.

Davvero tutti sapevano che il Bari lo scorso anno ha venduto mezzo campionato?
Come dice Oscar Wilde: tutte le generalizzazioni sono sbagliate, anche questa. Bisogna esaminare caso per caso, andare avanti step by step. Anche la sola connivenza può essere idonea ad essere soggetta alla giustizia sportiva che deve essere più severa nell'individuazione delle responsabilità: non basta non fare, ma bisogna cercare di bloccare questi atteggiamenti omissivi. Dire che tutto questo si sapeva mi sembra inesatto e non credo sia vero; molti calciatori hanno protestato e anche vivacemente con i colleghi senza che la società ne fosse a conoscenza”.

Avvocato, i tifosi vogliono sapere: cosa rischia l'AS Bari?
Se fosse provata l'omissione colpevole o l'omessa denuncia, la società Bari può andare incontro a sanzione ma, a pensar male, si tratterà di una penalizzazione. Non mi sembra che il Bari possa preoccuparsi più di tanto rispetto ad altri club”.

A fine stagione dobbiamo aspettarci classifiche rivoluzionate?
C'è bisogno di valutare a poco a poco, ma sono sincero: quello che si percepisce è che il rischio di modifica del risultato sportivo ci sia tutto. Non si può ignorare che prendere soldi per truccare una partita - fotografia di quello che è successo - costituisce un illecito sportivo gravissimo. L'autorete di Andrea Masiello nel derby del 15 maggio dello scorso anno è il modello inespugnabile di negatività; non è possibile fare di peggio in un derby Bari-Lecce, è come un suicidio-omicidio, non tanto per la rivalità ma perché un derby viene vissuto dalla gente in maniera particolarmente sentita. Basterebbe fare questa riflessione, non siamo lontani da forme di colpa cosciente, una colpa grave. Credo che nessuno si renda conto che il fatto penale shakerato con quello sportivo renda più grave l'uno e l'altro”.

28 aprile 2012

Quattro occhi sul Sud America: Andrea Boscolo e Nunzio Marchione sui giovani talenti argentini

Il Sud America è da sempre una miniera ricca di elementi preziosi su cui i grandi club europei sono pronti a buttarsi per aggiungere qualità alle proprie squadre, magari per piazzare il grande colpo. Andrea Boscolo e Nunzio Marchione sono due addetti ai lavori che, per poter osservare da vicino alcuni dei giovani più talentuosi dell'intero panorama sudamericano, si sono recati direttamente nel Nuovo continente. Abbiamo raggiunto in esclusiva i due, che si trovano in Argentina da inizio febbraio.

Boscolo: “Per noi operatori del mercato italiano, lavorare in questo paese significa visionare i giovani talenti che nei prossimi anni potranno fare la fortuna del calcio europeo. Ma significa anche apprendere i segreti delle strutture manageriali sportive che sono riuscite, nel corso degli anni, a trasformare la figura del calciatore professionista in una vera e propria azienda con alle spalle gruppi inversori altamente qualificati”.

Marchione: “Se guardiamo le differenze tra il calcio argentino e quello europeo, la prima che salta all’occhio è il loro concetto di tattica, aspetto molto meno esasperato rispetto al tatticismo nostrano. Anche il ritmo di gioco è meno intenso, questo però permette di evidenziare quei talenti che hanno la cosiddetta marcia in più che sono poi quelli che spesso e volentieri approdano nel calcio europeo. Però provate a immaginare la Primera Divisiòn argentina composta da tutti i loro calciatori compresi quelli che giocano in Europa; che campionato sarebbe? Probabilmente uno tra i più belli del mondo”.

Per quanto concerne possibili movimenti dall’Argentina all’Italia, quali giovani talentuosi segnalereste?

Boscolo: “Un giocatore che ultimamente si sta mettendo in evidenza nel campionato di Segunda B è Ramiro Funes Mori del River Plate di Almeyda, classe 1991, fratello gemello del più famoso attaccante Rogelio Gabriel Funes Mori. Difensore centrale con standard fisici europei, quasi un metro e novanta, buona tecnica, mancino naturale, aggressivo, molto forte di testa. E' dotato di grande personalità, è pronto per un livello superiore. Un ragazzo che è riuscito a conquistarsi il posto da titolare con il sacrificio quotidiano. Sappiamo che diversi club italiani sono stati qui per visionarlo. In Italia lo vedrei bene in una squadra di media classifica. Sono sicuro che la personalità e la prestanza fisica delle quali è dotato gli permetterebbero di fare bene anche nel nostro campionato”.

Marchione: “Un calciatore che a me piace molto è Cristian Chavez del Boca, un centrocampista duttile, che ha tecnica e corsa. In Europa si parla poco di lui, non capisco il perché, da noi son convinto farebbe benissimo. Ma, se fossi un direttore sportivo di Serie A, punterei senza dubbio su Ezequiel Cirigliano, uno dei calciatori che preferisco. Il centrocampista del River Plate ha tutto per sfondare: carattere, fisico e tecnica. Mi piacciono molto i giocatori che danno tutto e lui in questo senso è un guerriero, ma con dei piedi niente male. Lo vedrei bene in Italia in una piazza importante come Lazio o Roma, dove si gioca con molta pressione. Sotto certi aspetti mi ricorda Almeyda, che attualmente è il suo allenatore al River”.

27 aprile 2012

Agostini: "Roma-Napoli, un punto non serve a nessuno. Pesante l'assenza di De Rossi..."

E' senza dubbio Roma-Napoli il match che balza subito agli occhi se si guardano gli anticipi di Serie A in programma sabato e validi per la 35esima giornata di campionato. Per analizzare il confronto tra due formazioni in corsa per tornare a lottare in campo europeo, abbiamo dato la parola al doppio ex Massimo Agostini: "Sarà una gara che le due squadre devono cercare di vincere per portarsi il più avanti possibile verso il terzo posto. Mi aspetto una partita senza speculazioni perché il pareggio non interesserebbe a nessuno. Si presuppone che sarà una partita molto avvincente, però in questo momento il Napoli si è ripreso abbastanza bene dopo un brutto periodo, mentre la Roma è in uno stato confusionale, sta perdendo partite e punti facilmente. Perciò credo che gli azzurri debbano sfruttare momento negativo della compagine capitolina. È l'occasione giusta vedendo anche che la Lazio sta perdendo colpi". Luis Enrique dovrà fare a meno di De Rossi, Lamela e Osvaldo squalificati: "Sicuramente De Rossi elemento importantissimo, Lamela è un giovane che deve ancora maturare e crescere nel nostro campionato, mentre Osvaldo ogni tanto esce fuori dalle righe ma è un giocatore importante. Con Bojan e Totti il problema in attacco sarà risolto, più che altro peserà l'assenza di De Rossi". I giallorossi sono attualmente a -5 punti dal terzo posto occupati dalla Lazio, forse troppi per puntare al ritorno in Champions? "Dipende tutto da sabato sera perché cinque punti si possono recuperare, non è una distanza incolmabile. Se, però, fanno partite come quella con la Fiorentina, sicuramente il distacco diventerebbe enorme. Nello scontro diretto di sabato c'è l' occasione giusta per rifarsi, ma la Roma affronterà un Napoli in crescita esponenziale", ha concluso il Condor Agostini.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

26 aprile 2012

Celestini: "Napoli, devi puntare allo scudetto. De La può sbizzarrirsi sul mercato"

Con il meritato successo ottenuto ieri sul campo del Lecce, il Napoli si è portato ad un solo punto di distacco dalla Lazio, tornando prepotentemente in corsa per il terzo posto. Raggiunto in esclusiva l'ex centrocampista azzurro Costanzo Celestini, che ha analizzato il momento della squadra di Mazzarri: “Mi auguro che la vittoria di ieri funga da spinta verso il terzo posto, ci sono tutte le premesse per centrare questo obiettivo che è alla portata. Sono dell'idea che quest'anno il Napoli abbia sprecato tantissimo, perché poteva ritagliarsi uno spazio ancora più interessante nel campionato italiano. Se mi riferisco allo scudetto? Indubbiamente. Il Napoli ha giocatori importanti che tutte le squadre invidiano, poi sono tutti nazionali. Al di là di quello che può dire Mazzarri circa l'inesperienza dei suoi, credo che la compagine partenopea abbia le carte in regola per puntare al tricolore”. Non sarà però facile trattenere gli elementi di spicco della rosa azzurra: “Sono dell'idea che alla fine bisogna puntare su giovani bravi di prospettiva che non facciano rimpiangere gli attuali calciatori in organico. Ci sono in ballo tanti fattori, ad esempio procuratori che fanno uscire notizie per far alzare il prezzo dei propri assistiti. Sono giochi che tutti quanti conoscono. Alla fine, devono rimanere quei calciatori a cui fa piacere indossare la maglia azzurra. Napoli è una piazza importante, campioni in giro ce ne sono. De Laurentiis si può sbizzarrire”, ha concluso Celestini.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

Borgobello: "Bentornata Ternana! Ci sono i presupposti per fare bene anche in B"

Terni è in festa: dopo sei stagioni trascorse in Lega Pro, la Ternana torna in Serie B. Con due giornate di anticipo, la formazione umbra ha ottenuto la matematica promozione dalla Prima Divisione. Per commentare l'importante traguardo raggiunto proprio ieri, contattato in esclusiva l'ex attaccante Massimo Borgobello, secondo calciatore più prolifico della storia dei rossoverdi: "Hanno meritato ampiamente questo risultato, soprattutto mister Toscano che è riuscito a esprimere le sue idee e a trasmetterle alla squadra. Sono felice anche per la città perché questa promozione può dare spinta nuova in tutti i sensi, era un po' che mancava il grande calcio. Che ruolo potrebbe giocare la Ternana in Serie B? Bella domanda, non saprei. Sicuramente l'entusiasmo è una carta che può giocare a suo favore. So che ci sono diversi giocatori in scadenza, ma sarebbe importante mantenere uno zoccolo duro e fare degli innesti mirati. Prima di tutto, però, bisogna tenere l'allenatore poi è giusto che scelga lui gli uomini che vuole". Oggi Borgobello è un agente di calciatori, perché non ipotizzare qualche trattativa proprio con la sua ex società? "Questo è un discorso particolare (ride, ndr). Magari io non ho i giocatori giusti per la Ternana", ha risposto Borgobello.


Luca Iannone per CalcioNews24.com

L'agente FIFA Giusti su presente e futuro dell'Italcalcio

A sentire molti, se negli ultimi anni le società di Serie A ci hanno regalato sempre meno colpi di mercato, il motivo risiede in alcuni problemi strutturali dello stesso calcio italiano. E a pagarne dazio sono, soprattutto, i giovani. E' così che stanno veramente le cose? La nostra redazione ha chiesto un parere in merito all'agente FIFA Edoardo Giusti, titolare dell'agenzia GGXX-USM Italy.

Il presidente del CONI Petrucci ha detto che il nostro calcio è arrivato “ad un punto di non ritorno”...
Sono assolutamente d'accordo, anche se è una frase molto generale ed è facile pronunciarla sull'onda di certi avvenimenti. Se l'Italia negli anni '80-90 era un punto di riferimento, da quando sono nel mondo del calcio, ovvero nell'ultimo decennio, c'è stata decadenza importante che ha fatto sorpassare quella italiana da altre realtà europee. Il ciò è dovuto alla mancanza di cultura della classe dirigente, di meritocrazia e di equilibrio nel giudizio. Ci troviamo in una situazione disarmante. Il calcio italiano sta perdendo competitività soprattutto nella fase medio-bassa; basta guardare i risultati ottenuti in Europa League: l'Italia è dietro a paesi come Belgio e Olanda. Ad alti livelli, l'unico progetto degno di questo nome è quello del Napoli, De Laurentiis ha capito come va organizzato un club di calcio. Il Milan ha in Adriano Galliani una persona di grande cultura che ha fatto grandissime cose, mentre il progetto Roma può essere diverso a parole ma nei fatti...”.

Come si può uscire da questo buio tunnel senza fine?
Bisogna partire dalla base. La politica del calcio deve attuare riforme drastiche ma necessarie, strutturali. La prima cosa da fare è eliminare la Lega Pro e creare una lega di sviluppo con squadre B dei club di massima serie, senza promozioni e retrocessioni, dove possono giocare calciatori che escono da settori giovanili e le riserve. La seconda cosa deve partire dai presidenti: ogni singola società deve capire che non è il passato di un elemento ma le competenze a stabilire i meriti. Ci vuole cambio di mentalità, bisogna iniziare a scegliere persone preparate e a puntare su di loro. Un appello ai direttori sportivi: non devono legarsi ai procuratori, altrimenti il ruolo di agente non ha più senso di esistere e vengono a cadere tutti i presupposti meritocratici. Il grandissimo paradosso è che l'uomo mercato più indipendente del calcio italiano è stato Luciano Moggi. Da giovane addetto ai lavoratori Moggi mi era stato demonizzato, ma dopo i fatti di Calciopoli l'ho rivalutato molto. L'ex direttore generale della Juve ha commesso errori di onnipotenza, ma la sua indipendenza intellettuale è quella a cui tutti dovrebbero puntare”.

Qual è invece la situazione del mercato italiano?
Il primo dato che balza all'occhio è la mancanza di liquidità dovuta ad una congiuntura economica negativa. Ma quando non ci sono i soldi, ci devono essere le idee. Vedo società incaponirsi sul mercato sudamericano: super inflazionato e dove arrivano tutti. Inoltre il potere d'acquisto delle società italiane è inferiore rispetto a quello di club esteri con fatturati elevati dovuti ad una gestione manageriale. C'è anche un discorso di appeal. Il calciatore straniero, ormai, non vede più l'Italia come un campionato di prima fascia, ma lo mette in fila dietro a Inghilterra, Spagna, Germania e Italia. Così diventa più complicato imbastire operazioni importanti. Poi a questo bisogna aggiungere altri due fattori: l'incompetenza e il seguire le mode”.

Raccontaci qualcosa della GGXX-USM Italy...
Siamo nati nel 2006 con una forte impronta di internazionalità per scelta. Avevamo capito quale sarebbe stato il trend generale del mercato italiano, adesso stiamo cominciando a raccogliere i frutti di questo lavoro e filosofia. A nostro avviso, oltre alla competenza, un'agenzia deve avere contatti, relazioni, un'apertura consolidata verso l'estero perché il mercato è globale. Il calciatore italiano di qualunque livello deve comunque avere un ventaglio di opportunità di sviluppare la propria carriera in contesti diversi da quello italiano. Ciò non significa che noi porteremo all'estero tutti i nostri assistiti, però se prima si aveva un certo numero di società con cui sviluppare proposte ora questo numero è aumentato”.

Cos'è il 'Live Scouting'?
Premetto che, come agenzia, sviluppiamo un lavoro di management e di scouting. Per quanto concerne lo scouting, abbiamo creato e testato negli anni una metodologia completamente nuova e diversa, al servizio nostro e dei club che vogliono beneficiarne. Una metodologia incrociata fra valutazione tecnica del giocatore, dati statistici e parametri che danno un quadro generale del valore e dell'adattabilità di un giocatore. Incrociando questi elementi vengono fuori risultati sensazionali. Oggi il valore tecnico di un calciatore è determinato dal nome dalla squadra in cui milita, meramente dai gol che segna: bisogna andare dentro a queste statistiche. Per esempio, se si valuta molto bravo un attaccante perché fa venti gol in una stagione, ma questi li ha segnati in 6-7 partite e in situazioni particolari, allora i venti gol hanno un peso diverso. Al contrario, l'attaccante che ha segnato sette gol tutti in partite decisive, allora il valore delle reti aumenta. Si tratta di un metodo complesso, il concetto è andare al di là dell'apparenza”.

Ad un giovane italiano arrivano due offerte: una da un club di media fascia italiana e l'altra da un club estero dello stesso livello. Quale dovrebbe accettare secondo te?
Non ho dubbi: alla luce di quello che ho detto prima, la Premier League, Bundesliga, Liga - in maniera inferiore - sono soluzioni preferibili. Anzitutto per un fatto meramente economico, che ha comunque la sua incidenza. Un ragazzo all'estero percepisce uno stipendio decuplicato rispetto a quanto percepirebbe in Italia. Poi per un fatto di cultura e di strutture, fantastiche nelle 'Academy' inglesi. Il tuo percorso scolastico viene curato direttamente dai club, impari una lingua nuova, ti sai destreggiare meglio: tutte situazioni favorevoli per il prosieguo della tua carriera. Si deve essere prima uomini che calciatori. Ma l'aspetto più importante è quello tecnico. In queste realtà europee lanciano i giovani, mentre l'Italia è l'ultimo paese come giovani lanciati in prima squadra. Sono dati sotto gli occhi di tutti, un giovane ha più possibilità di esordire in contesti diversi da quello italiano. L'esempio di Jacopo Sala è lampante: dagli Allievi dell'Atalanta si è trasferito al Chelsea e ora milita nell'Amburgo. Non dobbiamo più pensare ai paesi citati come estero ma come Europa, sono realtà più sviluppate dall'Italia e i nostri giovani devono fare queste esperienze. Noi lavoriamo anche per questo: un nostro assistito ha un ventaglio di possibilità e una visibilità molto più ampia. Per un giovane italiano costretto ad andare in Lega Pro, sarebbe molto meglio una massima serie estera in paesi come Svizzera, Grecia, Belgio o Portogallo. L'esempio di Stefano Napoleoni è emblematico”.


Luca Iannone per OggiNotizie.it

25 aprile 2012

Hübner sui bomber della A: "Ibra capocannoniere, delusione Gilardino. Klose, Giovinco e Denis..."

A cinque giornate dal termine del campionato, Zlatan Ibrahimovic guida la classifica dei marcatori della massima serie con 24 gol segnati seguito da Cavani, Di Natale e Milito a quota 20 centri. Chi sarà a spuntarla? La redazione di CalcioNews24.com lo ha chiesto all'ex bomber Dario Hübner, che nella sua carriera è stato capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C: “In questo momento vedo Ibra vedo favorito sugli altri. Se il Milan vuole cercare di riagguantare il primo posto, ha bisogno dei gol del centravanti svedese”. Su quali attaccanti, invece, hanno deluso le aspettative e quali le hanno sovvertite, Hübner si è espresso così: “Mi aspettavo qualcosa in più da Gilardino: ero convinto che a Genova, cambiando società, potesse fare qualche gol in più. Finora non è riuscito a sbloccarsi, ma gli auguro di riuscirci in queste ultime giornate anche se finora ne ha fatto qualcuno in meno del previsto. Klose, invece, è una garanzia sotto porta, mentre Giovinco per essere una mezza punta ha segnato tanto in questa stagione. Denis ha fatto gran campionato come tutta l'Atalanta, che, nonostante l'handicap iniziale, è riuscita comunque a fare bene”.

Luca Iannone per CalcioNews24.com

24 aprile 2012

Baglieri: "Lecce-Napoli gara aperta e spettacolare. Il mio pronostico è..."

"Ho lasciato un pezzo di cuore a Napoli, dove oltre alla passione per il calcio, c'è un qualcosa in più. Sono cresciuto a livello calcistico nel settore giovanile azzurro e lo ricordo sempre volentieri. A Lecce, invece, ho giocato per un anno vincendo un campionato in Serie B. Mi sono trovato molto bene in una bellissima città come quella salentina". Così Cristian Baglieri, che in carriera ha indossato sia la casacca del Lecce che quella del Napoli, ricorda le due esperienze negli anni '90. Contattato in esclusiva, l'ex attaccante si è poi soffermato a parlare della sfida in programma domani pomeriggio al Via del Mare: "Gli azzurri stanno avendo delle difficoltà ultimamente, ma ci tengono a fare bene e a far vedere che il napoli c'è ed è ancora vivo. Sarà una partita importante per quanto concerne lo spettacolo in campo. Al contrario, il Lecce sta facendo bene, è una squadra che non molla mai. Mi aspetto un bellissimo match tra due formazioni in grado di attaccare in maniera veloce grazie ai propri uomini. Lavezzi assente? E' una pecca, un neo in più per la compagine partenopea: quando il Pocho sta bene non ce n'è per nessuno. Ma il Napoli è un grande gruppo e sopperirà alla sua assenza. Ripeto, sarà una sfida aperta e caratterizzata da contropiedi da ambo le parti. Il Lecce ha attaccanti importanti come Di Michele, con il quale ho giocato ai tempi della Lodigiani, e Muriel, che si sta mettendo in mostra". Le motivazioni saranno tantissime per entrambe le squadre: "Sicuramente sarà così. Il Lecce è in lotta per la salvezza, mentre il Napoli insegue quel terzo posto che gli permetterebbe di tornare in Champions League. Sarà una gara apertissima, da una parte e dall'altra, ma attenzione ai padroni di casa che potrebbero mettere in difficoltà gli azzurri. Nonostante tutto, vedo il Napoli favorito".

Luca Iannone per CalcioNews24.com